Il Vero volto di Gesù

                       Gennaro Anziano: "LA FINE DEL MONDO È VICINA!" - "THE END OF THE WORLD IS NEAR!"

  

 
 

Il Signore avverte

1. [Jakob Lorber], lo scrivano della presente Opera cercò e trovò. Chiese, e gli fu dato; e per mezzo di lui fu dato anche a tutti coloro che sono di cuore buono e di buona volontà. A coloro, invece, che qui cercano soltanto con la loro presunta pura intelligenza mondana, non sarà dato né sarà aperto.

2. Chi leggerà la presente Opera con cuore umile, riconoscerà il vero Autore. [GFD1.1-2]

3. Il motivo per cui tra i "molti chiamati, pochi sono gli eletti" è dovuto al fatto che sono pochi coloro che ascoltano le Parole del Signore: "Rinnega te stesso, prendi la croce sulle spalle e poi seguiMi!".

 [SS.c15. §19]

Il Nuovo Libro della Vita

Il Dizionario della Sapienza

Il Dizionario è tratto dall'Opera La Nuova Rivelazione o Nuovo Libro della Vita, dettata da Gesù a Jakob Lorber. Di essa Gesù dice: questa è la NUOVA DOTTRINA che Io do dai Cieli! Essa è la Vera, NUOVA GERUSALEMME dai Cieli poichè l'antica, cioè quella terrena, non vi serve più a niente! [GVG.v6.c13.§5]

 

SIRIO

5. E questo periodo della Creazione, rispetto a tutti gli altri, ha il vantaggio, di gran lunga non ancora riconoscibile per voi con sufficiente chiarezza, di essere l’unico, in tutta l’Eternità e Infinità, nel quale Io Stesso Mi sia rivestito perfettamente della natura carnale umana e in cui di tutto il grande Uomo cosmico Io Mi sia scelto questo globo cosmico, e all’interno di questo Io Mi sia scelto la galassia dei soli centrali [degli ammassi stellari] in cui c’è Sirio, dei cui duecento milioni di soli [planetari] che gli ruotano intorno Io abbia scelto proprio questo [vostro] sole, eleggendo – fra i molti corpi mondiali che gravitano intorno ad esso – precisamente questo pianeta sul quale ora ci troviamo, per diventare Io Stesso Uomo su di esso e per allevare da voi uomini dei veri figli Miei per tutta l’Infinità ed Eternità che furono e che saranno.

[GVG.v4.c255.§1-13]   

Costellazione del Cane

. [GTT.40-41]

40.Dunque ascolta, tu grande focolare di fuoco, tu antico Sole1 centrale che nel Cane2 fai spicco come corona di splendore dei tuoi Soli; che cosa, con i tuoi raggi lanciati infinitamente lontano, hai dunque scorto di Me, nei tuoi cosmi, che ti sembra il massimo? Infatti vedi, ti girarono intorno Soli a trilioni, a ciascuno di essi erano annesse Lune, Terre e comete a milioni, cosicché ognuno, come un cosmo, potesse operare nella sua sfera dato che di certo da ognuno si dispiegarono innumerevoli opere assolutamente sublimi; perciò tu, in tutte queste opere che sono infinitamente tante, di certo noterai pure in qualche modo tra queste la Mia più grande!

41.Oh, prenditi tempo, [...]

penetra nel tuo punto centrale dello spirito di fuoco da lì assai presto e velocemente la risposta giusta tu porterai.

1 E' un Sole centrale degli Ammassi stellari intorno al quale orbitano trilioni di Soli.[NdR].
2 Costellazione del 'Gran Cane'. 
 

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N O P Q R S T U V W X Y Z

LA NUOVA GERUSALEMME

La Nuova Rivelazione data a Jakob Lorber è un simbolo della Nuova Gerusalemme o Nuova Dottrina discesa dai Cieli.

[GVG.v6.c13.§1-10] 

1. Lazzaro allora chiese immediatamente: «O Signore, questa è una stella strana che non ho mai visto finora; che stella è e che cosa può significare?».

2. Io gli risposi: «Datti pace, perché ben presto avrete occasione di conoscere questa stella più da vicino!»

3. E detto ciò, Io aprii a tutti per qualche istante la loro vista interiore e la stella divenne ai loro occhi un mondo splendente di luce, e in mezzo sorgeva una Nuova Gerusalemme che aveva dodici porte, e la cinta quadrangolare di mura, che la rinchiudeva, era fatta precisamente di altrettanti tipi di pietre preziose quante erano le porte della città stessa. Da tutte le porte uscivano ed entravano continuamente degli angeli, e di nuovo si mostrarono anche Mosè ed Elia nonché molti altri profeti. Gli ebrei allora si stupirono al sommo grado e cominciarono a lodarMi e glorificarMi per aver concesso loro tante grazie e per aver mostrato loro tali cose meravigliose. Io però li richiamai subito al loro stato naturale, ed essi rividero solo la brillante stella che andò man mano rimpicciolendosi e finì con lo svanire del tutto.

4. E quando tale scena ebbe fine, quasi tutti i presenti ad una voce Mi domandarono di che cosa effettivamente si fosse trattato.

5. Ed Io dissi loro: «Quello che avete visto corrisponde a questa Nuova Dottrina che Io do dai Cieli! Essa è la vera, Nuova Gerusalemme dai Cieli, poiché l’antica, cioè quella terrena, non vi serve più a niente. Le dodici porte denotano le vere dodici tribù d’Israele, e i dodici tipi di pietre preziose delle mura di cinta significano i dieci Comandamenti di Mosè; le due superiori, cioè, il diamante e il rubino, i Miei due Comandamenti dell’amore per Dio e per il prossimo. Gli angeli che escono ed entrano dalle porte simboleggiano le molte verità che vengono rivelate agli uomini mediante la fedele osservanza della Mia Dottrina; quelli che si muovono fuori dalla città denotano inoltre la sapienza immensa di questa Mia Dottrina, e quelli che si muovono verso l’interno della città significano che gli uomini devono lasciare entrare anche nei loro cuori questa Mia Dottrina che è puro amore, e devono operare conformemente; così essi perverranno alla vera rinascita nello spirito, e verranno pure guidati in ogni verità e sapienza.

6. Questo è il significato dell’apparizione, e questo è pure il vero Sole di Grazia per chiunque oda la Mia Parola e viva secondo questa, ed in questa Nuova Gerusalemme vivranno e dimoreranno per l’eternità presso di Me tutti coloro che credono e che crederanno in Me, ed assieme a Me guideranno e governeranno tutto quanto vi è di creato nell’eternità dello spazio.

7. Tali cose voi non le comprendete ancora, né le potete comprendere; ma se restate fermi nella fede in Me e conformate le vostre opere a questa Mia Dottrina, giunti a maturità nella vostra fede e nel vostro amore, verrete battezzati dallo Spirito Santo che Io manderò a tutti coloro che in Me credono in maniera vivente e che credono in Colui che Mi ha inviato fuori da Sé nella carne di questo mondo come un Figlio dell’uomo, perché questa è la vera vita eterna: che voi cioè crediate in Me come nel verissimo Figlio del Padre che è nel Cielo e che viviate secondo la Sua Dottrina.

8. Però, quando lo Spirito del Quale vi ho appena parlato sarà venuto su di voi e vi avrà compenetrati, allora comprenderete voi stessi tutto ciò che adesso vedete e udite, ma che nel vostro stato puramente naturale non riuscite a comprendere, poiché la carne non può comprendere lo spirito, ed è in sé morta, e non ha altra vita all’infuori della compartecipazione temporanea alla vita che proviene dalla forza vitale dell’anima. Quest’ultima è affine allo spirito e a questo può rendersi perfettamente simile e può diventare una cosa sola con esso, qualora si estranei completamente dal mondo e volga invece i propri sensi esclusivamente a quanto esiste di interiore e di spirituale nella maniera e nell’ordine indicativi dalla Mia Dottrina nonché dal Mio esempio supremamente personale.

9. Cerchi dunque ciascuno di voi di salvare la sua anima con le proprie forze, perché, se essa precipita nel giudizio, potrà poi salvarsi senza avere a disposizione dei mezzi adeguati quando qui non vuole salvarsi con i tanti mezzi di cui dispone, senza riflettere per altro che essa dovrebbe essere per se stessa un bene inestimabile che, una volta perduto, non può venire riacquistato di per sé in nessun modo?

10. Veda quindi ciascuno anzitutto di salvare la propria anima! Infatti, Io dico a tutti che nell’Aldilà le cose staranno così: chi ha in sé l’amore, la verità e perciò il giusto ordine di Dio, a costui nell’Aldilà verranno aggiunte molte cose ancora; ma chi non ha queste cose, o ne ha in misura troppo scarsa, a costui anche ciò che eventualmente ancora ha, gli verrà tolto, in modo che non avrà più nulla, ed egli resterà misero, nudo e senza alcun aiuto! Chi allora avrà pietà di lui e chi potrà riscattarlo? In verità Io vi dico che – qui – un’ora conta più di mille anni nell’Aldilà! Queste parole imprimetevele bene nel cuore, ma per il momento ciascuno le tenga per sé».

L’apparizione della vecchia e nuova Gerusalemme.

[GVG.v7.c49.§1-13]  

1. Tutti allora rivolsero lo sguardo verso l’alto e il cielo immediatamente apparve come rovente e di colore rosso sanguigno, ed essi videro su quello sfondo la città di Gerusalemme assediata da guerrieri romani e sangue scorrere fuori dalle porte della città. Un po' dopo si vide la città in preda alle fiamme, mentre un fumo denso si innalzava e invadeva tutto l’ampio orizzonte; in breve della città non rimase più traccia e al suo posto non si vide che un cumulo di rovine fumanti. Infine anche questo svanì e apparve un deserto arido sul quale alcune orde selvagge si edificarono un luogo di dimora. Poi anche questa visione scomparve e in quel momento si udì un immenso clamore d’angoscia salire dalla città, così che Nicodemo temette che laggiù stesse per scoppiare una sommossa.

2. Io però lo tranquillizzai e dissi: «Questo è ancora lontano, tuttavia fra i quaranta e i cinquanta anni da adesso succederà così in questo paese; e per questa città, che non ha voluto riconoscere il tempo della sua visitazione colma di immensa Grazia, sarà la fine completa. Ma ora aspettate l’ultima visione, soltanto dopo rientreremo in casa e parleremo di quello che vedrete!».

3. A questo Mio invito tutti osservarono il firmamento e subito la colonna di luce ridiscese dall’alto sulla Terra, non più però là dove si era prima formata dalle dodici singole colonne, ma dalla parte diametralmente opposta, quindi ad Occidente, ma questa volta essa era molto più splendente di prima. Subito dopo si suddivise non più in dodici colonne, ma in una quantità di parti innumerevoli, dalle quali venne formandosi una città immensa. Le sue mura apparivano come fatte di pietre preziose, e precisamente di tutte le dodici qualità principali, e diffondevano uno splendore quanto mai brillante in tutte le direzioni e anche questa città aveva dodici porte attraverso le quali uscivano ed entravano, pieni di letizia, innumerevoli uomini che provenivano da tutte le regioni della Terra.

4. Al di sopra della città, molto in alto, in aria, appariva però una scritta in caratteri ebraici antichi che sembrava formata come da rubini e smeraldi e le cui parole dicevano: "Questa è la nuova Città di Dio, la nuova Gerusalemme, la quale scenderà un giorno dai Cieli agli uomini che saranno di cuore puro e di buona volontà; qui dentro essi dimoreranno per l’eternità con Dio e glorificheranno il Suo Nome"; ma questa scritta, come pure tutta questa apparizione, non fu vista che da coloro che si trovavano presso di Me sul monte e da nessun altro in tutto il paese.

5. Allora tutti i presenti, estasiati, proruppero in grida di giubilo e, seguendo il loro impulso, avrebbero voluto cominciare addirittura ad adorarMi ad altissima voce, ma la visione svanì immediatamente ed Io esortai tutti ad adorare Dio nel silenzio del loro cuore e non con parole altisonanti alla maniera dei farisei, ciò che al cospetto di Dio non ha alcun valore. Allora essi desistettero da ogni dimostrazione rumorosa e ciascuno si limitò a fare le dovute considerazioni nel silenzio del proprio cuore.

6. Solo dopo qualche tempo Io dissi: «Ecco che ormai siamo vicini alla mezzanotte, noi quindi rientreremo in casa e là prenderemo ancora un po' di pane e di vino. Poi Io vi darò un breve chiarimento sull’apparizione che ha avuto luogo»

7. A queste parole tutti allora rientrarono a casa, nella grande sala da pranzo che era ancora molto bene illuminata.

8. Quando ci trovammo di nuovo seduti in buon ordine alle nostre mense e Lazzaro e Nicodemo ebbero preso posto vicino a Me, vennero serviti del vino e del pane in quantità sufficiente, ed Io invitai tutti a prendere ancora un po' di ristoro. E tutti presero del pane e del vino e mangiarono e bevvero di buon animo.

9. Dopo che ci fummo ben ristorati, il nostro Nicodemo volse il suo sguardo tutto intorno per osservare meglio gli ospiti radunati là a quelle mense e ben presto si accorse della presenza dei sette ministri del Tempio che sedevano ad un piccolo tavolo assieme ai mercanti di schiavi; egli perciò si rivolse a Me e con qualche imbarazzo Mi disse: «O Signore, là scorgo alcuni sacerdoti del Tempio che io conosco fin troppo bene! Come mai si trovano qui? Credi che non ci tradiranno? Ci si può davvero fidare di loro?»

10. Io dissi: «Amico, chi ha finito col restare presso di Me, non ha più niente a che fare con il Tempio! È vero che sono stati inviati qui, sotto altre vesti dal Tempio, per tenere d’occhio Me e le Mie opere; essi però hanno riconosciuto la Verità ed hanno abbandonato il Tempio per sempre. Fra alcuni giorni però essi partiranno da qui, in compagnia di altre persone ancora, con quel personaggio romano, il quale li condurrà a Roma e provvederà per loro; tu dunque non devi temere che qualcuno ti tradisca per il fatto che sei qui; ora, a questo riguardo puoi essere perfettamente tranquillo».

11. Nicodemo Mi ringraziò per tali parole rassicuranti, prese un altro pezzo di pane e lo mangiò in tutta pace e poi si versò ancora del vino in un bicchiere che egli vuotò completamente.

12. Quando dunque anche Nicodemo si fu del tutto ristorato, allora Mi disse:

«O Signore e Maestro, considerato che siamo qui tutti raccolti in pace e che Tu ci hai promesso di darci una breve spiegazione riguardo alle apparizioni tanto meravigliose di oggi, io vorrei pregarTi, qualora a Te fosse gradito, di darcela addirittura adesso!».

13. Io dissi: «Ora Io lo farò; poi però, quando avrò terminato di parlarne, nessuno di voi Mi rivolga più altre domande in proposito, ma che ciascuno mediti dentro di sé su quanto avrà appreso; in questo modo la sua anima ne avrà un vantaggio maggiore che non se avesse posto lunghe e numerose domande! E allora ascoltate, dunque!».

Il Signore spiega le apparizioni luminose.

[GVG.v7.c50.§1-11]

1. (Continua il Signore:) «Le dodici colonne di fuoco ad Oriente rappresentavano giustamente le dodici tribù d’Israele e il robusto ceppo in mezzo era Giuda, mentre quelle alle due estremità raffiguravano Beniamino e Levi. In seguito ai vari avvenimenti, le dodici tribù si fusero nell’ultimo unico ceppo di Giuda e questo sono Io che sono venuto per riunire in Me, Quale l’unico vero Ceppo di Giuda, tutti gli altri ceppi, affinché tutti loro possano diventare una cosa sola in Me, così come Io e il Padre che è nel Cielo siamo pienamente una cosa sola, da eternità in eternità.

2. Quando voi vedeste le sette colonne, voi vedeste in certo modo i sette Spiriti di Dio che voi già conoscete, e quando più tardi divennero tre, voi vedeste in Beniamino il Figlio, in Levi lo Spirito e nel mezzo Giuda quale il Padre. E vedete, Padre, Figlio e Spirito divennero una cosa sola, come lo erano da eternità e come per delle eternità anche rimarranno! E questa cosa sola sono appunto Io Stesso e chi ode la Mia Parola e opera, agisce e vive in conformità di essa, egli sarà pure una cosa sola con Me e in Me. Come Me egli salirà ai Cieli di Dio e avrà in Me la vita eterna. Questo è, espresso in maniera del tutto concisa, il significato perfettamente genuino della prima apparizione.

3. Per quanto riguarda però la seconda apparizione, ebbene, questa ha indicato la pienezza della misura dell’abominio dei peccati di questo popolo, il quale ora, nel giorno chiarissimo che è sorto su di esso, continua a camminare in ogni tenebra e intende procedervi anche in avvenire. E perciò egli raccoglierà i frutti secondo le sue opere, cosa questa che accadrà in quel tempo che Io, amico [Nicodemo], già ti indicai quando eravamo fuori all’aperto, vale a dire fra quaranta e cinquant’anni, ed Io

voglio aggiungere un termine straordinario di pazienza al massimo di dieci anni e poi di sette in aggiunta, ma poi sarà proprio la fine di questo popolo, per tutti i tempi dei tempi. Ed Io vi dico questo: "Questa Terra e questo cielo visibile passeranno e si faranno fatiscenti e cadenti, come un vestito vecchio, ma queste Mie parole saranno adempiute e non trapasseranno mai in eterno!".

4. Infatti Io sono il Signore. Chi vorrà contendere con Me e opporsi a Me con lancia e con spada?! Certo, essi faranno anche questo, e questa Mia Carne troverà certo la morte sulla croce, ma appunto ciò colmerà la loro misura e suggellerà irrevocabilmente la loro rovina. Infatti la cecità vuole regnare e uccidere il suo Dio, ed essa lo farà davvero entro un tempo non molto lontano, e le verrà concesso perfino questa atrocità, affinché la sua rovina sia tanto più certa e immancabile per tutti i tempi dei tempi. Tuttavia quello che per questo popolo verrà a segnare la rovina definitiva, sarà invece per voi la massima salvezza e il raggiungimento perfetto della vita eterna.

5. Nessuno di voi però si rattristi per quanto ora vi ho annunciato anticipatamente, perché quella malvagia progenie laggiù può certo uccidere questo Mio corpo, ma non Colui che vive in Me e che Opera, Crea e Ordina in eterno. Ma, in verità, nemmeno il Mio corpo Io lascerò nella tomba, perché già il terzo giorno Io risusciterò di nuovo anche questo corpo e poi di nuovo, fino alla fine dei tempi, Io Mi aggirerò con coloro che crederanno in Me, che Mi ameranno e che osserveranno la Mia Parola. E voi, fratelli Miei, potrete vederMi e parlarMi proprio come ora che Mi trovo fra voi nella carne non ancora trasfigurata!

6. Se ponderate bene tutto quanto vi ho detto ora, voi tutti non potrete fare a meno di convincervi che la seconda e triste apparizione ha essa pure la sua piena e vivente giustificazione! Però nessuno di voi dica: "Signore, con la Tua Onnipotenza potresti ben mutare ciò!", oppure: "Potresti fare in modo che ciò avvenisse diversamente!", perché Io vi dico, in verità, che Io ora, ad ogni modo, faccio la cosa estrema secondo quanto Mi indica la Mia eterna e suprema Sapienza divina e tuttavia nessuna cosa può più essere d’aiuto a quel popolo laggiù, poiché in seguito alla propria indicibile perfidia esso si è così indurito che nemmeno la Potenza divina può più venirgli in aiuto.

7. "Sì", voi state pensando, "ma com’è possibile una cosa di questa specie? È chiaro che Dio deve sempre poter fare tutto ciò che Egli vuole!". Sì, Dio lo può, effettivamente. Considerata però la liberissima volontà dell’uomo, Dio non può né deve mai fare ciò che Egli vuole, perché se Dio contrastasse anche minimamente la volontà umana, l’uomo sarebbe come una bambola per bambini diretta dal cordone della ferma Volontà divina e in simili condizioni egli non potrebbe mai in eterno pervenire ad una vita autonoma. Ma se egli non può pervenirvi per sua facoltà, allora anche con la vita eterna della sua anima è necessariamente del tutto finita, per l’eternità.

8. L’uomo dunque deve avere la sua pienissima libertà di volere, la quale può tornare a suo reale vantaggio soltanto mediante le leggi esteriori e l’obbedienza spontanea, e a questo riguardo poco, anzi nulla affatto è lecito fare alla divina Onnipotenza e quindi, in considerazione dell’indipendenza della vita, deve essere concesso all’uomo di fare tutto ciò che desidera fare e di conseguenza anche uccidere ora questa Mia carne innocentissima!

9. E poiché questa umanità qui a Gerusalemme ha ripudiato quasi del tutto la Legge di Dio e vi ha sostituito le proprie massime – più confacenti ad essa e più conformi ai suoi mondani interessi, che sono di fatto opposti a quelli da Me annunciati agli uomini per mezzo di Mosè e per mezzo dei profeti, che essa vuole del tutto soppiantare – e visto che Io sto ora testimoniando contro di essa e contro la sua enorme ingiustizia verso Dio e verso gli uomini, allora essa Mi odia e Mi vuole uccidere ad ogni costo. Sì, anche questo verrà concesso loro, ma allora la misura delle atrocità da loro commesse sarà anche colma e poi a questo popolo accadrà completamente quello che voi avete visto prima come seconda apparizione»

10. Disse allora Nicodemo: «O Signore e Maestro, io sono dell’opinione che le due apparizioni devono avere ormai ridotto la gente del Tempio a migliore consiglio e che essi, in avvenire, si guarderanno bene dal mettere le mani addosso a qualcuno, perché io nel Tempio ho udito benissimo come il popolo stava rinfacciando ai sacerdoti quanto mai imbarazzati le loro malefatte e diceva loro che Dio li avrebbe giudicati tutti perché essi, appunto come sacerdoti, si erano macchiati del sangue della maggiore parte dei profeti, fino a Zaccaria e Giovanni! Perfino il sommo sacerdote taceva e non osava replicare nulla al popolo, malgrado questo stesse reclamando audacemente dal Tempio la restituzione delle offerte fatte, ciò che di solito viene considerato un crimine senza pari. Ma poiché io stesso ho udito e visto ciò, ho tutte le ragioni di credere che il loro odio e la loro ostilità contro di te, o Signore e Maestro, non si manifesteranno più con l’intensità di prima! Certo ci penseranno su due volte prima di intraprendere qualcosa ai Tuoi danni! Va notato, oltre a ciò, che per mezzo di un capo-sacerdote è pervenuta al Tempio, da parte del pretorio romano, un’ammonizione estremamente seria in relazione all’applicazione del JUS GLADII (Diritto di spada; diritto di vita e di morte) e questa penso dovrebbe moderare per sempre il loro deplorevole zelo e togliere loro la voglia di condannare qualcuno a morte senza che lo abbia sentenziato un tribunale romano!».

11. Io dissi: «Questo certo non lo faranno, però nel loro furore e nella loro smania omicida insisteranno così tanto presso il giudice romano e citeranno così tanti testimoni prezzolati a carico dell’Agnello da loro designato per il sacrificio che infine il giudice dovrà fare ciò che essi avranno voluto che facesse. È vero che già una buona parte del popolo crede in Me e nella Mia Dottrina, tuttavia anche il Tempio ha ancora un gran numero di seguaci con i quali, benché siano completamente ciechi, esso può attuare tutto. Che però il Tempio abbia ancora un forte seguito, lo dimostra la quantità quasi innumerevole di gente che si reca al Tempio in pellegrinaggio in occasione delle feste; ora questi grandi pellegrinaggi, abbondanti di gente, confermano certo più che a sufficienza quanti siano ancora attaccati al Tempio e quanti siano ancora in tutto il paese d’Israele i ciechi che ritengono di rendere un servizio gradito a Dio facendo del tutto coscienziosamente quello che viene comandato loro dal Tempio. Se dunque valuti esattamente quanto ti ho detto, vedrai che fra gli ebrei ci sono ben poche garanzie per la vita del Mio corpo».

La spiegazione della terza apparizione luminosa.

[GVG.v7.c54.§1-14]  

1. Disse Nicodemo: «Signore e Maestro, io certo ora comprendo ciò e Ti ringrazio dal profondo del cuore per questi Tuoi importantissimi insegnamenti! Ma poiché ci hai spiegato le due prime apparizioni, io vorrei pregarTi di illuminarci anche riguardo alla terza apparizione, perché dietro a questa deve tenersi celato sicuramente qualcosa di grande»

2. Io dissi: «Sì, sì, la terza apparizione Io ve la spiegherò in maniera ben chiara, tuttavia voi non riuscirete a comprenderla pienamente, perché quello che porterà ancora il futuro remoto, voi lo comprenderete più chiaramente soltanto quando sarete rinati nello spirito. Ma ad ogni modo voglio dirvi qualcosa anche a questo riguardo. Ascoltate dunque!

3. La colonna di luce ridiscesa su questa Terra dai Cieli sono Io nello Spirito della Mia Parola vivente che Io deporrò in futuro nei cuori di quegli uomini che Mi ameranno e che osserveranno i Miei Comandamenti. Da costoro verrò Io Stesso e Mi manifesterò a loro. E poi tutti quanti verranno di nuovo istruiti da Dio.

4. La suddivisione della colonna in innumerevoli piccole parti significa la rivelazione del senso spirituale interiore di tutte le Mie parole e degli insegnamenti da Me dati agli uomini fin dalle origini del genere umano per bocca degli antichi padri, dei profeti e veggenti, ed ora da Me Stesso.

5. E solo da queste numerose rivelazioni parziali del senso spirituale interiore della Parola di Dio si formerà una vera e grande Dottrina di Luce e di Vita, e questa Dottrina sarà poi la Grande e Nuova Gerusalemme che scenderà dai Cieli agli uomini. E coloro che saranno e vivranno nella nuova Dottrina, cammineranno nella Nuova Gerusalemme e vi dimoreranno in eterno, e beatitudini su beatitudini saranno per loro senza misura e traguardo e non avranno mai fine. Infatti Io Stesso sarò presso di loro ed essi contempleranno tutte le innumerevoli magnificenze del Mio Amore, della Mia Sapienza ed Onnipotenza.

6. Dalla caduta di questa vecchia città di Gerusalemme fino al tempo della Nuova Città di Dio sulla Terra ci sarà però poca Luce tra gli uomini sulla Terra. Infatti, anche troppo presto si alzeranno in Nome Mio una moltitudine di falsi profeti e sacerdoti ed opereranno falsi miracoli ed incanteranno e accecheranno gli uomini, anzi l’Anticristo, con l’aiuto dei re della Terra, farà tali cose al punto che perfino i Miei eletti, se Io lo permettessi, potrebbero venire invogliati a piegare le loro ginocchia davanti al nuovo Baal. Ma Io allora farò venire di nuovo tra gli uomini un tormento così grande come mai ci fu sotto il sole. Allora Baal verrà precipitato come la grande meretrice di Babele e arriverà poi la Luce della Parola vivente nei cuori di molti uomini e solleverà e redimerà gli oppressi e piegati dalle sventure, e tutti quanti si rallegreranno nella nuova Luce e loderanno il Mio Nome.

7. In quel tempo, gli uomini avranno spesso contatto con gli spiriti puri del Mio Cielo, e questi saranno i loro maestri e li istruiranno in tutti i segreti della vita eterna in Dio, come ciò vi fu mostrato anche nella terza apparizione, nel senso che voi vedevate gli uomini entrare ed uscire dalle dodici porte.

8. Le dodici porte però non testimoniavano più che la Nuova Città fosse edificata dalle dodici tribù di Israele, ma dai dodici princìpi basilari della Mia Dottrina, e questi sono contenuti nei dieci Comandamenti di Mosè e nei Miei due nuovi Comandamenti d’Amore; infatti questi sono le porte attraverso le quali in futuro gli uomini entreranno nella nuova Città di Dio piena di Luce e Vita.

9. Solo chi osserverà questi Miei Comandamenti entrerà anche in questa Città e gli verranno date Luce e Vita; chi invece non osserverà i Comandamenti non giungerà nemmeno in questa Nuova Città. Anche le dodici qualità di pietre preziose, con le quali era costruito il muro attorno alla Grande Città, stavano ad indicare di nuovo gli stessi dodici Comandamenti.

10. Questi dodici Comandamenti, quindi, sono per l’uomo non solo le porte d’ingresso nella Luce e nella Vita, ma essi sono anche la sua indistruttibile protezione e difesa che le porte e le potenze dell’Inferno oppure la materiale mondanità non potranno mai distruggere o sconfiggere.

11. Allo stesso tempo voi vi sarete anche accorti nell’apparizione come le pietre del muro irradiavano anche una forte luce in tutti i loro colori. Questo vi indicava che nei dodici Comandamenti a voi dati sono anche contenuti tutti i gradi della Sapienza Divina e di conseguenza l’uomo potrà giungere alla Sapienza perfetta solo attenendosi ai dodici Comandamenti. Infatti, nei Comandamenti è contenuta tutta la Sapienza proveniente da Dio, e poiché vi è contenuta tutta la Sapienza di Dio, allora in essi vi è pure tutta la Potenza e la Forza Divina, e questo perché in questi Comandamenti è contenuta l’onnisciente ed onnipotente Volontà e attraverso di essa la massima Libertà.

12. Chi dunque attraverso l’osservanza dei Comandamenti avrà fatta sua la Volontà di Dio, costui avrà fatta sua anche la Potenza Divina e la Libertà Divina ed avrà raggiunto il grado della vera rinascita dello spirito, ed è, quale vero figlio di Dio, altrettanto perfetto quanto lo è lo Stesso Padre in Cielo.

13. Ed Io dico ora a voi tutti che proprio attraverso la precisa osservanza dei Comandamenti dovete aspirare in primo luogo a divenire già qui sulla Terra così perfetti come perfetto è il Padre in Cielo, affinché anche voi siate poi in grado di fare queste cose e cose ancora più grandi di quelle che Io Stesso sto compiendo ora. E quando avrete raggiunto queste condizioni, anche voi sarete già in anticipo cittadini della Nuova Gerusalemme. Questo è, di conseguenza, il senso della terza apparizione; avete afferrato e compreso bene tutto ciò?».

14. A questa Mia spiegazione del terzo fenomeno tutti apparvero stupiti e ci pensarono su a fondo per un po', ma non poterono ben rendersi conto fino a che punto avessero compreso per bene questa terza spiegazione e forse non l’avevano compresa proprio del tutto a dovere.

[GVG.v1.c75.§27-32]

27. Senza di Me nessuno può pervenire al Padre, e senza la fede in Gesù nessun sapiente ha mai percepito l’onnipotente Essere Divino quale Sorgente originaria di ogni amore che possa presentarsi Personalmente. Solamente in Gesù l’Impersonale si fa Personale, e questa unificazione dei due aspetti nella forma umana, rende possibile l’avvicinarsi della creatura al Creatore, lo sciogliersi della materia nello spirito, il percorso a ritroso della sequenza di peccati commessi, superando il muro divisorio tra materia e spirito, due punti che altrimenti non potrebbero toccarsi: il Ponte che rende tutto ciò possibile è la Vita di Gesù.

28. Sorge dunque ora la domanda: «Fin dove poterono dunque arrivare le anime dei trapassati prima della morte del Figlio dell’uomo?».

29. Esse, a seconda di come avessero osservato una data dottrina dei molti insegnanti sorti già prima, potevano naturalmente pervenire in sé al riconoscimento e anche alla beatitudine, naturalmente però non alla contemplazione della Divinità personificata.

30. Questo invece avvenne dunque per la prima volta nel tempo in cui il corpo di Cristo giaceva nella tomba. Il corpo prettamente terreno giaceva là, mentre l’Anima, con lo Spirito di Dio contenuto in essa, passò nell’Aldilà, e là a tutti Si mostrò come Colui che Egli è ed era.

31. Riguardo a questo, qui non si possono dare che degli accenni. Più tardi però anche il procedimento preciso dovrà venire reso noto.

32. Con questo rivelare Se Stesso nel mondo degli spiriti sorse la costruzione e la popolazione della Nuova Gerusalemme quale Città di Dio, ed essa sussisterà in eterno.

 
 

continua

 

4. In verità, coloro che si alzano quando Io li chiamo, quelli anche risorgeranno alla vita, e non assaporeranno mai la morte, mai in eterno! 

5. Ma coloro che non seguiranno la Mia chiamata, quelli continueranno a giacere per molto e molto tempo! Dunque, alzatevi ora, liberi e lieti! Amen». [GFD.1.180.4-5] 

Il motivo per cui tra i "molti chiamati, pochi sono gli eletti" è dovuto al fatto che sono pochi coloro che ascoltano le Parole del Signore: "Rinnega te stesso, prendi la croce sulle spalle e poi seguiMi!".

 [SS.c15.§19]

Fiumi d'acqua viva sgorgheranno

 da chi crede in Me!

LA TERRA

Figlia del Sole primordiale

[GVG.v4.c106.§8] Estratto conciso

8. La Terra non ha avuto origine da questo sole, contrariamente a tutti gli altri pianeti - ad eccezione di quello fra Marte e Giove, distrutto 6.000 anni fa per opera dei suoi abitanti. La Terra è stata originata dal sole centrale primordiale ed è più vecchia rispetto a questo sole di un periodo di tempo per noi infinito. La Terra ha cominciato a diventare corporea dopo che questo sole, già da molto tempo, aveva iniziato la sua prima rivoluzione intorno al suo sole centrale; ha attratto poi a sé, da questo sole, il proprio elemento corporeo.

DC.v3.c530.§3]

3. Vedete, tutti gli altri pianeti, che con i loro corpi minori orbitano attorno al sole, sono, ad eccezione di un’unica cometa, figli proprio di questo sole, ma non questa Terra insieme alla sua luna. Questa Terra è una figlia proveniente dal sole primordiale, fu lanciata fuori dal grandioso interno di questo sole nel vasto spazio del globo cosmico, con forza indicibile, come corpo già piuttosto compatto, naturalmente da un numero di anni terrestri per voi inimmaginabile. Di una simile provenienza ebbe da rallegrarsi anche quel pianeta1 più grande, di cui sapete che è stato distrutto a partire dall’interno. Per questa ragione però questa Terra è anche così estremamente varia e complicata che in essa, su di essa e sopra di essa compaiono tutti quei materiali originari che, ovviamente in scala grandissima, compaiono soltanto nel sole centrale primordiale; e in esso debbono comparire perché è la [stella] nutrice e la direttrice dei molti, innumerevoli soli centrali secondari e dei soli planetari e dei loro pianeti.

1. Si tratta del grande pianeta Mallona  che si trovava nell’orbita tra Marte e Giove, i cui resti sono gli attuali asteroidi o fascia dei pianetini. [NdR].

SUL SOLE

 L'uomo origina gli esseri

SN.c2.§2]

2. Sui pianeti imperfetti, tutto evolve fino all’uomo, quale ultimo e più perfetto gradino delle cose e degli esseri. Sul Sole, quale pianeta perfetto, è l’uomo, con la sua volontà, che origina gli esseri. Tali entità atomiche, insieme alle muffe eteriche, sono trasferite, sugli altri pianeti mediante la luce solare, e progrediscono poi fino all’uomo. [Estratto conciso].

COSTELLAZIONE DEL LEONE

 

REGOLO

Sole Centrale Primordiale

[GVG.v4.c254.§4-10] 

4. Tu, o Mataele, conosci bene le costellazioni degli antichi egiziani, e anche la stella Regolo nel gran Leone ti è perfettamente nota! Come appare essa ai tuoi occhi? Ecco: un punticino scintillante; e tuttavia là dove essa si trova nello spazio, è un corpo solare così grande che un fulmine, il quale pure in quattro istanti percorre una lunghezza di 400.000 Feldwege1, per coprire la  distanza tra il suo polo settentrionale e quello meridionale impiegherebbe più di un trilione di anni terrestri secondo il sistema di calcolo arabo antico che ti è noto! Il suo nome vero e proprio è Urka, o meglio Ouriza, (il primo, ovvero il principio della creazione di eoni volte eoni (10120 x 10120) di soli inclusi in un globo cosmico di una estensione quasi infinita). Esso è l’anima, ossia il punto centrale di gravità di un globo cosmico, il quale però in sé e di per sé non costituisce che un nervo dell’immenso Uomo cosmico. Ora un tale Uomo cosmico di nervi simili ne ha certamente all’incirca tanti quanti sono i granelli di sabbia e i fili d’erba sulla Terra. Tutto intero questo immenso Uomo cosmico però non costituisce infine che un periodo della Creazione, dal suo inizio fino al termine del suo completamento spirituale.

1. 300.000 km. [NdR].

 

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