Il Vero volto di Gesù

                                  Gennaro Anziano: "LA FINE DEL MONDO È VICINA!" - "THE END OF THE WORLD IS NEAR!"

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Il Signore avverte

1. [Jakob Lorber], lo scrivano della presente Opera cercò e trovò. Chiese, e gli fu dato; e per mezzo di lui fu dato anche a tutti coloro che sono di cuore buono e di buona volontà. A coloro, invece, che qui cercano soltanto con la loro presunta pura intelligenza mondana, non sarà dato né sarà aperto.

2. Chi leggerà la presente Opera con cuore umile, riconoscerà il vero Autore. [GFD1.1-2]

3. Il motivo per cui tra i "molti chiamati, pochi sono gli eletti" è dovuto al fatto che sono pochi coloro che ascoltano le Parole del Signore: "Rinnega te stesso, prendi la croce sulle spalle e poi seguiMi!".

 [SS.c15. §19]

Il Nuovo LIbro della Vita

Il Dizionario della Sapienza

Il Dizionario è tratto dall'Opera La Nuova Rivelazione o Nuovo Libro della Vita, dettata da Gesù a Jakkob Lorber. Di essa Gesù dice: questa è la NUOVA DOTTRINA che Io do dai Cieli! Essa è la Vera, NUOVA GERUSALEMME dai Cieli poichè l'antica, cioè quella terrena, non vi serve più a niente! [GVG.v6.c13.§5]

 

SIRIO

5. E questo periodo della Creazione, rispetto a tutti gli altri, ha il vantaggio, di gran lunga non ancora riconoscibile per voi con sufficiente chiarezza, di essere l’unico, in tutta l’Eternità e Infinità, nel quale Io Stesso Mi sia rivestito perfettamente della natura carnale umana e in cui di tutto il grande Uomo cosmico Io Mi sia scelto questo globo cosmico, e all’interno di questo Io Mi sia scelto la galassia dei soli centrali [degli ammassi stellari] in cui c’è Sirio, dei cui duecento milioni di soli [planetari] che gli ruotano intorno Io abbia scelto proprio questo [vostro] sole, eleggendo – fra i molti corpi mondiali che gravitano intorno ad esso – precisamente questo pianeta sul quale ora ci troviamo, per diventare Io Stesso Uomo su di esso e per allevare da voi uomini dei veri figli Miei per tutta l’Infinità ed Eternità che furono e che saranno.

[GVG.v4.c255.§1-13]   

Costellazione del Cane

. [GTT.40-41]

40.Dunque ascolta, tu grande focolare di fuoco, tu antico Sole1 centrale che nel Cane2 fai spicco come corona di splendore dei tuoi Soli; che cosa, con i tuoi raggi lanciati infinitamente lontano, hai dunque scorto di Me, nei tuoi cosmi, che ti sembra il massimo? Infatti vedi, ti girarono intorno Soli a trilioni, a ciascuno di essi erano annesse Lune, Terre e comete a milioni, cosicché ognuno, come un cosmo, potesse operare nella sua sfera dato che di certo da ognuno si dispiegarono innumerevoli opere assolutamente sublimi; perciò tu, in tutte queste opere che sono infinitamente tante, di certo noterai pure in qualche modo tra queste la Mia più grande!

41.Oh, prenditi tempo, [...]

penetra nel tuo punto centrale dello spirito di fuoco da lì assai presto e velocemente la risposta giusta tu porterai.

1 E' un Sole centrale degli Ammassi stellari intorno al quale orbitano trilioni di Soli.[NdR].
2 Costellazione del 'Gran Cane'. 
 
 

A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

.

Trinità [SS.c51.§1-46] 

Sul significato della frase:"Come l’albero cade, così esso giace!". Dopo la morte, i cattolico-romani si creano un Cielo 'apparente' che rispecchia la loro fede e ne escono dopo aver riconosciuto la Verità. Sulla errata Trinità delle tre divine Persone e sulla vera Trinità dell’unico Signore Gesù Cristo con le tre Caratteristiche divine: Amore, Sapienza e Potenza. Sul significato di 'Figlio di Dio' e sulla differenza tra il peccare contro il Padre e il Figlio, e il tremendo peccare contro lo Spirito Santo.

1. [Continua il nono spirito:] «Il [capo] dei camerieri dice: "Mio caro amico, io comprendo benissimo quello che tu intendi dirmi, però non riesco a capire perché tu, durante la tua vita fisica, non ti sia fatto del Cielo una diversa raffigurazione, visto che tu leggevi non di rado le lettere di San Paolo. Dimmi un po': che cosa pensavi quando leggevi:

'Come l’albero cade, così esso giace!'?

2. Ora scrolli le spalle e non sai che cosa dovresti rispondere. Io però ti dico che l’albero indica proprio la tua fede, e detto con altre parole significa: "Come tu credi, così ti succederà!"

3. Infatti, come è la fede, così è anche il riconoscimento; come è il riconoscimento, così è anche l’incitamento all’attività che dal riconoscimento deriva. E come è l’incitamento all’attività, così è anche l’amore, il quale però è la vita vera e propria dello spirito.

4. Vedi, voi tutti avete creduto in un Cielo così come ora si presenta a voi, e sulla base di tale credenza operaste rettamente per raggiungere questo Cielo; e così come l’albero [cioè la vostra fede], dopo essere stato abbattuto grazie alla vostra presa di coscienza interiore, è caduto fuori dalla vita terrena per entrare in quella spirituale, così anche esso giace [così anche è ora la vostra fede].

5. Io non posso assolutamente darvi un altro Cielo diverso da quello che vi siete dati da voi stessi, poiché nella Scrittura è detto:

'Il Regno di Dio non viene con fronzoli esteriori, ma esso è dentro di voi!'.

6. Dunque anche questo Cielo, così come si presenta, è un prodotto della vostra fede, che ha la base nel vostro intimo. Che volete farci ora? Potreste espellere da voi la vostra fede? Potete forse diventare luterani oppure degli evangelici?".

7. L’ospite risponde: "Caro amico! Che da questo ci preservi la santa Trinità, dato che un simile passo potrebbe portarci perfino all’Inferno!".

8. E il [capo] dei camerieri dice: "Certo, certo; ma ora che decisione avete preso?

9. Date le circostanze, non vi resta altro che mantenervi nel più completo riposo per tutta l’eternità dei tempi!".

10. E l’ospite dice: "Caro amico, che succederebbe se noi ritornassimo nel luogo dove siamo giunti subito dopo la nostra morte terrena?

11. A me sarebbe molto più gradito, e sarei pronto a fare quello che mi venisse comandato.

12. Per farla breve, per un modico vitto, io sarei disposto ad eseguire qualsiasi genere di lavoro a vantaggio altrui, e ciò sarebbe per me, così come io sento, infinitamente più piacevole che lo stare seduto qui per l'eternità'

13. E il [capo] dei camerieri dice: "Già, già, mio caro amico, questo lo comprendo altrettanto bene quanto tu; sta di fatto però che non riesco a spiegarmi, come del resto ti ho già accennato prima, perché tu sulla Terra non sia giunto ad una migliore raffigurazione del Cielo; e questo tanto più che tu, non di rado, ti annoiavi terribilmente assistendo ad una messa tirata troppo per le lunghe ed attendevi ansiosamente l’Ite missa est'3.

3. Traduzione latina: "Andate. È inviata [la buona notizia]. Ovvero: "La Messa è finita. Andate in pace". [NdR].

14. L’ospite dice: "O caro amico, ti confesso che l’hai azzeccata giusta! Infatti molto spesso mi è andata così, e tale errore io l’ho sempre anche confessato, ma non me ne potevo liberare.

15. Il sacerdote mi ha spiegato che si trattava dell’opera maligna del Diavolo, ed io allora mi sforzavo con grande abnegazione di immaginarmi il sacrificio della santa Messa come la cosa più piacevole possibile, ma purtroppo ogni fatica era vana.

16. Io recitavo bensì tutte le mie preghiere da un buon messale e durante la messa cercavo di concentrarmi in meditazione il più possibile, ma non ho potuto mai spingere le cose al punto da provare rincrescimento quando la Messa era giunta alla fine; anzi dentro di me ero sempre lieto quando era arrivato il momento di uscire dalla chiesa. Ecco, la cosa poteva anche andare nelle giornate estive, cioè quando non faceva troppo caldo e qualche buon coro accompagnava la Messa, però durante l’inverno, caro amico, ti assicuro sinceramente che io consideravo tale funzione come una specie di Purgatorio per espiare i peccati, ma in nessun caso la consideravo quale un gradino del Cielo. Il fatto però che io riuscissi a sopportare sulla Terra una simile Messa monotona – e lo stesso dicasi per la monotonia del Cielo, nel quale credevo e che così ci veniva insegnato – questo probabilmente dipendeva dal fatto che io vivevo nel mondo e che questo mi offriva ogni tipo di fatti ed eventi, in modo tale che il mio stato veniva continuamente mutato.

17. Però qui – dove ogni mutamento è cessato di colpo, dove la notte non c’è e dove non c’è neppure nulla da fare, in un eterno oziare e con una vista costantemente la stessa –, vedi, in queste condizioni si viene a perdere il gusto di assaporare la vita. Ti prego dunque, caro amico, parla tu con Abramo, Isacco e Giacobbe, affinché essi ci diano qualcosa da fare, oppure, come già accennato prima, ci permettano di andare giù, nella zona inferiore, dove forse troveremo qualcosa di cui occuparci, poiché qui, in queste condizioni, noi non possiamo resistere".

18. Il [capo] dei camerieri dice: "Ma cosa mai pretendi tu? Che vuoi fare tu qui? E che cosa vuoi fare laggiù? Voi non avete detto e creduto già sulla Terra: 'Il Signore Dio Zebaot è un Dio onnipotente e non ha bisogno dei servizi degli uomini?'. E dicevate anche: "Soltanto sulla Terra, e per Sua Misericordia, Egli permette loro di lavorare, affinché possano conquistarsi il Cielo.

19. Infatti qui, nel Suo Regno, ha fine ogni lavoro!"

20. Vedi, voi credevate anche questo; dunque, che cosa vuoi fare tu qui, accanto all’Onnipotenza divina? Credi forse che abbia bisogno dei tuoi servizi?".

21. L’ospite dice: "Oh caro amico, credimi! Ora riconosco il mio grande errore e ti confesso apertamente che noi tutti, qui, ci troviamo letteralmente in un Cielo di punizione, poiché in seguito a questa tua domanda, le mie idee si sono chiarite. Infatti se il Signore, per pura Misericordia, ci ha permesso di lavorare sulla Terra affinché potessimo guadagnarci un Cielo, io non vedo proprio perché la Sua Misericordia e il Suo infinito Amore dovrebbero cessare proprio qui in Cielo. Io però scorgo, caro amico, che tu hai qualcos’altro in mente; perciò noi ti preghiamo con sollecitudine di non tenerci più a lungo in sospeso e di comunicarci qual è la

vera Volontà del Signore!

22. Noi vogliamo fare tutto e obbedire in ogni cosa; basta solo che tu non ci porti più

a quella tavola lunga ed estremamente noiosa, perché davvero, e parlo per me, preferirei cessare di esistere, se ciò fosse possibile, anziché essere simile ad un polipo vorace sulla superficie di questo mare di luce dove ora ci troviamo!".

23. Il [capo] dei camerieri dice: "Caro amico e fratello! Vedi, soltanto ora tu sei maturo, ed io posso annunciare a te e a voi tutti la Verità; perciò ascoltate. Questo Cielo, che voi vedete qui, non è altro che un’apparenza creata dalla vostra fede erronea; e la Trinità che voi contemplate rappresenta il punto culminante del vostro errore. Come avete potuto pensare che tre Dèi alla fine possano tuttavia essere un Dio?

24. Come avete potuto pensare che ognuno di questi tre Dèi esegua qualcosa di diverso e tuttavia debbano essere tutti e tre perfettamente un Essere unico ed un’unica Natura?

25. Inoltre, come avete potuto immaginarvi un Dio ozioso, dal momento che Egli è stato fin dall’eternità l’Essere più attivo?

26. Vedete, questa è la ragione per cui vi siete immaginati anche una vita eterna da trascorrere nell’ozio, senza riflettere che la Vita è una Forza operante che Dio ha alitato in tutte le Sue creature dalla Sua eterna Forza operante.

27. Non ha detto il Signore, sulla Terra, che Egli ed il Padre sono Uno?

28. Non ha Egli detto:

 'Chi vede Me, vede anche il Padre'?

29. Non ha Egli detto anche: 'Credete che Io sono nel Padre, ed il Padre è in Me'?

30. Vedete, tutto ciò avrebbe potuto attirare molto facilmente il vostro pensiero sul fatto che il Signore è soltanto Uno, e per conseguenza anche una sola Persona; dunque mai un Dio triplice, come voi ve Lo siete rappresentato".

31. A questo punto voi certamente mi direte: "Caro amico, tu sai come la nostra fede era vincolata e come a noi era impossibile riconoscere qualcosa di diverso da quello che la Chiesa – sotto minaccia di eterni castighi nell’Inferno oppure di vaghi accenni di beatitudini celesti – ci ha insegnato, aggiungendo oltre a ciò: ‘Nessun occhio ha mai visto, e nessun orecchio udito, e nessuna mente immaginato quello che Dio ha preparato per coloro che Lo amano!’

O, amici e fratelli! Questo io lo so benissimo e perciò so anche che voi siete stati ingannati e portati su una falsa via; ed è per questo

che per voi è anche giunto, adesso, il momento della liberazione, nel quale voi potrete riconoscere il vero Dio e il vero Cielo.

dello Spirito di Dio sopra il Figlio, indicò

32. Voi infatti avete già letto, nella Parola del Signore, sotto quali forme Egli ha presentato il Regno dei Cieli! Ebbene, qualunque sia la forma in cui a voi piaccia contemplarlo, deve saltarvi agli occhi che in nessun caso il Signore ha annunciato un Regno dei Cieli ozioso, bensì, al di là della forma, soltanto straordinariamente attivo.

33. Rivolgetevi quindi, anche adesso, all’unico Signore Gesù Cristo, poiché Egli è l’unico Dio e Signore del Cielo e della Terra.

34. Rivolgetevi però a Lui nel vostro amore, ed allora troverete immediatamente in Lui e da Lui la vera destinazione dell’eterna Vita, scorgendola poi chiaramente in voi.

35. Questa vostra precedente ed errata Trinità, però, deve tramontare completamente in voi, affinché possiate riconoscere la vera Trinità, la quale è l’Amore, la Sapienza e l’eterna Forza operante nell’unico Signore Gesù!

36. Non dovete pensare che, al Battesimo del Cristo, si sia manifestata una triplice Personalità divina, poiché tutto ciò non era che un’apparizione, permessa dal Signore, affinché l’umanità potesse riconoscere nell’unico Signore la piena Onnipotenza e la piena Divinità. Infatti allora la Sapienza di Dio, quale la Sua eterna Parola, provenendo dall’eterna Vita, si è incarnata e si chiamò Figlio di Dio, ciò che ha lo stesso significato come se si dicesse che la Sapienza è il Frutto dell’Amore e proviene da Esso, come la luce proviene dal calore; e la figura visibile dello Spirito di Dio sopra il Figlio, indicò semplicemente, quale un’apparizione, che anche l’eterna ed infinita Forza di Dio proviene dall’Amore al pari della Sapienza, pur operando attraverso l’Amore; così come il calore del sole, con il diffondersi della luce, ne rende manifesti gli effetti.

37. Se voi ora comprendete tutto ciò, riuscirete pure a comprendere facilmente che, dovendo essere presente nel Signore la totale, infinita luce della Sapienza, quindi anche il totale Amore infinito, doveva essere presente pure la totale ed infinita Forza operante divina, derivante dalla Sapienza e dall’Amore.

38. Infatti, così dice anche Giovanni: ‘In Cristo dimora la Pienezza della Divinità’; e dice anche: ‘In principio era Dio, e Dio era la Parola, e la Parola era presso Dio; e la Parola si è fatta Carne, ed ha avuto dimora fra noi’.

39. Voi, a dire il vero, dite che sta pure scritto: ‘In principio era la Parola, Dio era la Parola, poiché la Parola era presso Dio, e Dio era nella Parola’.

40. Vedete, questo non modifica nulla, poiché Dio e Parola sono l’unica e la stessa cosa, come Figlio e Padre. Oppure se voi dite: ‘Parola e Dio, che sono una cosa sola come Figlio e Padre, non ce n’é una che precede l’altra, perché Padre e Figlio, oppure Dio e Parola, oppure Amore e Sapienza, sono assolutamente una cosa sola dall’eternità’. Per conseguenza, voi potete girare e voltare il testo di Giovanni a vostro piacere, ma la sua testimonianza ha sempre l’uno e stesso significato, e cioè che il Signore è Uno tanto come Padre quanto come Figlio che come Spirito!

41. Voi chiedete come si debba allora comprendere quel testo della Scrittura in cui è detto che ‘I peccati contro il Padre e contro il Figlio si possono rimettere, mentre i peccati contro lo Spirito Santo no’.

42. Ebbene, questo è tuttavia facilmente comprensibile, poiché chi combatte contro l’Amore divino, allora questo lo afferra e lo porta alla ragione. Chi invece lotta contro la divina Sapienza, questa gli riserva lo stesso trattamento; ma, ditemi voi: ‘Se ci fosse un pazzo che volesse, sul serio, rivoltarsi contro l’infinita Potenza e Forza divine, quale ne potrebbe essere la sorte se non quella di venire afferrato dall’infinita Forza divina e scaraventato negli abissi infiniti, da cui egli poi percorrerà una via del ritorno disperatamente lunga per riavvicinarsi possibilmente all’Amore e alla Misericordia di Dio?’.

43. E vedi, tutto ciò viene sempre fatto dallo Stesso e unico Signore, e si manifesta in ogni uomo come l’uomo stesso vuole.

44. A colui che vuole misurarsi con la Sua Forza, il Signore farà anche assaggiare quale sia il sapore della Sua Onnipotenza rispetto all’impotenza di una creatura!

45. Non pensare però che il Signore condanni ed annienti un tale stolto combattente, poiché tutto ciò che il Signore fa, è per il Suo infinito Amore, affinché nessuno vada perduto.

46. Ora ponderate su tutto ciò nel vostro intimo, dopo di che io ritornerò e vi guiderò nel luogo che voi avrete trovato e riconosciuto in voi!”.

[DC.v2.c258.§1-9]

Padre, Figlio e Spirito Santo sono una cosa sola.

Il 15 agosto 18421, Jakob Lorber ricevette, su Gv 16, 8-15, la seguente spiegazione riguardp allo "Spirito di Verità".

1.Vedi Capitolo 256. [NdR].

1. Quando lo Spirito unificato dell’Amore e di ogni Sapienza e Verità provenienti da esso giungerà dall’Altezza nei cuori degli uomini, allora il peccato andrà con questo in rovina, perché il mondo verrà convinto del fatto che il Figlio e il Padre  sono perfettamente una cosa sola, quindi che esiste soltanto un Dio sostanziale di ogni infinita Potenza e Forza e di ogni Santità, Amore e Autorità e quindi anche un Signore unificato di un Ordine immutabile, in cui tutto il mondo sussiste ed è anche già giudicato in tutto il suo dominio. Infatti soltanto il veramente libero è anche libero in Me e presso di Me; tutto il resto è invece giudicato e non potrebbe sussistere senza il giudizio.

2. Infatti con il "principe del mondo" viene inteso tutto il potere del mondo che agisce come se fosse libero. Ma ciò nonostante esso si trova tuttavia nel Mio unico Potere, e senza il Mio Permesso nessun pulviscolo solare può essere mosso dal suo posto.

3. Ma poiché "punire" equivale a convincere attivamente qualcuno su cosa è l’Ordine e che cosa è contro lo stesso, allora gli increduli verranno attivamente portati via dalla loro notte quando vedranno, dalle opere di coloro che sono nella Mia Giustizia ed Ordine, che il Figlio e il Padre sono una cosa sola e quando vedranno che il Figlio è proceduto  dal Padre, come una luce procede dalla fiamma divampante.

4. Ma come la fiamma, la luce ed il calore sono una cosa sola, così sono una cosa sola anche il Padre, il Figlio e lo Spirito!

5. Il calore però, il quale procede dalla luce, come quest’ultima procede dalla fiamma, è lo Spirito, che in sé e per sé non è nulla, bensì è soltanto l’Unificazione del Padre con il Figlio e quindi vivifica tutto.

6. Perciò si dice anche: "Io avrei ancora molto da dirvi, solo che adesso non potreste ancora sopportarlo. Ma quando verrà lo Spirito Santo, Egli vi guiderà in ogni Verità”.

Chi non lo comprende ancora, costui lasci soltanto per esempio parlare il Sole d’inver­no, ed egli scorgerà, sotto l’aspetto naturale, proprio lo stesso in modo simbolico. Infatti il Sole d’inverno non parla [forse] così ad una parte della Terra: "Vedi, la mia luce ha ancora molto da sviluppare dal tuo suolo, ma in questa tua condizione attuale non sei assolutamente capace di tale sviluppo.

Quando però con la luce verrà anche il calore – che è l’Amore fattivo2  –, allora questo estrarrà tutte le forme senza fine dal tuo suolo (ovvero ti guiderà in ogni verità)”.

2. Amore in azione. [Nota dell'Autore]

7. Ma il calore della luce strapperà forse nuove forme dal suolo? Oh no, bensì esso dischiuderà le vecchie forme dell’eterno Ordine! Quindi anche lo Spirito non parlerà [attingendo] da se stesso, ma dirà soltanto la Parola di Colui da cui egli procede.

8. Ma come attraverso il calore nelle forme dischiuse viene trasfigurata ed esaltata la luce del Sole, poiché nelle sue forme originarie si contempla di nuovo come ringiovanita, così anche lo Spirito trasfigurerà in voi il Figlio che è una cosa sola col Padre. Poiché egli non chiamerà fuori da sé se stesso in voi, ma Colui soltanto dal Quale egli procede dall’Eternità.

Perciò è anche detto: "Prenderà dal Mio e ve lo annuncerà!" – vale a dire: "Egli porterà allo sviluppo il Mio Seme in voi, e voi poi contemplerete in voi la Mia Magnificenza!

9. Questo significano dunque tali testi. Osservateli molto bene! Perché in essi sta l’essenza della completa rinascita. Comprendetelo perciò molto bene ed attivamente nello spirito! Amen.

[GVG.v8.c24.§1-15]

La Trinità in Dio e nell’uomo. Corpo, anima e spirito. La rinascita. 

1. Qui Mi si avvicinò un fariseo e disse: «Signore e Maestro! Nel Tuo discorso ci hai detto che i Tuoi discepoli, che diffonderanno la Tua vera Dottrina di Vita, dovranno battezzare con l’imposizione delle mani coloro che effettivamente avranno pienamente accolto la Tua Dottrina di Vita, cioè dovranno fortificarli nel Nome del Padre che è l’Amore, nel Nome della Parola che è il Figlio ovvero la Sapienza del Padre, e nel Nome dello Spirito Santo che è la Volontà onnipossente del Padre e del Figlio.

2. Io però penso fra me: "Se i Tuoi discepoli battezzassero tutti quelli che sono diventati credenti, e lo facessero unicamente nel Tuo Nome o unicamente nel Nome del Padre, ciò sarebbe un mezzo per impedire le molte dispute che facilmente ne deriverebbero. Infatti con i tre Nomi, sebbene sommi e santissimi, gli uomini più deboli d’intelletto possono in seguito essere indotti a credere molto facilmente in tre Dèi particolari quali tre divine Personalità. Allo stesso modo come avvenne presso gli antichi Egizi con l’antichissima e pura fede in un unico e vero Dio, la quale produsse col tempo, dalle molte Caratteristiche di Jehova, una innumerevole quantità di dèi, che poi la cieca fantasia degli uomini trasformò in ogni sorta di esseri divini esistenti di per sé e operanti con modalità particolari, costruì loro dei templi e poi li venerò anche in modo particolare. Ma poi [la società] sprofondò anche nel più crasso materialismo, a tal punto che spesso attribuiva alle divine personalità, così rappresentate, le più vili tra le debolezze umane e le passioni viziose.

3. Questo caso col tempo potrebbe di nuovo ripresentarsi, forse dopo parecchi secoli, e cioè che gli uomini più sciocchi e ciechi, semplicemente in seguito ai sommi Nomi sentiti durante il Battesimo, comincino a rappresentarsi tre Dèi, e allora non ci sarebbe sicuramente neanche molto da aspettare, prima che si comincino anche ad adorare in maniera singola i tre Dèi, così rappresentati nei loro templi appositamente costruiti. Se però succede questo, allora non passerà neanche molto, prima che gli uomini comincino a venerare, come fanno con Te, anche i Tuoi discepoli di cui hanno conosciuto il nome, e anche i loro successori, e ad adorarli in templi a loro edificati. Questo, secondo la mia opinione, si potrebbe evitare nel modo più facile e durevole se si facesse conoscere Dio agli uomini solamente sotto un solo Nome”. Che ne dici Tu?»

4. Dissi Io: «Qui hai parlato molto bene e giustamente; però Io non posso tuttavia fare a meno di mettere a cuore a voi tutti di fare così, poiché sotto i tre Nomi è rappresentata integralmente agli uomini la Natura di Dio, come se ne fosse interamente spiegato il concetto.

5. È vero che così facendo, in certo qual modo, per un uomo di debole attitudine intellettuale compare una specie di Triplice personalità divina, ma per restare in tutto pienamente fedeli alla più profonda e più intima Verità, non si può tuttavia dare la cosa in altro modo se non appunto come essa è.

6. Vedi, l’uomo è creato interamente a immagine e somiglianza di Dio, e chi vuole conoscere perfettamente se stesso, costui deve sapere e riconoscere in sé che anch’egli, essendo un unico e stesso uomo, consiste propriamente di tre personalità! Tu hai intanto un corpo provvisto di tutti i sensi e di tutte le altre membra e parti costitutive, dalla più grande alla più piccola e a fatica immaginabile, necessarie per una vita libera e autonoma. Questo corpo ha, per il fabbisogno della formazione dell’anima spirituale in esso, una vita naturale assolutamente propria, che si differenzia strettamente in tutto dalla vita spirituale animica. Il corpo vive del nutrimento materiale, da cui vengono formati il sangue e gli altri umori nutritivi per le diverse parti costitutive del corpo stesso.

7. Il cuore ha in sé un meccanismo appositamente animato e tale da farlo continuamente espandere e poi di nuovo contrarre, e con ciò esso spinge il sangue che vivifica il corpo, con gli altri umori che ne derivano, in tutte le parti del corpo, e mediante la contrazione lo riaccoglie anche di nuovo in sé, per saturarlo di nuove parti nutritive e poi risospingerlo fuori nuovamente a nutrire le svariate parti costitutive del corpo. In queste innumerevoli e svariatissime parti costitutive abitano anche altrettanto numerosi e svariati spiriti naturali; essi prendono dal sangue le sostanze nutritive e conservative loro confacenti e necessarie appunto per il nutrimento e la conservazione delle parti dominate da ciascuno spirito, e poi le incorporano appunto alle parti dominate da loro, cioè dai singoli spiriti [naturali], e così fortificano e rinvigoriscono tutto il corpo. Senza questa continua e propria attività del cuore, l’uomo non potrebbe vivere secondo il corpo neppure un’ora.

8. Vedi, con questa attività vitale l’anima non ha proprio niente a che fare. Tale attività infatti non ha proprio nessun collegamento con la libera volontà dell’anima, e lo stesso vale anche per l’attività propria dei polmoni, del fegato, della milza, dello stomaco, dell’intestino, dei reni e ancora di altre innumerevoli parti che costituiscono il suo corpo, le quali non conoscono affatto l’anima, e delle quali essa non può neanche prendersi cura. E tuttavia il corpo, [pur] essendo una personalità di per sé del tutto separata, è lo stesso e medesimo unico uomo, e fa e agisce come se entrambi [corpo e anima] fossero un’unica e medesima personalità! Ma chi di voi può dire che corpo e anima sono pienamente un’unica cosa?!

9. Ora però osserviamo l’anima di per sé, e troveremo che anchessa di per sé è un uomo interamente perfetto, che in modo sostanziale spirituale contiene le stesse identiche parti costitutive come il corpo e, in superiore corrispondenza spirituale, si serve anche delle stesse parti, così come il corpo si serve delle proprie, cioè quelle materiali.

10. Sebbene però da una parte il corpo e dall’altra parte l’anima, di per sé rappresentino due uomini o persone totalmente diverse, ognuna delle quali possiede per sé un’attività che le è del tutto peculiare e di cui entrambe alla fine non potrebbero neppure spiegare il come e il perché, tuttavia le due persone, in base al vero e proprio scopo vitale, costituiscono interamente soltanto un unico uomo, così che nessuno può dire e affermare, né di sé né di qualcun altro, di essere due persone, ma soltanto una. Infatti il corpo deve servire l’anima, e questa con la sua intelligenza e volontà deve servire il corpo; l’anima quindi è responsabile anche per le azioni per cui ha utilizzato il corpo, ugualmente come lo è per le azioni strettamente proprie, che consistono in ogni sorta di pensieri, desideri, appetiti e brame.

11. Ma se noi osserviamo ancora meglio la vita e l’essere dell’anima di per sé, troveremo anche presto e facilmente che essa, essendo un’entità umana ancora provvista di un corpo sostanziale8, di per sé non sarebbe

 

comunque per nulla superiore, per esempio,

all’anima di una scimmia. L’anima umana possederebbe sì una ragione di tipo istintivo in un grado un po’ più alto rispetto ad un comune animale, ma non si potrebbe mai parlare di una intelligenza e di una superiore e libera valutazione delle cose e dei loro reciproci rapporti.

12. Questa superiore facoltà nell’anima, che propriamente è la più alta facoltà ed è pienamente simile a quella di Dio, è dovuta ad un terzo uomo, puramente ed essenzialmente spirituale, che abita appunto nell’anima. Attraverso questo terzo uomo l’anima può distinguere il vero dal falso e il buono dal cattivo, e può pensare liberamente in tutte le direzioni immaginabili, e può volere in modo completamente libero. Così facendo essa, man mano che si decide per ciò che è il puro Vero e il puro Bene con la sua libera volontà sorretta dallo spirito, a poco a poco si rende pienamente simile a tale spirito dimorante in lei, e dunque diventa forte, possente, saggia e, in quanto in esso rinata, a lui identica

8 Si distingue tra corpo materiale (corpo fisico), corpo sostanziale (corpo dell’anima) e corpo essenziale (corpo dello spirito). [NdR].

13. Quando si verifica questo caso, allora l’anima è come se fosse un unico essere col proprio spirito, così come anche le parti del corpo più nobili di un’anima perfetta – le quali parti propriamente consistono nei diversissimi spiriti naturali del corpo – trapassano totalmente nel corpo spirituale sostanziale, che voi potete chiamare la carne dell’anima, e con ciò alla fine trapassano

anche nel corpo essenziale dello spirito. In ciò

è anche da intendersi la vera risurrezione della carne nell’ultimo e verissimo giorno vitale dell’anima, il quale poi ha luogo quando un uomo è perfettamente rinato nello spirito, o già qui in questa vita, oppure, un po’ più faticosamente e penosamente, nell’Aldilà.

14. Sebbene però un uomo pienamente rinato nello spirito sia solo e totalmente un unico uomo perfetto, tuttavia la sua costituzione consiste eternamente di una trinità, in sé ben distinguibile.

15. Come però possa avvenire questo, voglio illustrarlo ora a voi tutti molto chiaramente, e così fate dunque tutti bene attenzione!».

[GVG.v8.c25.§1-16]

Sulla triade dell’uomo: corpo, anima e spirito. Accenno alla Trinità.

1. (Continua il Signore:) «In ogni oggetto, se solo volete farvi un po’ attenzione, e così pure in ogni cosa, voi osservate una distinguibile triplicità. La prima cosa che vi cade sotto gli occhi è sicuramente la forma esterna; infatti senza di essa nessun oggetto e nessuna cosa sarebbero pensabili e neppure avrebbero esistenza. La seconda caratteristica però, una volta che ci sia la prima, è evidentemente il contenuto degli oggetti e delle cose; infatti anche senza questo essi non ci sarebbero affatto e non avrebbero neppure forma o aspetto esteriore. Qual è dunque ora la terza caratteristica per l’esistenza di un oggetto o di una cosa, altrettanto necessaria quanto la prima e la seconda? Vedete, essa è una forza interiore, insita in ogni oggetto e in ciascuna cosa, che per così dire tiene insieme il contenuto degli oggetti e delle cose e ne stabilisce la vera e propria natura. E poiché proprio questa forza stabilisce il contenuto e così anche la forma esterna degli oggetti e delle cose, così essa è anche l’essenza fondamentale di ogni esistenza di qualunque genere, e senza questa forza un essere, un

oggetto o una cosa sarebbero tanto poco immaginabili, quanto lo sarebbero se fossero senza contenuto e senza forma esteriore.

2. Vedete ora che le tre parti che ho detto sono sicuramente di per sé ben distinguibili, poiché la forma esterna non è il suo stesso contenuto, e il contenuto non è la forza

stessa che lo condiziona. E tuttavia le tre parti che ho detto sono pienamente una cosa sola. Se infatti non ci fosse la forza, non ci sarebbe neppure un contenuto e sicuramente neppure una forma dello stesso.

3. Ritorniamo ora alla nostra anima! L’anima deve intanto avere, per una sicura e determinata esistenza, una forma esterna, e precisamente quella di un uomo. La forma esterna è dunque ciò che noi chiamiamo il corpo, o anche la carne, che sia ancora materiale o spiritualizzata, sostanziale, ciò è qui del tutto indifferente.

4. Essendoci dunque l’anima quale uomo secondo la forma, essa avrà anche un contenuto corrispondente alla forma esterna. Questo contenuto o corpo interno dell’anima è la sua propria natura vitale stessa, dunque è l’anima.

5. Ma se c’è tutto questo, c’è anche la forza che condiziona l’intera anima, e questa forza è lo spirito, che alla fine è tutto in tutto, poiché senza di esso non ci potrebbe essere assolutamente una pura sostanza, e senza questa neppure un corpo e quindi nemmeno una forma esterna.

6. Sebbene però le tre ben distinguibili personalità nel complesso siano solo un unico essere, devono tuttavia necessariamente essere denominate e riconosciute come singolarmente distinguibili.

7. Nello spirito o nell’essenza eterna sono insiti l’amore, come forza che tutto causa, la somma intelligenza e la volontà viva e salda; tutto questo, insieme, produce la sostanza dell’anima, e le conferisce la forma o la natura del corpo.

8. Una volta che ci sia l’anima, o l’uomo, secondo la volontà e secondo l’intelligenza dello spirito, lo spirito si ritira nella parte più interna e dà all’anima – ormai esistente secondo la più intima volontà e secondo la più intima intelligenza dello spirito stesso – una volontà libera, come da esso separata, e una libera intelligenza, in certo qual modo autonoma. L’anima si appropria così di tale intelligenza in parte attraverso i sensi percettivi esterni e in parte attraverso la propria percezione interiore, e poi la perfeziona in modo tale, come se la libera intelligenza perfezionata fosse opera sua.

9. Proprio in conseguenza di questo stato, necessariamente così configurato, in cui l’anima si sente come separata dal suo spirito, l’anima è anche atta a ricevere una rivelazione, sia esterna che interiore. Se essa riceve tale rivelazione, se l’accoglie e se agisce di conseguenza, con ciò l’anima comincia anche a unificarsi col proprio spirito, e con ciò trapassa poi anche, sempre di più, nella illimitata libertà dello spirito, sia riguardo all’intelligenza, sia alla libertà di volere, appunto, secondo la luminosissima intelligenza, così come trapassa anche nella forza e potenza di poter effettuare tutto ciò che riconosce e vuole.

10. Da questo però voi potete di nuovo riconoscere che l’anima – come pensiero dello spirito trasformato in sostanza viva, pensiero che in fondo è lo spirito stesso può tuttavia in certo modo essere vista e considerata come una seconda entità proveniente dallo spirito, senza per questo essere qualcos’altro che non sia lo spirito stesso.

11. Che infine l’anima, come individuo, appaia anch’essa rivestita di un corpo esterno, che in certo qual modo compare come terza personalità, ciò ve lo mostra l’esperienza quotidiana. Il corpo serve all’anima come rivelazione esterna del suo intimissimo spirito, e ha lo scopo di rivolgere verso l’esterno l’intelligenza e la libera volontà dell’anima, di limitarle, e soltanto poi di cercare e infine trovare con certezza l’interiore illimitatezza dell’intelligenza e della volontà e la vera forza di tale volontà, e diventare con ciò un’unità – infinitamente glorificata e pienamente e individualmente autonoma – con l’intimissimo spirito, che è sempre lui stesso l’unico qualche cosa e il radicale essere dell’uomo.

12. Poiché è sperabile che voi ora siate costretti a scorgere, da questa Mia spiegazione, che l’uomo in sé e per sé – così come anche, in grado subordinato, qualunque altra cosa – consiste di una certa distinguibile triade, così, in conclusione di questa importantissima delucidazione e discussione, vogliamo passare alla stessa Natura trinitaria di Dio, affinché possiate scorgere lucidamente e chiaramente perché Io, a motivo della superiore e interiore Verità viva, vi ho dovuto ordinare di battezzare, cioè fortificare nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, gli uomini che credono in Me e hanno accolto nei fatti la Mia Dottrina.

13. E così state ben attenti di nuovo a quello che ora sentirete dalla Mia bocca per il più vero completamento dell’insieme!

14. Vedete, la Scrittura dei profeti, come ormai sapete tutti molto bene, dice e spiega che Io, di nome Gesù, Cristo – detto anche Figlio dell’uomo – sono il vero Dio, sebbene Dio venga indicato e nominato con diversi nomi, cioè come Padre, Figlio e Spirito! E tuttavia Dio è solo un’unica Gloria personale nella forma perfettissima di un Uomo.

15. Ma ora a voi è già noto che l’anima, il suo corpo esterno e il suo intimissimo spirito sono così uniti da formare un unico essere o, per così dire, alla fine un’unica sostanza individuale, e tuttavia fra loro sono tre e ben distinguibili. Così altrettanto sono appunto uniti il Padre, il Figlio e lo Spirito, come insegna anche chiaramente la citata Scrittura degli antichi padri e profeti.

16. Davide disse una volta che la sua anima, il suo corpo e il suo spirito avrebbero voluto essere trovati irreprensibili davanti a Dio. Ma se le parole del vecchio, saggio re suonavano così, non si potrebbe anche qui dire e domandare: “Come? L’uomo consiste dunque di tre persone o di tre uomini?”. Ma se questo già non è ammissibile per l’uomo, in cui per la sua formazione e per il vero completamento della sua vita la scissione dei suoi tre è tuttavia necessariamente presente in modo molto sensibile, come potrebbe allora proprio Dio, che in Sé fin dall’eternità è solamente Uno e sommamente completo, essere diviso in tre diverse persone o addirittura in tre dèi?».

[GVG.v8.c26.§1-17]

Sulla Natura di Dio e sulla Sua indivisibile Unicità. La Trinità.

1. (Continua il Signore:) «Udite! Se Dio – il Creatore di tutti gli esseri, e tuttavia differente da tutti gli altri esseri da Lui creati – sicuramente era, è e sarà in eterno, ebbene, ciò forse Gli impone una qualche immutabile necessità di rimanere in un certo Centro Originario?! Se già all’uomo è dato un libero movimento in ogni direzione perfino del corpo, e infinitamente più ancora riguardo allo spirito, come potrebbe allora il liberissimo Dio limitarSi in ciò in cui perfino alle Sue creature ha dato la più completa libertà? Io vi dico: “La divina Infinità, sotto ogni aspetto, ha il potere di muoverSi anche in modo infinitamente libero!”. A Lei spetta perciò sicuramente anche il diritto di mutare la Sua Gloria in Carne per stare Ella Stessa, di fronte agli uomini da Lei creati, anche come un Uomo eternamente perfettissimo, in modo visibile e tangibile.

2. Però l’infinita Gloria di Dio non ha e non può avere il potere di creare al di fuori di Sé altre Divinità a Lei pienamente simili. Se infatti potesse farlo, dovrebbe poter creare al di fuori dell’unico Spazio infinito, parecchi altri Spazi altrettanto infiniti, cosa questa che ogni uomo con le idee anche solo un po’ chiare dovrebbe sicuramente considerare e riconoscere già da lontano come una purissima assurdità. Infatti se l’unico Spazio è infinito in tutte le direzioni immaginabili, dove dovrebbe avere inizio un secondo Spazio altrettanto infinito?

3. Perciò anche solo un secondo perfetto Dio, con la più completa infinita Gloria, è altrettanto poco pensabile quanto un secondo Spazio infinito, e da questo potete ora scorgere chiaramente che Io, che ora cammino anche nella Carne come un Figlio dell’uomo come voi, non sono un secondo Dio, ma l’unico e stesso Dio che ero fin dall’eternità, prima di ogni creatura, e così anche rimarrò in tutta l’eternità. Io non posso dunque fare nulla contro la Mia eterna Gloria, ma posso fare tutto per essa.

4. Se Io creassi altri due Dèi al di fuori di Me, come magari il Figlio e lo Spirito Santo, così che entrambi fossero allora individualmente differenti da Me, essi dovrebbero certo necessariamente avanzare pretese su tutta la Mia Pienezza di Potenza, poiché senza questa non è pensabile alcun Dio, così come sarebbe poco pensabile il concetto di un secondo e magari terzo Spazio perfettamente infiniti sottoposti a una certa suddivisione e reciproca limitazione. Ma se fosse possibile pensare così, quale aspetto assumerebbe l’unico possibile diritto di Sovranità di Dio?

5. Ci può essere però solo un unico, infinito, diritto divino di Sovranità! Se infatti ce ne fossero tre, l’infinito Unico Regno di Dio sarebbe frantumato, e la sua sussistenza sarebbe altrettanto impossibile da immaginarsi, quanto la sussistenza di tre Spazi infiniti l’uno accanto all’altro.

6. L’Unico Regno dell’unico Dio può sussistere eternamente, perché soltanto Lui è un unico Re e Signore del Regno, com’è scritto nella Scrittura dei profeti, che dalla Bocca di Dio così hanno profetizzato: “Dio non darà a nessun altro la Sua Gloria.” (Isaia 42,8). Infatti soltanto Io, Cristo, sono l’unico Dio! Uomini, angeli, dominazioni e potenze, sì, tutte le cose in Cielo e su tutte le Terre, si sono sempre inchinati davanti a Me, e anche per l’eternità si inchineranno solo davanti a Me, e mai davanti a un altro, così come anche tutti gli spazi dei mondi creati, per quanto infinitamente grandi appaiano nei vostri concetti, vengono inghiottiti dall’unico Spazio infinito della Creazione, e in confronto ad esso sembrano complete nullità.

7. Se sotto il Nome di Padre, Figlio e Spirito Santo non fosse da intendersi un solo Dio esistente di per Sé come Essere fondamentale ed unico, e si dovessero ammettere, al Suo posto, un Figlio differente dal Padre e ugualmente un differente Spirito Santo, quale Dio allora dovrebbe mai essere il Padre?

8. Se, secondo la Scrittura dei profeti – che la rozza dissennatezza degli uomini, dovuta a loro stessa colpa, non comprende – il Padre investe il Figlio di ogni Potenza e Autorità in Cielo e su tutte le Terre e su tutti i mondi, e Gli ha associato lo Spirito Santo come Cooperante al fine della santificazione e dell’amministrazione della nuova Dottrina dai Cieli ora a voi data, a Capo della quale è posto appunto solo il Figlio, che Io rappresento, come è posto anche a Capo di tutte le altre cose, allora Io vi domando: “Che tipo di Dio fate allora del Padre? Potete soprattutto farne ancora un Dio?”.

9. E se nella cecità umana-materiale potete immaginarvene ancora Uno, dovete immaginarvelo evidentemente ozioso e inattivo, poiché evidentemente dovete scorgere dopo tutto che Egli in siffatte circostanze non avrebbe più nulla da compiere e anche più nulla da governare. Sareste costretti ad immaginarvi solamente, alla tenebrosissima maniera umana, che il Dio Padre, forse a causa della Sua età avanzata, come l’antico re Faraone in Egitto che consegnò il governo a Giuseppe, ora abbia anch’Egli consegnato per l’eternità il governo al Figlio, a causa della Sua debolezza e stanchezza, per poterSela ormai godere nella Sua tranquillità, del tutto ozioso!

10. Potete forse pensare fra voi che il Padre sia diventato vecchio e che si voglia mettere a riposo, avendo ora fuori di Sé un onnipotente Figlio perfettamente a Lui simile, e inoltre anche uno Spirito Santo ugualmente onnipotente, che Egli magari ha generato da Sé e da Suo Figlio, ai quali ora voglia consegnare l’intero Governo, congedando Se Stesso?

11. Oh, come deve essere ultrapagana, sciocca, ottusa e cieca qui l’intelligenza umana, a cui fosse possibile di cadere in una tale pazzia!

12. Se sussistono un Figlio e uno Spirito Santo differenti dal Padre e fuori dal Padre, nello stesso identico modo come sussistono angeli ed uomini, costoro non possono essere nient’altro che solamente Sue creature, perché hanno ricevuto la loro natura, per quanto perfetta possa essere, solo dall’unico Creatore, e non da se stessi in seguito ad una loro personale ed eterna Pienezza di Potenza.

13. Ma come può sussistere una perfetta affinità divina, o una unità essenziale, tra uno Spirito senza corpo e forma e uno Spirito con corpo e forma? Può forse essere detto del Figlio, che è una Persona fisica e, come vedete, ha un corpo, che Egli è nel Padre, se il Padre non ha corpo, né aspetto, né forma? Oppure può l’infinito Padre privo di corpo, aspetto e forma, essere nel Figlio?

14. Inoltre: se lo Spirito Santo è una terza Persona uscente dal Padre e dal Figlio ed esistente di per sé, come può essere questa terza Persona ugualmente dotata e ugualmente eterna come gli altri due? Ovvero, può ciò che riceve la sua esistenza da un altro, essere uguale a colui che ha la propria esistenza eternamente da se stesso? Potrà mai l’eternità essere uguale al tempo sempre fuggevole, o uno spazio limitato uguale all’infinità?

15. Se si può anche ammettere che tutti i tempi dei tempi stiano, si muovano e mutino dentro all’eternità, è impossibile però pensare, dire e affermare che l’eternità è contenuta nel tempo, per quanto a lungo esso possa durare. Inoltre, se è possibile pensare, dire e affermare che tutti gli spazi, per quanto grandi ma alla fin fine pur sempre limitati, sono sicuramente contenuti nell’originario Spazio infinito, non si può però certo pensare, dire e affermare che l’originario Spazio infinito è contenuto in essi.

16. Se dunque lo Spirito Santo uscisse realmente, come un’altra creatura, dal Padre e dal Figlio come Persona in sé specifica, allora sarebbe evidentemente un Dio del tempo e non dell’eternità! Un simile Dio però, come tutto ciò che è temporale, col tempo potrebbe poi cessare di esistere! Ma se questo accadesse, chi potrebbe poi dare e mantenere a tutti gli uomini ed angeli un’esistenza eterna?!

17. Ma affinché questa cosa di estrema importanza vi risulti ancora più lucida e chiara, proseguiamo ancora su questo tema; voi dunque uditeMi!».

[GVG.v8.c27.§1-16]

Il Signore come Figlio. Sulla Trinità. Sul modo di divulgare la Verità. Differenza tra la fede obbligata e la fede per intima convinzione.

1. (Continua il Signore:) «Ma se inoltre il Figlio era fin dall’eternità, come poté essere generato? E se appunto anche lo Spirito Santo era fin dall’eternità, come poté uscire dal Padre e dal Figlio e prendere origine così? Se, secondo la vostra idea e la vostra intelligenza, le tre divine Persone da voi contestate – dalle quali gli uomini del futuro potrebbero fare facilmente tre dèi – sono tutte quante eterne, cioè senza inizio, allora certamente nessuna può dare all’altra l’inizio dell’esistenza!

2. Io, ora un Uomo nella carne davanti a voi, sono il Figlio e non sono stato generato da altri se non da Me Stesso, e appunto per questo sono in assoluto il Mio proprio Padre dall’eternità; ebbene, dove altrimenti potrebbe essere il Padre se non nel Figlio, e dove altrimenti il Figlio se non nel Padre, dunque solamente un Dio e Padre in un’unica Persona?

3. Questo Mio Corpo è perciò la Figura glorificata del Padre, a motivo degli uomini e degli angeli, affinché Io sia per loro un Dio comprensibile e visibile, ed ora voi potete vederMi, udirMi e tuttavia vivere! Prima infatti era detto che nessuno poteva vedere Dio e contemporaneamente vivere. Io dunque ora sono Dio in tutto e per tutto; in Me è il Padre, e la Forza uscente da Me secondo il Mio Amore, la Mia Sapienza e la Mia onnipotente Volontà, Forza che riempie dappertutto lo spazio eternamente infinito e agisce anche dovunque, è lo Spirito Santo.

4. Io, come Mi vedete ora fra voi quale Uomo-Dio, sono di sicuro perfettamente e indivisibilmente fra voi qui, in questa sala da pranzo sul monte degli Ulivi, in tutta la Mia Entità Centrale Originaria, e non Mi trovo perciò, quale verissimo Dio e allo stesso tempo Uomo, in nessun altro luogo di questa Terra e nemmeno in nessun altro luogo di un’altra. Ma attraverso la Forza uscente da Me, che è lo Spirito Santo, Io riempio efficacemente tuttavia tutti i Cieli e lo Spazio materiale-terreno e infinito. Io vedo ogni cosa, dalla più grande alla più piccola, conosco tutto, so tutto, dispongo tutto e creo, guido e governo tutto.

5. Ma se ora voi sapete questo dalla Mia bocca, comprenderete anche per quale ragione dobbiate fortificare, con l’imposizione delle mani nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, gli uomini che crederanno in Me ed anche agiranno secondo la Mia Dottrina a loro annunciata.

6. Ma se ora ne comprendete la ragione, comprenderete anche che gli uomini, qualora siano stati istruiti da voi in modo vero e giusto, anche se verranno nominati i tre Nomi caratterizzanti [la Divinità] non cadranno facilmente nell’idea di tre Dèi quali tre Entità personali. Però Io vi metto a cuore nel modo più sentito anche questo: di dare agli uomini dappertutto una luce giusta e pienamente vera. Infatti dove essa verrà a mancare, gli uomini deperiranno anche facilmente e presto, e passeranno a ogni sorta di dottrine errate, e allora sarà difficile portarli sulle vie della piena Verità.

7. Ma che, nonostante tutta la vostra fedeltà, sorgeranno tuttavia falsi insegnanti e profeti, e travieranno moltissimi uomini, questo voi non sarete certo in grado di impedirlo, e non sarà neppure imputato a vostro carico. Così come se un agricoltore seminasse grano puro nel suo campo e il suo nemico di notte spargesse fra il grano i semi dell’erbaccia, ebbene, non si potrebbe certo imputare all’agricoltore come peccato il fatto che nel suo campo, fra il grano, prosperasse l’erbaccia e indebolisse il buon frutto.

8. È bensì Mio amorevole desiderio che tutti gli uomini di questa Terra intraprendano le vie luminose della Verità e vogliano camminare su di esse verso la Vita eterna, ma poiché, per le ragioni a voi già note, Io qui devo ritrarMi completamente con la Mia Onnipotenza, così ciascun uomo è completamente libero, e alla fine può credere e fare ciò che lui stesso vuole.

9. Voi però, nell’ulteriore diffusione della Mia Dottrina, farete la cosa migliore se preparerete l’intelligenza degli uomini e con essa il loro animo. Infatti una volta che siano stati compenetrati l’intelligenza e l’animo, là la fede, attraverso la buona volontà, diventa viva e attiva con piena efficacia. Senza la giusta illuminazione dell’intelligenza e dell’animo, invece, la fede rimane solo un’ottusa e cieca accettazione di ciò che l’uomo ha sentito da una qualche parte autorizzata. Ma una fede simile equivale a non averne quasi affatto; essa non vivifica l’animo spronandolo ad agire di propria spontanea volontà e con allegrezza di cuore, ed è perciò anche una fede morta, perché è priva di opere libere e generatrici di gioia.

10. Infatti le opere che l’uomo compie costrettovi da un obbligo esterno, non hanno alcun valore per l’anima, perché esse non la vivificano, ma la opprimono, essendo compiute non spontaneamente per intima convinzione, con gioia, bensì solo per paura della punizione minacciata, e vengono compiute con dispetto, collera ed ira segreti.

11. Ma se Io già a voi dico che nella conoscenza e nel puro amore dovete essere perfetti, come è perfetto il Padre in Cielo, allora devono esserlo anche i vostri discepoli! Perciò vi dico in aggiunta: “Prima esaminate bene ogni cosa, e poi tenete ciò che è buono e vero!”.

12. Ma quello che Io consiglio a voi di osservare per voi stessi, consigliatelo anche ai vostri futuri discepoli! Io ora potrei benissimo pretendere senz’altro da voi che crediate anche senza ulteriori spiegazioni a quello che vi dico e vi consiglio di fare, poiché i segni che Io ho compiuto davanti ai vostri occhi Mi hanno procurato sicuramente quella autorità che vi obbliga a crederMi, ma una tale fede obbligata non è ancora di gran lunga una luce interiore dell’anima, e non la vivifica gioiosamente all’azione.

13. Ma che è proprio così, lo dimostrate voi col vostro continuo domandare, e con ciò attestate apertamente che la pura fede d’autorità offre all’anima davvero troppo poca luce, [lasciando una carenza di luce] che solo le Mie spiegazioni ricoprono poi in voi. Ma se voi ora accanto a tutti i segni che Io ho compiuto e ai Miei insegnamenti, continuate a pretendere ancora delle chiare spiegazioni, e queste vi fanno bene, allora anche i vostri discepoli pretenderanno questo da voi, e in ciò non dovete essere parsimoniosi se volete evitare il più possibile la comparsa dei falsi profeti!

14. Voi compirete anche dei segni, e i falsi profeti faranno lo stesso con artifici di ogni sorta, e perciò i segni da voi compiuti saranno e resteranno sempre una magra prova per l’autenticità degli insegnamenti da voi predicati al popolo. Ma quello che voi imprimerete nell’intelligenza e nell’animo degli uomini con parole piene di luce, ciò resterà, eternamente incancellabile, come prova viva della verità della Dottrina dai Miei Cieli. Soltanto una tale Verità chiaramente afferrata, renderà pienamente liberi voi e i vostri discepoli. Ed ora ho di nuovo rivelato molto a voi tutti, e vi ho dato molta Luce, e vi domando perciò nuovamente se avete anche ben compreso tutto ciò»

15. Dissero tutti: «Sì, Signore e Maestro, ora abbiamo afferrato molto bene tutto ciò, poiché anche questa volta Tu hai parlato molto liberamente e apertamente!»

16. Dopo di che Io dissi: «C’è ancora tempo; se qualcuno vuol sapere ancora qualcosa, venga e chieda!».

     

ATTENZIONE

 
 

4. In verità, coloro che si alzano quando Io li chiamo, quelli anche risorgeranno alla vita, e non assaporeranno mai la morte, mai in eterno! 

5. Ma coloro che non seguiranno la Mia chiamata, quelli continueranno a giacere per molto e molto tempo! Dunque, alzatevi ora, liberi e lieti! Amen». [GFD.1.180.4-5] 

Il motivo per cui tra i "molti chiamati, pochi sono gli eletti" è dovuto al fatto che sono pochi coloro che ascoltano le Parole del Signore: "Rinnega te stesso, prendi la croce sulle spalle e poi seguiMi!".

 [SS.c15.§19]

Fiumi d'acqua viva sgorgheranno

 da chi crede in Me!

LA TERRA

Figlia del Sole primordiale

[GVG.v4.c106.§8] Estratto conciso

8. La Terra non ha avuto origine da questo sole, contrariamente a tutti gli altri pianeti - ad eccezione di quello fra Marte e Giove, distrutto 6.000 anni fa per opera dei suoi abitanti. La Terra è stata originata dal sole centrale primordiale ed è più vecchia rispetto a questo sole di un periodo di tempo per noi infinito. La Terra ha cominciato a diventare corporea dopo che questo sole, già da molto tempo, aveva iniziato la sua prima rivoluzione intorno al suo sole centrale; ha attratto poi a sé, da questo sole, il proprio elemento corporeo.

DC.v3.c530.§3]

3. Vedete, tutti gli altri pianeti, che con i loro corpi minori orbitano attorno al sole, sono, ad eccezione di un’unica cometa, figli proprio di questo sole, ma non questa Terra insieme alla sua luna. Questa Terra è una figlia proveniente dal sole primordiale, fu lanciata fuori dal grandioso interno di questo sole nel vasto spazio del globo cosmico, con forza indicibile, come corpo già piuttosto compatto, naturalmente da un numero di anni terrestri per voi inimmaginabile. Di una simile provenienza ebbe da rallegrarsi anche quel pianeta1 più grande, di cui sapete che è stato distrutto a partire dall’interno. Per questa ragione però questa Terra è anche così estremamente varia e complicata che in essa, su di essa e sopra di essa compaiono tutti quei materiali originari che, ovviamente in scala grandissima, compaiono soltanto nel sole centrale primordiale; e in esso debbono comparire perché è la [stella] nutrice e la direttrice dei molti, innumerevoli soli centrali secondari e dei soli planetari e dei loro pianeti.

1. Si tratta del grande pianeta Mallona  che si trovava nell’orbita tra Marte e Giove, i cui resti sono gli attuali asteroidi o fascia dei pianetini. [NdR].

SUL SOLE

 L'uomo origina gli esseri

SN.c2.§2]

2. Sui pianeti imperfetti, tutto evolve fino all’uomo, quale ultimo e più perfetto gradino delle cose e degli esseri. Sul Sole, quale pianeta perfetto, è l’uomo, con la sua volontà, che origina gli esseri. Tali entità atomiche, insieme alle muffe eteriche, sono trasferite, sugli altri pianeti mediante la luce solare, e progrediscono poi fino all’uomo. [Estratto conciso].

COSTELLAZIONE DEL LEONE

 

REGOLO

Sole Centrale Primordiale

[GVG.v4.c254.§4-10] 

4. Tu, o Mataele, conosci bene le costellazioni degli antichi egiziani, e anche la stella Regolo nel gran Leone ti è perfettamente nota! Come appare essa ai tuoi occhi? Ecco: un punticino scintillante; e tuttavia là dove essa si trova nello spazio, è un corpo solare così grande che un fulmine, il quale pure in quattro istanti percorre una lunghezza di 400.000 Feldwege1, per coprire la  distanza tra il suo polo settentrionale e quello meridionale impiegherebbe più di un trilione di anni terrestri secondo il sistema di calcolo arabo antico che ti è noto! Il suo nome vero e proprio è Urka, o meglio Ouriza, (il primo, ovvero il principio della creazione di eoni volte eoni (10120 x 10120) di soli inclusi in un globo cosmico di una estensione quasi infinita). Esso è l’anima, ossia il punto centrale di gravità di un globo cosmico, il quale però in sé e di per sé non costituisce che un nervo dell’immenso Uomo cosmico. Ora un tale Uomo cosmico di nervi simili ne ha certamente all’incirca tanti quanti sono i granelli di sabbia e i fili d’erba sulla Terra. Tutto intero questo immenso Uomo cosmico però non costituisce infine che un periodo della Creazione, dal suo inizio fino al termine del suo completamento spirituale.

1. 300.000 km. [NdR].

 

"Chi vuole giungere alla Mia Parola vivente dentro di sé costui sia perfettamente attivo nel praticare la Mia Parola"

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