Il Vero volto di Gesù

                       Gennaro Anziano: "LA FINE DEL MONDO È VICINA!" - "THE END OF THE WORLD IS NEAR!"

Cielo_a3_LNE2_17

  

 
 

Il Signore avverte

1. [Jakob Lorber], lo scrivano della presente Opera cercò e trovò. Chiese, e gli fu dato; e per mezzo di lui fu dato anche a tutti coloro che sono di cuore buono e di buona volontà. A coloro, invece, che qui cercano soltanto con la loro presunta pura intelligenza mondana, non sarà dato né sarà aperto.

2. Chi leggerà la presente Opera con cuore umile, riconoscerà il vero Autore. [GFD1.1-2]

3. Il motivo per cui tra i "molti chiamati, pochi sono gli eletti" è dovuto al fatto che sono pochi coloro che ascoltano le Parole del Signore: "Rinnega te stesso, prendi la croce sulle spalle e poi seguiMi!".

 [SS.c15. §19]

Il Nuovo LIbro della Vita

Il Dizionario della Sapienza

Il Dizionario è tratto dall'Opera La Nuova Rivelazione o Nuovo Libro della Vita, dettata da Gesù a Jakob Lorber. Di essa Gesù dice: questa è la NUOVA DOTTRINA che Io do dai Cieli! Essa è la Vera, NUOVA GERUSALEMME dai Cieli poichè l'antica, cioè quella terrena, non vi serve più a niente! [GVG.v6.c13.§5]

 

SIRIO

5. E questo periodo della Creazione, rispetto a tutti gli altri, ha il vantaggio, di gran lunga non ancora riconoscibile per voi con sufficiente chiarezza, di essere l’unico, in tutta l’Eternità e Infinità, nel quale Io Stesso Mi sia rivestito perfettamente della natura carnale umana e in cui di tutto il grande Uomo cosmico Io Mi sia scelto questo globo cosmico, e all’interno di questo Io Mi sia scelto la galassia dei soli centrali [degli ammassi stellari] in cui c’è Sirio, dei cui duecento milioni di soli [planetari] che gli ruotano intorno Io abbia scelto proprio questo [vostro] sole, eleggendo – fra i molti corpi mondiali che gravitano intorno ad esso – precisamente questo pianeta sul quale ora ci troviamo, per diventare Io Stesso Uomo su di esso e per allevare da voi uomini dei veri figli Miei per tutta l’Infinità ed Eternità che furono e che saranno.

[GVG.v4.c255.§1-13]   

Costellazione del Cane

. [GTT.40-41]

40.Dunque ascolta, tu grande focolare di fuoco, tu antico Sole1 centrale che nel Cane2 fai spicco come corona di splendore dei tuoi Soli; che cosa, con i tuoi raggi lanciati infinitamente lontano, hai dunque scorto di Me, nei tuoi cosmi, che ti sembra il massimo? Infatti vedi, ti girarono intorno Soli a trilioni, a ciascuno di essi erano annesse Lune, Terre e comete a milioni, cosicché ognuno, come un cosmo, potesse operare nella sua sfera dato che di certo da ognuno si dispiegarono innumerevoli opere assolutamente sublimi; perciò tu, in tutte queste opere che sono infinitamente tante, di certo noterai pure in qualche modo tra queste la Mia più grande!

41.Oh, prenditi tempo, [...]

penetra nel tuo punto centrale dello spirito di fuoco da lì assai presto e velocemente la risposta giusta tu porterai.

1 E' un Sole centrale degli Ammassi stellari intorno al quale orbitano trilioni di Soli.[NdR].
2 Costellazione del 'Gran Cane'. 
 
 

A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

Profezie del Signore [GVG.v1.c36.§3]

3. Ma verrà il tempo in cui tutte queste cose, rimaste segrete, saranno rivelate al mondo; ma prima che ciò avvenga molti saranno ancora gli alberi che dovranno lasciar cadere la frutta acerba dai loro rami! È vero, gli alberi fruttificano abbondantemente, ma solo una terza parte dei frutti giunge a maturazione! Gli altri due terzi dovranno prima cadere, essere calpestati, poi si seccheranno e marciranno, finché la pioggia non li dissolverà e un possente vento li sospingerà nel loro tronco alla seconda nascita!».

[GVG.v2.c.215.§12-16]

Aspetto del primo uomo primordiale.

12. Quando il suolo della Terra, in seguito a tale preparazione, ebbe raggiunto la completa maturità, soltanto allora un’anima robusta nella sua libera natura aerea venne chiamata a costituirsi, dal più fertile humus d’argilla, un corpo secondo l’ordine della Forma originaria di Dio la quale esiste nell’anima. E la prima anima, nel suo pieno vigore e maturità, fece così come si sentiva interiormente incitata a fare dalla Forza divina, ed in questo modo la prima anima si trovò in un corpo sano e robusto, e per opera sua bene organizzato, e poté ormai perfettamente prendere visione di tutto il mondo visibile e delle creature che esistevano prima di lei.

13. Ma le grandi specie di animali, unitamente alle creazioni anteriori, erano per la maggior parte scomparse dalla Terra già da lungo tempo prima che il primo uomo nella sua maestà, simile a quella di Dio, vi facesse la sua apparizione. Malgrado ciò, dei resti di simili animali, quali abitanti preumani, si trovano e si troveranno ancora per tutti i tempi sulla Terra ed entro di essa, però gli uomini non sapranno cosa pensarne in proposito.

14. L’esame di questi residui porterà poi gradatamente i saggi alla constatazione che la Terra è più antica di quanto il computo mosaico possa far supporre e per questa ragione Mosè cadrà molto in discredito per un certo tempo. Allora però, da parte Mia, verranno suscitati altri saggi e soltanto allora Mosè sarà posto nella sua vera luce da essi, e non passerà molto tempo prima che il completo Regno di Dio si stabilirà sulla Terra e la morte scomparirà per sempre dal pianeta rinnovato. Ma, prima che questo avvenga, molte sciagure si riverseranno sul suolo della Terra.

15. Sì, il suolo della Terra dovrà essere prima sottoposto ad una concimazione ancora molteplice con il sangue e con la carne degli uomini, e solo da un simile nuovo humus spirituale avrà poi inizio per questa Terra l’epoca anche corporalmente immortale, così come ai tempi di Adamo aveva avuto inizio l’epoca nella quale l’anima poteva forgiarsi, dal fertile humus d’argilla, un corpo perfetto nella sua Forma divina.

16. Però gli uomini, i quali sono già pienamente rinati nello spirito durante la loro vita corporeo-mortale terrena, regneranno poi per sempre, in questa NUOVA ERA, quali puri spiriti ed angeli, ed essa resterà del tutto affidata alla loro guida. Invece gli uomini di questo tempo che non hanno raggiunto la perfezione spirituale saranno, in questa nuovissima era della Terra, posti su questa con corpi immortali, ma in uno stato di grande povertà e dovranno in gran parte adattarsi a servire spesso molto duramente, ciò che loro riuscirà quanto mai amaro, poiché anche troppo chiaro sarà in loro il ricordo dell’iniziale felicissimo stato nei loro corpi mortali! Questa epoca durerà molto a lungo, in attesa del momento in cui finalmente tutto sarà trapassato allo stato di esistenza puramente spirituale secondo l’eterno Progetto di Dio! Ecco, questo è il decorso dell’Ordine di Dio di tutte le cose, di ogni divenire, di ogni esistenza e di ogni sussistenza!».

[GVG.v3.c33.§1-15]

Una profezia di Mataele. 

1. Continua Mataele: «O amico mio! Su questa Terra le cose finiranno con il mettersi tanto male che perfino Satana non si azzarderà più di venire sotto nessuna forma in contatto con gli uomini; ma tuttavia fra questi ve ne saranno di quelli che da ciechi vedranno e da sordi intenderanno più di quanto noi ora vediamo e sentiamo con gli occhi e le orecchie il più possibile spalancati.

2. Verrà un giorno nel quale gli uomini misureranno la potenza vitale dei vapori dell’acqua e la domineranno come fanno gli arabi con i loro destrieri, e l’adopereranno per ogni tipo di lavori incredibilmente gravosi. La forza vitale che si cela nell’acqua essi l’aggiogheranno ai carri più pesanti, e così viaggeranno con la velocità della freccia scoccata dall’arco.

3. E la stessa forza essi l’impiegheranno per muovere delle grandi navi che saranno spinte sulle onde, più rapide dell’uragano, anzi, infine, le navi sfideranno qualsiasi tempesta e correranno noncuranti del suo aspetto minaccioso senza risentirne danni di qualche entità; soltanto le rocce ed i banchi di sabbia continueranno ad essere pericolosi per tali corridori dei mari.

4. Ma subito dopo quel tempo sulla Terra le cose cominceranno a mettersi molto male per la vita degli uomini, perché la Terra si farà sempre più sterile; carestie, guerre e la fame desoleranno questo mondo; la luce della fede nell’eterna Verità si estinguerà gradatamente, ed il fuoco dell’amore andrà spegnendosi per lasciar posto al gelo, ed allora sopra la Terra precipiterà l’ultimo Giudizio del Fuoco!

5. Beati coloro che non avranno lasciato evaporare del tutto l’acqua della vita in loro agli scopi del vantaggio terreno soltanto, perché, quando il gran Giudizio del Fuoco scenderà dai Cieli, non potrà arrecare loro alcun danno, dato che la loro acqua della vita li preserverà.

6. Subito dopo la vera vita della pace e il suo Ordine divino si porgeranno l’una con l’altro la mano, e la discordia e il litigio non saranno più fra coloro che dimoreranno sulla Terra purificata in compagnia degli angeli di Dio. Anche se i nostri corpi fragili e caduchi non saranno testimoni di tutto ciò che ho ora annunciato, tanto più lo saranno le nostre anime che vedono e comprendono tutto.

7. Vedi, io non avrei annunciato queste cose; sennonché nel cuore dell’anima, o meglio del mio "io", ho percepito un incitamento a far così. Ora questo incitamento certo proviene da quella parte da dove è venuta la salute a noi tutti cinque! Riesci tu ora a comprendermi meglio?».

8. Risponde Cirenio: «Oh, ormai tutto è di nuovo nel massimo ordine, e noi siamo perfettamente d’accordo; adesso sì che spero di apprendere molto da voi, e sono certo di aver con la vostra cattura conseguito un vantaggio grandissimo! Dunque, resti fermo quanto ho già detto, e cioè che io provvederò alle vostre necessità terrene e voi, da parte vostra, avrete cura dei miei bisogni spirituali e di quelli di tutta la mia non piccola casa.

9. Certamente, questo sarà un ben magro risarcimento per quanto di grande voi farete a vantaggio mio e della mia famiglia; ma d’altra parte non può venir imputato a colpa di nessuno se a questo mondo non è possibile contraccambiare, in modo migliore, un supremo dono di vita chiamato a durare in eterno! Siete soddisfatti così?»

10. Disse Mataele: «Oh, come puoi domandare una cosa simile? Quando ci è possibile servire qualcuno ed essergli utile, noi siamo più che completamente contenti! Perché neanche a un dono terreno va attribuito un insignificante valore quando esso è fondato sul buono e sul vero e quando proviene veramente da un cuore nobile e buono; giacché il movente del dono conferisce a questo anche un valore perfettamente spirituale, e quindi si colloca sul medesimo alto scalino di un dono puramente spirituale!

11. Poiché laddove il materiale sorregge lo spirituale come lo spirituale sorregge il materiale, là tutto infine diventa spirituale, e reciprocamente l’uno nell’altro non possono attendersi che una sovrabbondanza della benedizione divina in tutta la sua pienezza.

12. Ma laddove invece, come avviene nel tempio di Gerusalemme, tutto quello che dovrebbe essere spirituale viene donato unicamente a scopi materiali, ed il materiale viene dato in cambio di qualcosa di spirituale, sempre però nella speranza di trarne un vantaggio materiale, là tutto finisce con il diventare materiale, perde quindi anche il minimo valore spirituale e non può ripromettersi da parte di Dio mai più la benché minima benedizione!

13. Non darti dunque troppo pensiero per il fatto che il tuo dono materiale può sembrare troppo poca cosa per compensare il dono spirituale che potremo offrirti noi, perché, riferito alla qualità del donatore ed al motivo dal quale trae origine, diventa appunto esso pure spirituale, e come tale anche la benedizione dall’Alto non potrà mancargli e sarà grande tanto spiritualmente quanto anche materialmente, poiché lo spirito è pure eternamente un 'signore' sopra la materia, la quale, considerata nella sua vera essenza, non è anch’essa altro che dello spirituale costretto entro durissimi ceppi, il quale deve sempre ciecamente ubbidire al liberissimo Spirito vitale di Dio, dalla Cui forza infinita emana propriamente il giudizio di ogni

materia, ed Egli solo può rivivificarla come e quando a Lui piace!»

14. Dice Cirenio: «Oh, così va veramente bene! Soltanto ora sento che non vorrei per nessun regno della Terra lasciarvi sfuggire alla stretta amichevole delle mie mani! Speriamo di riuscire a comprenderci sempre meglio, così da renderci reciprocamente sempre più indispensabili! E adesso vada soltanto all’Unico Signore ogni nostra lode ed ogni nostro amore per essersi Egli mosso a misericordia verso voi e per avervi guidati a me! Perché senza di Lui noi saremmo certo morti tutti per l’eternità!»

15. Ed i cinque allora concludono: «Oh, sì! Egli solo è degno di ogni onore, gloria ed amore, non solo da parte di questa Terra, bensì anche di tutto l’intero Infinito! Poiché è solo Lui che attualmente va trasformando tutta l’Infinità! Santo, infinitamente Santo è il Suo Nome!».

[GVG.v4.c112.§1-13]

Una predizione sulle attuali rivelazioni.

1. (Continua il Signore:) «Io dissi che voi avreste visto oggi delle cose meravigliose del genere più raro, tuttavia, fatta eccezione per il globo luminoso che Raffaele ha portato qui dall’altipiano interno dell’Africa, non è ancora accaduto nient’altro, quantunque metà della notte sia già trascorsa. Prima ho richiamato la vostra attenzione sul fatto che vi avrei aperto gli occhi per un breve tempo, affinché voi poteste per il momento guardare semplicemente cosa succede veramente nel mondo.

2. Prima però di fare questo, Io dico e addirittura ordino a voi tutti di non dire proprio a nessuno qualcosa delle visioni, poiché ci vorrà ancora molto prima che l’umanità del mondo sia matura per queste cose, e in fondo per la salvezza delle loro anime non è affatto necessario che l’umanità del mondo venga a conoscenza di questo! Ma basterà che essa si prenda molto a cuore di amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come se stessi, ed allora ogni altra cosa ancora le verrà senz’altro rivelata nel limite del necessario.

3. Ma voi, che siete i primi pilastri fondamentali della Mia Dottrina, dovete segretamente conoscere più cose di tutti gli altri presi assieme, affinché dopo qualche tempo non possiate assolutamente arrivare alla tentazione di allontanarvi da questa Mia Dottrina.

4. Ma ad ogni modo tutto ciò non andrà perduto, e quando – a contare da oggi – saranno trascorsi mille anni e quasi altri mille anni interi e la Mia Dottrina si troverà interamente sepolta nella più immonda materia, allora in quel tempo saprò Io suscitare di nuovo degli uomini i quali trascriveranno fedelmente parola per parola ciò che è stato trattato qui da voi e da Me, e quello che è accaduto qui, e lo presenteranno al mondo – raccogliendolo in un gran libro – così che a tale mondo saranno, sotto molti aspetti, nuovamente aperti gli occhi!»

5. Nota bene: tu, Mio servitore e scrivano, pensi dunque che Io quella volta abbia appena accennato a queste cose? Vuoi diventare debole pure nella fede come lo sei ancora nella carne? Vedi, Io ti dico che a Cirenio e a Cornelio ho fatto allora perfino il tuo nome e quello di parecchi altri, ed essi sono anche ora fra i più giubilanti testimoni di tutto quanto Io vado ora dicendoti nella penna. Ma alla fine Io indicherò anche a te il nome di qualcuno che da qui a duemila anni metterà per iscritto e farà cose ancora più grandiose di quelle che fai tu! Prendi nota di questo per il momento, e scrivi tutto con piena fede!

6. In merito a ciò, Cirenio si meravigliò molto e Cornelio Mi chiese che Io gli dessi maggiori dettagli sugli uomini ai quali sarebbe stato conferito un tale incarico.

7. Ed Io ne indicai a loro la condizione e il carattere, e perfino i nomi, ed aggiunsi: «Uno di coloro ai quali verrà fatta la maggior parte delle rivelazioni, più che ora a voi tutti, discenderà in linea maschile direttamente dal figlio maggiore di Giuseppe, e sarà quindi, in quanto al corpo, anche un discendente diretto di Davide. Egli sarà certo debole nella carne come Davide, ma in compenso tanto più forte nello spirito! Beati coloro che lo ascolteranno e conformeranno la loro vita in base alle sue parole!

8. Però anche altri grandi risvegliati saranno per la maggior parte discendenti di Davide. Infatti, cose simili possono venire date soltanto a coloro i quali derivano anche nella carne da quella stirpe da cui discendo pure Io per via della carne, poiché anch’Io discendo da parte di Maria, la Madre di questo Mio Corpo, da Davide, dato che anche Maria è una figlia purissima di Davide. Certo, in quei tempi, tali discendenti di Davide dimoreranno per la maggior parte in Europa, ma saranno comunque discendenti purissimi e genuini di quell’uomo che era secondo il cuore di Dio, e saranno idonei a fungere da portatori della maggiore potenza di Luce dai Cieli. Ad un trono terreno essi davvero non perverranno mai, ma tanti più troni li attenderanno invece nel Mio Regno; ed Io certo Mi ricorderò in ogni tempo dei Miei fratelli! Anche la maggior parte dei Miei discepoli qui presenti discende da parte maschile da Davide; essi sono perciò in quanto al corpo, in tutta serietà, fratelli Miei, eccetto uno il quale non è dall’Alto, ma proviene invece soltanto da questo mondo. Egli veramente non dovrebbe essere qui, eppure è necessario che lo sia affinché ciò che sta scritto trovi adempimento!»

9. Dice Cirenio tutto sorpreso: «Dunque soltanto alla posterità di Davide rivelerai sempre la Tua Volontà? Allora anche Mataele, Zinca e Zorel sono della stirpe del gran re? Infatti, anche a questi Tu riveli ora le stesse cose come ai discendenti di Davide!»

10. Dico Io: «Amico, quello che avviene qui non accade attraverso la via della Rivelazione segreta, ma avviene mediante parole dette a viva voce e bene percettibili ad ogni orecchio di carne! Ma tutt’altra cosa è invece percepire la Parola segreta interiore che dal Mio Cuore arriva nel cuore di colui che la percepisce in sé; ed a tale scopo vi deve già essere una certa discendenza predisposta di uomini il cui interiore è atto a sopportare l’Onnipotenza e la totale Forza della Mia Parola! Infatti, già un solo jota proveniente in via diretta da Me basterebbe a distruggere e ad uccidere chiunque non fosse preparato. Invece, una volta che la Parola è scritta, allora quegli uomini che sono di buona volontà e di buon sentimento possono leggerla, ed essa non soltanto non li ucciderà, ma li irrobustirà e li rafforzerà per la Vita eterna.

11. Però, se la gente perversa del mondo volesse leggerla per schernirla, essa,

 

quantunque soltanto scritta, la annienterebbe e la ucciderebbe! Adesso tu sai come stanno anche queste cose, ed ora Io vi dico dunque di tenervi pronti ad assistere alle meraviglie del divenire, dell’essere e del permanere per l’eternità!».

12. Dice Cirenio: «Signore, siamo pronti ad osservare quello che la Tua Grazia immensa e del tutto particolare vorrà offrirci, ma vorrei soltanto, se possibile, avere prima da Te una risposta ad una mia domanda molto piccola!»

13. Dico Io: «Chiedi pure ed Io ti risponderò!».

[GVG.v4.c113.§1-8]

La chiamata alla Parola interiore.

1. Allora Cirenio domanda: «Signore! Se a percepire in spirito la Tua santa Parola saranno in avvenire idonei soltanto coloro che avranno una predisposizione, per così dire, perfino nel corpo ed altresì particolarmente nell’anima, allora mi sembra che ciò gioverà poco ai non idonei, anche se questi saranno pervenuti all’effettiva rinascita dello spirito. Essi non verranno ritenuti degni della grazia di percepire la Tua Parola nel loro cuore, poiché essi non potrebbero sopportarla non essendovi preparati e predisposti già fin dai tempi di Davide. Io però sono dell’opinione che tutti gli uomini, siano essi dall’Alto o dal basso, se vivono conformemente al Tuo Volere, dovrebbero anche arrivare alle stesse facoltà. Lo spirito, che penetra la loro anima ed infine perfino il loro corpo, sarà pur atto a sopportare una Tua Parola!»

2. Ed Io gli rispondo: «Amico Mio! Tu Mi sei molto caro, ed Io ti stimo e apprezzo molto, ma qui con questa tua domanda hai ancora una volta giudicato a tale proposito come un cieco giudica i colori dell’arcobaleno. Sulla scorta di questi tuoi giudizi, dovrei perfino meravigliarMi che le membra del tuo corpo non si siano già da molto tempo ribellate contro il tuo capo per il fatto che anch’esse non sono state dotate di quelle facoltà di cui il tuo capo può vantarsi.

3. I tuoi piedi sono di per sé ciechi e sordi, e oltre all’aver avuto una sorte crudele, devono compiere il più duro lavoro. Le tue mani devono attuare esteriormente il tuo volere, e sono costrette a fare ora questo ed ora quel servizio, eppure non hanno occhi per vedere la bella luce del giorno, né orecchi per udire la sublime armonia del canto; a loro mancano inoltre i sensi dell’odorato e del gusto per assaporare i gradevoli aromi della vita! Converrai tu pure che a tale riguardo queste membra si trovano rispetto al capo in condizioni di inferiorità molto grande.

4. E allora il cespuglio di spine sarebbe giustificato se si lamentasse verso la vite e le dicesse: "Cosa ho fatto mai di male perché mi sia stata negata la grazia di poter anch’io una volta ornarmi dei tuoi magnifici grappoli?”.

 quell’unico membro e farlo risanare.

5. Dunque, tu non sai forse ancora che da parte Mia tutto è misurato nel modo più esatto e che ogni cosa ha la sua precisa destinazione? Come appunto avviene che – tra le differenti membra del tuo corpo – un membro, con le facoltà a lui proprie, giova a tutte le altre membra, così anche gli uomini sono singolarmente dotati delle capacità più varie e possono rendersi reciprocamente utili, ed è proprio questo che condiziona e costituisce la beatitudine suprema della vita.

6. Se il tuo capo e il tuo cuore sono sereni, anche tutte le tue membra saranno liete e serene; ma se soltanto un qualsiasi piccolissimo membro del corpo è sofferente, allora svanisce anche la serenità del capo, del cuore e di tutte le membra di per se stesse perfettamente sane! Tutte sono afflitte a causa di quell’unico che soffre, e fanno ogni possibile sforzo per venire in aiuto a quell’unico membro e farlo risanare.

7. È certamente una bella missione quella di possedere la facoltà di percepire la voce del Mio Amore, di metterla per iscritto e di comunicarla agli altri uomini ai quali questa facoltà manca, nel caso in cui ne sentissero il desiderio. Ma una facoltà altrettanto bella del cuore è quella di conservare nel cuore ciò che si è sentito e conformarvi la propria vita. Se un uomo, anche se proviene dal basso, si è acquistato in tal modo la rinascita del proprio spirito, egli avrà una ricompensa certamente adeguata, e si lamenterà altrettanto poco di coloro che sono atti a percepire la Mia Parola, quanto il tuo dito mignolo possa essersi mai lamentato di non essere diventato un occhio del tuo capo! DimMi ora se sei soddisfatto di questa risposta!»

8. Dice Cirenio: «Signore! Sono più che perfettamente soddisfatto! Non Ti molesterò più con simili domande banali. Ma ora abbi la Grazia di farci vedere qualcosa, e noi non Ti disturberemo più oltre!».

[GVG.v4.c207.§1-17]

Le costellazioni sulla settima perla. La decadenza della cultura egizia. La storia delle sette perle.

1. (Raffaele:) «Vedete, eccola qui; cosa vi scorgete di speciale? Voi vedete certo qualcosa, ma non potete rendervi conto di che cosa si tratti veramente. Ebbene, su questa bellissima perla figurano tutte le costellazioni, ed essendo il solco dell’incisione stato strofinato con una tinta rosso scura, il disegno si è conservato molto bene sotto la crosta silicea fino ad oggi.

2. Del resto da questa perla non c’è molto e proprio niente di particolare da imparare; ad ogni modo si può rilevare che il nostro Shivinz se ne intendeva bene del firmamento, ed egli fu sicuramente il primo a creare in un certo modo un sistema per le costellazioni. I nomi che egli un giorno diede alle varie costellazioni sono rimasti gli stessi anche fino al nostro tempo.

3. Prima che egli assurgesse a guida del popolo, la cultura presso gli antichi egiziani era qualcosa di ben meschino tanto riguardo alla scienza dei segni e di quella della scrittura derivante dalla prima, quanto riguardo ad una giusta conoscenza di se stessi, e di più meschino ancora rispetto alla conoscenza di Dio. Ma il nostro Shivinz, a costo di molte e indicibili fatiche, giunse a creare un certo ordine in tutto e a trasformare la gente selvaggia e nomade di prima in uno dei popoli più colti e più sapienti di tutta la Terra, ciò che, col tempo, cominciò a suscitare molte invidie. Infatti gli stranieri, anche troppo presto, furono presi da un'immensa ammirazione per una simile grande cultura tanto del paese quanto del popolo; tutto quello che vedevano appariva loro assolutamente prodigioso e celestiale, e una volta arrivati là, non si decidevano più a ritornare ai loro paesi.

4. E quanti più venivano in pellegrinaggio, tanti più anche cominciarono a stabilirsi nel paese, e così avvenne che le popolazioni del luogo, originarie fin dai tempi più antichi, ed i loro reggenti furono sottomessi per la prima volta in modo assolutamente pacifico.

5. I discendenti di Shivinz divennero uomini sempre più rammolliti ed effeminati, cercando di spassarsela il più comodamente possibile e, vantandosi della gloria del loro avo, ignorarono completamente le cure del governo. La conseguenza fu ben presto che gli stranieri, che sapevano molto imporsi, non ebbero grande difficoltà a farsi addirittura eleggere ed insediare dagli abitanti originari stessi a reggenti e guide del popolo, e tutto ciò senza ricorrere per niente alla spada.

6. Questo sotto certi aspetti fu bello e buono, ma le popolazioni originarie non ebbero comunque granché da guadagnare in tale cambio. I reggenti (Varion) (Faraoni) stranieri furono anche troppo solleciti a crearsi una forza armata, e divennero tiranni ed oppressori del popolo; le scuole furono rese accessibili soltanto a pochi, e quello che ancora vi veniva insegnato era ormai una vera contraffazione di quanto vi era stato insegnato in origine; per questo dopo non molto tempo la verità purissima di prima si trasformò nella idolatria più assurda

congiunta con la tenebra più fitta, rendendo così immensamente arduo, anche ai maggiori sapienti, il compito di ritrovare le tracce della civiltà originaria di quel paese.

7. Ed è perciò che a queste sette perle va attribuito un valore addirittura incalcolabile, perché esse hanno le loro origini in un’epoca nella quale l’Egitto si trovava al colmo della sua fioritura spirituale, e quindi non potranno

mai venire custodite con abbastanza cura!». 8. Chiede allora uno dei mori: «In quale occasione quelle perle sono capitate nelle acque del Nilo per celarsi nelle sue sabbie?»

9. E Raffaele risponde: «Se vi ho detto già prima che il Nilo in certe epoche cresce tanto da sembrare un vero diluvio! Circa 567 anni dopo la scomparsa di Shivinz il Nilo raggiunse un’altezza strabiliante; nei passaggi stretti esso raggiunse un’altezza di oltre centosessanta braccia sul livello normale; tutte le città che giacevano più a valle vennero completamente inondate per cinque settimane, e in questa occasione anche le perle vennero spazzate via dalla violenza delle acque assieme agli edifici dove erano custodite e, come le pietre con cui questi erano costruiti, esse rimasero sepolte sotto la melma e la sabbia.

10. Durante i tremila anni circa in cui rimasero sepolte si formò intorno a loro anche la crosta nella quale voi le avete trovate, e dalla quale io le ho ora spogliate in vostra presenza, e ciò l’ho fatto in maniera del tutto naturale all’inizio, e poi nella maniera prodigiosa come è possibile a me.

11. Ecco, voi adesso sapete anche questo, e in queste sette perle avete sette libri che possono e potranno sempre essere ricchi di buoni insegnamenti per voi riguardo al paese che in parte è abitato anche da voi! Custoditele dunque con ogni cura, perché ciascuna di queste perle vale molto più di tutto un regno!

12. Per il momento che le prenda in custodia Oubratouvishar che è evidentemente il più saggio tra voi, e quando un giorno egli dovrà abbandonare questa Terra, spetterà a lui decidere chi sarà da reputarsi degno di prendere in consegna questo inestimabile tesoro. Guai però a un indegno che, forse spinto dall’avidità, tentasse di impadronirsene!

13. Io, quale messaggero ed esecutore della Volontà di Colui che siede là, credo di essere rimasto a sufficienza sulla via del prodigioso per ammaestrarvi e rafforzare la vostra fede; se ciò ancora non vi bastasse, neanche eventuali e ulteriori prodigi approderebbero a nulla. Ebbene, ci credete ora che Quello che siede là è Colui per il Quale il grande Shivinz e i suoi due predecessori hanno costruito nella roccia il grande Tempio di JA BU SIM BIL?»

14. Dicono tutti: «Oh, sì, sì, o prodigioso messaggero del Signore; dal più profondo delle nostre anime noi te ne diamo la più completa assicurazione!»

15. Dopo di ciò l’angelo li lasciò e Cirenio Mi chiese se quella raffigurazione, in realtà puramente storica dell’Egitto, rappresentasse essa pure una necessità nell’ambito del Vangelo uscito dalla Mia bocca.

16. Ed Io gli risposi: «Anzi, una necessità fra le maggiori! Passeranno infatti molti secoli e indagatori di ogni specie sorgeranno ed esploreranno minuziosamente quel Paese, e troveranno molte cose a cui è stato fatto ora cenno per bocca di Raffaele. Ciò sarà causa di grande confusione in loro, come sarebbe stato pure il caso in voi e nei vostri prossimi successori; tuttavia questa genuina rivelazione varrà a rettificare anche a questo riguardo ogni vostro erroneo concetto. In quanto ai tempi futuri, Io susciterò di nuovo degli uomini i quali ancora una volta sveleranno questi enigmi antichissimi all’umanità e agli indagatori. Ma ora ce ne andremo noi stessi e annunceremo loro il vero Vangelo dai Cieli».

17. Allora noi ci alzammo e ci avvicinammo ai mori che erano in attesa.

[GVG.v4.c225.§1-8]

La forza miracolosa dei rinati.

1. (Il Signore:) «Il sentire ed il percepire di questi mori però, particolarmente nei casi di intensa eccitazione, possono estendersi a distanza anche di molte ore di cammino, e perciò essi sono in grado di giudicare con molta facilità che natura abbiano coloro che si avvicinano a loro. Essi non giungeranno bensì a riconoscere in nessuno un determinato stato più profondo e spirituale, ma il vero e proprio stato dell’anima lo riconosceranno senza alcun dubbio!

2. Quando stamani essi giunsero qui, riconobbero in certo qual modo già a distanza la Mia Anima, la Sua Sapienza e la Sua Potenza; soltanto lo Spirito che è nell’Anima essi non potevano riconoscerlo, dato che lo Spirito di Dio può venire riconosciuto unicamente da uno spirito che sia a sua volta da Dio. Per questo Io dovetti prima deporre nel loro cuore la scintilla attraverso la Mia Parola, e quando la scintilla, avendo trovato nell’anima perfetta la pienezza del vero nutrimento, fu in breve irrobustita, essi ben presto riconobbero anche Me nel Mio Spirito, ed ormai essi sanno già con maggiore forza di voi con Chi essi hanno a che fare in Me.

3. Tutto ciò è una conseguenza di un’anima perfetta. Le vostre anime, ad eccezione di quelle di due di voi, non perverranno di per sé mai ad un simile riconoscimento; però per mezzo del Mio immenso Amore per voi, esse verranno purificate in modo tale che si troveranno infine supremamente atte ad accogliere pienamente il Mio Spirito. Ma se poi voi rinascerete nello spirito non già forse per merito vostro, ma unicamente grazie al Mio Amore, alla Mia Grazia e alla Mia Misericordia, allora sarete in grado di compiere cose ancora maggiori di questi mori, non però per la potenza di perfezione delle vostre anime, ma per la forza del Mio Spirito che compenetra le vostre anime, in sé e di per sé ancora deboli; attraverso questo Spirito poi certamente anche le vostre anime diverranno per l’eternità sempre più robuste e vitali!

4. Tuttavia Io non intendo fare di voi degli operatori di miracoli, ma dei veri benefattori dell’umanità! Quando il Mio Spirito, destatosi in voi, diverrà pienamente attivo, anche nel vostro intelletto si farà piena luce, e per mezzo di esso carpirete alla natura, per vie assolutamente naturali, le sue forze, mentre i suoi spiriti, ovvero le rispettive sostanze

primordiali specifiche-animiche, vi saranno resi soggetti; con ciò perverrete a grandi vantaggi terreni della vita, vantaggi però che dovranno venire impiegati da voi a beneficio dell’umanità più povera!

5. Se i grandi vantaggi, nei quali il Mio Spirito col tempo vi guiderà, verranno impiegati secondo il Mio Ordine, essi vi apporteranno mille benedizioni in ogni cosa; ma se col tempo doveste eventualmente cominciare ad impiegarli egoisticamente contro il Mio Ordine, essi diverranno per gli uomini dei covi di ogni immaginabile sventura!

6. Ciò che Io ora vi annuncio, lo annuncio pure a tutti coloro che tra mille anni e poi mille anni ancora – un po' di più, un po' di meno – saranno i vostri successori. Dopo tale epoca, di nuovo un altro strato della Terra entrerà in un periodo di fermentazione e di elaborazione con e senza umanità, perché la Terra è grande e numerosi sono in essa gli spiriti i quali, avvinti nel giudizio, attendono la redenzione.

7. Ciascun rinato può bensì operare anch’egli dei prodigi, però non come questi mori, che sono privi della conoscenza del Mio Nome e della Mia Volontà, ma con la piena conoscenza del Mio Nome, della Mia Volontà e del Mio Ordine immutabile. Infatti, se qualcuno volesse qualcos’altro, ciò non potrebbe accadere, perché il Mio Spirito in lui non gli concederebbe nessuna forza a tale scopo: in un simile caso a volere non sarebbe che l’anima di per se stessa, dato che lo spirito non può mai volere una cosa che sia contraria alla Mia Volontà!

8. Tuttavia anche con la rinascita dello spirito nell’anima, a questa non viene in nessun modo limitata la propria libera volontà, né la sua conoscenza esteriore nelle schiere delle creazioni immense che sorgeranno continuamente dal Mio Amore, dalla Mia Sapienza, dal Mio Ordine, dalla Mia Potenza e Forza».

 
.

continua

     

ATTENZIONE

 
 

4. In verità, coloro che si alzano quando Io li chiamo, quelli anche risorgeranno alla vita, e non assaporeranno mai la morte, mai in eterno! 

5. Ma coloro che non seguiranno la Mia chiamata, quelli continueranno a giacere per molto e molto tempo! Dunque, alzatevi ora, liberi e lieti! Amen». [GFD.1.180.4-5] 

Il motivo per cui tra i "molti chiamati, pochi sono gli eletti" è dovuto al fatto che sono pochi coloro che ascoltano le Parole del Signore: "Rinnega te stesso, prendi la croce sulle spalle e poi seguiMi!".

 [SS.c15.§19]

Fiumi d'acqua viva sgorgheranno

 da chi crede in Me!

LA TERRA

Figlia del Sole primordiale

[GVG.v4.c106.§8] Estratto conciso

8. La Terra non ha avuto origine da questo sole, contrariamente a tutti gli altri pianeti - ad eccezione di quello fra Marte e Giove, distrutto 6.000 anni fa per opera dei suoi abitanti. La Terra è stata originata dal sole centrale primordiale ed è più vecchia rispetto a questo sole di un periodo di tempo per noi infinito. La Terra ha cominciato a diventare corporea dopo che questo sole, già da molto tempo, aveva iniziato la sua prima rivoluzione intorno al suo sole centrale; ha attratto poi a sé, da questo sole, il proprio elemento corporeo.

DC.v3.c530.§3]

3. Vedete, tutti gli altri pianeti, che con i loro corpi minori orbitano attorno al sole, sono, ad eccezione di un’unica cometa, figli proprio di questo sole, ma non questa Terra insieme alla sua luna. Questa Terra è una figlia proveniente dal sole primordiale, fu lanciata fuori dal grandioso interno di questo sole nel vasto spazio del globo cosmico, con forza indicibile, come corpo già piuttosto compatto, naturalmente da un numero di anni terrestri per voi inimmaginabile. Di una simile provenienza ebbe da rallegrarsi anche quel pianeta1 più grande, di cui sapete che è stato distrutto a partire dall’interno. Per questa ragione però questa Terra è anche così estremamente varia e complicata che in essa, su di essa e sopra di essa compaiono tutti quei materiali originari che, ovviamente in scala grandissima, compaiono soltanto nel sole centrale primordiale; e in esso debbono comparire perché è la [stella] nutrice e la direttrice dei molti, innumerevoli soli centrali secondari e dei soli planetari e dei loro pianeti.

1. Si tratta del grande pianeta Mallona  che si trovava nell’orbita tra Marte e Giove, i cui resti sono gli attuali asteroidi o fascia dei pianetini. [NdR].

SUL SOLE

 L'uomo origina gli esseri

SN.c2.§2]

2. Sui pianeti imperfetti, tutto evolve fino all’uomo, quale ultimo e più perfetto gradino delle cose e degli esseri. Sul Sole, quale pianeta perfetto, è l’uomo, con la sua volontà, che origina gli esseri. Tali entità atomiche, insieme alle muffe eteriche, sono trasferite, sugli altri pianeti mediante la luce solare, e progrediscono poi fino all’uomo. [Estratto conciso].

COSTELLAZIONE DEL LEONE

 

REGOLO

Sole Centrale Primordiale

[GVG.v4.c254.§4-10] 

4. Tu, o Mataele, conosci bene le costellazioni degli antichi egiziani, e anche la stella Regolo nel gran Leone ti è perfettamente nota! Come appare essa ai tuoi occhi? Ecco: un punticino scintillante; e tuttavia là dove essa si trova nello spazio, è un corpo solare così grande che un fulmine, il quale pure in quattro istanti percorre una lunghezza di 400.000 Feldwege1, per coprire la  distanza tra il suo polo settentrionale e quello meridionale impiegherebbe più di un trilione di anni terrestri secondo il sistema di calcolo arabo antico che ti è noto! Il suo nome vero e proprio è Urka, o meglio Ouriza, (il primo, ovvero il principio della creazione di eoni volte eoni (10120 x 10120) di soli inclusi in un globo cosmico di una estensione quasi infinita). Esso è l’anima, ossia il punto centrale di gravità di un globo cosmico, il quale però in sé e di per sé non costituisce che un nervo dell’immenso Uomo cosmico. Ora un tale Uomo cosmico di nervi simili ne ha certamente all’incirca tanti quanti sono i granelli di sabbia e i fili d’erba sulla Terra. Tutto intero questo immenso Uomo cosmico però non costituisce infine che un periodo della Creazione, dal suo inizio fino al termine del suo completamento spirituale.

1. 300.000 km. [NdR].

 

"Chi vuole giungere alla Mia Parola vivente dentro di sé costui sia perfettamente attivo nel praticare la Mia Parola"

www.new-era.org e www.nuovaera.org  © 2006-2015 di Gennaro Anziano. All rights reserved. Vietato riprodurre contenuti non autorizzati!