Il Vero volto di Gesù

Gennaro Anziano: "LA FINE DEL MONDO È VICINA!" - "THE END OF THE WORLD IS NEAR!"

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Dizionario
 

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Il Signore avverte

1. [Jakob Lorber], lo scrivano della presente Opera cercò e trovò. Chiese, e gli fu dato; e per mezzo di lui fu dato anche a tutti coloro che sono di cuore buono e di buona volontà. A coloro, invece, che qui cercano soltanto con la loro presunta pura intelligenza mondana, non sarà dato né sarà aperto.

2. Chi leggerà la presente Opera con cuore umile, riconoscerà il vero Autore. [GFD1.1-2]

3. Il motivo per cui tra i "molti chiamati, pochi sono gli eletti" è dovuto al fatto che sono pochi coloro che ascoltano le Parole del Signore: "Rinnega te stesso, prendi la croce sulle spalle e poi seguiMi!". [SS.c15. §19]

Il Nuovo LIbro della Vita

Il Dizionario della Sapienza

Il Dizionario è tratto dall'Opera "La Nuova Rivelazione" [o "Nuovo Libro della Vita"], dettata da Gesù a Jakkob Lorber. Di essa Gesù dice: questa è la "NUOVA DOTTRINA" che Io do dai Cieli! Essa è la VERA, NUOVA GERUSALEMME dai Cieli poichè l'antica, cioè quella terrena, non vi serve più a niente! [GVG.v6.c13.§5]

Sirio 

5. E questo periodo della Creazione, rispetto a tutti gli altri, ha il vantaggio, di gran lunga non ancora riconoscibile per voi con sufficiente chiarezza, di essere l’unico, in tutta l’Eternità e Infinità, nel quale Io Stesso Mi sia rivestito perfettamente della natura carnale umana e in cui di tutto il grande Uomo cosmico Io Mi sia scelto questo globo cosmico, e all’interno di questo Io Mi sia scelto la galassia dei soli centrali [degli ammassi stellari] in cui c’è Sirio, dei cui duecento milioni di soli [planetari] che gli ruotano intorno Io abbia scelto proprio questo [vostro] sole, eleggendo – fra i molti corpi mondiali che gravitano intorno ad esso – precisamente questo pianeta sul quale ora ci troviamo, per diventare Io Stesso Uomo su di esso e per allevare da voi uomini dei veri figli Miei per tutta l’Infinità ed Eternità che furono e che saranno. [GVG.v4.c255.§1-13]   
 

Costellazione del Cane

. [GTT.40-41]

40.Dunque ascolta, tu grande focolare di fuoco, tu antico Sole1 centrale che nel Cane2 fai spicco come corona di splendore dei tuoi Soli; che cosa, con i tuoi raggi lanciati infinitamente lontano, hai dunque scorto di Me, nei tuoi cosmi, che ti sembra il massimo? Infatti vedi, ti girarono intorno Soli a trilioni, a ciascuno di essi erano annesse Lune, Terre e comete a milioni,

cosicché ognuno, come un cosmo, potesse operare nella sua sfera dato che di certo da ognuno si dispiegarono innumerevoli opere assolutamente sublimi; perciò tu, in tutte queste opere che sono infinitamente tante, di certo noterai pure in qualche modo tra queste la Mia più grande!

41.Oh, prenditi tempo, [...]

penetra nel tuo punto centrale dello spirito di fuoco

da lì assai presto e velocemente la risposta giusta tu porterai.

1 E' un Sole centrale degli Ammassi stellari intorno al quale orbitano trilioni di Soli.[NdR]
2 Costellazione del 'Gran Cane'.
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Il Nuovo Libro della Vita

A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

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Confessione vera [SS.v1.c83.§1-16]  

Uno spirito del più alto Cielo può, al primo sguardo, conoscere ogni cosa di uno spirito imperfetto. Sul significato "dell’annunciare ad alta voce dai tetti". La Parola è il vero Tribunale di Cristo. La sola Confessione non basta per ottenere la remissione1 dei peccati.

1. Inteso anche come: Condonare, estinguere, assolvere, perdonare. [NdR].

1. [Continua il nono spirito:] «Ebbene, essendo ormai arrivato il momento buono per parlare con questa compagnia di monaci, io ora ritengo opportuno riproporre loro le mie domande per poter constatare quale progresso tale compagnia abbia fatto in seguito a quanto esposto precedentemente. Voi però domandate: "Ma ciò, in questo mondo spirituale, deve sempre venire fatto verbalmente, oppure gli spiriti della tua elevatezza hanno la possibilità di riconoscere al primo sguardo, senza scambiare una parola, come sono nel loro intimo questi spiriti ingannatori?".

2. A questa vostra domanda, io rispondo così: "Ad ogni spirito del più alto Cielo spetta tale possibilità, e perciò egli può compenetrare fino in fondo, al primo sguardo, ogni spirito imperfetto; ma con ciò viene dato poco aiuto allo spirito imperfetto", ed è quasi la stessa cosa come se sulla Terra un delinquente venisse arrestato. Infatti, sulla Terra, il giudice già alla prima udienza è pienamente persuaso, attraverso testimonianze, che l’arrestato sia colpevole di un certo reato, tuttavia, secondo la legge, non si può condannare il criminale fino a quando egli stesso non si sia espresso in merito al suo crimine.

3. La parola però è l’unico mezzo per esternare il proprio intimo o, detto in altri termini, tanto l’uomo che lo spirito si espongono alla vista esteriore proprio attraverso la parola, vale a dire essi mostrano com’è fatto il loro intimo. Ecco perché anche qui il solo riconoscimento da parte mia della condizione interiore di questi spiriti, considerata unicamente per se stessa, non serve praticamente a nulla. Ma in seguito a questo riconoscimento, però, posso guidare gli spiriti alla loro manifestazione, in modo che tali spiriti, come spinti dal bisogno, non mi possano sfuggire e debbano perciò esternare il loro intimo sentire per mezzo della parola ed esporlo alla meditazione generale.

4. Con ciò risulta anche evidente, nella pienezza della Verità, quel punto della Scrittura in cui è detto: "Vi sarà annunciato ad alta voce dai tetti!", oppure, come si legge in Paolo: "Noi dobbiamo renderci palesi dinanzi al Tribunale di Cristo"; ciò che, con altre parole, significa: tutto deve essere reso noto e spogliato per mezzo della Parola, perché la Parola è il vero Tribunale di Cristo. E "annunciare ad alta voce dai tetti" significa che ognuno si giudicherà attraverso la propria parola o, meglio detto, che ognuno dovrà spogliare [ed esternare] completamente il suo intimo, poiché, come il tetto abitualmente è il mezzo di protezione della casa, così anche la parola, presa spiritualmente, è quel mezzo – che ama e protegge se stesso – con il quale l’uomo, durante la sua esistenza terrena, si difende il meglio possibile da tutte le burrasche che lo minacciano. Però, mentre da questo punto di vista la propria parola è simile al tetto di una casa, qui, nel mondo spirituale, essa non può offrire più protezione, ed è per questo che è detto: "Annunciare ad alta voce dai tetti", e cioè attraverso la propria parola ci si spoglierà [e si manifesterà] esteriormente la propria intima astuzia. Voi avete già udito un gran numero di queste manifestazioni verbali, tuttavia quella che ora udrete non vi sarà superflua.

Io intendo perciò rivolgere a questa compagnia di monaci, per le ragioni ora esposte, la mia domanda già riferita prima a voi, e voi potrete constatare quale nucleo maligno e tenebroso è ancora celato in questa compagnia.

Fate dunque attenzione! Io pongo la domanda, dicendo: "Dunque, come vedete, sono ritornato qui, dopo aver vinto il vostro 'Cielo'. Ebbene, ditemi: come stanno le cose con il vostro riconoscimento interiore e con la vostra conseguente umiliazione? Vi sentite ancora sinceri servi del Signore o piuttosto degli ostinati ingannatori del popolo, ingannati a vostra volta?".

5. Il priore dice: "Noi ci siamo esaminati e ci siamo trovati completamente meritevoli di venire condannati all’Inferno, poiché abbiamo pienamente riconosciuto, dopo una matura riflessione, che tu sei un vero messaggero della Giustizia divina e, oltre a ciò, dotato di una potenza dinanzi alla quale tutti i nostri muri e le nostre torri si sfasciano come pula.

6. Noi siamo e rimaniamo eterni debitori del Signore ed ognuno di noi porta così tanto di questo debito sulle spalle che, data appunto la Giustizia divina, non potrà venirgli rimesso per tutta l’eternità. Noi perciò non abbiamo alcun argomento di cui discutere con te, ma ti preghiamo, se ciò ti è possibile, di avere tanta Grazia e Misericordia divina per non condannarci, per il nostro peccato, al più atroce e doloroso grado dell’Inferno. Se qui fosse possibile confessarsi, saremmo disposti a farlo per cento anni consecutivi per ottenere l’assoluzione del nostro peccato, secondo il grado di penitenza connesso alla confessione. Dato però che qui ciò non è più possibile e che noi, come dice Paolo, giaciamo così come siamo caduti, non ci resta altro che stare in attesa, pieni di tristezza, della tua sentenza di condanna".

7. Ora dico io: "Voi dunque siete dell’opinione che con la confessione sarebbe possibile liberarsi dei peccati?

8. Se questa è la vostra fede, allora ditemi: "In quale occasione il Signore, sulla Terra, ha istituito la confessione quale mezzo di remissione di peccati?".

9. Il priore dice: "Caro amico, tu saprai di sicuro che il Signore ha conferito ai Suoi apostoli il potere di sciogliere e di legare, ed è quindi con ciò che è provato, in una maniera chiara come il sole, che il Signore ha istituito la confessione; e anche l’apostolo Giacomo ne parla formalmente quando dice: 'Confessate l’un l’altro i vostri peccati'.

10 Ebbene, se si riflette su ciò come pure su altri testi ancora, è del tutto impossibile mettere in discussione il fatto che il Signore abbia istituito, nel modo più evidente, la confessione quale mezzo di assoluzione dei peccati”

11. Ora dico io: "Ascolta, amico e fratello, se tu comprendi in questo modo la Parola del Signore, allora non devi meravigliarti del fatto che tu qui ti trovi nella disperazione.

12. Dimmi: quale follia potrebbe essere maggiore di quella di due uomini, reciprocamente nemici, ossia di due peccatori o debitori l’uno verso l’altro, ad ognuno dei quali, con il tempo, venisse a pesare sulla coscienza questo stato peccaminoso e che per liberarsi da questo fardello andassero da un uomo qualunque e volessero che questi, estraneo ai loro fatti, al quale non riguarda affatto la reciproca inimicizia dei due,  cancellasse la loro colpa? Dimmi: se questo estraneo dovesse aderire alla loro richiesta ed accordasse l’assoluzione ad entrambi, come si potrebbe qualificare costui? Non sarebbe egli un grandissimo ingannatore?

13. Vedo che tu, nel tuo animo, confermi quanto io ho detto ora.

14. Bene. Io comunque desidero chiarirti la questione in un modo ancora migliore con il seguente esempio.

Mettiamo il caso che un certo A., invece di restituire fedelmente tutti i mille talenti a B., si lasci indurre da un certo ingannatore di nome C., al quale A. non ha mai dovuto restituire alcun denaro, a pagargli soltanto cento talenti, considerando così saldato il suo debito di mille talenti verso B. Che cosa direbbe B. di questo modo di estinguere il debito? Ed A., da parte sua, cesserebbe con ciò di essere debitore di B.?

15. Io ritengo che neppure gli spiriti più infernali potrebbero sostenere una cosa simile; ragione per cui lo si può tanto meno asserire riguardo al Signore, dato che Egli è, in Sé, il massimo Amore e la massima Sapienza.

16. Risulta perciò necessario sottoporre i testi da te citati sul potere della assoluzione dei peccati ad un’altra chiarificazione, poiché quella data da te ora non corrisponde a verità. Io perciò ti concedo un breve termine, affinché tu possa scrutare te stesso e possa poi comunicarmi su come consideri la cosa dopo tale esempio; però non devi indugiare più di sette minuti. Dunque, scruta te stesso nello spirito e nella verità. Amen!”».

[SS.v1.c84.§1-27] 

Perché sulla Terra ci devono essere ogni tipo di stimolazioni, in particolare quella del sesso, per guidare l’uomo verso il falso. Sul profondo significato delle parole: "Ricevete lo Spirito Santo" e "Rimettere e ritenere2 i peccati". Solo Dio può assolvere i peccati commessi contro di Lui. Sull’errata interpretazione della Chiesa di assolvere i peccati con la Confessione e penitenza.

2. Inteso anche come: Condonare, estinguere, assolvere, perdonare. [NdR].

1. [Continua il nono spirito:] «Ed ecco che il nostro priore ha già scrutato in se stesso e comincia ad esprimersi al riguardo. Ascoltate dunque che cosa dice: "Caro amico, io ho ben esaminato nel mio intimo tanto i tuoi esempi quanto la tua domanda, e a tale riguardo non posso dirti altro se non che tu hai perfettamente ragione. Infatti io vedo per la prima volta, nella mia duplice vita, che la confessione è un’enorme interferenza, tanto nei diritti divini quanto in quelli reciproci dei fratelli. Perciò, come io scorgo ora, non si può immaginare nulla di più insensato della pretesa che si possa mettere d’accordo, per la loro soddisfazione, due reciproci debitori, in modo che entrambi risultino reciprocamente soddisfatti se un terzo, completamente estraneo alla cosa, dica al debitore che il suo debito è da considerarsi estinto e dica al creditore che il suo credito è da considerarsi nullo; oppure se un terzo, dopo aver accettato una piccola somma [dal debitore] – ciò che naturalmente è la cosa più ingiusta del mondo – riesce poi a convincere il debitore che con ciò ha saldato completamente il grosso debito verso il suo creditore.

2. O amico, ciò mi è ora tanto limpido quanto quest’aria trasparente.

3. Ora però sorge quest’altra domanda: 'Se le cose stanno così indubbiamente e in modo più che convincente, qual è allora la sorte che aspetta gli stolti confessori e quale sorte aspetta i penitenti?'.

4. Se io rifletto che nella mia Chiesa è proprio questa la principale "conditio sine qua non"

'condizione senza la quale non [si può vrificare un evento', allora mi sento attraversare alternativamente da un freddo glaciale e da un caldo infernale.

5. Ma come è stato dunque possibile, per amore di Dio nostro Signore, che questa spaventosa insensatezza abbia potuto mettere delle radici tanto profonde e inestirpabili?

6. O amico, io voglio volentieri espiare la mia follia nell’Inferno, però prima fammi ritornare sulla Terra per tre anni in un corpo immortale. Ti chiedo questo perché voglio accendere alla Chiesa una luce tanto forte che dovrebbe rappresentare, per l’insensatezza della stessa Chiesa, un pericolo maggiore di quanto lo sia un ferro rovente per una goccia d’acqua. Io so infatti con quanta ostinazione le alte gerarchie sacerdotali insistono su questo insensato inganno e vedo pure che non ci rinunceranno mai attraverso le consuete vie naturali. Per questo motivo, come ho già detto, sarei disposto a scendere sulla Terra, certamente con un corpo immortale e indistruttibile, per farla finita con questa insensatezza della Chiesa, nonché con parecchie altre non meno importanti".

7. Ora dico io: "Caro amico e fratello, vedi, di tutto quello che tu vorresti fare, il Signore non ne ha bisogno; cerca invece di comprendere qui, dove ora ti trovi, ciò che significa dal vero punto di vista la remissione dei peccati, e così ti verranno offerte migliaia di occasioni per impiegare questa conoscenza in modo migliore, più utile e fruttuoso che non se ti fosse permesso di operare sulla Terra con ogni tipo di miracoli per un migliaio di anni. La Terra infatti non è un luogo di purificazione, ma è solo un luogo di prova della libera volontà, ed è per questo che là tutto è anche libero. Là infatti possono camminare accanto, di pari passo, sia il buon senso e l’insensatezza, sia Satana e gli angeli.

8. E affinché la volontà dello spirito si possa esercitare nella sua libertà, su un corpo mondiale devono essere presenti ogni tipo di stimolazioni, le quali operano senza sosta per sottrarre l’uomo alla Verità e guidarlo verso il falso, in modo che ogni uomo come pure intere comunità devono sostenere una continua lotta, attraverso la quale la forza vitale viene esercitata e la libera volontà deve prendere una qualche precisa direzione.

9. Se tu dunque volessi mettere in pratica questa tua intenzione di portare una attività che operi in modo illuminante su un corpo mondiale come pure in una compagnia ecclesiastica, tu dovresti, quale prima cosa, eliminare tutte le stimolazioni della carne, in particolare quella del sesso, e poi di tutti i sensi vivi in generale, e oltre a ciò dovresti distruggere tutte le necessità corporee dell’uomo. Se tu facessi ciò, o meglio, se tu lo potessi fare, che cosa sarebbe allora l’uomo su un corpo mondiale?

10. Vedi, da queste stimolazioni viventi derivano innanzitutto il genere umano e poi anche tutti gli altri stimoli all’attività propria del genere umano da essi risultante. Io dunque ritengo che ora ti sarà certamente chiaro che sui corpi mondiali, presso gli uomini, l’estirpazione di ciò che è falso e del maligno che ne consegue, preso nel suo insieme, non è pensabile se non come l’estirpazione del genere umano stesso. Tu perciò dovrai pure ammettere che la tua ipotizzata presenza di tre anni sulla Terra con la tua attività miracolosa sarebbe ancora meno fruttuosa, sia per il presente che per l’avvenire, di quanto abbia fruttato, per il pieno capovolgimento di tutto ciò che era falso e maligno, la Presenza del Signore Stesso sulla Terra e la vita di molti Suoi apostoli e discepoli ricolmi del Suo Spirito. Io però ti voglio dire il vero motivo per cui tu vorresti andare sulla Terra. Ecco, tu vorresti andare sulla Terra per due ragioni: la principale si chiama vendetta, e la seconda per dare al Signore, in modo completamente sbagliato e attraverso un mezzo falso ed erroneo, una soddisfazione di gran lunga più insensata della tua stessa stoltezza! Rinuncia perciò al tuo proposito, in modo vivente, e lascia che nel tuo cuore, al posto della vendetta, germogli il vero amore per il prossimo e per il fratello, perché soltanto così ti sarà possibile vedere in te nel modo più chiaro in quale maniera – molto più conforme allo scopo, qui dove ora siamo e cioè proprio sul posto dell’effettiva purificazione – si possono affrontare le insensatezze del mondo, conformemente all’altissimo saggio Piano d’Amore del Signore. E dato che tu, come sto ora constatando, insieme a tutta la tua compagnia, comprendi e riconosci tutto ciò, devo farti notare che tu mi devi ancora una risposta riguardo ai testi della Scrittura che parlano della remissione dei peccati, e noi non possiamo fare nessun ulteriore passo avanti finché ciò non sia stato messo in piena luce in modo vivente. Preparati perciò a rispondere in primo luogo a ciò che riguarda ‘lo sciogliere ed il legare’ in Matteo 18,18 e in Giovanni 20,23; e quando avrai risposto a ciò, allora soltanto passeremo a commentare Giacomo. Parla dunque!"

11. Ed il priore dice: "O caro ed elevato amico! A questo riguardo mi andrà indicibilmente male, e spero che tu non ti arrabbierai con me se io ti prego con la massima umiltà [di permettermi di esimermi da un tale compito], perché, a tale riguardo, difficilmente potresti avere da me una risposta soddisfacente, poiché nemmeno la morte può prendere qualcosa dove non c’è nulla".

12. Ora dico io: "Vedi, io sapevo già che sarebbe finita così; e pensare che tu volevi andare sulla Terra per migliorare la tua Chiesa! Dimmi un po’, in quale modo te la saresti cavata, dal momento che a te, per una simile impresa, manca proprio tutto ciò che è necessario ed essenziale?".

13. Il priore dice: "O elevato amico, in verità, la mia insensatezza cresce come la gramigna su un terreno concimato. Soltanto ora vedo, alla luce di questa tua domanda e della tua esposizione, che non sono idoneo nemmeno a fare il guardiano di porci; figurarsi poi il miracoloso miglioratore di Chiese. Oh, dimmi: quanta enorme insensatezza si cela ancora in me?".

14. Dico io: "Ebbene, ce n’è ancora una parte cospicua in te, ma è la risposta alla mia domanda che farà dei miracoli in te. Perciò fa’ attenzione a come ti risponderò ora; ascolta dunque!

15. Anzitutto voglio spiegarti quello che dice Giovanni, dato che egli vi antepone l’illuminazione dello Spirito Santo, con le parole: 'Ricevete lo Spirito Santo. A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi anche in Cielo, e a chi li avrete ritenuti, saranno ritenuti anche in Cielo'.

16. Questo dunque è il testo; ma qual è però la sua interpretazione?

17. Vediamola: 'Ricevete lo Spirito Santo', significa: 'Siate illuminati con la Mia Verità', e più profondamente ancora significa: 'SeguiteMi in tutto!', e nel significato assolutamente più profondo: 'Amatevi l’un l’altro come Io vi ho amati!

18. Infatti da ciò si riconoscerà che voi siete Miei veri discepoli, e cioè se vi amate gli uni gli altri!’.

19. Vedi, questo è il significato vero e proprio di 'Ricevete lo Spirito Santo!', poiché il Signore non ha dato nessun altro comandamento all’infuori di quello dell’Amore; per conseguenza Egli non può offrire e dare nessun altro Spirito che non sia quello dell’Amore. Comprendi ora questo testo?

20. Tu adesso me lo confermi nel tuo cuore; bene, allora procediamo.

21. 'A coloro ai quali rimetterete i peccati, saranno rimessi anche in Cielo. Questo significa: 'Quando chiunque di voi, secondo il Mio Spirito di Amore e di Sapienza, ha condonato al fratello il debito che quest’ultimo ha verso di lui, allora anch’Io voglio condonare non soltanto il debito al fratello debitore, ma anche ogni debito che ha verso di Me colui che ha condonato il debito. Se invece qualcuno, come detto nella seconda parte del testo, condonerà il debito al fratello, Io da parte Mia condonerò il debito che costui ha verso il suo creditore. E se il creditore vuole riconciliarsi con colui che ha peccato contro di lui, ma il debitore non vuole riconciliarsi, allora anch’Io sarò irriconciliabile verso il debitore fino quando non si sarà riconciliato con il suo avversario’.

22. Vedi, questa è l’unica spiegazione di tale testo valida in Cielo. Ma per quanto riguarda però i peccati che l’uomo commette contro Dio e poi contro il proprio spirito, nessuno può rimettere il primo, all’infuori di Colui contro il cui Santo Ordine è stato commesso. Ed il secondo peccato, cioè quello contro il proprio spirito, non può, com’è naturale, venire rimesso da nessun altro se non appunto dal proprio spirito, cioè con la più seria volontà e con l’abnegazione di se stessi per amore del Signore, e con il proposito di non commettere mai più tale peccato.

23. Riguardo poi ad un peccato commesso direttamente contro lo Spirito Divino, che in sé e per se stesso è l’Amore operante del Signore, risulterà certamente chiaro che, se qualcuno si mette volontariamente contro il sommo e più operante Mezzo di Grazia, sorge allora la domanda molto significativa: 'Con quale mezzo sarà salvabile, se si mette sacrilegamente in lotta contro l’Altissimo, al di sopra del Quale non c’è nessuno?'.

24. Vedi, questa perciò è la spiegazione nel suo pieno significato dei testi che parlano della remissione dei peccati, che si trovano esposti in breve nell’elevatissima preghiera del Signore, in cui viene irrevocabilmente detto: 'Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori', mentre non si dice affatto: 'Perdonaci la nostra colpa secondo il grado della nostra penitenza, dato che ci siamo confessati e poi comunicati, e che il nostro confessore ha assolto i nostri peccati".

25. E ancora in un altro punto si parla di una assoluzione generale dei peccati,

dove cioè è detto: 'Siate misericordiosi, allora troverete misericordia'. Anche qui non si dice: 'Confessatevi, e allora i peccati vi verranno condonati'.

26. E nella parabola del figliol prodigo, il Signore indica, per così dire con il dito, qual è il mezzo più idoneo per ottenere la remissione dei propri peccati, e precisamente il vero ritorno attivo nell’amore in umiltà e colmo d’amore – a Dio, che è il più amoroso e il migliore Padre di tutti gli uomini!". Ebbene, comprendi ciò?

27. Tu ora me lo confermi, e allora possiamo passare avanti ed esaminare il testo di Giacomo».

[SS.v1.c85.§1-20]

Sulla nascita del diabolico Papato romano e della tenebrosa Chiesa attuale. Attraverso l’astuta invenzione della "confessione" il Clero veniva a conoscenza di tutti i segreti e li sfruttava per dominare su chiunque, compresi gli imperatori. La Parola del Signore è il vero giudice.

1. [Continua il nono spirito:] «Riguardo poi a Giacomo, egli non dice affatto che la comunità debba confessare i propri peccati ad un anziano, ma egli vuole solo dire che nessun fratello nella comunità deve tenere nascosto qualcosa ad un altro e che non deve voler essere considerato dalla comunità migliore di quanto egli non sia in realtà.

2. Ed è questa la ragione per cui Giacomo raccomanda, ma non comanda affatto, di riconoscere reciprocamente i propri peccati o errori.

3. Se dunque tutte queste cose stanno indiscutibilmente in questo modo, allora che cos’è la cosiddetta "confessione auricolare"3 nella Chiesa cattolica? 

Io ti dico: Essa non è altro che una redditizia banca dei peccati, dove gli uomini trasferiscono le loro obbligazioni a vita e i loro titoli di credito rendendoli, con questo passaggio, doppiamente redditizi per se stessi, grazie al tasso usuraio praticato dalla Chiesa". Infatti, grazie alla confessione, l’uomo si sottrae alla vista dei suoi fratelli e consimili, affinché non sappiano chi egli è veramente nel proprio intimo, e affinché, per lo meno, lo considerino di nuovo, subito dopo la confessione, un uomo fondamentalmente onesto, mentre invece dopo la confessione egli rimane esattamente quello che era prima.

3 Fatta all’orecchio del confessore. [N.d.R.] 

4. In questo modo, tutti i peccati confessati vengono conservati e [ad ogni confessione] ogni singolo proprietario li riceve di nuovo, aumentati in seguito agli interessi; e così in primo luogo ha ingannato se stesso e in secondo luogo ha ingannato il suo prossimo! Ha ingannato se stesso, perché dopo ogni confessione si è sentito e si è considerato un uomo completamente degno della Grazia divina e, quale effetto, ha provato nei propri confronti un certo compiacimento che gli ha alleggerito la coscienza. Ha ingannato invece i suoi simili, perché in effetti non hanno mai saputo come stavano veramente le cose con lui, e perciò erano, per così dire, costretti a considerarlo molto migliore di quanto egli non sia mai stato in realtà.

5. Ecco, questi sono gli interessi, e si chiamano: "doppio inganno"! E questo inganno poi diventa ancora un inganno principale, che consiste nel fatto che il penitente incorre nell’illusione di essersi completamente giustificato anche dinanzi al Signore.

6. Io ti posso assicurare che se Giuda, il traditore, avesse fondato una comunità cristiana, essa sarebbe certamente riuscita migliore di questa che non è derivata dal Cristianesimo, ma dal paganesimo al quale non è stato aggiunto che un po' di sale cristiano. E come in un cibo il sale forma la minima parte, così pure in questo nuovo paganesimo il Cristianesimo forma appena la minima parte. E questo potrebbe anche andare se, per lo meno, il sale non fosse insipido; ma essendo tale, come può condire sufficientemente il puro paganesimo così da farlo diventare un Cristianesimo?

7. Il paganesimo aveva molti dèi; per questa ragione, con il nuovo condimento, non poteva accontentarsi di un unico Dio, e così di Lui ne fece tre, e dopo questo Dio tripartito si divinizzarono anche gli uomini che erano vissuti sulla Terra per ottenere con ciò un sostituto per i 'semidei' ed i 'lari'4 già troppo sfruttati.

4 Dèi del culto familiare dei Romani. [NdR].

8. L’antico paganesimo era molto redditizio per i sacerdoti, mentre il puro Cristianesimo era invece contrario a questa sete di guadagno per il fatto che la Scrittura dice: "Voi lo avete ricevuto gratuitamente [il Cristianesimo], perciò gratuitamente dovete diffonderlo".

9. Questo [nascente] paganesimo [ecclesiastico] non poteva quindi servirsi di quanto riferito nella Scrittura, perciò si preferì fare un "Registro dei peccati". E dato che, secondo la Legge mosaica, si peccava troppo poco, vi si aggiunsero arbitrariamente altre leggi difficili da seguire. In aggiunta al "Registro dei peccati" ed al voluminoso "Libro delle leggi", si istituì la "confessione" che assolve i peccati e con questo mezzo si indusse l’umanità a compiere ogni tipo di redditizie opere di penitenza, grazie alle quali poi, con l’aiuto anche di altri redditizi "servizi divini", il Papato, unico beatificante, salì ad uno splendore mondano tale che tutti i re tremavano di fronte ad esso!

10. Ma affinché questo Papato potesse diventare ancora più indipendente e operare ancora più illimitatamente, esso seppe, con un mezzo adeguato, formarsi un esercito stabile, forte, con più di un milione di unità, che espugnò i castelli, le roccaforti, le città e gli Stati degli imperatori, re e principi, rendendosi con ciò soggetti e tributari tutti gli Stati. L’esercito è rappresentato da tutti i "sacerdoti" ed i "monaci", ed il mezzo è il "celibato". In questo modo è stata fondata e resa invincibile la potenza ecclesiastica pagana. Inoltre, siccome ogni dominatore, se vuole conoscere come la pensano i suoi sudditi, deve avere degli informatori segreti, così anche al Papato tali informatori segreti erano oltremodo necessari; e questi sono l’insieme dei sacerdoti. E come si chiama il mezzo, attraverso il quale tutti i più segreti sentimenti venivano e vengono tuttora indagati?

11. Questo mezzo non è altro che la “confessione” e, come vedi, questo è il

secondo guadagno, cioè quello per i

confessori, e dunque per tutto l’insieme dei tenebrosi sacerdoti.

12. E in che cosa consiste questo utile?

13. Io te lo dico: "Esso non consiste in nient’altro se non che per la Chiesa tutti i penitenti vengono, per così dire, registrati all’attivo come cosa propria, non senza l’aggiunta necessaria dell’inganno egoistico con il quale tali penitenti sono portati ad illudersi di essere tanto spesso giustificati dinanzi a Dio, quanto spesso essi si sono confessati".

14. E proprio così, provvisti di questo "guadagno", stai qui ora tu priore e tutta la tua compagnia; e così ora si presenta una nuova domanda e cioè: "Che cosa presenterete voi per la riduzione o perfino per la completa estinzione di un tale vero e proprio guadagno infernale?". Infatti io devo subito aggiungere che in eterno nessuno può accedere alla Vita per mezzo della pura e diretta Misericordia da parte del Signore, poiché a chi non ha, sarà tolto anche quello che egli ancora ha.

15. Vedete, questa è la questione importante che voi dovete ancora dibattere, ed è anche per questo che vi accordo un certo tempo. Se voi potete presentare qualcosa che qui, nel Regno della nuda Verità e della piena Infallibilità, può venire accettato, allora va bene; se invece non lo potete fare, allora avete già in voi quello che vi giudicherà.

16. Credetemi: né io, né il Signore vi giudicheremo, ma sarà la Parola che il Signore ha pronunciato a giudicarvi in voi stessi, dato che, come avete potuto chiaramente apprendere da questa mia spiegazione, voi avete sempre agito contro tale Parola, e tale Parola perciò non può essere in nessun punto a vostro favore, ma deve essere proprio completamente contro di voi".

17. Il priore dice: "Certo, purtroppo è così. Ora la sentenza di condanna per l’Inferno è come se fosse pronta. Infatti, cosa potrei presentare a mio favore? Io non posso dire altro se non: 'Signore, sii misericordioso e benigno verso di noi poveri pazzi ciechi e grandissimi peccatori!'.

18. Ora io non vedo altro se non la pienezza traboccante della mia colpa dinanzi a me e perciò non ho bisogno di un certo tempo per riflettere, poiché alla fine tutto si riduce per noi col rimanere più a lungo nella penosa situazione di attendere la spaventosa sentenza. Per me, e sono certo anche per tutti gli altri, questa attesa è già ora più dolorosa di quanto possa esserlo il fuoco dello stesso Inferno.

19. Perciò ti prego, amico mio, non trattenerci più a lungo, ma dacci pure la spinta nella direzione del nostro luogo di appartenenza".

20. Dico io: "Qui non ha valore il mio arbitrio, ma vale solo l’Ordine divino! Tu perciò devi sottometterti ad esso, se non vuoi andare alla perdizione per l’eternità per tua stessa iniziativa. Ed è dunque per questo che tu devi rispondere riguardo a quel punto che ti è stato posto prima [sulla remissione dei peccati attraverso la confessione]. Infatti io vedo in te ancora qualcosa in favore della confessione, e finché ciò non esce da te, tu non puoi lasciare questo luogo; perciò approfitta del tempo che ti è concesso e poi parla. Amen!"».

[SS.v1.c86.§1-22] Confessione vera

l priore del monastero agostiniano nella regione spirituale della Sera descrive il modo in cui assolveva i peccatori sulla Terra. Come deve essere la vera Confessione. Il Signore è puro Amore anche nell’Inferno e fa in modo che qualsiasi peccatore venga accolto dal Padre come un figliol prodigo.

1. [Continua il nono spirito:] «Il nostro priore, in questo nuovo e breve tempo a sua disposizione, ha scrutato in tutti i meandri del suo essere e ha, come voi sentirete presto dalla sua bocca, per fortuna trovato un appoggio alla sua causa.

2. Offriamogli dunque l’occasione di esporre la sua scoperta, e perciò gli dico:

"Caro amico e fratello! Io vedo che tu hai fatto una scoperta e quindi hai usato saggiamente il tempo a tua disposizione. Fa' perciò in modo che questa scoperta a te favorevole sia resa pubblica".

3. Il priore dice: "Ho fatto sul serio una scoperta che, nel caso più favorevole, può giustificare una confessione fatta in modo veramente sincero; se però questa scoperta può essere considerata a mio favore, ebbene questa è tutta un’altra questione. Io devo riconoscere in questo caso, altrettanto sinceramente come in tutto il resto, che questo punto, per quanto mi riguarda, è stato per me nel mondo quasi sempre un conforto, specialmente con riferimento alla confessione. Se però questo conforto era giusto od ingiusto, questa è appunto un’altra questione.

4. Ed ecco quindi qual era il punto: 'La parabola dell’amministratore ingiusto'5, il quale nella sua posizione, se lo si osserva attentamente, si comporta quasi come un confessore con i suoi penitenti.

5. Il Signore lodò l’amministratore ingiusto e disse perfino ai Suoi discepoli che anch’essi avrebbero dovuto procurarsi degli amici con la ricchezza ingiusta, affinché, quando il Signore avrebbe domandato al Suo amministratore la resa dei conti, tali amici lo avessero potuto accogliere nelle loro dimore celesti. Vedi, tutto questo è quanto ho potuto trovare in mio favore, ed io penso pure che molti dei miei penitenti saranno accolti dal Signore e si troveranno nelle dimore celesti.

5. La spiegazione del Signore sull’ "amministratore ingiusto" è descritta nel Grande Vangelo di Giovanni, vol.10, capitoli 216 e 217. [NdR].

6. Io ero di certo un amministratore ingiusto ed ho peccato contro la ricchezza ingiusta [descritta] nella Parola divina e ho amministrato questa inestimabile ricchezza a svantaggio del grande Padrone di Casa. Questa ricchezza, per come l’ho amministrata io, si può considerare ingiusta al massimo grado perché io l’ho trasformata, nel senso letterale del termine, nel più infame mammona6.

6 Simbolo di attaccamento alla ricchezza, al potere e ai piaceri mondani. [NdR].

7. Quanto spesso, nel confessionale, io ho rimesso ai più induriti debitori verso il Signore le loro colpe ed ho cancellato loro interamente il capitale principale e, a tali debitori, ho lasciato solo un piccolo capitale residuo, quali peccati veniali che potevano venire considerati come le macchie lasciate dai peccati grossi. E soltanto per queste macchie venne richiesta la necessaria purificazione della penitenza, senza contare che, per questa penitenza, si faceva ricorso a mezzi purificatori con i quali il debitore si poteva liberare, facilmente e con poca fatica, del suo cosiddetto peccato veniale. Che la Chiesa abbia disposto arbitrariamente dei sistemi ai quali non soltanto io ma ogni altro sacerdote doveva attenersi rigidamente in simili casi di peccati veniali, io, come qualunque altro al mio posto, non potevo farci nulla.

8. Qui tu hai tutto quello che posso dirti; la tua sapienza saprà giudicare meglio la cosa che non la mia ragione".

9. Ora dico io: "Ora, caro amico e fratello, io ho udito la tua scusante e ti dico che essa si adatta bene alla questione della confessione auricolare; ma in che modo essa si adatta? Ebbene, questa è una cosa del tutto diversa, che ti comunicherò immediatamente.

10. Ecco, quando il confessore è nel suo cuore, nel vero senso, pieno di amore, egli approfitta dell’occasione che gli offre questo

ministero in modo tale da mostrare al

penitente quando e in che modo i peccati gli possono venire rimessi, specificando però che possono venire assolti soltanto dal Signore, e aggiungendo che la confessione di per sé, senza l’osservanza dei mezzi consigliati in modo estremamente amichevole e la loro piena applicazione, è completamente priva di significato. Non solo, ma il confessore deve anche spiegare al peccatore che non deve credere di ottenere con la semplice confessione la piena remissione dei suoi peccati, perché, in questo caso, la confessione lo rende ancora più incallito ed incorreggibile. E se il confessore, dopo avergli fatto notare questo, dà al penitente, amichevolmente e pieno d’amore, il consiglio che egli deve cercare con ogni cura e serietà, attraverso la rinuncia a tutti i peccati fino allora commessi, di procedere, senza più deviare, sulle vie indicate dal Vangelo – vie sulle quali soltanto si può giungere alla rinascita dello spirito –, e se il penitente dopo di ciò assicura al confessore che farà il possibile per seguire completamente il suo consiglio e se il confessore, a tale evidente assicurazione vivente, rimette al penitente, nel Nome del Signore, i peccati confessati, allora soltanto è un 'giusto confessore' e può in tal caso venire considerato [comunque] un ingiusto amministratore.

11. A questo punto ti chiedi come sia mai possibile, in un tale caso, che un vero e giusto confessore sia ancora un ingiusto amministratore.

12. Questo lo puoi dedurre, in parte, dalle circostanze da me già esposte, in seguito alle quali nessuno ha il diritto, fra due, creditore e debitore, di decretare l’estinzione del debito, a meno che un terzo non intervenga con la dottrina dell’amore e paghi lui stesso, con amore fattivo, dalla propria cassa il debito al creditore, per conto del povero debitore, ma, si noti bene, a condizione che entrambe le

 

parti siano d’accordo, in modo completamente fraterno e amichevole, con tale amorevole e fattiva estinzione del debito. E, nel secondo caso, l’ingiusta amministrazione di un simile giusto confessore si può vedere a meraviglia da quel testo della Scrittura, in cui il Signore dice ai Suoi apostoli e discepoli: 'E quando avrete fatto tutto ciò, dite e riconoscete che voi siete dei servitori inutili'7.

7. Vedi spiegazione del Signore nel Grande Vangelo di Giovanni, vol.8, cap.19. [NdR].

13. Suppongo che a questo riguardo non sarà più necessario istruirti ancora più profondamente, poiché, se conservi ancora in te anche soltanto una scintilla di fede vivente nel Vangelo, quanto ti ho detto deve essere per te pienamente convincente quale un’eterna verità incontestabile.

14. Ora tu nel tuo animo mi dici: 'Ormai ciò mi è fin troppo chiaro; ma che cosa succederà adesso di me e di noi tutti, dato che noi siamo tutti quanti ben lungi dal poter essere considerati [almeno] degli amministratori ingiusti, poiché non ci siamo mai trattenuti nel confessionale in questo purissimo senso da te ora descritto' ?

15. Io però ti dico che la via è già aperta e ti verrà ben presto offerta l’occasione di fare qui, nel Regno dell’Infallibilità, la parte di un ingiusto amministratore di specie migliore di quella fatta da te sulla Terra, in cui ti mancavano completamente sia la Luce che la Fede viventissima in misura perfettissima. Guarda, dietro di noi, l’intero seguito dei laici ingannati, guarda il gran numero dei laici di questo [giardino] 'Paradiso' e infine guarda la considerevole massa dei 'dormienti nell’anima' in questo monastero della vostra falsa convinzione! Va' da loro e predica loro il vero Vangelo e poi portali tutti qui, e tu con ciò farai il primo passo per diventare, nel Regno di Dio, un vero 'amministratore ingiusto' ".

16. Il priore dice: "O tu, divino amico e fratello! Sarebbe dunque ancora possibile che io possa sottrarmi all’Inferno?"

17. Io gli dico: "Ma caro amico, chi ti ha mai condannato all’Inferno? Pensi forse che i messaggeri dell’eterno Amore facciano questo? Se tu non ti condanni da te stesso con il tuo sentire ostinato e se tu, come io vedo, senti in te amore per il Signore, dov’è dunque colui che ha, al di sopra di tutto ciò, il potere di condannarti all’Inferno? Credi forse che il Signore invii i Suoi messaggeri per condannare? Ebbene, se tu pensi questo, allora tu sei ancora in grande errore!

18. Se il Signore invia dei messaggeri, Egli lo fa con il solo scopo di redenzione e mai, per l’eternità, per la condanna!

19. Cerca dunque di non occuparti più di stoltezze, ma fa invece in modo che il tuo' amore per il Signore divampi luminoso e va’ con tale amore dai tuoi fratelli e conducili qui, fuori dal loro carcere, e soltanto allora comprenderai come il Signore giudica i Suoi figli.

20. Credimi, anche all’Inferno il Signore è puramente Amore e non si trova neppure uno spirito maligno, purché non sia lui stesso a volerlo, che non possa venire giustificato e accolto come un figliol prodigo che ritorna dal Padre!

21. Dunque, se questo è il caso generalmente noto e infallibile, così pure tu, illuminato dal tuo amore per il Signore, potrai concludere che la Sua Onnipotenza non ti ha creato per l’Inferno”.

22. Dunque, ora va' e fa' quello che ti ho detto, affinché ben presto giunga per te una vera soluzione!».

[SS.1.c87.§1-26] Confessione vera

Sulla comoda scappatoia dell’autocommiserazione. Sulla vera Confessione e remissione dei peccati da parte di Dio, e sulla falsa confessione con remissione dei peccati da parte del sacerdote.

 1. [Continua il nono spirito:] «Ed ecco, ora il priore va a prendere coloro che abbiamo lasciato poco fa al di là del baratro fiammeggiante. Voi adesso chiedete se, al di sopra del baratro, è già stato costruito un ponte, affinché i dormienti nell’anima lo possano attraversare.

2. Io però vi dico che a questo riguardo non è avvenuto ancora niente, poiché i nostri dormienti nell’anima, dopo che ci siamo allontanati, hanno cominciato a commiserarsi, ciò che per l’uomo ha spiritualmente un effetto oltremodo dannoso. Nell’autocommiserazione infatti l’uomo giustifica se stesso, mentre attribuisce ogni colpa ad altri e si presenta quale un uomo innocente e perciò meritevole di ogni compassione. Dato che, come già osservato, questo è il caso dei nostri dormienti nell’anima, allora non vi può essere un ponte sopra il baratro, attraverso il quale potrebbero giungere qui da noi.

3. Questa situazione però serve anche per il nostro priore quale una forte prova,

e verrà perciò mostrato quale effetto farà su di lui il senso di fratellanza che si sviluppa tra i dormienti nell’anima a causa della loro difficile condizione.

4. Voi vorreste essere testimoni del suo modo di agire; io però vi dico che non è necessario per il momento, infatti lo rivedremo quanto prima, dato che egli ritornerà senza aver concluso nulla. Noi invece, nel frattempo, ci rivolgeremo piuttosto ad un altro monaco, per vedere quale effetto ha avuto su di lui il modo in cui ci siamo lavorati il priore. Non abbiamo nessuna necessità di dirgli: "Vieni qui e rivelati a noi!", poiché egli stesso si sente spinto ad avvicinarsi proprio a questo scopo.

E infatti proprio ora questo monaco mi rivolge la seguente domanda:

"O buon amico e fratello, io ho ascoltato il tuo insegnamento sulla confessione dal principio alla fine, con la più grande attenzione e intimo apprezzamento, e ne ho dedotto che, purtroppo, questa funzione fondamentale, nella Chiesa cattolica, è per lo più un deplorevole abuso della Parola divina, ed è proprio per questo che non si può realmente ribattere e confutare nulla alla pura verità da te esposta. Malgrado ciò, però, questa funzione continua ad esistere e continuerà ad esistere per secoli proprio in questa Chiesa.

5. Dunque, se questa funzione è di così grande svantaggio tanto per il confessore quanto per il penitente rispetto alla vita eterna dello spirito, ci si deve chiedere, con la migliore coscienza del mondo: 'Perché il saggissimo ed onnipotente Signore e Dio del Cielo e della Terra tollera un tale orrore proprio nella Sua vigna?'.

6. Oltre a ciò devo riconoscere che, proprio per mezzo della confessione, parecchi uomini sulla Terra erano, in modo alquanto evidente, dei veri prediletti del Signore ed Egli Stesso si è manifestato loro corporalmente parecchie volte e, da quanto mi rammento, Egli non si è mai espresso negativamente su questa funzione parlando a questi Suoi prediletti. Anzi, sono invece a conoscenza di parecchi casi in cui appunto con tale mezzo il Signore ha comunicato agli uomini, tramite tali prediletti, che avrebbero dovuto fare vera penitenza per la remissione dei loro peccati dopo averli confessati con profondo pentimento. Io so anche di molti casi in cui degli uomini, che avevano preso profondamente a cuore questo consiglio, dopo una tale confessione compiuta in spirito e in verità, con piena serietà, sono completamente rinati e, dopo di allora, sono rimasti dei veri amici del Signore, degni della massima considerazione.

7. Se invece, riguardo a questa funzione, le cose stanno come tu hai insegnato a noi tutti poco fa, allora ti devo confessare che il governo del genere umano sulla Terra, da parte del Signore, è per me un enigma insolubile.

8. Comunque, da quanto posso ricordare, la confessione funziona in modo che il peccatore, soltanto dopo la penitenza, riceve la remissione dei suoi peccati, purché si dichiari veramente pentito dei suoi peccati quali colpe riconosciute e con il più serio proposito di non commetterli più nel futuro.

9. Se questa condizione non viene adempiuta da parte del penitente, allora viene reso noto dal pulpito, il più spesso possibile e soprattutto nei periodi precedenti la confessione, che nessuno, come già detto, può ricevere la remissione dei suoi peccati senza che le condizioni siano state adempiute completamente. Sia dal pulpito che dal confessionale viene predicato e insegnato con cura che il Signore non può rimettere a nessuno un peccato se il penitente non si è prima riconciliato con tutti i suoi debitori dal più profondo del suo cuore.

10. Se tramite questa funzione viene magari compiuta una cretineria piuttosto grossa, nonostante sia contemplato nella regola generale ecclesiastica che proprio questa funzione sia mantenuta in tale senso puro, allora una cretineria del genere non può venire messa a carico della comunità.

11. Riguardo a questa questione non voglio neppure toccare il tasto se la Chiesa abbia compreso rettamente o no quanto è stato richiesto dal Signore con i noti testi; però è cosa certa che il Signore non deve considerare tale funzione proprio completamente ingiusta, almeno per la Terra, anzitutto perché l’ha lasciata germogliare e, in secondo luogo, perché tollera sempre, nella Sua vigna, l’albero cresciuto da tale germoglio, albero che Gli porta, com’è noto, sempre un ricco raccolto. Infatti è cosa certa che uno, qualora si ammali, ricorra dal medico per indicargli dove egli si sente male, affinché il medico ne riconosca la causa ed offra al malato un efficace mezzo risanatore. Dunque, nessuno può riconoscere ciò come ingiusto dal punto di vista del corpo, dato che si potrebbe anche dire:

'Soltanto al Signore onnipotente spetta guarire tutte le malattie – cosa che Egli fa sicuramente secondo il Suo Ordine – se il sofferente, nella fiducia viva nel Signore, fa uso dei mezzi fornitigli dal medico esperto come se fossero benedetti da Dio'. Se, come già detto, questo vale per il corpo, non vedo perché ciò non debba valere per l’anima malata dell’uomo.

12. Se dunque sulla Terra dei veri medici del corpo fisico non devono essere considerati superflui a fianco dell’Amore e dell’Onnipotenza divini, ebbene, per quale ragione dovrebbero venire considerati superflui dei medici spirituali, a fianco dell’Amore e della Misericordia divini? Oltre a ciò, agli uomini è stato suggerito dal Signore di essere attivi nell’amore.

13. Dunque, se non può venire certamente considerato come sbagliato vestire gli ignudi, saziare gli affamati, dissetare gli assetati, consolare gli afflitti, liberare i prigionieri e così via, e il Signore Stesso, nell’esempio dato per dimostrare chi veramente sia il prossimo, ha mandato aiuto al ferito per mezzo del buon Samaritano, come potrebbero essere un obbrobrio opere spirituali della Misericordia e dell’Amore del Signore, da parte dei Suoi medici spirituali, ovviamente alla loro maniera, e cioè in conformità alla loro natura?

14. E se anche tali opere non sono come dovrebbero essere, cioè perfettamente corrispondenti a questo purissimo Regno della Verità, non possiamo farci niente noi, tardivi servi successori di questa principale regola ecclesiastica, se ne abbiamo fatto uso, così come essa è e sussiste attualmente, per la remissione dei peccati ed il miglioramento degli uomini.

15. Io però ritengo che un obbrobrio totale il Signore lo avrebbe già da lungo tempo estirpato sulla Terra; e dato che sicuramente ciò non continua a sussistere in senso totalmente negativo, allora sarebbe mio desiderio, come già accennato all’inizio, ricevere da te, a tale riguardo, una luce un po' più chiara".

16. Ora io gli dico: "Amico e fratello mio, la tua domanda è molto più significativa ed importante di quanto tu possa immaginare, ma per poterla illustrare come si conviene è necessaria una tale luce che tu ora non saresti in grado di sopportare. Per il momento quindi voglio soltanto dirti che la guida delle anime da parte del Signore è molto più meravigliosa e straordinaria di quanto saresti in grado di afferrare, anche soltanto in minima parte, per delle eternità.

17. Vedi, dal punto di vista del Signore non c’è in nessun luogo una via sbagliata e ognuna è molto bene conosciuta dal Signore ed ognuna è collegata a Lui, come un legame vitale. Però, pur sapendo questo, credo che ti renderai conto che esiste comunque una differenza fra una via diritta ed una via curva!

18. Ebbene, che il Signore si trovi a Suo agio anche su una via curva, questo è sicuramente fuori di ogni dubbio; inoltre, che un uomo non arrivi tanto presto alla meta su una via curva come ci arriverebbe sulla via dritta, anche questo si spera sia comprensibile e fuori di ogni dubbio. Infine, se una strada ha molte vie laterali che portano lontano dalla meta e non di rado, in seguito a tali deviazioni, si deve percorrere tutta la Terra più volte prima di giungere alla meta – e nemmeno questa cosa non sarà così difficile da capire –, allora risulterà chiaro che per il Signore non può essere la stessa cosa se qualcuno Gli si avvicina seguendo tali vie laterali o se invece arriva a Lui seguendo la via più breve. A questo punto, nel tuo intimo tu dici: 'Ciò è del tutto giusto', ma nonostante questa tua osservazione, tu non riesci a intravedere come la confessione possa adattarsi a questo esempio, dato che tu la consideri ugualmente una via brevissima.

19. Io ti dico: 'Non è affatto il caso di mettere in dubbio che tale funzione, non di rado, è stata per alcuni uomini la via più corta; ma in che modo è avvenuto ciò?’.

20. Ebbene, ciò è avvenuto per il fatto che il Signore andò Egli Stesso incontro a tali uomini che pensavano seriamente a migliorare la loro vita, e li guidò poi sulla via diritta e più breve; questa però non è ancora una buona ragione per approvare questa funzione. Infatti ci sono anche migliaia e migliaia di pagani a cui il Signore va’ incontro nello stesso modo e li guida sulla retta via a Suo modo; e questa è una libera Misericordia del Signore.

21. Ma per il fatto che il Signore ha Misericordia di tali pagani, si dovrebbe perciò difendere la causa del paganesimo?

22. Io comunque ho già indicato poco fa, nel corso del mio insegnamento, come dovrebbe procedere una confessione per poter essere considerata dal Signore quale giusta e perfino raccomandabile. Io ho indicato la parabola dell’amministratore ingiusto, nel quale il Signore, attenzione, approvava unicamente e solamente l’attuale confessione cattolica. Se perciò il confessore è simile all’amministratore ingiusto e fa la sua parte solo in questo senso unicamente vero e approvabile, allora la confessione è anche evangelica, dunque un ramo congiunto al vero Albero della Vita.

23. Se invece è soltanto un arbitrario giudizio sacerdotale, allora essa è un ramo staccato dall’Albero della Vita, il quale non può portare alcun frutto.

24. Che da parte della Comunità cattolica, sotto il governo del vescovo di Roma, essa abbia portato molti frutti graditi al Signore e che questa funzione sia, non di rado, una buona prova di umiltà per gli uomini, ebbene, questo noi lo sappiamo molto meglio di te, poiché, se questo non fosse il caso, tu puoi stare certo che il Signore sa sempre come gestire delle pure e semplici cretinerie, come ad esempio Egli ha fatto ai tempi delle diverse riforme ecclesiastiche, dato che proprio allora questa funzione aveva raggiunto il grado più insensato della degenerazione. Tuttavia, da tutto ciò non emerge comunque ancora una completa approvazione da parte di questo Regno della pura Verità.

25. Quando il confessore dice che non lui, ma soltanto il Signore può rimettere i peccati e che lui si considera solamente uno strumento attivo nell’amore, il quale nella confessione o dal pulpito indica, a chi è angustiato nello spirito, le pure Vie verso il Signore, allora egli è un confessore giusto, in altri termini, come tale, è un vero altruista colmo d’amore, al quale sta a cuore soprattutto il bene dei suoi fratelli. Ma quando invece egli dice: 'A me è stato conferito il potere di rimettere o ritenere i tuoi peccati e dipende da me mandarti all’Inferno o in Cielo', allora costui usurpa il Potere divino. In questo modo rende Dio superfluo a suo fratello, lacera il legame fra Dio e l’uomo e di questo fa o un disperato spregiatore di tutto ciò che è Divino oppure fa, spesso, un disperato furfante, il quale con il tempo si pone al di sopra di tutto non avendo più nessun ritegno a commettere tutte le possibili atrocità, senza sentirsi minimamente rimordere la coscienza. Oppure, tra i casi più lievi, egli fa dell’uomo o un apatico indifferente o un dormiente che dopo la confessione si sente la coscienza tranquilla, ma che in effetti non è affatto diverso da quello che era prima, perché egli crede di aver vuotato il vecchio sacco dei suoi peccati durante la confessione e alla fine si immagina, in modo assolutamente insensato, di dover di nuovo peccare sul serio in previsione della prossima confessione, in modo da avere lui qualcosa da confessare ed il sacerdote qualcosa da rimettergli come al solito. Dunque, se le cose, come detto, stanno proprio così, allora dimmi se è il caso di approvare questa funzione. Ora vedo che ciò tu lo neghi nel tuo intimo, e perciò ti dico che la tua prima domanda deve considerarsi completamente superflua, almeno per il momento attuale, mentre alla seconda ti è stato risposto con quanto detto ed esposto ora".

26. Quello che seguirà, però, illuminerà voi tutti molto di più a questo riguardo».

Per il seguito, vedi "Umilta e Amore"

GVG.v8.c42.§12-13]

12. Anche presso gli Ebrei esiste una vecchia consuetudine, secondo la quale essi si devono mostrare a un sacerdote per mezzo di una confessione, affinché egli conosca quali sono i loro peccati ed anche le loro opere buone, in modo che li possa bilanciare e comparare fra loro per poter così stabilire, per la remissione dei peccati, la dovuta penitenza e l’offerta per la purificazione. Colui che si è mostrato così al sacerdote e poi ha anche fatto e compiuto tutto quello che il sacerdote gli ha imposto, si considera, grazie a ciò, completamente purificato e giustificato dinanzi a Dio; però se lo si osserva meglio egli è e rimane, dopo tale purificazione, lo stesso uomo, per niente migliore, il quale continua a commettere, fino alla prossima confessione, non soltanto i vecchi peccati, ma spesso anche dei nuovi in aggiunta; ciò che dimostra in modo evidente che questo antico sistema di purificazione non rende migliori gli uomini, ma spesso ancora peggiori di quanto erano prima!

13. Se si tenta però di farsi avanti contro tale incongruenza con degli opportuni insegnamenti, si dovrà prendere la fuga se non si vorrà venire lapidati! Che cosa dici Tu, o Signore e Maestro, a tale riguardo?».

[GVG.v8.c43.§1-20]

Sulla remissione dei peccati. 

1. Dissi Io: «Appunto perciò voi dovete predicare agli uomini soltanto la Verità; coloro che l’accettano, diverranno liberi e beati, coloro che invece non l’accettano, rimarranno nei loro peccati, nel giudizio e nella morte spirituale che ne conseguono.

2. Io non vi faccio un dovere di portare queste Verità vitali a tutti gli uomini in brevissimo tempo, cosicché essi debbano vivere già pienamente, a seconda delle stesse; ma Io ho fatto capire qual è il vero mistero del Regno di Dio soltanto a voi e, per il momento, non anche a tutti gli uomini, che in questo tempo sono molto malvagi e ciechi. Con il tempo, però, troverete senz’altro un gran numero di uomini che si uniranno a voi con molto impegno e opereranno con voi per il prosperare delle verità da Me annunciatevi.

3. Per quanto poi si riferisce direttamente alla confessione dei peccati dinanzi al sacerdote alla quale avete accennato, il modo in cui attualmente viene effettuata è cattivo, e quindi riprovevole, dato che non migliora gli uomini, ma li fa soltanto persistere nei loro peccati per tutta la vita. Ma d’altra parte Io non ne sono neppure contrario al caso in cui un uomo debole ed ammalato interiormente, animato di buona volontà, riconosce fedelmente dinanzi ad un uomo saggio e forte le sue debolezze e mancanze, affinché l’uomo in buona salute e maggiormente illuminato, per vero amore del prossimo, gli possa indicare i veri mezzi grazie ai quali la sua anima possa rinforzarsi e risanare. Infatti in questo modo un uomo diventa per l’altro un vero salvatore delle anime. Anche di ciò, però, non faccio una legge, ma vi do nuovamente soltanto un buon consiglio, e quello che faccio Io con voi, fatelo altrettanto voi ed insegnate a ciascuno la Verità!

4. La sola confessione purifica altrettanto poco dai peccati l’uomo quanto ad un corpo ammalato serve la sola esposizione delle sofferenze e delle sue supposte cause, mentre per sanare sono necessari invece i saggi consigli del medico esperto, bisogna metterli in pratica esattamente ed evitare in futuro tutto ciò che ha causato la malattia.

5. Quindi è anche un bene che, in una comunità, ogni fratello conosca l’altro, tanto dai suoi lati forti che da quelli deboli, affinché ognuno possa essere d’appoggio all’altro, nella piena Verità, tanto spiritualmente quanto corporalmente; a chi però volesse rimanere chiuso in sé, essendo dell’opinione che con la sua confessione potrebbe sollevare l’ira di qualcuno, allora nessuno pretenda che costui esterni le sue debolezze!

6. Però quando fra voi c’è un saggio ed il suo spirito gli rivela le debolezze del fratello debole e timoroso, allora il saggio cerchi a quattr’occhi di dare qualche buon consiglio, e lo aiuti, con suggerimenti e con l’opera, ad uscire dalla sua segreta difficoltà e la sua ricompensa non rimarrà a mezza strada.

7. Tuttavia lasciate ad ognuno la libera volontà, e non esercitate su nessuno una coercizione, poiché voi ora sapete che ogni costrizione morale è pienamente contraria al Mio eterno Ordine! Quello che non faccio Io, non fatelo neppure voi!

8. E così noi avremmo pronunciato anche le giuste parole riguardo la pubblica, come pure la privata, confessione delle debolezze e dei peccati segreti; tutto ciò che è più o tutto ciò che è di meno a tale riguardo, è contrario al Mio Ordine, e perciò dannoso.

9. Quando però un fratello debole si è confidato con un fratello più forte, non dovete nei suoi confronti tenere un contegno che indichi un giudizio da parte vostra, ma dovete rivelargli sempre la Verità, apertamente, con amore ed affabilità, procurandogli anche i mezzi, grazie ai quali egli possa guarire con facilità e certezza. In questo modo egli non si perderà di coraggio, e diventerà un discepolo riconoscente della libera Verità. Ma se voi lo opprimete con ogni tipo di prediche punitive, non soltanto non avrete nessun risultato con lui, ma lo renderete ancora più misero di quanto era prima.

10. Ma nei tempi futuri succederà purtroppo che le confessioni dei peccati nel Mio Nome, davanti ai falsi profeti, saranno ancora più in voga di come non lo sono mai state sotto i farisei e gli ebrei fanatici; e questo condurrà alla caduta e al giudizio dei falsi profeti sotto il Mio Nome. Infatti costoro diranno agli uomini, al pari dei pagani, che essi sono i soli ad avere il diritto, conferitogli da Dio, di rimettere i peccati a tutti i peccatori, oppure anche di non assolverli; inoltre essi, in cambio di grosse offerte, dichiareranno beati e santi per tutti i Cieli i loro ciechi favoriti.

11. Quando ciò avverrà, sarà vicino quel tempo in cui il grande Giudizio sul nuovo paganesimo avrà il suo inizio; perciò siate prudenti con le confessioni pubbliche, affinché i falsi profeti non vi imitino in un senso ancora peggiore di quello attualmente in vigore presso i farisei e gli ebrei fanatici!

12. Una volta Io ho detto a voi, specialmente ai Miei vecchi discepoli, di rimettere i peccati di coloro che hanno peccato contro di voi, e ho detto che a coloro a cui voi li avrete rimessi in Terra dovrebbero venire rimessi anche in Cielo, inoltre ho detto che in caso di mancanza di un miglioramento morale da parte dei peccatori, voi avete una buona ragione per non rimettere loro i peccati commessi contro di voi, nel qual caso la stessa cosa avverrà anche in Cielo.

13. Noi però abbiamo già stabilito che voi avete il diritto di non rimettere ai peccatori i loro peccati contro di voi, soltanto se voi prima glieli avrete perdonati sette volte settantasette.

14. Ma se a voi, quali Miei discepoli più prossimi, proviene da Me a queste condizioni il diritto di rimettere, come anche non di rimettere, ai peccatori i peccati da loro commessi contro di voi, risulta chiaro che mai un sacerdote può avere da Dio il diritto di rimettere, oppure no, anche dei peccati che non lo riguardano affatto.

15. Chi ad esempio ha peccato contro Caifa, può anche venire assolto da Caifa,

oppure, in base all’andamento delle cose, Caifa può anche negargli l’assoluzione; chi invece ha peccato contro Erode, non ha nulla a che fare con Caifa, né Caifa con lui, ma deve vedersela soltanto con Erode! Infatti chi ha peccato contro il Tempio, deve sbrigarsela con il Tempio.

16. Però, in questo caso, Io non intendo riferirMi al Tempio così come esso è ora,

ma com’era a suo tempo; infatti, attualmente, Io Stesso sarei un peccatore contro il Tempio, così come tutti voi lo siete; però noi non dobbiamo fare una confessione dinanzi al Tempio, poiché ora siamo noi il verissimo Tempio di Dio, mentre quello laggiù è diventato una spelonca di assassini. Questa è la ragione per cui verrà per esso, fra breve, il momento di raccogliere i cattivi frutti di ciò che ha seminato nei suoi campi. Dalle spine e dai cardi non saranno certo cresciuti né uva né fichi!

17. Ma come è ora costituito il Tempio, diciamo, nel Nome di Jehova, nello stesso modo ed ancora peggio sarà costituito nei tempi futuri il nuovo paganesimo nel Mio Nome, ma il raccolto dei suoi frutti sarà ancora molto peggiore di quello di questo Tempio!

18. Voi ovviamente non avrete nessuna colpa del sorgere del nuovo paganesimo, così come i profeti non hanno nessuna colpa se il Tempio è diventato quello che non doveva mai diventare, ma tutta la colpa sarà di quegli uomini la cui comoda pigrizia non ha permesso loro di percorrere, con impegno e attivamente, le vie della Verità, e lasciando invece che per loro vi procedessero piuttosto gli altri, vale a dire i cosiddetti sacerdoti, dietro il compenso delle loro sudice offerte. Però i sacerdoti non percorsero le vie della Verità, ma soltanto le vie dell’inganno e della menzogna. Ed è a questo punto che si giunge quando un cieco fa da guida ad un altro cieco: tutti e due giungono ad una fossa in cui cadono entrambi.

19. Ora che voi avete appreso ciò dalla Mia bocca, comprendetelo anche secondo la piena Verità, e non lasciatevi mai sedurre dalla pigrizia degli uomini di potere! Infatti chi non vuole lavorare lui stesso, non deve neppure mangiare dalla scodella della Vita!»

20. Disse il dottore della Legge: «Quanto ora da Te detto, è stato espresso in termini chiari oltre ogni dire, cosicché si può toccare con mano la Verità! Se Mosè ed i profeti avessero parlato così chiaro al popolo come Tu, o Signore e Maestro, ora hai parlato con noi, tutto il Giudaismo starebbe su una posizione del tutto diversa da quella in cui si trova in questa malvagia epoca attuale! Quando questa Tua Dottrina si diffonderà fra il popolo, produrrà certamente, per tutti i tempi, dei frutti ben diversi! Infatti da parte nostra questa Dottrina verrà tramandata agli altri uomini in verità tanto poco cambiata, quanto poco cambiano le stelle in cielo fra il sorgere ed il tramontare. Noi Ti preghiamo soltanto, o Signore e Maestro, di non abbandonarci mai, con la Tua Grazia ed il Tuo aiuto, e di non abbandonare neppure coloro che, dopo di noi, saranno alla guida dei Tuoi popoli!».

[GFD.v1.c3.§13]

13. Ma ciò è come dire che essi devono entrare seriamente in se stessi, riconoscersi interamente e poi presentare fedelmente e sinceramente a Me, nel loro cuore, i difetti che hanno trovato. Io cancellerò la sporcizia dai loro cuori e li riempirò col fuoco del Mio Amore divino-paterno. E così purificati essi devono poi mostrarsi al sacerdote attraverso la Confessione e nella Confessione; e subito dopo Io verrò e terrò con loro il banchetto di gioia all’altare.

[DC.v1.c49.§38-42]

38. Settimo: Per quanto infine riguarda la cosiddetta confessione auricolare e i sette Sacramenti, Io vi dico e perfino vi prego, non ve ne scandalizzate, usate tutto rettamente e nel giusto senso vivo, così vivrete! Qui infatti per il contestatore niente è giusto, per il giusto invece tutto è giusto e santo; perfino il nido di un uccello carpirà dal suo cuore una lode, eppure è solo un morto nido di uccello. Quanto più potete immaginare che le cose, che qui sono state istituite per la vostra santificazione, non sono campate in aria, − bensì qui dipende sempre da voi, da come le usate.

39. Qui chi si confessa e riconosce i suoi peccati davanti al prete, costui ha così riconosciuto i suoi peccati apertamente davanti al mondo, e un giorno una tale ammissione sarà motivo di indulgenza per lui, se egli in futuro non commette più peccati. Chi però pecca dopo la Confessione quanto prima, costui ha fatto della Confessione una cassa di risparmio dei peccati, la quale un giorno gli renderà alti interessi per l’Inferno.

Perciò qui chi si confessa e fa vera penitenza e subito non pecca più, costui fa certo benissimo; chi però ritiene tutto questo un completo nulla, costui un giorno resterà molto deluso, poiché troverà un abisso sopra il quale difficilmente potrà mai saltare.

40. Se invece voi dite: “Fossimo come ai tempi degli apostoli, allora certamente saremo persone tutte diverse, dato che con le nostre proprie mani (come un Giuda) potremo prendere dal piatto!”.

Io vi dico, tuttavia, che quelli gridavano a piena gola per avere un servizio divino regolato e un’istituzione correttiva visibile, come il popolo israelitico per avere un re, mentre spesse volte sono venuti alle loro cene ad azzuffarsi come lupi ed orsi.

41. Se Io ora vi ho dato regola, ordine e sistema, che cos’è dunque che non vi va in ciò?

Utilizzatelo rettamente e rispettatelo come lo avete [ricevuto], e non auguratevelo diverso; infatti, come già ho detto, poco importa l’esteriore, tutto invece sta in voi, come lo prendete! Tanto può essere buono e vero, altrettanto può essere però anche cattivo e falso, dipende se lo volete usare così o no. Se però sotto il sole crescono erbe curative e velenose, allora pensate: “Non dipende dal sole se è in un modo o nell’altro, bensì ogni volta dipende sempre dalla costituzione interna, buona o cattiva, della pianta, se c’è benedizione o veleno”.

Perciò sta sempre in voi, se buoni − oppure cattivi − Amen. Io, il vostro caro Padre Amen, Amen, Amen.

Questo però è il Cammino più breve per la Rinascita

42. Certo sotto questo aspetto per l’uomo giusto succede come per un albero, il cui frutto anch’esso non diventa maturo ad un tratto, bensì a poco a poco; ma se la primavera fu tiepida e serena e l’estate costantemente calda, intercalata da leggere piogge, allora voi dite: “Quest’anno avremo una maturazione precoce”.

Vedete, lo stesso è di voi: “Se avete trascorso la vostra giovinezza serenamente in dolce amore per Me, allora anche l’estate diventerà calda e in tutto vivificante, intercalata da piogge di Grazia dal Cielo, e voi potete stare sicuri che l’eterno autunno dorato non sarà più lontano per l’eterna maturazione del frutto immortale”. Infatti nella misura in cui qualcuno vuole rinascere da Me, costui deve riconoscere i suoi peccati e ammetterli pubblicamente per la sua mortificazione, cioè: esteriormente sul serio per mezzo della Confessione, e interiormente a Me di perdonarlo, com’è indicato nella Mia Preghiera; e come un Pietro deve provare vero pentimento e dolore e timore, e piangere per la perdita così inestimabile della Mia Grazia, e con la volontà deve prendere la più seria decisione di non voler mai più peccare per tutta l’eternità.

[DC.v3.c384]

384. La remissione dei peccati da parte della Chiesa non è mai stata ordinata da Dio.
Gli
unici mezzi attraverso i quali si può ottenere il perdono dei peccati senza
alcuna
confessione. Un rinato nello spirito sa bene come comportarsi con gli impostori.
(2 maggio 1847).

1. Scrivi pure!

Tra una confessione con la quale vengono rimessi i peccati nella chiesa romana – ed una confessione nella quale un uomo purificato – attraverso la Mia viva Parola e battezzato con lo Spirito Santo – si mostra a qualche prete solo a causa del culto esteriore, vi è una differenza ampia quanto un cielo.

2. Infatti nel primo caso viene commessa un’azione che nella Scrittura non viene ordinata in nessuna parte per la presunta remissione dei peccati. Nel secondo caso invece il peccatore è già da tempo completamente purificato ed ha da mostrarsi solo a qualche prete ragionevole; questo mostrarsi può anche proprio consistere in una specie di confessione, nella quale colui che si è presentato può indicare al prete in cosa, come e quando egli ha peccato e da quando ha abbandonato completamente questi peccati attraverso la Mia Grazia e non li ha più commessi.

3. Il prete ragionevole gli impartirà poi anche la solita assoluzione esteriore, secondo la quale colui che si mostra in questo modo può ricevere la comunione secondo il culto, per soddisfare le richieste esteriori della chiesa nella quale egli si trova.

4. Ma si intende da sé che se qualcuno si imbattesse in un prete sciocco che gli volesse rifiutare l’assoluzione, ci si deve allontanare da lui e precisamente con la migliore coscienza. Infatti a chi Io Stesso rimetto i peccati, a costui essi sono già rimessi, anche se dovessero trattenerglieli mille preti!

5. Colui al quale è stata negata l’assoluzione non deve farsi nessuno scrupolo a causa della Comunione! Perché chi porta Me Stesso nello spirito dell’Amore, Grazia e Misericordia nel cuore, costui può pienamente rinunciare con facilità al culto della Comunione prettamente esteriore!

6. Il mezzo migliore però per la remissione dei peccati è di non commetterli più, ma di quelli commessi pentirsene veramente, dare in compenso l’elemosina ai poveri per amore per Me e perdonare di cuore tutti i propri nemici e pregare per loro nello spirito e nella verità.

Infatti se uno si pente di aver peccato, allora spiace anche a Me il fatto di averlo voluto punire per questo.

Ma l’elemosina copre lo stesso la maggior parte dei peccati.

E a colui che perdona, sarà anche perdonato, avesse egli tanti peccati quanti granelli di sabbia vi sono nel mare e fili d’erba sulla terra!

7. Questi sono dunque gli unici mezzi attraverso i quali ogni peccatore senza alcuna confessione può ottenere la remissione dei peccati, e del resto non ne esistono altri!

8. Ma se qualcuno in questo modo ha ottenuto da Me la giusta e l’unica valida remissione dei peccati, avendo soddisfatto le prescritte condizioni evangeliche attivamente nello spirito e nella verità, allora egli si può mostrare se lo vuole, per amore del culto esteriore, ad un prete ragionevole.

Come “condizione per la beatitudine” questo Consiglio, però, non ha alcun valore! Ma esso vi è dato unicamente affinché voi, attraverso la sua osservanza completamente innocua, possiate cavarvela tanto più incontestati nelle vostre relazioni terrene!

9. Voi potete fare tutto ciò che richiede il culto esteriore, per non dare a nessuno un qualsiasi scandalo. Infatti questi sono i segni della rinascita del vostro spirito, in modo che anche voi potete attaccare i serpenti e scorpioni di questo tempo ed essi non vi danneggeranno, e se anche doveste bere il calice avvelenato (cioè ascoltare la dottrina di Babele) il veleno non vi turberà.

10. Io penso che questo sarà abbastanza chiaro!? Fate e vivete in modo conforme a ciò! Amen.

     

ATTENZIONE

Il Signore ti chiama

4. In verità, coloro che si alzano quando Io li chiamo, quelli anche risorgeranno alla vita, e non assaporeranno mai la morte, mai in eterno! 

5. Ma coloro che non seguiranno la Mia chiamata, quelli continueranno a giacere per molto e molto tempo! Dunque, alzatevi ora, liberi e lieti! Amen». [GFD.1.180.4-5] 

Il motivo per cui tra i "molti chiamati, pochi sono gli eletti" è dovuto al fatto che sono pochi coloro che ascoltano le Parole del Signore: "Rinnega te stesso, prendi la croce sulle spalle e poi seguiMi!". [SS.c15.§19]

Fiumi d'acqua viva sgorgheranno da chi crede in Me!

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La Terra

[GVG.v4.c105.§8] Estratto conciso
8. La Terra non ha avuto origine da questo sole, contrariamente a tutti gli altri pianeti - ad eccezione di quello fra Marte e Giove, distrutto 6.000 anni fa per opera dei suoi abitanti. La Terra è stata oroginata dal sole centrale primordiale ed è più vecchia rispetto a questo sole di un periodo di tempo per noi infinito. La Terra ha cominciato a diventare corporea dopo che questo sole, già da molto tempo, aveva iniziato la sua prima rivoluzione intorno al suo sole centrale; ha attratto poi a sé, da questo sole, il proprio elemento corporeo.
  [SN.c2.§2]         Il Sole
2. Sui pianeti imperfetti, tutto evolve fino all’uomo, quale ultimo e più perfetto gradino delle cose e degli esseri. Sul Sole, quale pianeta perfetto, è l’uomo, con la sua volontà, che origina gli esseri. Tali entità atomiche, insieme alle muffe eteriche, sono trasferite, sugli altri pianeti mediante la luce solare, e progrediscono poi fino all’uomo. [Estratto conciso]
 

Costellazione del Leone

Regolo - Sole Centrale Primordiale

[GVG.v4.c254.§4-10] 

4. Tu, o Mataele, conosci bene le costellazioni degli antichi egiziani, e anche la stella Regolo nel gran Leone ti è perfettamente nota! Come appare essa ai tuoi occhi? Ecco: un punticino scintillante; e tuttavia là dove essa si trova nello spazio, è un corpo solare così grande che un fulmine, il quale pure in quattro istanti percorre una lunghezza di 400.000 Feldwege1, per coprire la distanza tra il suo polo settentrionale e quello meridionale impiegherebbe più di un trilione di anni terrestri secondo il sistema di calcolo arabo antico che ti è noto! Il suo nome vero e proprio è Urka, o meglio Ouriza, (il primo, ovvero il principio della creazione di eoni volte eoni (10120 x 10120) di soli inclusi in un globo cosmico di una estensione quasi infinita). Esso è l’anima, ossia il punto centrale di gravità di un globo cosmico, il quale però in sé e di per sé non costituisce che un nervo dell’immenso Uomo cosmico. Ora un tale Uomo cosmico di nervi simili ne ha certamente all’incirca tanti quanti sono i granelli di sabbia e i fili d’erba sulla Terra. Tutto intero questo immenso Uomo cosmico però non costituisce infine che un periodo della Creazione, dal suo inizio fino al termine del suo completamento spirituale.

La Terra è figlia del Sole Primordiale

[DC.v3.c530.§3]

3. Vedete, tutti gli altri pianeti, che con i loro corpi minori orbitano attorno al sole, sono, ad eccezione di un’unica cometa, figli proprio di questo sole, ma non questa Terra insieme alla sua luna. Questa Terra è una figlia proveniente dal sole primordiale, fu lanciata fuori dal grandioso interno di questo sole nel vasto spazio del globo cosmico, con forza indicibile, come corpo già piuttosto compatto, naturalmente da un numero di anni terrestri per voi inimmaginabile. Di una simile provenienza ebbe da rallegrarsi anche quel pianeta1 più grande, di cui sapete che è stato distrutto a partire dall’interno. Per questa ragione però questa Terra è anche così estremamente varia e complicata che in essa, su di essa e sopra di essa compaiono tutti quei materiali originari che, ovviamente in scala grandissima, compaiono soltanto nel sole centrale primordiale; e in esso debbono comparire perché è la [stella] nutrice e la direttrice dei molti, innumerevoli soli centrali secondari e dei soli planetari e dei loro pianeti.

1. Si tratta del grande pianeta Mallona  che si trovava nell’orbita tra Marte e Giove, i cui resti sono gli attuali asteroidi o fascia dei pianetini. [NdR]

"Chi vuole giungere alla Mia Parola vivente dentro di sé costui sia perfettamente attivo nel praticare la Mia Parola"

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