Il Vero volto di Gesù

             Gennaro Anziano: "LA FINE DEL MONDO È VICINA!" - "THE END OF THE WORLD IS NEAR!"

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Dizionario
 

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Il Signore avverte

1. [Jakob Lorber], lo scrivano della presente Opera cercò e trovò. Chiese, e gli fu dato; e per mezzo di lui fu dato anche a tutti coloro che sono di cuore buono e di buona volontà. A coloro, invece, che qui cercano soltanto con la loro presunta pura intelligenza mondana, non sarà dato né sarà aperto.

2. Chi leggerà la presente Opera con cuore umile, riconoscerà il vero Autore. [GFD1.1-2]

3. Il motivo per cui tra i "molti chiamati, pochi sono gli eletti" è dovuto al fatto che sono pochi coloro che ascoltano le Parole del Signore: "Rinnega te stesso, prendi la croce sulle spalle e poi seguiMi!". [SS.c15. §19]

Il Nuovo LIbro della Vita

Il Dizionario della Sapienza

Il Dizionario è tratto dall'Opera "La Nuova Rivelazione" [o "Nuovo Libro della Vita"], dettata da Gesù a Jakkob Lorber. Di essa Gesù dice: questa è la "NUOVA DOTTRINA" che Io do dai Cieli! Essa è la VERA, NUOVA GERUSALEMME dai Cieli poichè l'antica, cioè quella terrena, non vi serve più a niente! [GVG.v6.c13.§5]

Sirio 

5. E questo periodo della Creazione, rispetto a tutti gli altri, ha il vantaggio, di gran lunga non ancora riconoscibile per voi con sufficiente chiarezza, di essere l’unico, in tutta l’Eternità e Infinità, nel quale Io Stesso Mi sia rivestito perfettamente della natura carnale umana e in cui di tutto il grande Uomo cosmico Io Mi sia scelto questo globo cosmico, e all’interno di questo Io Mi sia scelto la galassia dei soli centrali [degli ammassi stellari] in cui c’è Sirio, dei cui duecento milioni di soli [planetari] che gli ruotano intorno Io abbia scelto proprio questo [vostro] sole, eleggendo – fra i molti corpi mondiali che gravitano intorno ad esso – precisamente questo pianeta sul quale ora ci troviamo, per diventare Io Stesso Uomo su di esso e per allevare da voi uomini dei veri figli Miei per tutta l’Infinità ed Eternità che furono e che saranno. [GVG.v4.c255.§1-13]   
 

Costellazione del Cane

. [GTT.40-41]

40.Dunque ascolta, tu grande focolare di fuoco, tu antico Sole1 centrale che nel Cane2 fai spicco come corona di splendore dei tuoi Soli; che cosa, con i tuoi raggi lanciati infinitamente lontano, hai dunque scorto di Me, nei tuoi cosmi, che ti sembra il massimo? Infatti vedi, ti girarono intorno Soli a trilioni, a ciascuno di essi erano annesse Lune, Terre e comete a milioni,

cosicché ognuno, come un cosmo, potesse operare nella sua sfera dato che di certo da ognuno si dispiegarono innumerevoli opere assolutamente sublimi; perciò tu, in tutte queste opere che sono infinitamente tante, di certo noterai pure in qualche modo tra queste la Mia più grande!

41.Oh, prenditi tempo, [...]

penetra nel tuo punto centrale dello spirito di fuoco

da lì assai presto e velocemente la risposta giusta tu porterai.

1 E' un Sole centrale degli Ammassi stellari intorno al quale orbitano trilioni di Soli.[NdR]
2 Costellazione del 'Gran Cane'.
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Il Nuovo Libro della Vita

A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

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Sabato [Osservanza del] [GVG.v1.c50.§1-13]

A Sichar. La santificazione del sabato.

1. (Continua il Signore:) «Il modo migliore per santificare il sabato è questo: praticare, in questo giorno, il bene più attivamente che in qualunque altro!

2. D’ora innanzi non dovete compiere solo il lavoro servile, che ha di mira il denaro e le ricompense del mondo; e ciò tanto nei giorni feriali che, meno ancora, di sabato! Sia ormai ciascun giorno un sabato e ciascun sabato un giorno consacrato all’attività e al lavoro! Ecco, amico Mio, ora ti ho indicato esaurientemente come per l’avvenire dovete servire Dio! Così sia!»

3. Dice il sommo sacerdote: «Riconosco, in modo chiaro, la santa Verità in questo Tuo precetto, che accetto volentieri per legge, ma gli ebrei ortodossi ce ne metteranno prima di riuscire a comprendere chiaramente e nella loro pura verità questi stessi insegnamenti, che emanano dall’assoluta Volontà di Dio! Sì, penso che molti non ci riusciranno, neppure se attendessero fino alla fine del mondo. Infatti gli uomini, fin dai tempi antichi, si sono troppo assuefatti alle cerimonie del sabato e non vorranno saperne di rinunciare ad esse. Sarà certamente questo il lavoro più faticoso e più arduo!»

4. Dico Io: «Non è necessario sopprimere del tutto il sabato; bisogna ripudiare solo quanto in esso c’è di assurdo! Il Signore Dio non ha bisogno dei vostri servizi né dei vostri onori, poiché Egli ha creato il mondo e gli uomini senza l’aiuto di nessuno e nessun’altra cosa chiede agli uomini se non quella di riconoscerLo e di amarLo con tutte le loro forze non solo di sabato, ma altrettanto, senza interruzione, in qualunque altro giorno!

5. Come potete affermare di servire Dio operando come fate, cioè pensando a Lui solo di sabato, mentre gli altri giorni Lo considerate come se non ci fosse? Dio non è forse ogni giorno lo Stesso immutabile Dio? Non fa sorgere il sole ogni giorno, senza riguardi particolari per il sabato, e non diffonde la sua Luce sia sui giusti che sugli ingiusti, anche se questi ultimi sono più numerosi dei primi?

6. Dio Stesso non lavora di continuo ogni giorno? Se dunque Egli, che è il Signore, non si concede nessun giorno di festa, perché gli uomini dovrebbero stabilire dei giorni festivi al solo scopo di poltrire nell’ozio? Infatti, cos’altro osservano essi puntualmente il sabato se non l’ozio? È per questo che essi rendono il peggior servizio a Dio!

7. Al contrario, Dio vuole che gli uomini si esercitino, senza sosta, sempre più nelle opere dell’Amore, affinché un giorno, nell’altra vita, possano essere capaci di affrontare qualsiasi lavoro e qualsiasi fatica e conseguire, mediante questa attività d’Amore, la vera e suprema beatitudine! Ma se gli uomini si abbandonano all’ozio, potranno raggiungere questa altissima meta? Io ti dico: “Mai!”.

8. L’uomo nei giorni feriali, anche se lavora, non fa che abituarsi ad essere egoista, poiché egli lavora solo per la sua carne e chiama suo quello che ha ottenuto con il lavoro. Chi desidera poi avere da lui dei prodotti del suo lavoro, deve comperarli o con denaro o contraccambiarli con altro lavoro, altrimenti non otterrà da nessuno la più piccola cosa che abbia qualche valore. Dunque, mentre gli uomini sacrificano al loro egoismo sei giorni, elevano, nello stesso tempo, a comandamento lo starsene in ozio di sabato, cioè nell’unico giorno in cui dovrebbero dedicarsi interamente all’attività dell’Amore. Quindi c’è seriamente da chiedersi quando questi uomini si eserciteranno nel solo vero servizio di Dio, che consiste unicamente nel praticare le opere d’amore verso il prossimo.

9. Eppure Dio Stesso non si riposa un solo momento dal Suo lavoro ed è continuamente in attività non per Se Stesso, ma per l’umanità. Per Sé non ha bisogno né della Terra, né del sole o della luna, né di tutte le stelle e di quello che vi è in esse o che da esse procede. Di tutte queste cose Dio non ha bisogno; sono invece gli spiriti e gli uomini creati che ne hanno bisogno. Quindi il Signore è costantemente attivo esclusivamente a beneficio e per Amore delle Sue creature.

10. Ora, se il Signore, al Quale appartengono i giorni, consacra ininterrottamente il Suo lavoro a favore degli uomini che vuole divengano Suoi figli destinati a somigliarGli in tutto -, come può volere che gli uomini, dopo sei giorni vissuti egoisticamente, Gli riescano graditi quando, nel santificare il settimo, si abbandonano nell’ozio più assoluto? E come può volere, quindi, che Lo onorino con pigrizia, Lui che è l’eterna Attività?

11. Queste cose te le dico in forma talmente evidente, affinché tu, capo dei sacerdoti presso la tua comunità ben sapendo Chi è Colui che ti ha detto tutto ciò -, metta da oggi in poi il sabato in luce migliore di quanto esso lo sia stato dai tempi di Mosè fino ad oggi! Infatti, nel modo in cui Io sto spiegando il sabato, è stato illustrato anche a Mosè, ma il popolo, purtroppo, dopo molto tempo lo ha degradato ad un giorno di ozio degno dei pagani ed ha pensato che la migliore cosa, per essere graditi a Dio, era quella di non far niente o di infliggere punizioni a quelli che in questo giorno avessero lavorato anche un po’ o che si sarebbero prestati a curare qualche malato. Oh, come sono insensati e ciechi!»

12. Tutto compenetrato da questa verità, il sacerdote risponde: «Oh, com’è tutto santo e vero ciò che esce dalla Tua bocca! Sì, ora comprendo tutto! Proprio ora, o Signore, hai tolto dai miei occhi il triplice velo di Mosè! Adesso, o Signore, non abbiamo più bisogno di nessun segno o miracolo, ci bastano soltanto le Tue sante parole di Verità! Ed io, pienamente convinto, affermo che tutti coloro che, oggi come sempre, crederanno in Te solo per i Tuoi miracoli e non per la Verità della Tua Parola, non hanno una vera fede vivente e saranno dei tiepidi seguaci della Tua Dottrina, i quali eseguiranno la Tua santa Volontà solo macchinalmente. Con noi però non sarà così! Non saranno i miracoli da Te operati in nostra presenza a suscitare nei nostri cuori la fede vera e vivificante, ma solo la Tua santa Parola, piena di Verità. Sarà questa a risvegliare in noi la pienezza dell’amore per Te e da questo amore, nelle debite proporzioni, anche l’amore verso ogni uomo. Sia dunque fatta la Tua santa Volontà in ogni tempo, così come Tu, o Signore, ce l’hai appena mostrata in modo estremamente chiaro e che è eternamente vera!»

13. Io dico: «Amen! Sì, caro amico e fratello, in ciò risiedono il buono e il vero! Infatti soltanto se vi atterrete a ciò, vi sarà dato di divenire perfetti com’è perfetto il Padre in Cielo. E quando avrete raggiunto tale perfezione, sarete veramente Suoi figli e potrete chiamarLo sempre: “Abba, amato Padre!”. E qualsiasi cosa voi, come Suoi veri figli, chiederete, Egli ve la darà, poiché il Padre è infinitamente buono e tutto ciò che Egli possiede lo dona ai Suoi figli! Ora però mangiate e bevete, poiché questi cibi e bevande non sono di questa Terra, perché è il Padre che ve li manda dai Cieli ed Egli Stesso si trova ora qui tra voi!».

[GVG.v1.c240.§1-2] 

Della vera celebrazione del sabato.

1. Ora, il giorno seguente che era un sabato, Fausto Mi chiese, malgrado egli fosse romano, se dovesse venire festeggiato o meno il sabato degli ebrei, e che cosa si sarebbe dovuto fare degli undici farisei.

2. Ed Io gli rispondo: «Carissimo fratello e amico! Ciascuna giornata colma di buone azioni è un vero sabato, e ciascun giorno in cui si sia fatto qualcosa di veramente buono è stato appunto con ciò già solennizzato degnamente come un vero sabato. Dunque, nell’odierno giorno di sabato tu puoi fare tutto quanto vuoi, purché sia il bene, e non ti verrà certo imputato a peccato da nessuno, tranne da quei malevoli pazzi e stolti di questo mondo i quali maledicono perfino il vento quando soffia di sabato, come pure la pioggia e le schiere degli uccelli volanti nell’aria. Simili stolti però non devono mai servirci da esempio degno di imitazione, ma, al contrario, da esempio degno soltanto di essere schivato e disprezzato in sommo grado, poiché essi maledicono il bene e vorrebbero invece che tutto il mondo lodasse e celebrasse il loro male! Questo dunque ti sia di norma per ogni e qualsiasi giorno di sabato!

[GVG.v8.c223.§1-7]

Vera e falsa celebrazione del Sabato.

1. (Il Signore:) «Ma così come stanno le cose rispetto al mangiare le carni di animali immondi, precisamente nello stesso modo stanno le cose riguardo all’osservanza del Sabato. In primo luogo va detto che ciascun giorno è un giorno del Signore, e chi è un uomo giusto deve fare il bene ogni giorno, e non soltanto il Sabato! E in secondo luogo sta scritto soltanto che si deve santificare questo giorno e che bisogna evitare di dedicarsi in questo giorno a lavori grevi e servili senza che ve ne sia la necessità; ma che nel giorno del Sabato non ci si debba dedicare alle opere buone, di ciò in nessun libro di Mosè viene detto nemmeno una sillaba!

2. Ma se il Profeta dice: "Senza necessità e legittima autorizzazione non devi compiere nel giorno del Sabato nessun lavoro greve e servile!", come potete dire che Io profano il Sabato se in tal giorno ridono la salute ad un infermo senza pretendere nessuna ricompensa? Non date voi stessi nel giorno del Sabato il foraggio al bue, e non conducete voi stessi l’asino e il bue, le pecore e le capre all’abbeveratoio? O lasciate forse annegare il bue o l’asino nella cisterna se vi cadono dentro nel giorno del Sabato? Ma se già fate così nei riguardi dei vostri animali domestici, per quale ragione allora non si dovrebbe dare aiuto ad un uomo nel giorno del Sabato? Non è forse vero che l’uomo vale più di un animale?

3. O ciechi e stolti che siete! Come siete andati lontano dalla verità! Certo, in voi trova piena conferma quanto sta scritto: "Ecco, questo popolo Mi onora con le labbra, ma il suo cuore è ben lontano da Me!".

4. DiteMi, se qualcuno viene da voi e dice: "Io prevedo che il raccolto mi darà molto lavoro, e appunto ora il tempo è favorevole! Se potessi approfittare del Sabato, sarei disposto ad offrire tre volte la decima, inoltre un bue da ingrasso e tre vitelli pasciuti”. Voi allora estendete per iscritto una licenza in base alla quale egli può ingaggiare dei lavoratori anche per il Sabato. Ma allora, non è questa una vera profanazione del Sabato

ben più grave di quella del guarire un ammalato nel giorno del Sabato?

5. Nel giorno del Sabato, prima del tramonto del sole, non si deve spezzare il pane, né mangiarlo, ma quando voi, rinchiusi nelle vostre stanze, vi abbandonate alla gozzoviglia ed ai bagordi tutto il giorno, sia pure un Sabato, e per denari permettete di seguire il vostro esempio anche ad altri, tranne che ai poveri i quali non possono pagare nulla, allora viene da chiedere: “Non è questa una abominevolissima profanazione del Sabato?”.

6. Inoltre Io domando: “Perché il sesto e settimo libro di Mosè sono stati dichiarati da voi di interpretazione apocrifa, e sono stati rigettati, come pure l’appendice profetica?”. Eppure tutto ciò sarebbe stato per chiunque un raggio luminoso che gli avrebbe indicato, in maniera quanto mai precisa, ciò che va fatto in ogni possibile circostanza.

Invece voi vi siete provvisti di una Cabala derivata dall’Horus dell’antico Egitto; voi però non comprendete né questa, né l’antico Horus; e Mosè ed i profeti ai quali avete eretto dei monumenti di pietra, e che i vostri padri hanno lapidato, voi non li volete comprendere, e vi limitate ad insegnare al popolo che esso fa già abbastanza se onora

 

altamente e adora assieme a voi tali Scritture! Ma non è questa una profanazione del Sabato ben maggiore di quella che voi Mi attribuite quando, nel giorno del Sabato, ridono la salute ad un infermo?

7. Io però sono Colui che sono, e fra l’altro dunque anche un Signore del Sabato! E per conseguenza dico: "Io non Mi compiaccio affatto di un Sabato come l’avete ridotto voi; ed Io poi nel giorno del Sabato faccio quello che voglio, come anche – dice il Signore – Io di Sabato faccio sorgere il sole, scorrere i fiumi, spirare i venti e scatenare tempeste, muovere la luna e le stelle lungo le orbite loro prescritte, crescere l’erba e maturare il dolce

succo dell’uva!". Ma se tutto ciò sta nel Mio potere assolutissimo, c’è forse bisogno che

Io domandi il permesso a voi per quello che devo fare nel giorno del Sabato? Parla tu adesso, e dammi una risposta valida e ragionevole!».

[GVG.v9.c109.§1-30] 

La vera santificazione del sabato.

1. Ma poiché Io conoscevo bene tale sua debolezza, lo misi alla prova dormendo con i Miei discepoli fino al pieno sorgere del sole, il che cominciò a inquietare nell’oste la sua coscienza sabbatica.

2. Dopo che il sole fu pienamente sorto, Mi alzai con i discepoli dal tavolo e andai all’aperto, come del resto facevo solitamente anche in tutti i posti dove andavo.

3. Ma l’oste subito Mi seguì, salutò Me e anche i discepoli col massimo rispetto e Mi interrogò, dicendo:

«O Signore e Maestro, che succederà ora? Oggi è sabato! Ma la colazione è stata preparata già prima dello spuntar del sole. La vorrai dunque prendere anche ora col sole già sorto, e devo offrire da mangiare di giorno anche ai quattro dell’India?».

4. Dissi Io: «O Mio caro amico, vedi, tu sei su tutti i punti un uomo molto saggio, ma per quanto riguarda la festa del sabato, sei ancora uguale ai ciechi farisei che si attengono alla lettera della Legge, ma lo spirito di essa non l’hanno ancora conosciuto. Ma se tu di sabato, così come in un giorno feriale, dai da mangiare alle tue pecore, a buoi, mucche, vitelli, asini e capre – eppure anche questo è un lavoro servile –, allora per quale motivo devono digiunare gli uomini? Forse che gli uomini davanti a Dio sono meno dei tuoi animali domestici? Inoltre Io sono certamente, oggi come dalle eternità, anche Signore del sabato, come di ogni altro giorno, il quale, così come il sabato, è pure un giorno del Signore. Non dovrei dunque fare di sabato lo stesso come in ogni altro giorno?

5. Chi dunque fa sorgere il sole, chi crescere l’erba, chi soffiare i venti e migrare le nuvole? Chi spinge l’acqua nelle sorgenti, nei ruscelli, nei torrenti e nei fiumi, chi muove il mare da un capo all’altro della Terra? Chi fa pulsare il tuo sangue nelle vene e il cuore nel petto – nota bene – anche di sabato?

6. Se Io di sabato stessi senza far nulla anche solo per un istante, non andrebbe in rovina tutta la Creazione?

7. Vedi, compiere opere di vero amore del prossimo, per Me significa servire veramente Dio e gli uomini; e ciò ha sicuramente più valore che festeggiare il sabato con la pigrizia! Compi dunque delle opere buone anche di sabato, e con ciò festeggerai il sabato nel modo più gradito a Me, il Signore!

8. E ora andiamo di nuovo in sala da pranzo e facciamo colazione, e lo stesso devono fare anche i quattro indo-ebrei che hanno il loro sabato soltanto dopodomani!».

9. Quando l’oste ebbe sentito queste Mie parole, comprese subito la grande stoltezza del festeggiare il sabato esteriormente, e si allontanò e fece portare in tavola la

colazione, e noi pure andammo quindi nella sala da pranzo, sedemmo a tavola e facemmo colazione di ottimo umore.

10. Arrivarono anche i quattro indo-ebrei, ed Io dissi loro di prendere posto alla nostra tavola e di consumare con noi la colazione, ciò che fecero subito con ogni gioia; essi infatti non sapevano che in Galilea, come anche in tutto il Paese degli Ebrei, il sabato veniva festeggiato in quel giorno.

11. Dopo aver fatto la nostra colazione, l’annunciatore del sabato passò per le strade della cittadina di Cana e invitò le persone,

grandi e piccoli e giovani e vecchi, ad andare nella sinagoga. Qui i quattro si spaventarono, avendo ora appreso che quel giorno era il vero, antico sabato degli Ebrei, ed essi avevano fatto colazione dopo il sorgere del sole.

12. Io però dissi: «Io sono il Signore anche del sabato! Se Io in verità non ve lo imputo come peccato, perché allora dovete appesantire la vostra coscienza

13. Disse il marito: «Ti ringraziamo, o Signore, per questa Tua parola di enorme consolazione per i nostri cuori; se infatti noi avessimo peccato ora davanti a Te, ce l’avresti sicuramente detto e ci avresti ammoniti. Ma come mai davanti a Te ora non è peccato ciò che secondo la Legge di Mosè era designato come un peccato? Perché dunque Mosè ha dato al popolo tali leggi come se venissero da Dio?»

14. Dissi Io: «Tu sei di solito un uomo molto saggio e ben esperto nella Scrittura di Mosè. La lettera [della Scrittura] la conosci bene, e la Parola non ti è estranea; ma il vero Spirito che tutto rende vivo, il quale è nascosto nella Parola, ti è ancora estraneo, così come è divenuto estraneo a tutti gli Ebrei già molto tempo prima della prigionia babilonese. Ecco perché ti attieni ancora alla corteccia morta dell’albero; ma il midollo vivo all’interno dell’albero ti è estraneo nella sua costituzione e attività. Se tu ferisci in qualche modo la vecchia corteccia di un albero, non porterai assolutamente alcun danno degno di nota alla vita dell’albero; ma se ferisci il midollo di un albero, ciò sarà un peccato contro la vita dell’albero, perché dopo questo l’albero inaridirà e così morirà.

15. Vedi, gli Israeliti in Egitto, sotto i faraoni, erano diventati pigri e voraci come gli animali, e avevano cominciato molto a scordarsi del Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, e già tenevano in grande considerazione gli idoli degli Egiziani. Pochi soltanto rimanevano ancora fedeli all’unico, vero Dio, e costoro Lo pregarono che salvasse il Suo popolo dalla dura servitù e dalla spietata tirannia degli Egiziani. E Dio fece questo attraverso Mosè, come ti è ben noto.

16. Mosè però ebbe poi abbondantemente da fare nel deserto per quarant’anni, con l’aiuto giornalmente visibile di Jehova, mediante saggi insegnamenti così come mediante opportune leggi, per elevare il popolo degenerato a quello stato in cui un uomo si deve trovare per essere nell’Ordine di Dio. Inoltre furono poi necessarie, per un popolo degenerato, anche delle leggi che prescrivessero all’uomo quando, che cosa, quanto e quante volte egli dovesse mangiare e bere in un giorno, e come vestirsi e pulirsi nel corpo.

17. Ugualmente, attraverso Mosè venne dato al popolo, molto incline alla pigrizia e che ogni giorno non voleva fare nulla, solo il settimo giorno per la festa e il riposo. In questo giorno esso è stato istruito dalle sue guide su Dio, il Suo Ordine, sulla Sua Volontà e sui Suoi intenti, ed è stato messo in guardia nel modo più serio dal disobbedire alle leggi.

18. Se però un uomo ha fatto proprio l’Ordine di Dio, e lo mette in pratica di sua libera volontà in tutto ciò che è buono, vero e giusto, allora non può certo essere un peccato per lui se, da uomo completamente sano, non si serve più delle medicine di cui deve servirsi un ammalato. Perciò anche tu, quale uomo timorato di Dio e giusto, non peccherai contro la festa del sabato se, sempre con moderazione, mangerai e berrai, anche dopo lo spuntar del sole, a mezzogiorno e anche prima del tramonto se hai fame, e neppure peccherai se farai del bene al tuo prossimo come in un giorno lavorativo. Come faccio Io, così fa’ anche tu, e farai e vivrai rettamente!

19. Che cosa ne guadagna dunque la festività del sabato, se gli Ebrei, spesso già tre ore prima del sorgere del sole, si ingozzano e trincano smodatamente, a tal punto che per tutto il sabato a mala pena si reggono in piedi, e dopo il tramonto ricominciano a gozzovigliare e a bere esageratamente fino alla metà della notte, così che poi anche nel successivo giorno feriale non sono capaci di alcun lavoro? Sappi! Una tale osservanza della festività del sabato è un abominio davanti a Me. Invece osservare il sabato così come ora ti ho mostrato, è la Mia Volontà e perciò a Me è anche sicuramente gradito. Perciò ricordati sempre: “La lettera della Legge uccide; solo l’interiore Spirito di Amore e Verità rende vivi”».

20. Quando l’uomo ebbe sentito questo da Me, Mi ringraziò insieme con gli altri tre per questa istruzione, e tutti divennero completamente di buon umore.

21. Ma l’oste Mi chiese poi se doveva andare con i suoi nella sinagoga, o se poteva rimanere a casa.

22. Dissi Io: «Chi è dunque di più, Io o la sinagoga? Lascia che ci vada il tuo personale e manda al rabbi un’offerta, che gli è molto più gradita della tua presenza; tu invece rimani a casa, poiché giungerà qui presto una carovana dalla Persia, e ti darà molto da fare.

23. Disse l’oste: «O Signore e Maestro, questa mi viene molto inopportuna oggi, un sabato di luna nuova; poiché noi osti abbiamo una legge severa, che impone di non accogliere in albergo in un tale sabato neppure un ebreo, per non parlare di uno straniero!»

24. Dissi Io: «Fare del bene anche di sabato è giusto davanti a Me, come ho detto a te e proprio ora anche agli indiani, se però tu hai una vana paura del capo della sinagoga, allora manda al capo, tramite il tuo primo domestico, un’offerta per avere la dispensa, ed egli ti concederà volentieri il permesso!».

25. L’oste fece questo, e il primo domestico gli riportò subito un certificato di dispensa, valido per tre sabati, del quale fu molto lieto; la carovana infatti gli portava un guadagno cento volte superiore a quanto gli era costato il certificato.

26. Poi però l’oste Mi interrogò, dicendo: «Signore e Maestro! È però anche giusto, da parte del capo della sinagoga, permettermi di violare il sabato con tutta la mia casa – cosa che per lui è un peccato grandissimo e punibilissimo –, e ciò senza preoccuparsi affatto che io abbia mai a temere per questo una punizione?»

27. Dissi Io: «Amico, se il capo ritiene sul serio un peccato la violazione del sabato, secondo la sua coscienza e la sua fede, allora il peccato ricade sul suo conto, perché per denaro lo lascia commettere da altri. Se però non ha fede, e tuttavia agisce davanti al popolo come se credesse fermamente e senza dubbio alcuno, asserendo in base alla Scrittura di ritenere la violazione del sabato un peccato punibilissimo, e tenendo severe prediche a questo riguardo, allora in tal caso il capo della sinagoga è un violatore del sabato per il permesso che ha dato di commettere un peccato, e lo è tante volte, quante sono le persone a cui per denaro egli ha dato il permesso di violarlo. Non solo, ma con ciò commette anche il peccato molto più grosso della menzogna, dell’ipocrisia e dell’avarizia; egli infatti ha rinunciato alla propria fede a motivo della propria avidità.

28. Chi però, come te ora, ha ricevuto un permesso per la cosiddetta sconsacrazione del sabato, costui tanto più consolato può compiere buone azioni, perché così appunto è Mia Volontà che si festeggi il sabato!».

29. Quando l’oste ebbe sentito questo da Me, disse prontamente ai suoi domestici di preparare tutto il necessario per ospitare una grande carovana.

30. E tutti quanti si distribuirono il lavoro, e con tanto maggior zelo, in quanto l’avanguardia della carovana era già arrivava davanti all’albergo.

     

ATTENZIONE

Il Signore ti chiama

4. In verità, coloro che si alzano quando Io li chiamo, quelli anche risorgeranno alla vita, e non assaporeranno mai la morte, mai in eterno! 

5. Ma coloro che non seguiranno la Mia chiamata, quelli continueranno a giacere per molto e molto tempo! Dunque, alzatevi ora, liberi e lieti! Amen». [GFD.1.180.4-5] 

Il motivo per cui tra i "molti chiamati, pochi sono gli eletti" è dovuto al fatto che sono pochi coloro che ascoltano le Parole del Signore: "Rinnega te stesso, prendi la croce sulle spalle e poi seguiMi!". [SS.c15.§19]

Fiumi d'acqua viva sgorgheranno da chi crede in Me!

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La Terra

[GVG.v4.c105.§8] Estratto conciso
8. La Terra non ha avuto origine da questo sole, contrariamente a tutti gli altri pianeti - ad eccezione di quello fra Marte e Giove, distrutto 6.000 anni fa per opera dei suoi abitanti. La Terra è stata oroginata dal sole centrale primordiale ed è più vecchia rispetto a questo sole di un periodo di tempo per noi infinito. La Terra ha cominciato a diventare corporea dopo che questo sole, già da molto tempo, aveva iniziato la sua prima rivoluzione intorno al suo sole centrale; ha attratto poi a sé, da questo sole, il proprio elemento corporeo.
  [SN.c2.§2]         Il Sole
2. Sui pianeti imperfetti, tutto evolve fino all’uomo, quale ultimo e più perfetto gradino delle cose e degli esseri. Sul Sole, quale pianeta perfetto, è l’uomo, con la sua volontà, che origina gli esseri. Tali entità atomiche, insieme alle muffe eteriche, sono trasferite, sugli altri pianeti mediante la luce solare, e progrediscono poi fino all’uomo. [Estratto conciso]
 

Costellazione del Leone

Regolo - Sole Centrale Primordiale

[GVG.v4.c254.§4-10] 

4. Tu, o Mataele, conosci bene le costellazioni degli antichi egiziani, e anche la stella Regolo nel gran Leone ti è perfettamente nota! Come appare essa ai tuoi occhi? Ecco: un punticino scintillante; e tuttavia là dove essa si trova nello spazio, è un corpo solare così grande che un fulmine, il quale pure in quattro istanti percorre una lunghezza di 400.000 Feldwege1, per coprire la distanza tra il suo polo settentrionale e quello meridionale impiegherebbe più di un trilione di anni terrestri secondo il sistema di calcolo arabo antico che ti è noto! Il suo nome vero e proprio è Urka, o meglio Ouriza, (il primo, ovvero il principio della creazione di eoni volte eoni (10120 x 10120) di soli inclusi in un globo cosmico di una estensione quasi infinita). Esso è l’anima, ossia il punto centrale di gravità di un globo cosmico, il quale però in sé e di per sé non costituisce che un nervo dell’immenso Uomo cosmico. Ora un tale Uomo cosmico di nervi simili ne ha certamente all’incirca tanti quanti sono i granelli di sabbia e i fili d’erba sulla Terra. Tutto intero questo immenso Uomo cosmico però non costituisce infine che un periodo della Creazione, dal suo inizio fino al termine del suo completamento spirituale.

La Terra è figlia del Sole Primordiale

[DC.v3.c530.§3]

3. Vedete, tutti gli altri pianeti, che con i loro corpi minori orbitano attorno al sole, sono, ad eccezione di un’unica cometa, figli proprio di questo sole, ma non questa Terra insieme alla sua luna. Questa Terra è una figlia proveniente dal sole primordiale, fu lanciata fuori dal grandioso interno di questo sole nel vasto spazio del globo cosmico, con forza indicibile, come corpo già piuttosto compatto, naturalmente da un numero di anni terrestri per voi inimmaginabile. Di una simile provenienza ebbe da rallegrarsi anche quel pianeta1 più grande, di cui sapete che è stato distrutto a partire dall’interno. Per questa ragione però questa Terra è anche così estremamente varia e complicata che in essa, su di essa e sopra di essa compaiono tutti quei materiali originari che, ovviamente in scala grandissima, compaiono soltanto nel sole centrale primordiale; e in esso debbono comparire perché è la [stella] nutrice e la direttrice dei molti, innumerevoli soli centrali secondari e dei soli planetari e dei loro pianeti.

1. Si tratta del grande pianeta Mallona  che si trovava nell’orbita tra Marte e Giove, i cui resti sono gli attuali asteroidi o fascia dei pianetini. [NdR]

"Chi vuole giungere alla Mia Parola vivente dentro di sé costui sia perfettamente attivo nel praticare la Mia Parola"

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