Il Vero volto di Gesù

Gennaro Anziano: "LA FINE DEL MONDO È VICINA!" - "THE END OF THE WORLD IS NEAR!"

  

     

 
 

 

 
 

*Superbia [DC 3/483/1-114] Trattato sulla superbia quale causa di tutti i mali. Un popolo si deve difendere nel caso di invasione. L’imminente Ritorno del Signore deve essere preceduto da una purificazione della Terra, iniziatasi nel 1849, attraverso una grandissima tribolazione che ucciderà oltre metà dell’umanità. Le celestiali regole di vita per meritarsi di vedere il Signore e salvarsi dall’imminente Giudizio.

DC 3/483/1. Chi ha una luce, costui non la metta sotto un tavolo coperto [da una tovaglia], dove fa luce invano, dato che il suo chiarore illumina scarsamente solo le punte dei piedi di alcuni pochi e inoperosi seduti a tavola, cosa che non serve a nulla, dal momento che intanto tutta la stanza è buia e quelli che siedono a tavola non vedono che cosa c’è sul tavolo o ciò che altrimenti li circonda; bensì ognuno che sia dotato anche solo di poca luce, metta la sua piccola lampada sul tavolo e la lasci ardere e illuminare il tavolo e la stanza. E se in questo modo moltissime piccole luci ardono sul tavolo e illuminano, allora si fa chiaro nella stanza e molto chiaro sul tavolo, così che ogni ospite che entra se ne stupirà e dirà: “Ehi, com’è chiaro qui, e come fa bene ora questo chiarore, a noi che abbiamo camminato per tutta una lunga notte! Sì, esso ci sembra come un’aurora”.

DC 3/483/2. Poiché dunque la luce ristora così tanto la vita e veramente la risveglia, perfino se è prodotta in modo artificiale, cioè sulla via della ragione alquanto pura e dell’intelletto purificato, quanto è perciò necessario che in questo tempo chiunque possieda anche solo una qualche piccola lampada buona e utilizzabile, ora la tiri fuori, la pulisca bene, la provveda abbondantemente di olio e poi l’accenda, la metta sul tavolo della conoscenza alquanto pura e qui la faccia brillare a tutti quelli che siedono a questo tavolo, ed anche agli ospiti accanto, chiunque si trovi in questa stanza.

DC 3/483/3. Il corso di questi tempi mostra, nel modo più chiaro, che cosa scarseggia ora maggiormente, cioè la luce. A che cosa serve allora predicare l’amore, a che cosa serve predicare l’osservanza dei Comanda­menti di Dio, se coloro a cui si predica si trovano in ogni tenebra e dicono in faccia al predicatore: “Che cosa parli tu di ciò che hai visto e provato altrettanto poco quanto noi? Che cosa diresti tu a noi se volessimo predicare a te sulla luce e su cose ben illuminate, e pretendessimo da te che tu ci accordassi la massima fede in tutto, qua­lunque cosa volessimo esporti, mentre invece noi, così come te, non avessimo mai visto una luce e altrettanto poco degli oggetti illuminati?

DC 3/483/4. Vedi, tu ci risponderesti la stessa cosa e alla fine diresti: “Di che cosa blaterate voi discepoli della notte e volete farmi credere cose che non avete mai visto e sentito? Perciò portate piuttosto una luce sul tavolo e osservatela, e indicate esattamente tutto quello che vedete e notate, allora io vi potrò credere facilmente; infatti la luce delle vostre lampade illuminerà anche la mia cameretta”. Vedi, allo stesso modo accendi in anticipo tu stesso una luce prima di predicare, allora anche noi crederemo che è vero quello che tu ci vuoi far credere ora nella pienissima notte”.

DC 3/483/5. Perciò sia detto qui, non solo a tutti coloro che sono di una migliore volontà e a cui occorre la Dottrina della vera vita, bensì anche a tutti gli insegnanti che ora tutti devono pulire le loro piccole lampade e provvederle abbondantemente di buon olio; e quando le piccole lampade sono abbondantemente provviste di olio, che vengano poi anche subito accese e messe sulla tavola ospitale del retto discernimento e della retta conoscenza. Infatti, si è avvicinato il giorno in cui l’ultima Grande Promessa sarà adempiuta!

DC 3/483/6. Sta scritto, di questo tempo, come esso sarà, e vedete, i fenomeni preannunciati sono ora presenti in pienissima misura; chi può non riconoscerli?

DC 3/483/7. Ma se ora, senza alcuna possibilità di equivoco, i fenomeni già profetizzati sono accaduti, chi può dubitare ancora più oltre che ora non giunga anche presto quel grande giorno che porterà con sé ancora una volta una grandissima, ultima e perciò permanente Venuta di Colui, del quale i due angeli [venuti] dai Cieli, nel posto in cui Egli salì in alto nel Suo Regno, affermarono a coloro che lo rimpiangevano: “Che cosa state qui ora tristi a guardare verso Colui che è asceso nel Suo Regno? Consolatevi e andate a casa, poiché questo Gesù che ora avete visto ascendere nei Cieli di tutti i cieli, un giorno tornerà a discendere così come ora è salito e giudicherà tutte le stirpi della Terra! Bene per coloro che Egli troverà giusti; questi saranno Suoi figli ed Egli il loro Signore e Padre. Guai però invece a tutti coloro che si sono ostinati in ogni ingiustizia; in verità, la loro responsabilità diventerà una pietra da macina al loro collo!”

DC 3/483/8. Ciò che hanno preannunciato questi due angeli di Dio e ciò che ho preannunciato Io, quale Signore e Dio Stesso, sul futuro Ritorno di Cristo, ora è giunto a maturazione e accadrà fra poco; infatti ora i preparativi sono già stati quasi tutti messi in opera. I cuori degli uomini hanno ora l’aspetto di questi tempi con i loro orribili fenomeni. Essi sono pieni di sete di potere, avarizia, invidia, gozzoviglia, ubriachezza e prostituzione, pieni di alterchi, liti, maldicenze, pieni di rapina, guerra, omicidio e pestilenze di ogni genere. La discordia e la mancanza d’amore e la pienissima crudeltà si sono impadroniti dei cuori degli uomini, ed è per questo che ora una tale tribolazione è venuta sulla Terra, come questa medesima Terra non ne ha mai sostenuto, sentito e provato una simile. È perciò necessario che a questo tribolatissimo tempo venga presto messa una fine, altrimenti anche quelli che fino ad ora sono stati contati fra gli eletti potrebbero naufragare.

DC 3/483/9. Ma prima che Io, il Signore e Creatore di ogni vita, possa ritornare, il suolo della Terra deve essere ripulito molto finemente da ogni erbaccia; e questa pulizia avviene proprio adesso in tutti i punti della Terra. Chi ora è consapevole di essere malato nella sua anima e non si sforza perché la sua anima diventi sana, costui non tarderà ad andare in rovina!

DC 3/483/10. Ma il tempo della purificazione durerà non meno di quattro settimane, poiché adesso ci saranno ore in cui succederà più che prima in un secolo. Un termine più lungo è stabilito di quattro mesi ; poiché ci saranno giorni dei quali uno significherà più che prima un intero secolo. Un termine ancora più ampio è stabilito di quattro trimestri, poiché in una settimana succederà, più che in passato, in un secolo tutto intero. E un termine ancora più ampio è stabilito di quattro anni e ancora un po’ di tempo in più; poiché verranno lune in cui succederà più che in passato in sette secoli!

DC 3/483/11. Ma questo tempo è ora come un’aurora di quel giorno che verrà, o a salvezza per i giusti e per tutti quelli che sono di cuore mite e buono e nel Mio Nome vogliono bene ai loro fratelli e sorelle; oppure invece questo giorno verrà anche come un ladro su tutti quelli che non badano a Me e hanno un cuore duro e orgoglioso, e si ritengono migliori e più stimabili dei loro fratelli, in qualunque cosa e per qualunque motivo.

DC 3/483/12. Chi fra voi si ritiene migliore di suo fratello in qualunque cosa e per qualunque motivo, in questo giorno venturo sarà davvero molto deluso; infatti a partire da questo giorno deve cessare ogni differenza esteriore, e saranno tenuti in grande onore solo coloro che ora a causa del Mio Nome vengono disprezzati o, per così dire, solo pietosamente sopportati in quanto persone oneste, però se magari volessero anche valere qualcosa in una qualche società, allora subito vengono respinti nei loro insignificanti limiti. Tali persone però in que­sto giorno emergeranno grandi e gloriose, mentre gli attuali notabili in qualunque cosa, saranno considerati molto piccoli. Ma i Miei eletti splenderanno più che il Sole a mezzogiorno!

DC 3/483/13. Ma un’aurora naturale non è indice di una bella giornata e di tempo favorevole, si dice infatti: “Rosso di mattina è malanno di giorno e morte di sera!” (3). Ma così non sarà per l’aurora spirituale, anzi tutto il contrario; infatti mentre l’aurora naturale ristora tutti i cuori, questa grande aurora spirituale riempirà invece tutti i cuori di grande timore e paura, poiché prenderà il suo colore dal sangue e dal grande incendio del mondo, sotto cui sono da intendersi le grandi e piccole guerre.

DC 3/483/14. Ma mentre l’aurora naturale è un segno sfavorevole per il giorno che le succede, l’aurora spirituale invece, di per sé cattiva, sarà da considerarsi e da ritener­si solo un precursore molto favorevole del grande venturo giorno della salvezza.

DC 3/483/15. Tutto questo Io l’ho così disposto ed ora lascio accadere tutto così come accade. Ma chi di voi Mi vuole sbarrare il passo e dire: “Signore! Tu sei un Dio crudele, provi piacere per il sangue dei molti ammazzati e agisci come un eterno tiranno”.

DC 3/483/16. A costui sia detto: “Il Maestro non è qui perché le Sue opere Lo giudichino; bensì Egli le giudicherà rettamente e giustamente. Perciò voi non dovete neppure dire: “Vedi, questo popolo ha ragione e quello ha torto; e questo o quel generale fa cose esecrabili oppure i suoi modi di procedere sono benedetti”. Così pure non dovete provare gioia né tristezza quando apprendete che questo o quel partito ha vinto oppure è stato pienamente sconfitto. Soprattutto non dovete affatto preoccuparvi se ciò che succede ora è giusto o ingiusto, infatti Io lascio che tutto questo succeda come succede, e ritengo di essere tuttavia sufficientemente Signore per farlo, e sono saggio a sufficienza e sono buono a sufficienza!

DC 3/483/17. Chi fra voi però vuole ora pensare e giudicare diversamente, costui dunque deve anche voler essere più Signore di come lo sono Io, e deve essere necessariamente più saggio e migliore di Me. Ma se qualcuno si crede di esserlo, se non proprio nei suoi pensieri, tuttavia con i suoi discorsi e le sue azioni, allora costui domini poi anche gli elementi, prescriva alle stelle il loro corso, comandi ai venti, al mare e al fuoco possente all’interno della Terra; comandi alle nuvole e imponga al Sole e alla Luna di servire meglio la Terra di come talvolta avviene.

SN 1/1/18. Infatti, chi si ritiene sufficientemente saggio da adeguare il suo giudizio secondo i movimenti dei liberi esseri umani e dire con una certa ostinata fermezza: “La dominazione dell’Austria è maligna e catti­va, le sue guerre, vittorie e leggi sono una vergogna; la Russia agisce in modo pessimo, solo dalla Francia e dalla Germania dipende la salvezza dei popoli” – oh, a costui Io dico: “Bene, bene! Poiché sei così saggio e sei in grado di giudicare tanto a fondo tutte le azioni, le leggi, i provvedimenti, le relazioni e i movimenti dei diversi popoli, cosa che perfino per gli angeli più saggi è più difficile che mantenere nell’ordine più rigoroso un intero sistema solare, allora un tale competentissimo e sapientissimo giudice di tutti i popoli si metta anche a guidare il Sole e la Luna; elimini il fastidioso inverno e chiuda anche il buco da cui provengono i venti freddi.

DC 3/483/19. Se però il Sole in estate dovesse risultargli tuttavia un po’ troppo caldo, la sua sapienza sarà certamente anche in grado di trovare un mezzo per togliere al Sole la sua eccessiva calura. Qualora l’accumulo troppo ingente di ghiaccio polare gli desse un po’ fastidio, al­lora – egli può certamente ravvivare il fuoco polare sotterraneo, ed esso presterà già i suoi antichi servizi per scioglierlo!

DC 3/483/20. E se alla fine magari le debolezze dell’età o altre malattie dovessero essere tuttavia così sfacciate da insinuarsi nel corpo di un tale sapiente dei popoli, ebbene, per lui dovrebbe essere dopo tutto proprio un vero scherzo ringiovanirsi all’istante e rendere la sua carne immortale.

DC 3/483/21. Se però tali sapienti giudici dei popoli dovessero forse avvertire che sarebbe per loro irrealizzabile la guida e la cura dell’universo, ciò che in confronto alla guida dei liberi popoli sarebbe ovvia­mente solo qualcosa di molto facile, allora però essi dovrebbero poi anche rientrare strisciando in tutta umiltà nella loro pelle peccaminosa e dire: “Signore! Ho peccato enormemente davanti a Te; sii clemente e misericordioso con me povero peccatore!”. Ma allora essi troveranno anche di nuovo grazia e misericordia, e sarà data loro una giusta luce che essi dovranno mettere sul tavolo della retta conoscenza e anche la metteranno, nella quale luce però essi co­nosceranno poi anche presto e facilmente se i loro giudizi sui diversi popoli erano giusti o ingiusti.

DC 3/483/22. Io vi dico: “Non immischiatevi in nulla e rimanete per bene a casa, affinché, quando Io fra poco verrò, vi trovi in casa, vi consoli, vi fortifichi e vi accolga nel Mio nuovo Regno che fonderò sulla Terra e in tutte le stelle!

DC 3/483/23. Ma se non vi troverò in casa, potrete ascriverlo solo a voi stessi se a questa Mia massima e ultima Venuta non avrete affatto parte o ne avrete solo una minima parte”.

DC 3/483/24. Io vi dico: “Io solo sono il Si­gnore dell’intera Infinità, e non ce n’è un altro in eterno! Ciò che vedete, pensate, percepite, sentite e provate, e ancora infini­tamente di più, ciò che per voi è nascosto, ebbene, tutto questo è solamente opera Mia”.

DC 3/483/25. Riflettete – poiché così dice il Signore Jehova Zebaoth: “Che cosa potete dirMi se Io sto dalla parte di quelli che voi disprezzate? Che cosa volete dirMi se Io stringo al Mio Cuore una prostituta e allontano da Me una pia bigotta giudicatrice dei costumi e dei peccati? Che cosa volete dirMi se Io in futuro Mi fermerò solo dagli Zacchei e girerò le spalle a tutti i cosiddetti servitori di Dio?  Che cosa Mi potrete dire inoltre se in fu­turo, come fu anche prima, scaccerò dalla Mia porta le vostre figlie ben educate e al loro posto accoglierò le più comuni ragaz­ze di strada e le farò Mie compagne?”.

DC 3/483/26. Sì, in verità, lo dico a tutto il mondo: “Una Marta, una Maddalena, un’adultera, una donna samaritana e una prostituta che si è lasciata unire carnalmente diecimila volte, Mi sarà più gradita di tutte le figlie educate per bene e molto austeramente le quali non sono prostitute solo perché ciò sarebbe uno scandalo davanti al mondo; che cosa ne direbbe infatti il mondo?! Se il mondo sapesse una cosa simile, allora sarebbe fin troppo sicuro che la sperata felicità terrena andrebbe in fumo. Oh, ma se si trattasse solo di Me, e il mondo non esercitasse un ufficio di giudice valido agli occhi degli uomini, allora con i vostri figli non sareste di gran lunga così difficili come ora!”

DC 3/483/27. Io però non vi dico questo magari perché ritenga che sia male dare ai figli un’educazione raffinata e costumata – oh no, non voglio affatto dire questo; ma voglio dire che voi date ai vostri figli un’educazione raffinata e morale molto più a causa del mondo che a causa Mia, e così procurate loro un’esagerata sopravvalutazione del loro cosiddetto miglior valore umano, la quale sopravvalutazione è una radice fondamentale di ogni superbia, che è un abominio davanti a Me! E allora Io devo ammettere apertamente e chiaramente che una prostituta disprezzata da tutto il mondo e puzzolente di tutti i peccati della carne, Mi è di gran lunga più cara e più gradita che un intero milione di vostri figli e figlie educati in modo del tutto raffinato e del tutto morale.

DC 3/483/28. Con questo però Io non voglio nemmeno dire che la prostituzione Mi sia magari più gradita di una virtuosa, pura condotta di vita, poiché nulla di impuro può entrare nel Mio Regno! Ma Io dico che se con la raffinata e delicata educazione dei costumi e della religione è strettissimamente congiunta contemporaneamente una superbia che disdegna, anzi talvolta perfino disprezza l’umanità di umili condizioni, allora Mi è molto più cara e gradita ogni prostituta – disprezzata dall’alto in basso fino all’ultima punta del piede e umiliata al di sotto di tutte le cloache – che invece i vostri figli altamente considerati dal mondo. Così come anche preferii quel gran furfante di un pubblicano – che venne nel Tempio, dove nel luogo consacrato si rese conto fin troppo bene della sua ignobile vita e perciò in un certo qual modo così parlò tra sé: “No, dopo tutto sono un furfante troppo terribile per questo luogo consacrato! Non sono affatto degno di alzare i miei occhi peccaminosi là dove i giusti si rallegrano davanti al santuario di Dio; perciò è anche giusto che io lasci subito questo luogo e non lo dissacri!”– rispetto a quel fariseo estremamente soddisfatto di sé, che non finiva mai di lodare ed esaltare Dio per averlo fatto così tanto puro e senza difetti.

DC 3/483/29. Io dico qui ora a tutti, secondo pienissima verità, soltanto la quale può rendere ogni uomo veramente libero: “Davanti a Me fondamentalmente c’è solo un unico peccato in senso vero e proprio, che è la madre di tutti gli altri peccati, e questo peccato si chiama: superbia!".

DC 3/483/30. Ma dalla superbia proviene poi qualunque altra cosa si

possa chiamare peccato – come lo sono l’egoismo, la sete di potere,

l’amor proprio (4) , l’invidia, l’avarizia, l’usura, l’inganno, la ruberia, la

rapina, l’ira, l’omicidio, la pigrizia al giusto lavoro, il dolce ozio a spese

dei lavoratori privi di superbia, la propensione alla vita agiata e a darsi

delle arie, la libidine della carne, la fornicazione, la prostituzione, la

dimenticanza di Dio e infine ben anche un totale ateismo, e con questo

la più completa disobbedienza a tutte le leggi, che siano di origine divina

o solamente politica.

DC 3/483/31. Osservate molto analiticamente di per sé ognuno di questi peccati capitali enumerati, e scorgerete alla base di ognuno la superbia. Chi allora vuole disfarsi come in un colpo solo di tutti i suoi ipotizzati mille peccati, costui veda unicamente di liberarsi dalla propria superbia, di qualunque genere essa sia, così egli si libererà anche di tutti gli altri suoi peccati. Infatti, molti peccati non sono affatto immaginabili senza la superbia, e ciò perché essa è l’unica base di questi peccati.

DC 3/483/32. Invece i peccati che vengono commessi senza superbia non sono peccati, perché non contengono in sé la base per il peccato.

DC 3/483/33. Ma supponiamo che ci sia qualcuno che in genere fosse giusto e nessuno gli potesse dire: “Vedi, ti sei reso colpevole di questi e quei peccati”, – ma che per questo egli se ne facesse gran vanto e si stimasse molto migliore di coloro che egli riconoscesse come gravi peccatori. In verità, allora tutta la sua giustizia non gli gioverebbe a nulla. Infatti, facendosi vanto della sua giustizia e integrità, egli sarebbe già vittima della superbia, e così davanti a Me sarebbe peggiore di uno che per tutta la vita – ma naturalmente senza alcuna su­perbia – avesse peccato nella sua carne, il che di per sé è pure un grande peccato, ma non è assolutamente paragonabile perfino alla minima superbia.

DC 3/483/34. Ma perciò ciascuno si lasci ora anche illuminare molto intensamente da parte a parte da questa aurora, e indaghi diligentemente con la massima cura negli angoli e nelle stanze [così] illuminati della sua vita, caso mai dovesse trovare da qualche parte qualcosa che potesse avere una qualsiasi somiglianza con la superbia. Se nel suo interno trova qualcosa di simile, allora lo aborrisca immediatamente e cerchi subito con tutte le sue forze di liberarsi dalla sua superbia, per quanto minima possa sembrare, altrimenti essa con il tempo comincerà a crescere come una pianta pa­rassita al ramo, in genere sano, di un albero da frutto, e rovinerà spiritualmente l’uomo solitamente nobile, così come la pianta pa­rassita rovina l’albero in genere comple­tamente sano.

DC 3/483/35. La superbia, di qualunque genere possa essere e da qualunque parte prenda origine, è per l’anima e lo spirito una velenosissima aria soffocante prove­niente dall’Inferno, attraverso la quale in breve tempo ogni vita è costretta a perire. Perciò sia detto ancora una volta per la millesima volta:

DC 3/483/36. “Guardatevi prima di tutto soltanto dalla superbia se volete comparire giusti e giustificati davanti a Me – e se volete rallegrarvi della Mia presenza visibile nel grande giorno che sta per venire!

DC 3/483/37. Ma se solo un atomo di una qualche superbia rimane in voi, allora udrete bensì dire di Me che sono venuto sulla Terra dai Miei amici; però quando griderete: ‘Signore! Signore! Vieni anche da noi!’ – allora Io non verrò tuttavia da voi, perché non avete rinunciato a ogni su­perbia.

DC 3/483/38. Voi sapete bensì molte cose che milioni di persone neppure possono immaginare, ma per questo non siete minimamente migliori di coloro che non hanno alcuna idea di tutto quello che in voi è già un ben sperimentato sapere, anzi talvolta perfino un vero e proprio vedere. Ma se al vostro sapere unite anche la giusta umiltà, allora ovviamente il profondo sa­pere nel campo delle pure cose spirituali vi sarà di una utilità incalcolabilmente grande.

DC 3/483/39. Ma affinché ciascun essere umano possa orientarsi e indagare il suo intero essere, allora Io voglio dare a tale scopo una traccia speciale, in base alla quale si potrà scorgere molto facilmente a quali caratteristiche la ignobilissima superbia si attacca nell’uomo e là continua a proliferare.

DC 3/483/40. Alcune persone di entrambi i sessi hanno, per così dire, fin dalla nascita una carne più pudica e perciò rinunciano anche molto più facilmente a tutte le voglie sensuali della carne. Queste persone, però, solitamente poi non trionfano su se stesse, bensì principalmente sul loro prossimo, su quelli la cui natura non è composta da specifici sostanziali così casti. Queste persone però, che molto più facil­mente vivono così caste, disprezzano poi di solito coloro a cui costa realmente una grande lotta il trattenersi dalle azioni carnali. Anzi tali persone spesso, pur con la migliore volontà, non possono mettere in pratica ciò che per gli altri è una cosa facile.

DC 3/483/41. Se ora tali persone che si trattengono facilmente dalle azioni carnali prendono in giro coloro che sono deboli su questo punto, li ingiuriano, spesso li maledicono e scagliano loro l’Inferno sul collo, ritenendosi naturalmente migliori e più infallibili dei loro più deboli fratelli e sorelle, – allora tali persone, che senza un loro particolare merito sono carnalmente più pure, sono già vittime della superbia e così sono già di gran lunga in se stesse più peccatrici del loro debole prossimo. Infatti, il ritenersi in una qualunque cosa maggiore, superiore, migliore e più eccellente del proprio prossimo proviene già dalla superbia, e davanti a Me è di per sé già peggiore di ciò che un superbo potrebbe qualificare come cattivo in qualunque cosa. Infatti, già la minima specie di superbia è di gran lunga peggiore che ogni altro peccato di per sé.

DC 3/483/42. Infatti, ogni peccato, preso semplicemente di per sé, è come la polpa di una mela o di una prugna o di una pera, che di per sé non è capace di riprodursi e moltiplicarsi. Però la superbia è il seme, o il fa­voloso vaso di Pandora; da essa, come da quel vaso, possono derivare tutti i mali im­maginabili, e poi però anche moltiplicarsi come l’erba sul terreno e la sabbia nel mare. Infatti, chi ha un’opinione troppo buona di se stesso in qualunque ambito, costui pretende che anche altri debbano avere di lui la stessa opinione.

DC 3/483/43. Ora però poniamo il caso – che purtroppo capita fin troppo spesso – che altri riconoscano una tale eccellenza superiore alle loro proprie capacità e la lodino molto; allora l’eccellente A diventa ancora più avido di lodi. Ben presto egli fa di tutto per aumentare ancora di più la sua eccellenza. Gli riesce, diventa un virtuoso, allora vuole già molto più incenso. Gli si spargono fiori e corone. Egli si sente una specie di dio, alla fine lui stesso, per così dire, viene totalmente rapito di meraviglia su di sé. E se poi però qualcuno magari fosse così sfacciato da dirgli: “Amico! Tu ti sopravvaluti, non è poi così tanto quello che sei e fai. Vedi, alcuni interessati adulatori e incensatori ti hanno inebriato e con­fuso con il loro gracidio di lodi tutto vuoto e tu fosti così irragionevole e prendesti per puro oro colato un luccicante lustrino sen­za valore. Ma ora diventa sobrio e osserva ad occhi ben aperti la tua presunta straordinaria ec­cellenza, e troverai che nove decimi di essa sono puramente da rigettare”.

DC 3/483/44. A un tale consiglio molto sag­gio, allora l’eccellente A va in collera e al consigliere molto saggio farà un rimprovero in una maniera tale che costui si farà passare per tutti i tempi il gusto di andare da lui un’altra volta con un saggio consiglio. E vedete, così poi la superbia continua a proliferare e consuma infine tutto quanto di nobile lo spirito, in virtù dei suoi mi­gliori e più squisiti talenti, avrebbe potuto realizzare a beneficio di molte persone dotate più debolmente.

DC 3/483/45. Se qualcuno ha imparato davvero molto ed ha equipaggiato la sua intelligenza con scienze molto valide, così che altre persone non istruite nel ramo del sapere si comportano verso di lui come pure nullità; e se ora venisse in mente a un non istruito di affermare, nei confronti del molto istruito, che anche lui capisce qual­cosa e sarebbe perfino una vergogna se qualcuno, che per una ventina d’anni non ha fatto altro che studiare e si è occupato di scienze e poi ancora scienze, non capisse di più che uno che non ne ha avuto né le possibilità economiche né l’occasione, – sì, allora per il signor “dottore” sarebbe il colmo! Egli tratterebbe un tale saccente zoticone in modo molto singolare e gli farebbe vedere lui se tale zoticone ha il diritto di fare nei suoi confronti delle osservazioni così impertinenti.

DC 3/483/46. Vedete, questa è già di nuovo superbia che dal signor “dottore” attira, invece della benedizione, solo una maledizione per la povera umanità. Quanto bene potrebbe causare un erudito umile, e come sarebbero benedetti tutti i suoi lavori che egli compisse con Me a beneficio della povera umanità! Come sarebbe veramente apprezzato, amato e ricercato!

DC 3/483/47. Sì, quanto meno egli si facesse importante, tanto più importante lo farebbero gli altri. Invece no, la superbia, come presunzione della maggior parte degli eruditi, secca e brucia tutto ciò che di nobile e buono sarebbe potuto uscire da loro, dato che essa, quanto più vecchia e più grande diventa, li rende del tutto inaccessibili per la povera e bisognosa umanità.

DC 3/483/48. Così pure stanno le cose anche per la maggior parte dei pubblici funzionari, i quali di solito danno un così gran peso alla dignità della loro carica, che non raramente considerano gli altri uomini a loro sottoposti quasi meno di nulla. Questa superiorità della carica di funzionario, non legata alla carica stessa che è qualcosa di utile, bensì creata arbitrariamente, è di nuovo ugualmente nient’altro che una vera e propria superbia, che procura alla carica non mai una benedizione, bensì sempre e del tutto necessariamente solo la maledizione. Chi può qui alzarsi e dire che non è così?

DC 3/483/49. Il sacerdote, che dovrebbe essere un modello di ogni umiltà, si crede Cielo e Terra, mira all’oro e all’argento per portare il suo presunto prestigio celeste ad uno splendore davanti al quale perfino il Sole, se fosse possibile, dovrebbe vergognarsi a più non posso.

DC 3/483/30. Un maestro o professore della gioventù non raramente fa dei veri e propri studi su come poter mostrare proprio tangi­bilmente ai giovani vermi quanto di straordinario si celi in lui. In genere gli importa meno che i suoi alunni possano essere con­vinti dell’utilità della sua posizione, ma piuttosto che essi tremino davanti a lui e al­l’autorità della sua carica di professore.

DC 3/483/51. È certamente vero che con al­cuni bambini deve essere usata una certa serietà per convincerli dell’utilità e della necessità di ciò che devono imparare, e per riempirli così d’amore per gli argomenti da imparare. Ma d’altra parte è anche molto vero che un maestro che sa trattare i suoi alunni con il giusto amore disinteressato, ottiene molto di più con loro di uno che rincorre l’onore e il prestigio.

DC 3/483/52. Io vi dico: “In qualunque cosa non cercate mai l’onore del mondo, perché esso è una peste per l’anima e lo spirito, e le sue conseguenze presto o tardi vengono fuori devastando la Terra”.

DC 3/483/53. Considerate le attuali guerre in cui molte migliaia di esseri umani debbono farsi ammazzare a motivo dell’onore. Se i sovrani, i comandanti degli eserciti e i loro popoli, qualunque sia il loro nome, anziché la superbia servissero la cara celeste umil­tà, – sarebbero o potrebbero mai essere in­fiammati i popoli ad una tale reciproca furia? In verità, presso popoli umili una guerra sarebbe una purissima impossibilità!

DC 3/483/54. Ma poiché presso questi popoli anziché l’umiltà è grandemente cresciuta solo e unicamente la superbia, in conse­guenza della quale un popolo si ritiene migliore, più prestigioso, più antico, più autorizzato e chissà quant’altro ancora, così anche queste guerre attuali che vogliono tutto devastare sono una conseguenza del tutto naturale dell’attuale grande coltivazione della superbia. Infatti, una guerra è, in grande, ciò che sono, in piccolo, le cosiddette baruffe, che di solito derivano anch’esse molto più raramente da una qualche valida causa quanto per lo più solo dall’onore offeso. Infatti. se in una compagnia arriva un ladro o un imbroglione o un noto bandito, la compagnia se la sbrigherà con simili pericolosi individui senza alcun litigio ed eccessi sanguinari. Li si catturerà unendo le forze e li si consegnerà alla giu­stizia ordinaria.

DC 3/483/55. Se però in una compagnia uno urta forse troppo uno spaccone, allora fin troppo presto e certamente c’è uno scambio di parole offensive. Ad esse seguono presto minacce molto serie, e a queste, come conseguenza del tutto naturale di una eccitata superbia, seguono colpi di ogni genere, sanguinari e spesso perfino mortali. Infatti, a questo punto ciascuno vuole salvare il suo onore con il pugno o con il bastone e provoca così inimicizie, sete di vendetta e un mucchio di mali di ogni genere per lungo tempo in una contrada, o spesso in un intero paese.

DC 3/483/56. Ah, qualcosa di completamen­te diverso è se un qualche nemico esterno, avido o incline ad aggredire, assalisse un pacifico Paese o regno abitato da tutte per­sone umili e molto tolleranti fra loro, per farvi bottino. Allora indubbiamente gli abitanti di un tale Paese o regno avrebbero il diritto di ricevere un tale ignobile nemico con ogni serietà e di punirlo nel modo più duro, nella quale occasione Io, il Signore del Cielo e della Terra, allora Mi vorrei mettere però anche subito alla loro testa; e il maligno nemico allora saprebbe fin troppo rapidamente quale compenso meriti la sua azione. Difficilmente egli potrebbe mai ritrovare il coraggio di visitare un tale Paese.

DC 3/483/57. Ma purtroppo ora non è così. Un popolo vuole essere più grande dell’altro, così anche un regno vuole essere più grande e più potente dell’altro.

DC 3/483/58. Il tedesco vuole essere il pri­mo. Lo slavo reclama per sé questo diritto. Al francese non si può neppure più domandare quale nazione sulla Terra sia mai la prima, la più colta e la prima sotto ogni riguardo. Il russo valuta col parametro maggiore solo se stesso; tutto il resto è per lui una bagatella appena degna di considerazione.

DC 3/483/59. L’inglese ha già superato in sommo grado la presunzione dei cinesi e giapponesi. Infatti, se il cinese e il giappo­nese stimano che il loro regno si trovi al centro di tutti i regni della Terra, l’inglese è de facto (nei fatti) per così dire il legislatore e fruitore di vantaggi dell’intera Terra ora conosciuta, e sebbene propriamente non lo sia già del tutto sull’intera Terra e in tutti i suoi regni, tuttavia egli si immagina di esserlo. E se da qualche parte trova delle “violazioni” a questa sua opi­nione, allora egli farà certamente ogni sfor­zo per realizzare ciò che prima di allora era stata in lui solo una grandiosa immagina­zione.

DC 3/483/60. L’americano considera gli Stati europei a mala pena quanto alcuni ragazzacci di strada che calcano il selciato di una grande città, alla cui costruzione essi ovviamente non hanno mai contribuito neppure con un solo granello di sabbia, considerano i nidi dei passeri che si trovano qua e là sugli alberi dei viali. Basta solo che lui si avvicini di sole cento miglia tedesche con una flotta americana alla minuscola Europa, e la stessa è già costretta ad affon­dare.

DC 3/483/61. L’africano ritiene uomo solo se stesso, e qui ritiene uomo solo il ricco, forte e quindi anche potente. Tutto il resto per lui è animale da soma simile all’uomo e può essere venduto come ogni altro be­stiame.

DC 3/483/62. Ora chieda ognuno a se stesso, con i presenti rapporti esistenti tra popoli e popoli, regni e regni, stati e stati, in cui la superbia ha provocato tali divisioni che la Terra stessa non ha conosciuto prima del diluvio universale, se sarebbe stato ancora possibile per Me, il Signore del Cielo e del­la Terra, dover stare a guardare con tutta calma ancora più a lungo tali abomini!

DC 3/483/63. Il Signore dice: “No, questo non era più possibile! La superbia dei popoli ha superato ogni misura, fin nel più alto Cielo è già salito il fumo dell’Inferno! La Terra stessa Mi pregò che Io estirpassi finalmente una buona volta la maligna prole di Satana”. E vedete, il tempo è giunto; esso è ora sve­lato davanti ai vostri occhi: un popolo si muove contro l’altro; e se voi domandate perché – allora Io vi dico: “Per pura superbia!”.

DC 3/483/64. Infatti, di un bisogno o di una necessità non c’era traccia da nessuna par­te, poiché se gli uomini si fossero umiliati – naturalmente tutti senza eccezione, come hanno fatto un tempo i Niniviti – allora tutti avrebbero sovrabbondanza di tutto. Ma poiché la superbia li ha tutti gonfiati, come un tempo a Gerusalemme l’acqua male­detta gonfiava coloro che dovevano berla a prova della loro colpa o innocenza, e con­temporaneamente però erano colpevoli, – così dunque è però anche del tutto giusto in senso naturale che adesso essi periscano tutti all’acqua pestifera della loro superbia!

DC 3/483/65. Infatti, Io vi dico: “Sono finiti i tempi in cui la spada faceva da arbitro fra onore e disonore, come fra virtù e vizio, poiché la spada non fu mai un’arma dell’umiltà, bensì sempre solo dell’onore e del prestigio, come purtroppo anche, fin troppo spesso, di un dominio tirannico.

DC 3/483/66. Ma in avvenire non dovrà più essere così! In futuro solo l’umiltà dominerà i popoli con le armi dell’amore, cioè sicuramente solo quei popoli che sono trovati degni di quest’arma che proviene dai Cieli. Gli indegni invece riceveranno in questo tempo già comunque la paga che si sono già da lungo meritati. Io farò bensì ancora assegnare la vittoria alla parte migliore e più giusta, ma se essa poi va in collera e si insuperbisce, allora guai anche a lei!

DC 3/483/67. Infatti, d’ora in poi non dovrà più essere risparmiato nessuno che possieda in sé anche solo un briciolo di superbia come molla delle sue azioni. Ogni azione nella quale si possa rintracciare solo un qualcosa di un’ambizione, dovrà rimanere d’ora innanzi senza alcuna benedizione. Ogni azione invece che viene compiuta esclusivamente per la sua utilità con animo umile, questa dovrà essere da Me benedetta da cima a fondo.

DC 3/483/68. D’ora in poi un diverso Ordine deve essere introdotto fra gli uomini. Ma coloro che non acconsentiranno di tutto cuore a questo Ordine e contemporaneamente lasceranno affiorare in sé ancora dei vecchi dubbi arrugginiti, a costoro le amarissime conseguenze dovranno procurare al più presto la più che sufficiente conoscenza se siano stati pro o contro il Mio Ordine.

DC 3/483/69. Si dice ora spesso: “Io vorrei ben fare questo e quello, poiché per me sarebbe lo stesso; ma che cosa ne direbbe il mondo? Questo si rivolterebbe dalla bile, quello comincerebbe a gridare, e così il buon nome della mia famiglia ne soffrireb­be un gran danno”.

DC 3/483/70. Io, il Signore del Cielo e della Terra, non ti dico altro che questo: “Tutto ciò che si chiama mondo, è Inferno!”.

DC 3/483/71. Che cos’è un buon nome di famiglia davanti al mondo? Io te lo dico e voglio e debbo dirtelo: “Vedi, tu cieco stolto! Un buon nome di famiglia, del quale il mondo dice: ‘Questa è una buona casata’ – è una testimonianza dall’Inferno”. Il mondo infatti è impossibile che approvi ciò che non gli piace. Ma ciò che piace al mondo, leggi un po’ il puro Van­gelo se esso dice da qualche parte che vale qualcosa anche davanti a Dio. Non sta scritto: “Tutto quello che è grande davanti al mondo, è un abominio davanti a Dio”?

DC 3/483/72. Ma se leggete dunque questo a chiarissime parole nella Scrittura, com’è possibile che qualcuno che ha dimestichez­za con la Scrittura possa dire: “Io per me fa­rei pure senza alcuna esitazione questo e quello; ma che ne direbbe il mondo?”.

DC 3/483/73. Ma Io vi dico adesso in questo tempo: «Chi ora tralascerà di fare questo o quello di buono a motivo del mondo, costui faccia pure a motivo del mondo ciò che gli sembra buono. Ma quando poi verrà da Me con il buon attestato del mondo, allora Io gli dirò: “Da colui che ti ha dato questo buon attestato, da lui va’ pure e pretendi la tua paga, poiché il Mio Nome non sta scritto in questo attestato! Io non ti conosco, poiché tu hai fatto questo e quello a motivo del mondo, e non volesti percorrere le vie della vera umiltà cristiana, le sole a Me gradite. Ti piacque e lusingò la tua ambi­zione, quando il mondo ti diceva: ‘Vedi, questo è un uomo d’onore!’. Così ti dovrà anche far piacere che tu nel Mio Regno giungerai in verità a un onore molto esiguo”».

DC 3/483/74. Con questo però non voglio dire che uno debba agire in modo tale che il mondo lo segni a dito e abbia a dire: “Vedi, questo è un uomo cattivo; egli è un fornicatore, un adultero, un imbroglione, un bugiardo, un ateo, egli tiene nella sua casa un pessimo ordine e una pessima di­sciplina, ed è un furfante e un crapulone”. Oh, questo Io non lo pretendo in eterno! Ma Io pretendo che ciò che è veramente buono – e possa il mondo dirne quello che vuole – voi abbiate a compierlo senza il minimo timore del mondo. E questo perché è buono e perché Io voglio così!

DC 3/483/75. Se una coppia di genitori facoltosi ha un figlio che è già

 adulto, e questo figlio, ottenendo un impiego con una ragguardevole

 entrata, vuole prendere in moglie una ragazza povera per amore, perché

 la ragazza gli piace, – quando però egli annun­cia questo ai suoi

 genitori, essi cominciano subito un pandemonio e dicono al loro figlio:

 “Ma figlio! Che vergogna! Che cosa mai ti è venuto in mente, per amor

del cielo! Una tale vile contadina vuoi prendere in moglie, tu che

discendi da un così buon casato? Rifletti dunque, lei non ha niente se

non quella faccia da scimmia un po’ contadinesca. I suoi genitori sono

gente molto or­dinaria, rozza, incolta, puzzolente di letame di bue e di

mucca. E la loro figlia, ossia una prostituta fin dalla nascita, non sarà

certo più istruita dei suoi genitori lordi di letame? Non vorremmo

nemmeno dire così tanto per l’istruzione e per il suo eventuale

con­tegno, – ma considera la tua e poi la sua nascita! Che ti salta in

mente?! Noi saremmo costretti a vergognarci fin anche nella tomba! Tu

un nobile, e quella una comunissima spandiletame (5) !!”

DC 3/483/76. Io però dirò a tali genitori: “Che eterna vergogna per voi! Come avete potuto, in quanto uomini, cadere così in basso da poter dimenticare anche per un solo istante il grande valore di ogni uomo? Chi è la figlia di contadini, per voi troppo ordinaria, che era così tanto indegna di vostro figlio? Vedete e udite! Lei è Mia figlia, del tutto la Mia vera e propria figlia; e per voi questa era troppo scadente, troppo ordinaria e troppo scarsa?!

DC 3/483/77. Non avete mai letto che, in primo luogo, Io Stesso, l’eterno onnipotente Creatore di tutti i Cieli e di tutti i mondi, di tutti gli angeli e gli uomini, venni in questo mondo solo nell’abito della più grande bassezza, e insegnai agli uomini con parole vive e con le più chiare azioni, che essi come Me – se vogliono essere Miei figli – devono fuggire il mondo con tutta la sua grandezza e il suo sfarzo, e non devono percorrere la via larga del lustro terreno, che sempre passa, ma il sentiero stret­to dell’umiltà che conduce alla vita eterna?

DC 3/483/78. E, in secondo luogo, che tutto ciò che è grande davanti al mondo è un abominio davanti a Me? Che Io guardo solo a ciò che è piccolo e disprezzato dal mondo, e invece allontano da Me per sem­pre ciò che è grande?

DC 3/483/79. Se avete sentito questo e sapevate per quale via Io Stesso ho preceduto tutti i Miei veri figli perché Mi imitassero fedelmente, allora diteMi ora per quale ragione, l’unica valida davanti a Me il Sgnore di ogni vita, non avete mai permesso che la povera contadinella diventasse la moglie di vostro figlio? Ora state muti e poi muti davanti a Me, e ora non sapete rispondere nulla alla Mia domanda.

DC 3/483/80. Ebbene, dato che non sapete risponderMi nulla e vedete il vostro torto che grida al Cielo, allora Io non voglio certo giudicarvi e condannarvi come voi avete giudicato e condannato Mia figlia, ma per ogni minuto della vostra vita terrena dovete trattenervi qui, nel regno degli spiriti più miseri, un intero anno terreno nella più grande bassezza. E proprio quella Mia figlia, che voi sulla Terra avete così profondamente disprezzato, dovrà – se lo vuole – accogliervi nella sua dimora ce­le­ste. Soltanto allora dovrete conoscere per­fettamente, con la più profonda vergogna, colei che sulla Terra avete trovato così tanto indegna per vostro figlio, – ed ora allontanatevi da Me e andate nel luogo che è stabilito per voi!”.

DC 3/483/81. Io vi dico: “In verità, in verità, così sarà nell’ultimo tempo già qui, e in modo particolare nell’Aldilà. E se essi, che nel mondo tenevano così tanto al loro cosiddetto buon casato, Mi pregheranno e di­ranno: ‘Signore! Signore! Questo di certo non lo sapevamo come lo sappiamo e capiamo adesso, poiché è dai nostri stessi genitori che siamo stati allevati ed educati così; perciò fa’ che la grazia prevalga sulla giustizia’ ”. Allora però Io dirò loro: “So come stanno le cose riguardo all’educazione del vostro cuore. Se fosse solo per colpa vostra che esso fu così duro e superbo, allora la vostra sorte sarebbe l’Inferno; infatti questo è costruito dalla superbia e dalla durezza del cuore! Ma poiché una tale biasimevole deformazione del vostro cuore non è tutta colpa vostra, allora proprio per pura grazia vi è destinato ciò che Io, vostro Dio e Signore, ho pronunciato su di voi. Non prima infatti che l’ultimo atomo di superbia abbia lasciato i vostri cuori, voi potrete pervenire alla contemplazione del Mio Volto. E così levatevi da qui!”.

DC 3/483/82. Io vi dico: “In verità, in verità, sarà così! Ogni peccatore sarà trattato da Me con più riguardo di uno che anche solo una volta ha dimostrato in qualunque cosa un’evidente superbia, ma però non l’ha su­bito bandita per sempre dal suo cuore con vero pentimento e profondissima avversione. Infatti, come già detto più volte:

DC 3/483/83. Davanti a Me c’è solo un peccato veramente meritevole di condanna, e questo è la superbia.

DC 3/483/84. Infatti, se voi aveste tanti peccati quanta è l’erba sulla Terra e la sabbia sulle vaste rive del mare, e contempora­neamente però non aveste alcuna traccia di superbia, allora tutti questi peccati non sarebbero affatto tali davanti a Me! Poiché dove non c’è superbia, là c’è l’amore che racchiude in sé ogni umiltà; amore e umiltà però cancellano tutti gli sbagli e i peccati, per quanti ce ne fossero, – infatti amore e umiltà uccidono tutti i peccati! Ma se un solo atomo di superbia si nascon­e dietro gli altri peccati che gli uomini commettono nel tempo della prova per la loro libertà, allora questo atomo vivifica tutti i peccati, sì, perfino i più piccoli. E tali spiriti un giorno, come anche già qui, avranno da combattere molto violentemente per liberarsi anche di un solo atomo di superbia.

DC 3/483/85. Ma la superbia degli uomini non si fa notare in nessun luogo in un grado così alto se non proprio là quando si tratta di perdonare l’offesa al prestigio del proprio rango.

DC 3/483/86. Potrei portarvi ad esempio un milione e poi un altro intero milione di persone che sono addirittura molto mansuete, amorevoli, caritatevoli e piene di giustizia. Anzi, il loro senso della giustizia arriva spesso a tal punto che esse riterrebbero un grave delitto il frodare qualcuno anche solo per il valore di uno spillo; ma solo riguardo all’onore del proprio rango, nessuno deve assolutamente attaccarli – altrimenti è finita!

DC 3/483/67. Anche se, per una specie di magnanimità, perdonano, per così dire del tutto e assolutamente, a colui che li ha toccati nel loro onore, rimane pur tuttavia qualcosa che segretamente viene tuttavia imputato a colui che li ha toccati nell’onore. E anche se in precedenza colui che li ha toccati nell’onore fosse stato il migliore amico di famiglia e avesse chiesto anche mille volte perdono agli offesi nel loro onore, ciò nonostante, non sarà mai più del tutto in grado di lavare completamente quella macchia che aveva recato o con una sconsideratezza o anche per via di una precedente intima confidenza con quella casa.

DC 3/483/88. Si vuole bensì superare totalmente la cosa e fare come se non fosse mai successo nulla, ciò nonostante, però nel parlare ci si esprime più brevemente. Inoltre, non vi si dà più molta importanza se l’amico non viene nella casa anche per parecchio tempo, e ci si informa più raramente sulle sue condizioni di salute e altre cose del genere.

DC 3/483/89. Ma dove sta qui la ragione di un tale comportamento? Vedete, la colpa è di soli tre atomi di superbia, e questi tre atomi sono sufficienti perché Io non possa entrare da tali persone, siano pure per il resto di tipo molto apprez­zabile, fino a quando l’ultimo piccolo ato­mo di superbia non si allontanerà dai loro cuori.

DC 3/483/90. In questo sta anche la ragione per cui, specialmente in questo tempo, dav­vero così pochi riescono a vederMi e poss­ono essere istruiti da Me Stesso ed educati per diventare Miei figli.

DC 3/483/91. Così ci sono anche delle buone case, il che equivale a dire delle famiglie benestanti. Queste famiglie fanno davvero molto del bene ai poveri e hanno un cuore davvero pieno di simpatia e compassione­vole; ma se poi per caso un tale povero dovesse una volta offendere in qualcosa i suoi benefattori, ebbene, allora Io Stesso non so come gli andrebbe presso una tale famiglia. Dipenderebbe realmente solo dal temperamento dell’offeso benefattore se l’offensore se la caverebbe solo con alcuni rimproveri e con la riduzione del bene ri­cevuto, oppure perfino con qualche basto­nata e con la perdita totale del bene ricevuto.

DC 3/483/92. Ma come in tutt’altro modo starebbero le cose presso di Me, riguardo a questi benefattori, se essi all’offensore solitamente non cattivo, ma solo troppo poco avveduto, dicessero a cuore aperto: “Caro amico! Lei ci è molto caro e siamo disposti a farle tutto quello che è nelle nostre capacità. Ma sia anche Lei così buono con noi, e in futuro non faccia più quello che non ci può essere gradito. Però non siamo affatto arrabbiati con Lei per questo. Al contrario, Le concederemo sempre invariata la stessa amicizia, e Lei può contarci fra i Suoi migliori, più sinceri e più fedeli amici. Faccia però anche a noi ciò che è giusto davanti a Dio e a tutte le buo­ne persone”.

DC 3/483/93. Vedete, se il povero, solitamente del resto di buon cuo­re, sentirà un così dolce rimprovero dai suoi benefattori, come sarà toccato e commosso, e difficilmente causerà mai di nuovo qualcosa di spiacevole a una tale famiglia. E qualora dovesse pur tuttavia lasciar­si andare ancora una volta a farlo, ebbene – la famiglia non deve affatto badarvi e deve pensare quanto facilmente e spesso gli uomini migliori possono sbagliare davanti a Me, e tuttavia Io faccio pervenire tutti i benefici della vita integralmente ai Miei nemici così come ai Miei amici. Perché allora gli uomini dovrebbero mettere tutto sul bilancino?

DC 3/483/94. In verità, chi di voi volesse pensare e agire così, sicuramente Io lo frequenterei ogni giorno, e farei a lui come egli fa ai fratelli poveri. Ma le persone che lo fanno pesare ai poveri, se questi talvolta hanno fatto un mezzo passo oltre il limite del dovuto, sono ancora molto lontane dalla grazia che Io Mi possa trovare da loro come ospite, e avranno ancora da aspettare a lungo nell’Aldilà prima che Io Mi trovi presso di loro!

DC 3/483/95. Così ci sono ancora inoltre del­le persone realmente molto buone che han­no la fortuna di avere il dono di figli davvero buoni e belli. Su questi figli, specialmente quando sono già adulti, si fanno però già una tale caricatura che è proprio la fine. Tali figli allora, secondo la forte presunzione dei loro genitori, trovano a mala pena in qualche luogo i loro simili. Se i genitori, come molto spesso è il caso, sono per di più molto facol­tosi, allora hanno naturalmente tanto maggior valore.

DC 3/483/96. Ma tale sopravvalutazione dei figli non è secondo il Mio Ordine e perciò non Mi è minimamente gradito. Infatti, il giusto amore dei genitori per i loro figli deve essere come un giusto lume, e l’amore per i figli poveri di altri poveri genitori deve essere come il fuoco di un grande incendio, allora esso potrà rallegrarsi della Mia perenne ed eterna compiacenza e benedizione. Ma un amore come quello che vi è stato mostrato più sopra, Mi è molto sgradevole, per cui anche mai lo benedirò, né qui né di Là.

DC 3/483/97. Ma chi fra voi uomini ha una carica, costui non se ne faccia per nulla un vanto come uomo, ma rivesta la carica con umiltà, fedelmente e coscienziosamente, secondo le direttive ricevute, e ubbidisca ai suoi capi senza mormorare. Ma se i capi di quando in quando dovessero pretendere qualcosa di ingiusto che fosse addirittura contrario alle Mie Leggi dell’Ordine, allora il funzionario, con ogni rispetto e a­more, può far loro delle fondate obiezioni. Se essi vi prestano attenzione, è bene; ma se per superbia non vi prestano attenzione, allora il funzionario agisca bensì secondo la ri­chiesta dei capi – egli sarà senza colpa davanti a Me; ma Io e i capi faremo subito i conti insieme. Però nessun funzionario deve lasciare la carica finché Io non gliela tolga.

DC 3/483/98. Così anche nessuno, eccetto che in casi evidentemente molto pressanti, deve andare in pensione; infatti un pensionato troppo precoce è di solito o uno che disprezza il suo servizio perché non può raggiungere un gradino più alto, oppure è un servo pigro nella Mia vigna, schiva il lavoro e non gli sta a cuore il bene legittimo dei suoi fratelli. Tali servitori riceveranno una cattiva paga nel Mio nuovo Regno.

DC 3/483/99. Non ridete anche troppo forte su qualche stupidaggine dei deboli, poiché anche in un tale ridere è nascosta la propria superbia, e amareggia il cuore del deriso spesso più di un rimprovero molto serio. Così non siate neppure amici delle cosid­dette battute di spirito ed altri discorsi e os­servazioni mordaci, con cui certe persone vengono demolite. Infatti, anche in essi c’è di nuovo della superbia, un male fondamen­tale di tutti i mali.

DC 3/483/100. Ma se vo­lete rendere pur ridicole delle stupidità e debolezze degli uomini, allora parlate in generale, però non parlatene mai ai singoli salvo che a quattr’occhi. E se questo non serve, allora soltanto prendete prima con voi uno o due, al massimo tre testimoni; e se anche questo non dovesse servire a nul­la, allora soltanto una comunità ne può es­sere informata. Ma mai in nessun rimpro­vero deve essere criticata la persona dell’uomo, bensì esclusivamente la stupidità, debolezza o il peccato, e certo in modo ve­ro, ma del resto nel modo più delicato e dolce possibile.

DC 3/483/101. Il pienissimo amore e il continuo rispetto dell’uomo deve risplen­dere ovunque come un Sole.

DC 3/483/102. Non dite neppure: “Questa ca­sa, questo terreno e questo patrimonio appartiene a me. Nella mia casa il signore sono io, e il mio terreno devo gestirlo io”. Vedete, in tali espressioni si nasconde una grande porzione di superbia! In verità, quelli che pensano, parlano e a­giscono così, da loro Io non farò mai il Mio ingresso, poiché essi non considerano Me come il Signore unicamente al quale appar­tiene ogni cosa nel modo più vero e più perfetto, bensì considerano solo se stessi come signori delle loro cose, prestate loro da Me solo per un brevissimo tempo. Oh, in questo c’è una grande superbia, che è l’unica generatrice di tutte le guerre in pic­colo come in grande.

DC 3/483/103. Nel Mio futuro Regno tutto questo dovrà essere organizzato in modo completamente diverso: infatti là non ci sa­rà più alcun padrone di casa o proprietario terriero, poiché là Io sarò Tutto in tutto. E il più avvantaggiato sarà colui presso il quale Io prenderò dimora!

DC 3/483/104. Ma ora Io vi dico anche che prima della Mia Venuta su questa Terra saranno estirpate, con la più grande severità di giudizio, ancora molta erbaccia ed erba secca, e ogni sorta di sterpaglia inservibile e improduttiva; infatti dove sono due, solamente uno sarà accettato e l’altro scartato – dunque un’enorme selezione fin oltre la metà!

DC 3/483/105. Ma ancora una volta Io vi metto in guardia molto seriamente, affinché in questo tempo non prendiate affatto partito né a sinistra né a destra! Chi infatti è chiamato alla battaglia, costui combatta là dove è chiamato, non magari di propria iniziativa, perfino a tradimento, ma fedelmente per iniziativa di colui che lo ha chiamato alla battaglia, – ma chi debba vicere, e chi vincerà, questo sta unicamente nella Mia mano!

DC 3/483/106. Nessuno di voi dica: “Questo combatte a ragione e quello a torto”, perché così voi combattete, a tradimento, a favore di colui che a vostro giudizio deve aver ragione, bensì la vostra questione sia di pre­gare per amico e nemico; ciò che va oltre è peccato! Infatti, con tali partigianerie atti­rate in voi la superbia di quel partito che secondo il vostro desiderio dovrebbe vincere, e da questa superbia augurate poi alla parte avversa la completa rovina. Ma nello stesso tempo interrogate il vostro cuore se quelli che devono soccombere non sono altrettanto vostri fratelli quanto quelli a cui augurate la vittoria!

DC 3/483/107. Com’è compatibile però un tale desiderio, che è pieno di segreta sete di vendetta e piacere del male altrui, con la Mia Parola, dove Io Stesso di certo insegnai espressamente a tutti gli uomini di pregare per coloro che vi odiano, di benedire coloro che vi maledicono, e di fare del bene a coloro che vi vogliono male?

DC 3/483/108. Perciò sia detto ancora una volta: “Lasciate combattere quelli che com­battono! Pregate per tutti e non abbiate mai gioia per la sconfitta né dell’uno né dell’altro, così assomiglierete ai Miei angeli in Cielo, che si coprono il volto quando i loro fratelli sulla Terra si ammazzano; infatti i caduti sono pur tuttavia vostri fratelli altrettanto come i vincitori, a qualunque partito possano mai appartenere”.

DC 3/483/109. Questo però tenete a mente: Questa aurora prima della Mia Venuta di­venterà molto più rossa ancora di come è adesso; e solamente alla fine di ogni uc­cisione si mostrerà che né l’uno, né l’altro partito di coloro che ora combattono con­seguirà una vera e propria vittoria, – poiché il giusto vincitore verrà dopo!

DC 3/483/110. Infatti, dove ora combatte la superbia, là poi comincerà a combattere l’umiltà, e alla sua spada non sfuggirà nessun sanguinario e nessun giudice che si preoccupava di costruire il suo massimo lustro con il sangue di inermi prigionieri. Chi combatte sul campo con altri combattenti, a costui non deve essere imputato il sangue dei caduti; ma maledetto sia colui che uccide prigionieri disarmati, e tre volte maledetti siano gli infanticidi! La loro sorte dovrà essere spaventosa!

DC 3/483/111. Io, quale vostro buon Padre, che vi ho già dato così tanto, vi do ora anche questa importantissima Parola per il vostro futuro bene e la vostra futura salvezza. Osservatela fedelmente ed esattamente, così troverete ogni bene nel tempo e nell’eternità. Se invece la accoglierete solo come qualcosa di consueto, come già parecchie altre cose che vi ho dato, a cui con il tempo vi siete già per così dire abituati, e intanto pe­rò agirete tuttavia secondo le vostre vecchie abitudini e usanze, allora dovrete a­scriverlo solo a voi stessi se avrete solo pochissima parte al Mio Ritorno, o anche però non ne avrete parte affatto.

DC 3/483/ 112. Infatti, ciò che è scritto qui attraverso il Mio servo, andrà irrevocabilmente ad adempiersi.

DC 3/483/113. Buon per voi e per chiunque non getterà al vento questo ed anche altri simili ammonimenti, – in verità, nella sua casa Io farò ingresso qui e di Là! Ma chi a questo ammonimento e insegnamento – e ad altri simili in molti altri luoghi – darà poco ascolto e impegnerà poca volontà, la sua casa fin troppo presto avrà un aspetto molto desolato, triste e abbandonato, – poiché quando Io vengo, verrò solo da quelli che sono veramente Miei, e li benedirò di Persona completamente per l’eternità!

DC 3/483/114. Guai però a colui della cui casa i Miei piedi non calcheranno l’ingresso; la sua parte sarà e resterà solamente la triste e funesta aurora, ma i santi raggi del grande giorno in arrivo non giungeranno su di lui amen. Questo dico Io, Colui che verrà amen, amen, amen!


[1] Atti degli Apostoli 1, 10 e 11. [Nota nel libro tedesco]

[2] Mesi. [Nota nel libro tedesco]

[3] Proverbio austriaco. [Nota del traduttore]

[4] Amore esagerato di se stessi. [NdTraduttore]

[5] Addetta al letame. [Nota nel libro tedesco]

 

QUESTO È UN PROMEMORIA PER TUTTI NOI

CHI COMPRENDERÀ DI ESSERE STATO AIUTATO DA TALE MESSAGGIO DEL SIGNORE,

LO DIVULGHI, IL PIU POSSIBILE, AI SUOI FRATELLI !!!!

 

 

 

"Chi vuole giungere alla Mia Parola vivente dentro di sé costui sia perfettamente attivo nel praticare la Mia Parola"

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