Il Vero volto di Gesù

                                  Gennaro Anziano: "LA FINE DEL MONDO È VICINA!" - "THE END OF THE WORLD IS NEAR!"

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Il Signore avverte

1. [Jakob Lorber], lo scrivano della presente Opera cercò e trovò. Chiese, e gli fu dato; e per mezzo di lui fu dato anche a tutti coloro che sono di cuore buono e di buona volontà. A coloro, invece, che qui cercano soltanto con la loro presunta pura intelligenza mondana, non sarà dato né sarà aperto.

2. Chi leggerà la presente Opera con cuore umile, riconoscerà il vero Autore. [GFD1.1-2]

3. Il motivo per cui tra i "molti chiamati, pochi sono gli eletti" è dovuto al fatto che sono pochi coloro che ascoltano le Parole del Signore: "Rinnega te stesso, prendi la croce sulle spalle e poi seguiMi!".

 [SS.c15. §19]

Il Nuovo LIbro della Vita

Il Dizionario della Sapienza

Il Dizionario è tratto dall'Opera La Nuova Rivelazione o Nuovo Libro della Vita, dettata da Gesù a Jakkob Lorber. Di essa Gesù dice: questa è la NUOVA DOTTRINA che Io do dai Cieli! Essa è la Vera, NUOVA GERUSALEMME dai Cieli poichè l'antica, cioè quella terrena, non vi serve più a niente! [GVG.v6.c13.§5]

 

SIRIO

5. E questo periodo della Creazione, rispetto a tutti gli altri, ha il vantaggio, di gran lunga non ancora riconoscibile per voi con sufficiente chiarezza, di essere l’unico, in tutta l’Eternità e Infinità, nel quale Io Stesso Mi sia rivestito perfettamente della natura carnale umana e in cui di tutto il grande Uomo cosmico Io Mi sia scelto questo globo cosmico, e all’interno di questo Io Mi sia scelto la galassia dei soli centrali [degli ammassi stellari] in cui c’è Sirio, dei cui duecento milioni di soli [planetari] che gli ruotano intorno Io abbia scelto proprio questo [vostro] sole, eleggendo – fra i molti corpi mondiali che gravitano intorno ad esso – precisamente questo pianeta sul quale ora ci troviamo, per diventare Io Stesso Uomo su di esso e per allevare da voi uomini dei veri figli Miei per tutta l’Infinità ed Eternità che furono e che saranno.

[GVG.v4.c255.§1-13]   

Costellazione del Cane

. [GTT.40-41]

40.Dunque ascolta, tu grande focolare di fuoco, tu antico Sole1 centrale che nel Cane2 fai spicco come corona di splendore dei tuoi Soli; che cosa, con i tuoi raggi lanciati infinitamente lontano, hai dunque scorto di Me, nei tuoi cosmi, che ti sembra il massimo? Infatti vedi, ti girarono intorno Soli a trilioni, a ciascuno di essi erano annesse Lune, Terre e comete a milioni, cosicché ognuno, come un cosmo, potesse operare nella sua sfera dato che di certo da ognuno si dispiegarono innumerevoli opere assolutamente sublimi; perciò tu, in tutte queste opere che sono infinitamente tante, di certo noterai pure in qualche modo tra queste la Mia più grande!

41.Oh, prenditi tempo, [...]

penetra nel tuo punto centrale dello spirito di fuoco da lì assai presto e velocemente la risposta giusta tu porterai.

1 E' un Sole centrale degli Ammassi stellari intorno al quale orbitano trilioni di Soli.[NdR].
2 Costellazione del 'Gran Cane'. 
 
 

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N O P Q R S T U V W X Y Z

.

Chiesa Vera  [GFD.v1.c4.§1-14]

La vera Chiesa.

Così parlò il Signore a me e in me per ciascuno, e ciò è vero, fedele e sicuro: 

1. «La Mia Grazia è un ricco tesoro; colui che la riceve, non mancherà mai di nulla, nel tempo e nell’eternità. Perciò ognuno deve darsi premura per appropriarsene anche subito; Io infatti la do a chiunque la voglia avere.

2. Poiché, vedi, se volete il perdono dei vostri peccati, essi vi vengono perdonati qualora facciate vera penitenza per mezzo di Gesù, il quale è la Mia Parola viva e l’Amore in Me, e le porte del Cielo vi stanno aperte, e se volete entrare, potete entrare e qua vedere il Volto del vostro Padre santo, che sono Io, l’eterno Dio Jehova

3. Questo voi potete farlo in virtù della Parola vivente, la quale è Gesù Cristo ovvero l’Amore e la Sapienza eterni in Me, da cui sgorga tutto ciò che è buono e vero. L’Amore è dato a voi fin dall’inizio; esso infatti è propriamente la vera vita in voi, così come la Potenza lo è nelle Mie creature. La Potenza proviene bensì anch’essa dal Mio Amore, e tuttavia non è l’Amore stesso, non essendovi in essa libertà, ma solo l’effetto dell’Amore. Essa di per sé è però senza vita – per cui anche tutto ciò che proviene dalla Potenza è di per sé morta materia, la cui vita è solo apparente –, in realtà però essa è la morte.

4. Perciò se qualcuno attacca il suo amore al mondo materiale, il suo amore di per sé viene schiacciato dalla potenza della morte, e la conseguenza è poi la sorte della materia, ovvero la morte.

5. Chi invece rivolge a Me il suo amore e si attacca a Me, quegli unisce il suo amore di nuovo con l’Amore ovvero con la Vita di ogni vita; costui allora diventa vivo in tutto e per tutto.

6. Ora però vedi: "L’amore di per sé è cieco e buio, e proprio perciò libero e indipendente, ma appunto per questo esso è anche in grande pericolo di perdersi e di andare in rovina".

7. Perciò ad ogni amore per Me Io do anche subito in aggiunta, secondo il grado della sua grandezza, la giusta parte di luce, e questo è un regalo e si chiama Grazia; con questa Io fluisco in ogni uomo secondo il grado del suo amore.

8. Perciò se uno ha l’amore perché rende

viva in sé la Mia Legge, la quale è il supremo Amore, su di lui saranno riversati fiumi di luce,

e il suo occhio penetrerà la Terra e vedrà la profondità dei Cieli

9. Dillo ai figli, e dillo a tutti, siano pure di qualunque religione - se romani (cattolici), se protestanti, se ebrei, se turchi, se bramanisti, se bui pagani -, in breve, per tutti deve essere detto: "Sulla Terra c’è solo una vera Chiesa, e questa  è l’amore per Me in Mio Figlio, il quale Amore però è il santo Spirito in
voi, e si fa conoscere a voi attraverso la
Mia Parola viva, e questa Parola è il
Figlio, e il Figlio è il Mio Amore, ed è in Me, e Io Lo compenetro interamente,
e noi siamo
Uno, e così Io sono in voi, e la vostra anima, il cui cuore è la Mia
dimora, è l’unica vera Chiesa sulla Terra. In essa soltanto è vita eterna, ed essa
è l’unica
beatificante.

10. Poiché, vedi, Io sono il Signore sopra tutto ciò che esiste! Io sono Dio, l’eterno e potente, e come tale sono anche vostro Padre, il santo e amorevolissimo. E tutto questo Io lo sono nella Parola; ma la Parola è nel Figlio, e il Figlio è nell’Amore, e l’Amore è nella Legge, e la Legge è data a voi. Se voi la osservate e agite in conformità ad essa, l’avete così accolta in voi; essa allora diventa viva in voi ed eleva voi stessi e vi rende liberi, e voi allora non siete più sotto la Legge, ma sopra essa nella Grazia e nella Luce, e tutto ciò è la Mia Sapienza.

11. E ciò è la beatitudine, ovvero il regno di Dio in voi, ovvero l’unica beatificante Chiesa sulla Terra, e in nessun’altra è l’eterna vita se non solo e unicamente in questa.

12. O ritenete forse che Io abiti fra delle mura, o nella cerimonia, o nella preghiera, o nella venerazione? O no, vi sbagliate molto, poiché là Io non sono da nessuna parte, ma solamente dov’è l’amore, là sono anch’Io; poiché Io sono l’Amore, ovvero la Vita Stessa. Io vi do Amore e Vita, e Mi unisco solo con l’amore e la vita, giammai invece con la materia, ovvero con la morte.

13. Per questo infatti Io ho vinto la morte e Mi sono assoggettata la Divinità: per avere ogni potere su tutto ciò che esiste, e perché il Mio Amore regni eternamente e renda vivo tutto ciò che gli è soggetto.

14. E come dunque potete ritenere che Io vi attenda nella morte, mentre invece Io sono la Vita Stessa? Perciò andate prima nella vera Chiesa, dove all’interno è vita, e soltanto dopo andate in quella morta, affinché essa diventi viva attraverso voi!».

[TE,c73.§1-20]

Della fede operante.  (27 aprile 1847)

1. Però questo che ho detto or ora non vale solo per il papato, bensì anche per tutte le cosiddette sette e confessioni; perché laddove non viene predicato Cristo nel Suo genuino Spirito e nella Sua Verità, là non c’è che falso profetismo al posto di una vera Chiesa.

2. Per quanto anche l’una o l’altra setta dica: “Ecco, io non possiedo immagini, dunque la mia confessione è la più pura”, Io tuttavia rispondo: “Che ci siano o che non ci siano immagini, non conta niente; quello che conta è il vivere conforme alla Parola”. Perché il depurare in sé una dottrina, sia pure quasi completamente, da qualsiasi cerimoniale per renderla più atta ad accogliere la ragione pura, non significa, detto con differenti parole, altro che discutere e cavillare continuamente riguardo ad una determinata dottrina, senza però vivere secondo quanto essa prescrive. È la stessa cosa come se qualcuno, avendo comperato una casa, si affaticasse a pulirla e a lucidarla senza interruzione, di notte e di giorno per renderla sempre più atta a servire da abitazione, ma a causa del continuo lucidare e pulire e della ininterrotta ricerca di perfezionamenti per renderla maggiormente abitabile non potesse venire mai nessuno a prendervi dimora. Non raggiunge meglio lo scopo una qualunque misera capanna la quale serve continuamente da abitazione che non una casa simile?

3. Non diversamente si presenta la questione riguardo alla chiesa. Migliore è sempre quella che ha una qualche regola; di conseguenza i suoi fedeli possono trovarvi una certa stabilità, e ciò a paragone di un’altra in cui non si fa altro che scopare e pulire. Gli aderenti di quest’ultima le stanno accanto, e guardano e curiosano come dei perdigiorno davanti ad una casa in costruzione, i quali pure criticano, sofisticano e sputano sentenze, ma in pari tempo non viene a nessuno neanche alla lontana in mente di porgere, a vantaggio del padrone della casa, né un mattone, né una cazzuola di cemento all’operaio che lavora, e ciò nondimeno questi poltroni si reputano poi molto migliori di coloro che lavorano.

4. Vedete, questo è una quadro che veramente raffigura le molte chiese. A forza di preparativi e di critiche non riescono mai a far nulla, e continuamente lanciano contumelie all’indirizzo di quelli che non sono della loro confessione; li prendono in giro a causa della loro cecità e senza interruzione vanno gridando: “Venite qui che vi leviamo la scheggia dall’occhio”, senza però badare che essi nell’occhio hanno addirittura una trave.

5. È bensì vero che nella chiesa romano-cattolica si possono riscontrare enormi abusi a migliaia; tuttavia in essa c’è pure più di una buona cosa, giacché vi viene predicato l’amore e l’umiltà, e se qualcuno segue anche solo queste massime, egli non andrà perduto.

6. Ma che cosa dovrei Io dire invece di una setta la quale non va predicando che la fede e rigetta le opere? Qui certo c’è da rimettervi, come dite voi, il battesimo e l’olio santo assieme, perché sta scritto ben chiaramente che una fede senza le opere è una cosa morta, ed Io Stesso ho pubblicamente e spesso insegnato: “Non siate dei vani ascoltatori della Mia Parola, ma dei zelanti lavoratori a seconda di Essa!”. Con ciò dunque è reso evidente che la sola fede non serve a niente, bensì quelle che servono sono le opere.

7. Cosa gioverebbe alla Terra la luce del sole, se questa non si accompagnasse all’energia del calore?

8. Cosa servono all’uomo tutte le cognizioni e tutte le scienze se in pratica non vuole adoperarle?

9. Oppure a che serve nel cuor dell’inverno semplicemente credere che della legna ardente nella stufa è capace di riscaldare la stanza? Si riscalderà questa per effetto della fede? Io non lo credo affatto.

10. In poche parole, la fede anche più ferma senza le opere può essere paragonata ad uno stolto, il quale trovandosi in una stanza gelida vuol coprirsi con un pensiero caldo per riscaldarsi. Certamente questo genere di coperta è il più economico; se poi una coperta simile arriverà a riscaldare qualcuno, questo lasciamolo giudicare a quei poveri che nel più rigido inverno sono stati trovati non di rado assiderati nelle loro stanze, in gran parte per il motivo che essi non disponevano di altra coperta all’infuori di quella dei propri pensieri.

11. Ma come questa coperta immaginaria senza una vera non serve a niente, così pure non serve a niente la fede senza le opere. La fede non è che l’organo ricettore di una dottrina la quale indirizza ad una determinata attività; quando qualcuno accoglie questo incitamento e questo indirizzo nella propria fede soltanto, ma non vi conforma le opere, bisogna domandarsi: “A che cosa gli serve allora questo indirizzo?”. Ed Io rispondo: “A niente altro che a far della critica presuntuosa, come avviene a qualcun altro che a niente giovano tutte le regole dell’arte musicale quando non è in grado di suonare egli stesso neanche la cosa più semplice e facile; però nella pratica, un simile conoscitore soltanto di regole di musica fa il saccente e critica ogni artista come se egli stesso potesse davvero produrre le cose più sublimi”. Ma Io aggiungo che un qualunque suonatore ambulante vale sempre di più di un critico di questo genere, il quale non è capace di far nulla da sé, eppure vuol giudicare di tutto.

12. Per conseguenza anch’Io ho più cara una chiesa dove si fa qualche cosa, per poco che sia, in confronto di un’altra dove non si fa niente, poiché è miglior cosa donare a qualcuno un tozzo di pane che non fare mille piani per il sostentamento dei poveri, e non dar niente al povero che eventualmente si rivolge ad un simile escogitatore di piani. I piani sono già una bella cosa, ma devono essere accompagnati dal “donare”, altrimenti abbiamo di nuovo il caso della fede senza le opere, data la quale la povera umanità ha tutto il tempo di morire di fame a centinaia.

13. Chi però vuole vivere giustamente, lo può fare in ogni confessione, perché una fra le regole principali è questa: “Esaminate tutto, e tenetevi per voi ciò che è buono!”.

14. Quando avete fatto prendere il bagno ad un bambino, gettate poi via soltanto l’acqua, ma il bambino tenetevelo, ora il nome del bambino è Amore!

15. Io non dico a nessuno: “Fatti cattolico o protestante, o greco”, bensì quello che uno è, quello resti quanto lo voglia. Ma anche aderendo ad una od all’altra confessione a suo piacimento, sia, con i fatti, un cristiano, cioè in Spirito ed in Verità; perché ognuno, purché lo voglia, può avere la Parola pura di Dio.

16. Io non sono un patriarca né un papa, e nemmeno sono un sovrintendente generale né un vescovo, ma Io sono invece un Padre immensamente buono e giustissimo per tutti i Miei figli, e la Mia gran gioia è vederli attivi e gareggianti fra di loro nelle opere d’amore, ma non già che essi abbiano a darsi l’un l’altro dei pazzi e che ciascuno voglia essere il più sapiente e l’infallibile, discutendo e cavillando continuamente senza far niente di concreto e di positivo.

17. Il Regno Mio è un Regno della più intensa attività e non un Regno dell’ozio e della presuntuosa pigrizia, poiché Io non dissi ai Miei apostoli: “Statevene a casa; pensate, ponderate e lambiccatevi il cervello sulla Mia Dottrina”, bensì Io dissi loro così: “Andate in tutto il Mondo!”.

18. La stessa cosa Io la dico pure a tutti i beati; è bene essere molto attivi, perché il raccolto è sempre maggiore del numero dei lavoratori. Meglio è dunque essere attivi in un qualche ordine determinato che non l’essere saturi di sola fede, per quanto pura questa possa apparire, e l’essere attivi secondo la Mia Dottrina è altresì infinitamente migliore che non il credere ed il sapere a memoria la Bibbia intera.

19. L’uomo che semplicemente ha la fede somiglia a colui che seppellì il suo talento; ma se invece qualcuno sa anche solo poche cose della Scrittura e lavora ed opera a seconda di queste poche, questi è simile a colui che amministrò fedelmente il poco ricevuto e che verrà poi costituito su molte cose e grandi.

20. Da tutto quanto fu detto finora ciascuno che sia di buona volontà potrà facilmente giungere alla comprensione di ciò che deve fare per diventare veramente un uomo. Tutto quello che deve scegliere ed evitare in relazione alla sua energia fattiva, egli lo trova qui rappresentato chiaro come il sole. A questo riguardo dunque l’argomento è perfettamente esaurito. E con ciò – Amen!

[IC.v1.c149.§1-44]

Miklosch sconvolge il monaco francescano con domande sugli abusi commessi dalla chiesa romana. L’apostolo Pietro non è mai stato a Roma. Il francescano Cipriano quasi sviene alla presenza di Maria.

1. Dopo un po’ di tempo trascorso in un profondissimo stupore, il conte dice al francescano: «Amico, se nel tuo presunto Inferno è così, io rimango qui irremovibile, e certamente anche il fratello Miklosch insieme a tutti gli altri! Anche quegli spiriti e spiritesse infernali hanno un aspetto immensamente bello e meraviglioso. In verità, in un simile compagnia infernale non si starà così male in eterno! Eh, amico, che ne dici?»

2. Dice il francescano di malumore: «Già infinitamente molti sono andati a fondo in una simile dolcezza infernale, e questo destino spetterà anche a voi! Sono anch’io molto affamato ed in particolare assetato, ma finché non ho prove palpabili di tutto questo come un Tommaso, non mi fido di questa tranquillità apparente. Infatti presso gli eretici, come lo sono Roberto Blum e compagni, Dio il Signore non può dimorare!»

3. Dice Miklosch: «Amico, vieni con me verso quella grande finestra! Ti mostrerò qualcosa»

4. Dice il francescano: «Che cosa?»

5. Dice Miklosch: «Vedrai»

6. Incalza il francescano: «Bene, allora andiamo. Ma non mi ingannare, altrimenti...!»

7. I due vanno alla finestra. E Miklosch mostra al francescano una vasta regione libera fuori dalla casa, e gli mostra anche, in considerevole lontananza e verso occidente, una città simile a Budapest. E gli dice: «Amico, quel Signore, che la tua stupidità considera il diavolo supremo, ti fa dire mediante me: “Ti libero da questo Inferno! Là tu scorgi Budapest. Va’ lì e procurati in quel luogo, oppure da qualsiasi altra parte, un altro cielo migliore!”. Puoi anche uscire direttamente qui dalla finestra, perché esse non hanno vetro»

8. Dice il francescano: «Aspetterò ancora un po’!»

9. Dice Miklosch: «E perché mai? Se questo è l’Inferno, perché vorresti ancora restarvi?»

10. Dice il francescano: «Sai, vorrei solo sapere ancora se il Blum prima della sua esecuzione, insieme a coloro che condividevano la sua stessa fede, è ritornato nel grembo dell’unica vera chiesa. Se fosse successo questo, allora qui può essere tutto in ordine, ad eccezione della santa Trinità, che non si vede ancora da nessuna parte. In caso contrario, cosa che temo proprio di più, questo qui non è altro che un miraggio infernale! Infatti anche l’Inferno è pieno dello zelo più ostinato nel preparare, per prima cosa, molto bene i suoi accoliti in modo che poi siano perfettamente idonei ad entrare nel vero Inferno. Qui ci sono davvero tutti insieme: Cristo, Maria e San Giuseppe, tutti i santi apostoli, tutti i padri primordiali, tutti i patriarchi e i profeti ed in più una massa di santi. Ma se Blum e compagni sono ancora gli stessi eretici, tutto questo è solo un miraggio infernale e allora mi devo allontanare velocemente da qui. Infatti, vedi, amico, se il papa romano non è il vero rappresentante di Dio sulla Terra e la chiesa romana non è l’unica vera chiesa che rende beati e se non è solo lei ad avere nelle sue santissime mani le chiavi del Cielo e dell’Inferno per tutti gli uomini, allora io ti dico che Cristo non è Cristo e tutte le religioni della Terra sono idee cervellotiche senza valore. Così stanno le cose, ed io sto perciò estremamente in guardia per non lasciarmi affascinare dall’Inferno. Infatti, la vera chiesa è una roccia su cui le porte dell’Inferno non potranno mai prevalere in eterno»

11. Dice Miklosch: «Bene, bene, bene! Tutte queste sciocchezze cattoliche-romane le conosco bene quanto te e potrei chiuderti la bocca in modo che su mille domande non potresti replicare nemmeno ad una. Ma preferisco metterti un po’ alle strette solo con qualcuna; però ti dico in anticipo che devi rispondermi ad ognuna! Infatti, se non mi rispondi, mi confermerai con ciò solamente che il papato non è stato fondato in nessun modo da Cristo.

12. Ascolta dunque, queste sono le domande: “In quale occasione Cristo ha disposto il sacrificio della messa ritenuto dalla chiesa così importante, e proprio solamente nella lingua romana che un tempo era pagana?”. Pretendo una risposta rigorosamente documentata dalla Sacra Scrittura!»

13. Di fronte a questa domanda, al francescano succede come al bue davanti ad una porta nuova. Infatti, non segue nessuna risposta.

14. Miklosch però domanda ancora: «Poiché non trovi nessuna risposta, devo sottoporti qualcosa di più semplice, e cioè: “In quale occasione Cristo ha prescritto le cerimonie, le vesti riccamente adornate, la stola, il guardaroba, le calze rosse, il bastone pastorale assai prezioso (che io sappia Egli ha vietato perfino agli apostoli di portare un bastone!), la tiara papale e i costosissimi cappelli cardinalizi?”. Pretendo una risposta!

15. Purtroppo, però, devo notare che sei già di nuovo muto!

16. Ebbene, ti chiederò qualcosa di più semplice: “Quand’è che Cristo, il Signore – che voleva davvero edificare una Chiesa vivente nel cuore degli uomini – ha ordinato templi in muratura, dei quali dovrebbero già esisterne sulla Terra un milione e più? Quand’è che ha ordinato il loro arredamento pagano, gli altari privilegiati, le immagini miracolose, l’acqua benedetta battesimale, come pure il santissimo crisma1 ?”. Eppure i veri apostoli battezzavano con acqua completamente naturale, come Dio l’ha creata; e se si servivano nel battesimo anche dell’olio santissimo, pure di questo la storia sembra tacere! Inoltre: “Quando ha ordinato le campane, gli organi e i canti della messa e i costosi accessori di quest’ultima? Quando ha ordinato le esequie e le costose messe funebri? E in quale occasione ha Egli introdotto i cappellani, i pastori, i decani, i canonici, i preti, i prelati, i vescovi e i cardinali e li ha dotati di guadagni così grandi?”. Per quanto ne so, Egli vietò perfino agli apostoli, quando li inviò a diffondere il Suo Insegnamento, di avere sacche per intascare un qualunque regalo! Pretendo qui di nuovo una risposta ben attestata! Ebbene, parla! Eppure di solito hai avuto costantemente una lingua così sciolta! 

1. Olio benedetto che serve alle unzioni nell’amministrare i sacramenti del battesimo, della cresima, dell’ordine e dell’estrema unzione. [NdR].

17. Ancora una volta, però, tu sei e rimani muto! Ciò significa dunque che la tua risposta è: "Non so dir niente in favore della chiesa cattolico-romana e perciò preferisco stare zitto!"»

18. Dice finalmente, tutto indignato, il francescano: «Potrei dirti parecchie cose, ma davanti ad un eretico, è meglio tacere!»

19. Dice Miklosch: «Lo credo anch’io, specialmente se non si può più tirare fuori delle prove! Ma dimmi almeno questo: “Quand’è che Cristo ha disposto l’empia formula del passaggio di una setta religiosa eretico-cristiana nella chiesa romana? Quando ha istituito l’indulgenza? Quando la festa del rosario? Quando la festa della Porziuncola2 ? In quale occasione ha istituito la santa inquisizione romana e spagnola? E quando e perché avrebbe introdotto tutto l’ordine ecclesiastico?”. Parla e dammi una risposta!

20. Vedi, sei già di nuovo muto come una tomba! Perché? Io lo so! Quindi proverò con qualcosa di più semplice. 

2. Completa remissione dei peccati che si può ottenere il 2 agosto nelle chiese francescane. [NdR].

21. Dimmi: "Dove sta scritto negli Atti degli Apostoli che l’apostolo Pietro ha fondato il papato effettivamente a Roma?”. Per quanto ne so io, questo apostolo nei suoi ultimi tempi si è trattenuto a Babilonia e da lì ha scritto una lettera a Gerusalemme. Ma Roma e Pietro si sono visti tanto quanto ci siamo visti io e l’imperatore della Cina! Forse tu hai altri dati suffragati da prove, ed allora parla!

22. Ma ancora una volta non dici nulla. Forse non ti viene in mente niente di sostenibile. Vedi, quanto sei misero con la tua difesa papale!

23. Ma forse mi potrai certamente dire quando Cristo o Pietro diedero al papa il titolo di “santo padre” e quando hanno istituito il bacio della pantofola ricca d’indulgenze!

24. Per quanto invece ne so io, Cristo ha vietato severamente di chiamare chiunque altro “buono e santo” se non Dio soltanto. Infatti non si dovrebbe chiamare nessuno padre se non Dio soltanto, perché tutti gli altri sono fratelli e sorelle! Ma chissà se a Cristo, il Signore, non venne dopo in mente qualcosa di meglio; e così ha emanato una quantità di ordinanze supplementari sconosciute a noi laici, malgrado Egli Stesso abbia apertamente dichiarato con fermezza davanti a molti uomini a Gerusalemme: “Cielo e Terra passeranno, ma le Mie Parole non passeranno!”.

25. Sì, amico mio, tu continui a tacere e il tuo rabbioso imbarazzo te lo si vede scritto in faccia. Che ne sarà dunque? Vedi, potrei presentarti ancora mille di simili domande singolari. Ma a che servirebbe? Tu non puoi rispondermi a nessuna! E così sarà meglio che tu lasci andare completamente il papa, vada dal vero Signore e confessi, fedelmente ed apertamente, davanti a Lui la tua stupidità, oppure mettiti in viaggio verso la Budapest che ti ho indicato e che è visibile!»

26. Dice alla fine il francescano: «Amico, con le tue domande particolari mi hai portato ad avere idee molto diverse, per la qual cosa ti sono molto riconoscente. E quindi ti voglio seguire da quell’unico Vero!»

28. Dice Miklosch: «Allora non a Budapest?»

29. Dice il francescano: «Veramente no! Infatti io credo che per uno spirito le città del mondo abbiano maledettamente poco da offrire. Chissà cosa potrebbe capitare ad uno spirito se in qualche modo si facesse vedere!»

30. Dice Miklosch: «Ma non dire sciocchezze! Quale mortale ha mai potuto fare qualcosa ad uno spirito? Ma lì di certo non saresti diventato migliore, bensì molto peggiore. Infatti, dai cardi non si è soliti raccogliere uva»

31. Dice il francescano: «Ma ora dimmi, dato che tu sei molto più sapiente di me: è questa la Budapest vera e propria dell’Ungheria? A me la cosa pare un pochino sospetta! Io sono dell’opinione che quella città visibile sia più un’illusione che qualcosa di vero»

32. Dice Miklosch: «Lasciamo stare. Ci diventerà chiaro poi, se ciò che vediamo è realtà o no. Ora andiamo dal Signore, confessiamo dinanzi a Lui la nostra grande stoltezza e poi lasciamo tutto il resto solamente a Lui»

33. Dice il francescano: «Ma non pensi che sarebbe forse bene se ci rivolgiamo prima alla santissima Vergine Maria, visto che qui c’è anche lei!?»

34. Risponde Miklosch: «E perché non ci rivolgiamo ad Adamo ed Eva e a tutti i patriarchi e i profeti? A chi si è rivolto il conte? Ebbene, lui non si è rivolto a nessun altro se non direttamente al Signore Stesso! E vedi, egli è presso di Lui, e proprio più vicino di tutti gli altri! Vuoi forse essere ancora più vicino? Guarda anche Roberto Blum, al quale il Signore ha donato questa casa piena di magnificenza e grandezza in eterno come sua propria: anch’egli si è sicuramente rivolto al Signore ed è ultrabeato! Vuoi forse ancora qualcosa di più?»

35. Dice il francescano: «Hai ragione, mi rimangono attaccate ancora molte stupidaggini, che non si possono rimuovere in una volta sola. Ma pazienza, con il tempo si sistemerà tutto. Andiamo perciò dal Signore e mostriamoci a Lui come siamo! Io penso che Egli non se la prenderà con noi per il fatto di essere cattolico-romani!»

36. Dice Miklosch: «Questa è la mia minore preoccupazione!

Vedi, io sono certamente ben stupido ed oltre a ciò ancora molto malvagio di cuore rispetto al Signore e, benché sia così, non potrei mai prendermela aspramente con te a causa della tua cecità, ma potrei trattarti tranquillamente da vero fratello. Ebbene, quanto più c’è da aspettarselo dal Signore, che è il purissimo Amore Stesso, in misura piena! Certamente anche il Signore avrà dei lati estremamente taglienti, specialmente contro la superbia, l’avarizia, l’invidia e contro tutti coloro che hanno considerato delle pure nullità i loro poveri fratelli terreni. Ma verso di noi, che invece abbiamo sempre visto l’uomo anche nella persona più insignificante, Egli sarà certamente molto più mite. Ed allora coraggio, ora andiamo da Lui!»

37. I due ora vengono velocemente da Me. Io però vado incontro a loro di alcuni passi e dico a Miklosch: «Ebbene, non ti è scappato il fratello Cipriano? Questo Mi rallegra veramente molto! Allora venite! C’è ancora un po’ di pane e vino: mangiate e bevete secondo il vostro bisogno! Dopo vi guiderò tutti nel grande museo di questa casa; lì spalancherete gli occhi dalla meraviglia! Andate ora velocemente verso il tavolo e rinforzatevi!».

38. I due vanno timidamente al tavolo ed il

 

francescano, che si trova proprio davanti a Maria, osa appena toccare qualcosa.

39. La madre Maria però gli sorride e dice: «Ma, caro amico Cipriano, perché dunque sei così imbarazzato? Mangia e bevi! Credi forse che anche qui nel Regno dei Cieli le cose si facciano con superbia come alle corti dei re sulla tenebrosa Terra? Oh, niente affatto! Qui siamo tutti come figli, amiamo il Padre e siamo pieni di amore, bontà e mansuetudine verso ognuno! Perciò non avere più nessun timore, mio caro Cipriano!»

40. Cipriano quasi stramazza a terra per il timore reverenziale davanti a Maria. Ma Miklosch gli dice: «Non essere sciocco adesso, caro fratello, e fa quello che ti hanno detto il Signore Stesso e la carissima Maria!»

41. Dice il francescano: «È facile parlare per te, perché il fine sentimento superiore non ti è certamente mai stato proprio al massimo grado! Ma io, che già dalla nascita ero così sensibile da poter piangere per la morte di una mosca, qui sono messo curiosamente alla prova in fatto di sentimenti»

42. Intervengo Io: «Non ti preoccupare: questo è così solo all’inizio; col tempo diventerai più coraggioso»

43. Dice il francescano: «O Signore, la Tua immensa Indulgenza potrebbe far scoppiare il mio cuore dall’amore per Te!»

44. Dico Io: «Ebbene, mangia e bevi! Guarda, Miklosch l’ha già fatto! Roberto, porta pane e vino in maggiori quantità, poiché vedo che a Miklosch piacciono molto!».

[IC.v2.c230.§1-16]

Il sacrestano elenca alla congrega di alti prelati le atrocità commesse dalla chiesa romana e spagnola, a cominciare dalle crociate, dalla santa inquisizione e altre nefandezze. La replica del cardinale e la risposta del sacrestano. 

1. Risponde un prete più vicino al cardinale: «Miserabile! Devi ringraziare solamente la mansuetudine e la pazienza della chiesa che è l’unica santa e beatificante, la quale in silenzio ha pregato Dio per te, pecorella smarrita, mentre cercavi di infliggerle colpi mortali! Ma ora finiscila di calunniare la sposa di Dio adornata a festa, altrimenti la chiesa, nella sua preghiera per la salvezza della tua anima, ti lascerà cadere! Allora si aprirà la terra sotto ai tuoi piedi e ti inghiottirà per sempre!»

2. Qui il sacrestano si mette a ridere con gusto e poi dice in modo conciso: «O tu dolce madre! È vero: se non si ottiene nulla con le atrocità infernali e quindi con la stupidità, allora il lupo si cuce nuovamente sulla propria pelle la pelle di agnello e deve fare buon viso a cattivo gioco! Oh, niente può superare una simile pazienza e mitezza!

3. Quanto è diventata "mite" la chiesa con le famose crociate! Quanto è stata lieta di accogliere nei monasteri gli orfanelli e le vedove abbandonate, i cui uomini essa ha fatto uccidere in oriente dai saraceni non prima di farsi donare i loro beni ed i loro possedimenti. O divina mitezza, che non hai mai fatto mancare alla santa chiesa il denaro contante. Quando vivevo ancora nel mondo (poiché i signori sapranno, si spera, che noi tutti con la carne non ci troviamo già più da tempo sulla Terra materiale) ......»

4. Lo interrompe un prete: «Questo è falso! Noi tutti viviamo ancora nel mondo, altrimenti dovremmo trovarci o all’Inferno, o in Purgatorio oppure addirittura in Cielo!»

5. Risponde il sacrestano: «Noi siamo nel mondo degli spiriti, che lo vogliate credere o no, e perciò vi dico che quando ero ancora nel mondo, credevo un po’ alla chiesa; ma quando giunsero le notizie della santa inquisizione spagnola, che riferivano quanto essa fosse “delicata e dolce” con le sue pecorelle smarrite, ebbi un concetto del tutto diverso. Infatti a me stesso domandai assai stupito: “Che cosa hanno fatto di male centinaia di migliaia di persone, da dover essere bruciate in maniera così crudele per la più alta gloria di Dio?”. E la risposta suonò secca in me: “Perché hanno letto la Bibbia e quindi sono diventati dei dannatissimi eretici!”. Allora esclamai in me: “O Signore, è mai possibile che uomini, che aspiravano alla Tua santissima Parola, debbano trovare una simile ricompensa dalla chiesa romana assassina? Signore! Non hai più fulmini e nessun diluvio universale per annientare in eterno la Spagna e Roma?”.

6. La risposta di Dio arrivò, lenta ma sicura, dall’alto dei Cieli. Poi non l’ebbi più sulla Terra, ma in compenso tanto più chiaramente in questo mondo degli spiriti. Dov’è dunque qui la superba e spavalda Roma? Che cos’è ora il papa? Eccetto alcuni pochi asini ciechi che sono ancora fedeli a lui, l’orgoglioso rappresentante di Dio, qui nel mondo degli spiriti lo si deride in faccia e lo si odia e lo si detesta dappertutto.

7. In Italia stessa già si comincia a [detestare] un arcivescovo dopo l’altro, e questo lo si fa con pienissima ragione! Infatti a questi signori non spetta altro, perché sono sempre stati i più

grandi nemici dell’umanità, ma in compenso tanto più grandi amici dell’oro e dell’argento.

8. Pietro, del quale ogni papa strombazza di essere il successore, una volta disse ad un povero diavolo che gli chiedeva l’elemosina: “Oro e argento non ne ho, ma quello che ho te lo do!”. Anche un papa direbbe forse questo ad un poverello? Un simile “onesto” discendente di Pietro potrebbe solo dire così: “Ho sì dell’oro e dell’argento in abbondanza, ma non te lo do; ricevi invece la mia benedizione apostolica che non mi costa nulla! E poi va in pace! Anche se strada facendo morirai di fame, la tua anima giungerà in Paradiso dopo tre giorni di Purgatorio, dove poi starai abbastanza bene!”.

9. Non ha combattuto il grande Paolo come un leone contro le vesti decorate, così come contro ogni onorificenza che gli uomini si attribuiscono troppo volentieri? Quando mai Cristo – fu proprio Lui a dire “Dio è spirito e perciò deve essere adorato nello spirito e nella verità” – ha raccomandato di costruire templi e case di preghiere a caro prezzo e per questo far morire di fame migliaia di poveri? Quale apostolo ha elevato a livello divino la lingua latina? Come se Dio il Signore, che sicuramente conosce tutte le lingue, avesse il più grande piacere solo nella lingua latina! Dimostratemi questo dalle Scritture, allora ci crederò! Ma se non potete farlo, allora siete degli anticristo in carne ed ossa!»

10. Risponde un vecchio arcivescovo, sbuffando segretamente d’ira: «Non ha forse Cristo il Signore dato alla Sua chiesa, cioè a Pietro e ai suoi successori, prima della Sua risurrezione, l’esclusivo potere di sciogliere e di legare? Egli soffiò sui Suoi apostoli e disse: “Ricevete lo Spirito Santo! A chi rimetterete i peccati saranno anche rimessi, ma a chi non li rimetterete non saranno rimessi!”. E un’altra volta disse ancora ai Suoi apostoli: “Ciò che scioglierete o legherete sulla Terra, sarà sciolto oppure legato anche in Cielo!”. Io penso che in questo ci siano abbastanza prove che alla vera chiesa di Dio spetti di diritto di emanare nuove leggi, qualora lo reputi necessario, e di abolirne altre, date da Dio Stesso, se essa riconosce che sotto certe condizioni non sono utili alla salvezza delle anime.

11. Ma il fatto che la chiesa si serva della lingua latina nei suoi riti religiosi ha un duplice motivo estremamente saggio. In primo luogo questa lingua colta è la più degna per onorare e pregare Dio in modo speciale, e in secondo luogo la lingua latina è stata messa come salvaguardia di fronte al popolo comune per i misteri particolarmente sacri della Potenza della Parola di Dio, affinché questi non potessero essere profanati. Questi sono i due motivi fondamentali! Un terzo motivo sta nel potere della chiesa, secondo il quale può anche stabilire irrevocabilmente per legge la lingua latina come lingua universale per il rito religioso. Io penso che questo sia comprovato in abbondanza dalla Sacra Scrittura, mio sapientissimo signor sacrestano!».

12. Risponde il sacrestano: «I due testi menzionati appartenevano certo alla Sacra Scrittura; solo che hanno dimostrato tutto all’infuori di quello che sua eminenza avrebbe voluto volentieri dimostrare. Se Cristo, il Signore, avesse voluto dare pieni poteri alla chiesa, come sua eminenza intende, non avrebbe avuto bisogno di insegnare per tre anni interi agli apostoli ed ancora a molti altri discepoli la grande Legge dell’Amore, la Legge della Vita ed i grandi segreti del Regno dei Cieli, ma avrebbe invece conferito il potere ai Suoi apostoli, senza un precedente insegnamento, potere che avrebbe consentito loro di fare, in quanto persone accolte da Lui, quello che volevano, perché presso il Padre in Cielo tutto sarebbe stato completamente giusto.

13. Come lo si può riscontrare nella chiesa romana, proprio in questa chiesa all’infuori del Nome del Signore e dei Suoi discepoli non si trova più nulla del Suo insegnamento, nessuna umiltà, nessuna mitezza, nessun barlume di pazienza ed ancora meno di amore per il prossimo! Figuriamoci se possiamo trovare una parola di fede. L’unica fede certa, che è sempre forte nella chiesa romana, è la fede nel potere dell’oro e dell’argento! Che cosa dovrebbe succedere per indurre alla fede una volta per tutte un papa, affinché si convincesse che il Regno di Dio non si trova nei grandi tesori del mondo, ma solamente in un cuore puro, umile e colmo d’amore!?

14. Il potere, che il Signore in apparenza ha conferito ai Suoi discepoli, era ed è solamente il Potere dello Spirito Santo di Dio nell’uomo. Su chi vive secondo la Parola di Dio – attraverso la quale tutte le cose e tutti gli esseri sono stati creati – su di lui scende anche lo Spirito di Dio, poiché la Parola di Dio è proprio lo Spirito Santo, che procede dalla Sua Bocca nei cuori di tutti gli uomini che accolgono in sé attivamente la Parola di Dio. Con un simile possesso dello Spirito di Dio, che fa del mio cuore un tempio della profondissima Sapienza proveniente da Dio, posso ben dire ad un fratello peccatore, che mostra pentimento e voglia di migliorare: “Ti sono rimessi i tuoi peccati!”. Ma se è ostinato e non vuole lasciare la falsità e la cattiveria, allora colui che è colmo dello Spirito di Dio può anche dire: “Amico, con la tua maligna perseveranza i tuoi peccati non possono essere rimessi!”. Ma credere che si riceva lo Spirito Santo con certe cerimonie sacramentali come il futile battesimo con l’acqua, la cresima e perfino la cosiddetta ordinazione sacerdotale, questo non ha nessun’altra conseguenza se non l’insopportabile formazione di una casta, dalla quale lo Spirito Santo è lontano quanto è lontano il Cielo dalla Terra.

15. Il Signore dice: “Non siate inutili ascoltatori, ma operatori del Mio insegnamento; solamente allora imparerete a riconoscere in voi la Forza dello Spirito di Dio!”. Ma come deve giungere a questa conoscenza un simile apprendista iniziato, se gli è interdetta la lettura della Bibbia? Egli non può essere un ascoltatore, e ancora meno un operatore della Parola di Dio. Ma se non può seguire questa richiesta di Cristo, dico io, come potrà ricevere la Potenza dello Spirito di Dio?

16. Mia cara eminenza! Rifletti su quanto poco vadano d’accordo quei passi con la casta pagana della chiesa in Roma, e dì a te stesso: “Anch’io sono stato purtroppo un duro usurpatore dello Spirito Santo! Signore, perdonami, perché ero accecato da ogni genere di seduzioni del mondo e del diavolo, e non sapevo ciò che facevo!”. Forse il Signore avrà pietà della tua misera umanità, ma sicuramente non della tua eminenza cardinalizia. Infatti Cristo il Signore non ha mai ordinato delle eminenze, neanche Pietro e Paolo lo hanno fatto!».

[IC.v2.c231.§1-18]

Il sacrestano invita i cento vescovi e cardinali a rigettare il grado di "eminenza", poiché il primo davanti a Dio è colui che è il servo di tutti. Gli alti prelati, invece, condannano l’eretico sacrestano all’Inferno. 

1. Dopo questo discorso l’eminenza si gratta dietro l’orecchio, ma lo stesso gesto non lo fa l’officiante principale, e dopo un po’ l’eminenza dice ai suoi colleghi: «Questo sacrestano è un soggetto maledettamente sapiente! Nel nome della mia povera anima, se non fossi cardinale, vorrei quasi dargli ragione; ma come cardinale non ci si può lasciare insegnare da un sacrestano!»

2. Dice il sacrestano: «O mia cara eminenza! Qui, quanto è vero Iddio, non siamo più sulla Terra, ma siamo, come già ho detto una volta, tutti insieme nel mondo degli spiriti, cosa di cui la vostra eminenza avrebbe facilmente potuto accorgersi da diversi fenomeni, se solo lo avesse voluto»

3. Risponde l’eminenza: «Come avrei dovuto accorgermene? Avrei senz’altro dovuto sentire che sono morto, cosa che deve precedere l’ingresso nel mondo degli spiriti, ed allora ci si dovrebbe trovare come spirito e non come uomo materiale con pelle, capelli ed ossa! Questo non è il caso di nessuno di noi; come potremmo trovarci allora in un mondo degli spiriti? Mio caro e sapientissimo sacrestano, mi diventa sempre più chiaro che sei uno sciocco e devi essere rinchiuso in manicomio!»

4. Risponde il sacrestano: «Non ce n’è bisogno, poiché io, finché mi trovo in mezzo a voi, sono in un collegio di matti perfettamente istituito. Infatti le eminenze che si trovano qui, se non vogliono riconoscere il fatto che già da molto tempo si trovano nel mondo degli spiriti, esse devono essere interamente cieche ed incapaci di comprensione!

5. Ditemi: quanti arcivescovi e cardinali sono stati nominati in una sola volta sulla Terra nel duomo di Santo Stefano? Qui tutti insieme, come alti prelati, siete già circa un centinaio! Quando mai sono stati nominati tanti vescovi e cardinali nella città di Vienna tutti insieme? Di un numero simile la storia non ne fa parola, nemmeno la chiesa romana e i papi! Ma poiché le eminenze sono già qui riunite insieme da alcune centinaia di anni terreni come rospi in letargo, questo non può accadere nel mondo naturale, ma solamente nel mondo degli spiriti!

6. Ed allora io dico, quale stolto dichiarato da uno delle eminenze vostre, che qui siamo tutti uguali, benché la stupidità terrena ci abbia oltremodo separati secondo la posizione sulla tenebrosa Terra, cosa che non sarebbe mai dovuta accadere secondo il puro Insegnamento di Gesù. Infatti Gesù, il Signore, disse esplicitamente ai Suoi discepoli, quando scioccamente Gli chiesero chi fra di essi dovesse essere il primo: "Chi tra voi è il più piccolo ed è vostro servitore, costui è il primo dinanzi a Me. Solamente Uno è il vostro Signore! Ma voi siete tutti uguali e fratelli senza differenza! E che siete Miei discepoli si riconoscerà da questo: se vi amate l’un l’altro come fratelli assolutamente uguali. Chiunque ama il suo prossimo come fratello e non si innalza su di lui, tranne nell’amore per lui, costui è Mio discepolo ed ha già il Regno di Dio in sé!".

7. Eminenze mie, queste sono parole di Cristo, nelle quali è chiaramente provato che sulla Terra, specialmente nelle cose spirituali, non sarebbero mai dovuto esistere differenze di classe. Cristo, il Signore, non ha mai detto nulla di una eminenza religiosa, e ancora meno ha parlato di un papa! Tutti devono essere uguali dinanzi a Lui, poiché Egli solo è il Signore dell’intera infinità sia dal punto di vista materiale che spirituale.

8. Da dove e come hanno avuto origine le differenze di classe nella cosiddetta unica e vera chiesa, che sono così immense da non aver uguali in nessun’altra parte del mondo, mentre il comandamento ora rivelato del Signore proibisce ogni differenza di classe tra i Suoi discepoli? Vedete, eminenze, questa è opera dell’Inferno! Colui che è venuto dall’Alto fu servitore di tutti e Si sacrificò per tutti, e questo è stato Dio Gesù, il Signore Stesso dell’Eternità! Ma chi è venuto dal basso come il più ostinato avversario del Primo santissimo, costui vuole essere servito da tutti e crea tali differenze di classe, affinché la sua condizione possa apparire tanto più alta e più irraggiungibile.

9. Il potere, che i papi si sono attribuiti da se stessi, non è dall’Alto, ma dal basso! Infatti essi sono proprio i primi che calpestano con i piedi le santissime leggi della fratellanza, perché chi può stare alla pari di un papa e dirgli “caro fratello”? Non deve infatti ogni cattolico pronunciare il nome del papa col più grande rispetto e venerazione come fosse quello di Dio? E inoltre, se un cattolico va a Roma, non considera forse una grazia sublime essere ammesso all’udienza? Dove sono dunque i comandamenti di Cristo?

10. Voi, alti prelati, potete vedere da ciò che sulla Terra siete stati prigionieri della più grande stoltezza anticristiana, e in questa stoltezza siete diventati anche cittadini del mondo degli spiriti. Questa stupidità, ancora saldamente fissata in voi, è il motivo principale per cui voi continuate a vivere nell’illusione di non essere morti. Io però dico di togliervi questa illusione, la quale è decisamente contraria alla santissima Intenzione del Signore!

11. Allora comprenderete anche facilmente che un semplice sacrestano può insegnare tanto bene ad una eminenza quanto un’eminenza ad un sacrestano; ed io vorrei sostenere che un sacrestano, secondo il santissimo Insegnamento [prima enunciato], ha maggiormente diritto di istruire un cardinale, il quale rimane cieco e stolto tanto a lungo finché rimane attaccato, anche minimamente, al suo alto grado che egli ha rivestito nel mondo da anticristiano. Il sacrestano invece è abbastanza al di sotto del grado di un cardinale e perciò è anche molto più vicino all’esigenza cristiana che non un’altezzosa eminenza»

12. Dice l’eminenza: «Chi si innalza da sé, verrà abbassato! Sta scritto anche questo! E lei, sacrestano saputello, comprende ciò?»

13. Risponde il sacrestano: «O sì, questo l’ho già compreso da tempo praticamente su me stesso, poiché con me non è mai stato il caso di parlare di un innalzamento; ma il fatto che elogio Cristo e la Sua santa Parola di fronte a sua eminenza non cristiana, questo non è certamente nessun innalzamento di me stesso. Si lasci pure dare ancora il titolo di eminenza, ma sappia che Cristo, il Signore, non ha mai istituito un titolo del genere! Questo è un arbitrario autoinnalzamento e perciò è un abominio dinanzi a Dio! Comprende questo?»

14. A questo punto, interviene l’officiante principale: «Io vi prego, miei cari fratelli, che insieme a me sedete sulla Terra sui troni aurei dei cieli, di smetterla di discutere con questo eretico! Voi sapete il potere che avete. A cosa serve all’ebreo se ci schernisce e ci insulta? Noi lo condanniamo in conclave ed è in eterno del diavolo. A cosa serve a tutti i protestanti il fatto di essersi messi contro di noi? Che vantaggio ricava Martin Lutero dall’essersi separato da noi e dall’aver fondato una dottrina eretica? I milioni che sono caduti a causa del suo insegnamento, gridano continuamente vendetta contro di lui, ed egli si trova nel peggiore degli inferni e maledice continuamente il giorno in cui è nato. Perché è all’Inferno? Perché lo abbiamo condannato in eterno nel santo conclave. In breve, che cosa serve a tutti i nostri avversari essere contro di noi? Essi sono tutti condannati da noi e perciò è impossibile che possano giungere nel Regno dei Cieli!

15. Quindi noi condanniamo anche questo maledetto eretico, e poi dovrà vedere come arrivare nei Cieli di Dio. Io ora in mezzo a voi dico: “Maledetto eretico! Sii dannato per tutti i tempi dei tempi!”. Voi avete risposto amen, ed egli ha già la sua parte all’Inferno! Vedete, dobbiamo agire così e non scendere a litigi mondani, ma fare subito un pienissimo uso, senza scrupoli, dell’arma spirituale conferitaci da Dio! Poi costoro, nell’altro mondo, cominceranno a provare, in compagnia dei diavoli, come sarebbe stata loro utile l’unica chiesa beatificante se fossero rimasti fedeli ad essa. Allora ci tenderanno le loro mani per chiedere aiuto, ma noi diremo a costoro: “Niente da fare! Nel mondo non avete voluto darci ascolto, ed ora anche noi non vi ascolteremo! State lontani da noi in eterno, maledetti!”. Allora grideranno: “Solo ora riconosciamo quali santi straordinari siete presso Dio e quale miserabile nulla siamo dinanzi a voi. Metteteci nel peggior Purgatorio per centomila anni, ma condonateci il più terribile Inferno!”

16. Noi però risponderemo: “Nel mondo vi abbiamo ammoniti a sufficienza! Vi inviammo una lettera pastorale dopo l’altra, vi abbiamo dato indulgenze a bizzeffe in cambio di piccole offerte, e vi richiamammo seriamente alla confessione e alla penitenza! Ma voi ci avete solamente derisi e avete fatto ciò che volevate! Ma qui nel mondo degli spiriti siamo diventati dei signori onnipotenti e vi potremmo aiutare se lo volessimo, ma noi non lo vogliamo, e così anche Dio non lo vuole; ed allora state lontani da noi nel fuoco eterno, che è preparato per i diavoli e per tutti i suoi servitori eretici!”. Allora si aprirà la terra sotto ai loro piedi e l’eterno abisso li inghiottirà insieme ai diavoli e per sempre i loro nomi non verranno più ricordati. Vedete, noi facciamo questo e lo abbiamo anche già fatto a questo maledetto eretico. Ora deve vedersela lui su come fuggire dall’Inferno!»

17. Allora dice il sacrestano: «Ma permetterete almeno di trattare un po’ con voi? Anch’io prendo un Purgatorio di centomila anni invece del grande Inferno! Datemi dunque il Purgatorio al posto di questo! Che differenza c’è se individui come noi bruciano tanto o poco all’Inferno!»

18. Grida l’officiante principale: «Ah, il fuoco dell’Inferno già

comincia a lambire la sua anima, costui già lo sente ed ora vorrebbe un sollievo da noi; ma niente da fare! Che vada via; che vada all’Inferno e da tutti i diavoli!».

[DC.v1.c51.§1-9]

Sullo scopo della Nuova Rivelazione.

1. Per quanto riguarda lo scopo di tutte queste Rivelazioni, esso consiste in questo: In primo luogo viene mostrato così alla vostra eruditissima intelligenza mondana, quanto sia assolutamente stolto il suo sforzo di voler indagare e trascinare nell’ambito delle sue inesprimibili limitatezze delle proporzioni, cose che per la loro profondità, grandezza e santità resteranno eternamente a una distanza superiore alla sua sfera [di comprensione]. Simili cose infatti vengono messe soltanto nel cuore credente e devoto del semplice, sì, e come segno di confusione per la sapienza mondana, vengono date anche ai bambini nella culla, così come Io posso darle perfino alle pietre.

2. In secondo luogo, però, tale scopo consiste anche in questo: Mostrare a voi e a tutto il mondo le vere vie del Mio Amore misericordioso, le vie che esso prende per fondare l’eterna salvezza di tutti gli esseri, e mostrare come, quando e perché tutto questo è così e così accade, affinché in tal modo abbiano fine tutti i dubitanti mondani, e le cose possano essere guardate nei loro veri rapporti originali. Come infatti un buon costruttore edile sa con certezza e per il meglio a quale scopo deve esserci questo o quello in una grande opera, così pure soltanto Io posso sapere perché questo, perché quello, e come, quando e con che cosa.

3. Chi qui indaga e si lambicca il cervello senza la Mia Grazia, costui cade sempre in errore. Chi invece viene a Me e lo impara da Me nel suo cuore, costui ha nella pienezza della verità ciò di cui neppure una virgola sarà mai cambiata in tutta l’eternità.

4. E in terzo luogo però, da tutte queste Rivelazioni, dovrà rendersi chiaramente evidente la molteplice malvagità degli uomini di tutte le classi e condizioni [sociali], e si dovrà ben comprendere come tali persone, a causa della loro cieca malvagità, abbassano ostinatamente le cose più sante e più pure fino al loro sensuale fango mondano, e le sfigurano orribilmente per i loro dannabili scopi egoistici.

5. A farla breve, tutto dovrebbe e deve essere svelato davanti al mondo, affinché poi ognuno sappia in che stato si trova. Sì, il punto centrale della Terra dovrà essere svelato apertamente agli occhi di tutto il mondo, come davanti agli ospiti [si scoperchia] una vivanda coperta per il nutrimento che li rafforza. E così pure nessun sole dovrà essere tanto lontano da non poter essere scomposto in piccolissime parti sotto il microscopio della fede viva della semplicità, e ciò anche se la sua circonferenza fosse più grande di quella del vostro più grande pensiero che siate mai in grado di pensare. E non ci dovrà essere neppure un qualche filo, per quanto piccolo e per quanto sottile fosse filato, che non giunga alla luce fortemente ingrandente del Mio Sole di Grazia! Sì, Io voglio ricavare, da punti, degli astri trasparenti, e i soli centrali scomporli in punti svelati, perché il mondo veda che alla fine tuttavia sono Io tutto in tutto.

6. Se in tal modo ora il mondo giungerà a comprendere che al di fuori di Me non si può cercare né trovare salvezza, allora la pace bacerà la Terra e ad ognuno sarà assicurato il suo compito per il tempo e per l’eternità in tutto amore per Me! Soltanto allora l’imperatore sarà veramente imperatore, ben indicato dalla Mia unzione, il re un re, il duca un duca e il principe un principe, senza alcuna condannabile costituzione, eccetto la costituzione dell’amore che proviene da Me e della Grazia traboccante su tutto. E allora il lupo dovrà fare da infermiere all’agnello!

7. In tal modo Io voglio appianare ogni cosa, perché non si presentino mai più “cascate” e “frane”, ma solo il mare del Mio Amore e fiumi della Mia Grazia. Tutto il resto deve diventare “terreno piano”.

8. E vedete, tutto questo deve accadere perché la vera Chiesa fra gli uomini sia purificata e la sua vittoria splenda più che la luce di tutti i soli riuniti in uno – per cui possa poi diventare “un solo Pastore e un solo gregge”, le cui pecore dovranno udire sempre la Mia Voce, fino alla fine di tutti i tempi – allorquando ogni materia sarà distrutta nel fuoco dell’Amore divino – o anche però, se queste Mie parole di avvertimento dovessero marcire infruttuose nel fango del mondo, immediatamente nel fuoco della Mia giusta Ira!

9. Vedete, ora è venuto il periodo del "piccolo tempo" 3. Chi ben lo rispetta, a lui accadranno grandi cose nell’eternità. Chi invece se ne scandalizzerà e avrà dubbi sulla Mia Fedeltà, per lui il “piccolo tempo” passerà presto e lo afferrerà quello grande dell’eterna Ira! Perciò: o questo o quello! Come uno vuole, così faccia! Noi però ci incontreremo sempre. Amen. Questo dico Io, l’eterno Amore e Sapienza. Amen, Amen, Amen!

3.In contrapposizione al "grande Tempo dei tempi", cioè quello dell’Incarnazione del Signore. Vedi il libro "Il grande Tempo dei tempi". [Nota tedesca]

     

ATTENZIONE

 
 

4. In verità, coloro che si alzano quando Io li chiamo, quelli anche risorgeranno alla vita, e non assaporeranno mai la morte, mai in eterno! 

5. Ma coloro che non seguiranno la Mia chiamata, quelli continueranno a giacere per molto e molto tempo! Dunque, alzatevi ora, liberi e lieti! Amen». [GFD.1.180.4-5] 

Il motivo per cui tra i "molti chiamati, pochi sono gli eletti" è dovuto al fatto che sono pochi coloro che ascoltano le Parole del Signore: "Rinnega te stesso, prendi la croce sulle spalle e poi seguiMi!".

 [SS.c15.§19]

Fiumi d'acqua viva sgorgheranno

 da chi crede in Me!

LA TERRA

Figlia del Sole primordiale

[GVG.v4.c106.§8] Estratto conciso

8. La Terra non ha avuto origine da questo sole, contrariamente a tutti gli altri pianeti - ad eccezione di quello fra Marte e Giove, distrutto 6.000 anni fa per opera dei suoi abitanti. La Terra è stata originata dal sole centrale primordiale ed è più vecchia rispetto a questo sole di un periodo di tempo per noi infinito. La Terra ha cominciato a diventare corporea dopo che questo sole, già da molto tempo, aveva iniziato la sua prima rivoluzione intorno al suo sole centrale; ha attratto poi a sé, da questo sole, il proprio elemento corporeo.

DC.v3.c530.§3]

3. Vedete, tutti gli altri pianeti, che con i loro corpi minori orbitano attorno al sole, sono, ad eccezione di un’unica cometa, figli proprio di questo sole, ma non questa Terra insieme alla sua luna. Questa Terra è una figlia proveniente dal sole primordiale, fu lanciata fuori dal grandioso interno di questo sole nel vasto spazio del globo cosmico, con forza indicibile, come corpo già piuttosto compatto, naturalmente da un numero di anni terrestri per voi inimmaginabile. Di una simile provenienza ebbe da rallegrarsi anche quel pianeta1 più grande, di cui sapete che è stato distrutto a partire dall’interno. Per questa ragione però questa Terra è anche così estremamente varia e complicata che in essa, su di essa e sopra di essa compaiono tutti quei materiali originari che, ovviamente in scala grandissima, compaiono soltanto nel sole centrale primordiale; e in esso debbono comparire perché è la [stella] nutrice e la direttrice dei molti, innumerevoli soli centrali secondari e dei soli planetari e dei loro pianeti.

1. Si tratta del grande pianeta Mallona  che si trovava nell’orbita tra Marte e Giove, i cui resti sono gli attuali asteroidi o fascia dei pianetini. [NdR].

SUL SOLE

 L'uomo origina gli esseri

SN.c2.§2]

2. Sui pianeti imperfetti, tutto evolve fino all’uomo, quale ultimo e più perfetto gradino delle cose e degli esseri. Sul Sole, quale pianeta perfetto, è l’uomo, con la sua volontà, che origina gli esseri. Tali entità atomiche, insieme alle muffe eteriche, sono trasferite, sugli altri pianeti mediante la luce solare, e progrediscono poi fino all’uomo. [Estratto conciso].

COSTELLAZIONE DEL LEONE

 

REGOLO

Sole Centrale Primordiale

[GVG.v4.c254.§4-10] 

4. Tu, o Mataele, conosci bene le costellazioni degli antichi egiziani, e anche la stella Regolo nel gran Leone ti è perfettamente nota! Come appare essa ai tuoi occhi? Ecco: un punticino scintillante; e tuttavia là dove essa si trova nello spazio, è un corpo solare così grande che un fulmine, il quale pure in quattro istanti percorre una lunghezza di 400.000 Feldwege1, per coprire la  distanza tra il suo polo settentrionale e quello meridionale impiegherebbe più di un trilione di anni terrestri secondo il sistema di calcolo arabo antico che ti è noto! Il suo nome vero e proprio è Urka, o meglio Ouriza, (il primo, ovvero il principio della creazione di eoni volte eoni (10120 x 10120) di soli inclusi in un globo cosmico di una estensione quasi infinita). Esso è l’anima, ossia il punto centrale di gravità di un globo cosmico, il quale però in sé e di per sé non costituisce che un nervo dell’immenso Uomo cosmico. Ora un tale Uomo cosmico di nervi simili ne ha certamente all’incirca tanti quanti sono i granelli di sabbia e i fili d’erba sulla Terra. Tutto intero questo immenso Uomo cosmico però non costituisce infine che un periodo della Creazione, dal suo inizio fino al termine del suo completamento spirituale.

1. 300.000 km. [NdR].

 

"Chi vuole giungere alla Mia Parola vivente dentro di sé costui sia perfettamente attivo nel praticare la Mia Parola"

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