Il Vero volto di Gesù

                                  Gennaro Anziano: "LA FINE DEL MONDO È VICINA!" - "THE END OF THE WORLD IS NEAR!"

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Il Signore avverte

1. [Jakob Lorber], lo scrivano della presente Opera cercò e trovò. Chiese, e gli fu dato; e per mezzo di lui fu dato anche a tutti coloro che sono di cuore buono e di buona volontà. A coloro, invece, che qui cercano soltanto con la loro presunta pura intelligenza mondana, non sarà dato né sarà aperto.

2. Chi leggerà la presente Opera con cuore umile, riconoscerà il vero Autore. [GFD1.1-2]

3. Il motivo per cui tra i "molti chiamati, pochi sono gli eletti" è dovuto al fatto che sono pochi coloro che ascoltano le Parole del Signore: "Rinnega te stesso, prendi la croce sulle spalle e poi seguiMi!".

 [SS.c15. §19]

Il Nuovo LIbro della Vita

Il Dizionario della Sapienza

Il Dizionario è tratto dall'Opera La Nuova Rivelazione o Nuovo Libro della Vita, dettata da Gesù a Jakkob Lorber. Di essa Gesù dice: questa è la NUOVA DOTTRINA che Io do dai Cieli! Essa è la Vera, NUOVA GERUSALEMME dai Cieli poichè l'antica, cioè quella terrena, non vi serve più a niente! [GVG.v6.c13.§5]

 

SIRIO

5. E questo periodo della Creazione, rispetto a tutti gli altri, ha il vantaggio, di gran lunga non ancora riconoscibile per voi con sufficiente chiarezza, di essere l’unico, in tutta l’Eternità e Infinità, nel quale Io Stesso Mi sia rivestito perfettamente della natura carnale umana e in cui di tutto il grande Uomo cosmico Io Mi sia scelto questo globo cosmico, e all’interno di questo Io Mi sia scelto la galassia dei soli centrali [degli ammassi stellari] in cui c’è Sirio, dei cui duecento milioni di soli [planetari] che gli ruotano intorno Io abbia scelto proprio questo [vostro] sole, eleggendo – fra i molti corpi mondiali che gravitano intorno ad esso – precisamente questo pianeta sul quale ora ci troviamo, per diventare Io Stesso Uomo su di esso e per allevare da voi uomini dei veri figli Miei per tutta l’Infinità ed Eternità che furono e che saranno.

[GVG.v4.c255.§1-13]   

Costellazione del Cane

. [GTT.40-41]

40.Dunque ascolta, tu grande focolare di fuoco, tu antico Sole1 centrale che nel Cane2 fai spicco come corona di splendore dei tuoi Soli; che cosa, con i tuoi raggi lanciati infinitamente lontano, hai dunque scorto di Me, nei tuoi cosmi, che ti sembra il massimo? Infatti vedi, ti girarono intorno Soli a trilioni, a ciascuno di essi erano annesse Lune, Terre e comete a milioni, cosicché ognuno, come un cosmo, potesse operare nella sua sfera dato che di certo da ognuno si dispiegarono innumerevoli opere assolutamente sublimi; perciò tu, in tutte queste opere che sono infinitamente tante, di certo noterai pure in qualche modo tra queste la Mia più grande!

41.Oh, prenditi tempo, [...]

penetra nel tuo punto centrale dello spirito di fuoco da lì assai presto e velocemente la risposta giusta tu porterai.

1 E' un Sole centrale degli Ammassi stellari intorno al quale orbitano trilioni di Soli.[NdR].
2 Costellazione del 'Gran Cane'. 
 
 

A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

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.

Chiesa [Missione della] [GVG.v1.c135.§1-23]

Discorso di Matteo il doganiere ai suoi compagni apostoli. Il Signore dà ai Suoi missionari istruzioni sul modo di comportarsi durante la futura opera di apostolato. Scambio di parole di Giuda con Tommaso. Simone di Cana chiede se si possa accettare il denaro che viene offerto. La Parola del Signore riguardante il denaro ed i tempi tristi in cui il denaro sarà il dominatore. (Mt 10, 5-10)

1. Dopo che Io ebbi chiamato i dodici discepoli ad essere Miei messaggeri e precursori e che ebbi dato loro, mediante l’imposizione delle Mie mani, ogni potere possibile, nonché spiegato loro sommariamente quello che essi avrebbero dovuto fare, tutti i dodici eletti Mi fecero nonostante ciò pressanti richieste perché Io prescrivessi esattamente la maniera in cui essi avrebbero potuto procedere durante le loro peregrinazioni, ed affinché Io dicessi quale sarebbe stata la loro sorte nelle diverse località. Ed il motivo era quello che essi temevano, e non poco, i molti farisei e scribi.

2. Solo Matteo il pubblicano si mostrò alquanto più coraggioso, e obiettò alle diverse osservazioni mosse dai suoi compagni preoccupati: «Suvvia! Io sono greco; a me non potranno tanto facilmente nuocere! Oltre a ciò io dispongo di una lingua pronta e di due braccia robuste, e sono infine, ciò che posso sempre dimostrare con documenti autentici alla mano, cittadino romano su cui nessun sfacciato giudeo può azzardarsi a mettere le mani; in questo modo almeno, per quello che riguarda eventuali manifestazioni ostili fatte apertamente, posso sbrigarmela io con loro. Da insidie poi e da tentativi omicidi saprà ben proteggermi lo Spirito onnipotente del nostro Signore e Maestro, cosicché io mi trovo a possedere in grande quantità armi eccellenti, perfino contro i più scaltri nemici, e per conseguenza neanche l’Inferno intero può farmi paura! In quanto a voi, siete tutti galilei, vale a dire per la maggior parte avversari del Tempio, e veramente più greci che ebrei; inoltre i romani vi sono amici. Che cosa avreste dunque da temere in condizioni simili? Soprattutto noi dobbiamo essere pieni di coraggio e di forza, perché qui si tratta di assumere un compito infinitamente grande e santo! Vada pure la Terra in rovina e si sfracelli in mille pezzi; un vero uomo deve, disprezzando la morte, restare fermo al suo posto, anche sopra le rovine, e non vacillare come un giunco! Del resto io sono d’accordo con voi che sia conveniente avere chiare ed esaurienti istruzioni prima di accingerci all’opera, perché noi dobbiamo pur sapere bene cosa avremo da fare e cosa dovremo dire!»

3. Queste energiche parole di Matteo, il doganiere, ebbero il potere di infondere negli altri maggior coraggio, e nell’iniziale entusiasmo anzi sembrava che volessero piuttosto volarsene via che andare a piedi.

4. Allora Io Mi posi nel loro mezzo e dissi: «Raccoglietevi dunque in spirito ed ascoltate; ora Io vi comunicherò tutto quello che vi è opportuno sapere, e non vi tacerò nulla di quello che dovete sapere.

5. Questa prima volta che Io vi mando quali Miei inviati, voi non sperimenterete né vi sarà chiarito tutto ciò che ora sto per comunicarvi, ma dopo che Io sarò asceso corporalmente da questa Terra ai Miei Cieli per preparare per voi delle abitazioni eterne nella casa del Padre Mio, allora comprenderete e sperimenterete tutto quello che ora vi rivelerò in una volta sola, tanto per il tempo presente quanto per il futuro.

6. Fate bene attenzione, e vedete di imprimervi nella mente cosa significa “adesso” e cosa “l’avvenire”! Però, quanto ora Io vi dirò, lo comprenderanno e sperimenteranno pure tutti coloro che dopo di voi calcheranno, nel Mio Nome, le vostre orme. E tu Matteo lo scrivano devi disporti a prendere nota per iscritto di tutto quello che Io ora annuncerò, come facesti al Garizim, poiché tali cose non devono perire per il mondo, dato che le stesse sono destinate a diventare una testimonianza tremenda contro di esso!»

7. Matteo allora si prepara a scrivere, ed Io dico ai dodici: «Anzitutto non calcate le vie dei pagani!

8. Vale a dire: “Non procedete, come fanno i pagani, con la violenza, ed evitate anche i popoli che vi sono noti come troppo incolti ed aridi, poiché voi non dovete predicare il Vangelo del Regno di Dio a cani e porci; un maiale infatti resta maiale, ed il cane fa sempre ritorno con bramosia al proprio vomito”. Ciò è precisamente quanto ora Io intendo dirvi consigliandovi di “non procedere per le vie dei pagani”

9. E poi non entrate nelle città dei samaritani! Perché? Perché ad essi ho già destinato un apostolo, al vostro fianco e sotto ai vostri occhi. In primo luogo essi non hanno bisogno di voi, e in secondo luogo voi sareste tanto peggio accolti presso i giudei, qualora questi venissero a sapere che voi avete qualcosa in comune con i loro più disprezzati nemici (Matteo 10,5). Andate invece coraggiosamente dappertutto dove si trovino delle pecorelle smarrite della casa d’Israele! (Matteo 10,6)

10. Quando voi vi presenterete davanti a loro, cominciate a predicare e ad annunziare loro, in modo che possano comprendere, come il Regno dei Cieli sia loro giunto vicino (Matteo 10,7). E se essi vi daranno ascolto ed accoglieranno i vostri insegnamenti, allora risanate i loro ammalati, rendete mondi i lebbrosi e risuscitate i loro morti, dove sia necessario, come vi verrà mostrato dallo Spirito, anche corporalmente, ma dappertutto e soprattutto spiritualmente!

(N.B. Questa cosa non venne trascritta da Matteo nel suo Vangelo perché il comandamento del risuscitare i morti va inteso principalmente quale il ridestare dello spirito.)

11. Cacciate i demoni e ammoniteli a non tentare un possibile ritorno! Ma soprattutto che non vi venga in mente di chiedere alcuna ricompensa per i vostri servizi, poiché in dono voi avete ricevuto questo potere da Me, e così ugualmente in dono dovete farne scendere i benefici sui vostri simili nel Mio Nome!» (Matteo 10,8). Questa osservazione Io la feci particolarmente a causa di Giuda Iscariota, il quale in segreto aveva subito cominciato a fare i suoi calcoli per vedere all’incirca quello che avrebbe potuto farsi pagare per l’uno o l’altro servizio reso. Specialmente per resuscitare una persona, cosa a cui qualche straricco avrebbe tenuto immensamente, voleva esigere mille libbre!

12. Ma poiché Io avevo scorto rapidissimamente tutto questo lavorìo e questi calcoli nel cuore del traditore, aggiunsi subito la frase sopra accennata, alla quale però l’interessato fece una faccia scura, il che non sfuggì a Tommaso il quale gli stava di fronte, che non poté trattenersi dal fare questa osservazione: «Che cosa hai dunque? Tu fai proprio la faccia di uno che vuole esigere degli interessi usurari e che vede però il tribunale tirare sul suo conto una linea larga un braccio!»

13. Dice Giuda: «A te non deve importare niente che faccia io faccia! Sta a vedere che infine mi toccherà renderti conto della mia faccia!? Non sono stato io ora scelto ed eletto al pari di te? Perché dunque continui a correggermi?».

14. Risponde Tommaso: «Io non ti correggo affatto; spero bene tuttavia che, date certe occasioni, sarà permesso rivolgerti una domanda? Perché mai non hai fatto prima una faccia così scura quando il Signore ci impartì ogni specie di facoltà meravigliose e ci dimostrò come noi possiamo e dobbiamo esercitarle? Però, come il Signore disse che noi dobbiamo fare tutto ciò senza chiedere nessun compenso, il tuo viso si offuscò tutto ad un tratto; e perché dunque? Ti ha colto forse improvvisamente il crampo, per farti contrarre la faccia con un’espressione così scura? Rispondi apertamente se ne hai il coraggio!».

15. Esclama allora Giuda rivolto a Me: «Signore, fallo stare al suo posto una buona volta! Altrimenti io sarò sempre fatto bersaglio delle sue osservazioni le quali, davvero, potrebbero con il tempo offendermi!».

16. Dico Io: «Amico! Se qualcuno incolpa un innocente di un peccato, questi se ne ride nel suo cuore, perché il suo cuore lo assolve immediatamente da ogni peccato. Ma se uno rinfaccia, sia pure incidentalmente, al suo simile qualcosa di cui l’uomo invece è sul serio colpevole, dimmi: riderà quest’uomo nel suo cuore? Oh no! Te lo dico Io: “Quest’uomo si arrabbierà nel suo cuore con colui che incidentalmente gli ha rimproverato la sua colpa ed egli non gli sarà mai più amico!”. Dunque non insistere oltre su tale cosa, altrimenti finisci con l’ammettere da te stesso il tuo peccato!».

17. Allora Giuda, udendo queste parole, cerca subito di dare un’espressione possibilmente sorridente al suo viso per non dare a vedere di essere in qualche modo colpevole!

18. Ma Tommaso mormora fra sé e sé: «O vecchia volpe! Ti conosco bene io; ed a me non la dai ad intendere!».

19. Ma Simone di Cana Mi chiese: «Signore, che cosa dovremmo fare se qualcuno per una guarigione da noi operata volesse offrirci dell’oro, dell’argento oppure dell’altro metallo da conio? Dobbiamo anche in questo caso rifiutarci di ricevere una simile offerta? Io penso che tuttavia vi sono tanti poveri ai quali potremmo ben venire in aiuto con questo denaro!».

20. E qui Giuda, che sembra pienamente d’accordo, si lascia sfuggire, senza che nessuno gli abbia chiesto nulla, la seguente osservazione: «Sì, sì, questa appunto è anche la mia opinione! Se a qualcuno, per servizi da lui resi, venisse con insistenza offerto dell’oro, dell’argento o delle monete qualsiasi, io pure credo che si potrebbe accettarle per lo scopo cui ha accennato Simone di Cana?».

21. Osservo Io allora: «Non è così, fratelli Miei! Io vi dico: “Voi non dovete portare né oro, né argento, né monete nelle vostre cinture, poiché un lavoratore onesto è, anche senza tutto ciò, degno del cibo che riceve!” (Matteo 10, 9). Chi però non vuole lavorare, pur essendo in forze per farlo, costui non ha nemmeno diritto agli alimenti! Infatti sta scritto: “Tu guadagnerai il tuo pane con il sudore della tua fronte!”. Mentre non sta scritto in nessun luogo che chi fugge il lavoro si procuri da vivere elemosinando oro, argento o altro metallo! I deboli, i vecchi e gli infermi devono in ogni caso, secondo la legge, essere mantenuti ed accuditi dall’intera comunità.

22. Tuttavia è certo che verrà un tempo, ed anzi fin troppo presto verrà, in cui l’oro, l’argento e simili altre cose domineranno gli uomini e stabiliranno il loro valore dinanzi al mondo; questi però saranno tempi ben tristi, perché allora la luce della fede si spegnerà e l’amore del prossimo si raffredderà e diventerà gelido come il metallo!

23. Per questa ragione voi ora, partendo, non dovete portare con voi né zaino, né bastone e nemmeno un mantello di riserva! Infatti, come vi ho già detto, un coscienzioso operaio è anche, senza tutto ciò, meritevole del proprio sostentamento!». (Matteo 10,10)

[GVG.v1.c136.§1-8]

Domande di Giuda e sue obiezioni riguardo a viaggiare senza denaro. Santi consigli del Signore: «Siate prudenti senza falsità e pieni di mansuetudine». Del discorso giuridico di Giuda, in opposizione ai consigli del Signore.

(Mt 10, 11-16)

1. Ma Giuda domandò e disse: «Signore, certamente tutto questo sarà giusto, e non vi è dubbio che presso i paesani noi troveremo e cibo e tetto senza avere denaro con noi; tuttavia noi dovremo andare anche per città e borgate dove i sentimenti di ospitalità sono già da lungo tempo totalmente scomparsi. Come faremo noi in tal caso a cavarcela senza denari?».

2. Rispondo Io: «Quando voi entrate in una città od in una borgata, informatevi (anche se voi pur sapete quale sia il vostro potere!) se là si trovi qualcuno che sia degno di voi e che abbia bisogno di ciò che voi potete dargli! Una volta trovato un tale, rimanete presso di lui finché sia giunto il tempo di allontanarsi e di andarvene in qualche altro luogo. (Matteo 10,11).

3. Si intende però da sé che voi prima salutiate la casa in cui entrate (Matteo 10,12), poiché il vero amore procede sempre cortese e dolce in una casa straniera. Se una casa, cioè i suoi abitanti sono degni di voi, la vostra pace scenderà su di essi, ma se la casa non è degna di voi, la pace farà ritorno da voi. (Matteo 10,13).

4. E quando in una casa gli abitanti non vi accoglieranno, né vorranno ascoltare le vostre parole, allora uscitevene subito da una tal casa, come anche infine da una simile città, e scuotete perfino la polvere dai vostri calzari; e ciò sia, un giorno, di testimonianza ben grave contro di essa! (Matteo 10,14). Perché in verità, in verità vi dico: “Nel giorno del Giudizio, nell’altro mondo, sarà riservata sorte meno aspra a Sodoma ed a Gomorra che non ad una simile città! (Matteo 10,15).

5. Vedete! Io vi mando come pecore fra i lupi rapaci; siate sempre accorti come il serpente, ma nello stesso tempo senza falsità come la colomba che è il simbolo della dolcezza!» (Matteo 10,16).

6. Ed a ciò Giuda replica: «Ma Signore, in tali condizioni noi faremo, generalmente parlando, pessimi affari. A che serve nel nostro caso il futuro Giudizio, nel mondo degli spiriti, nel quale quasi nessuno crede più? Se noi, con la pienezza dei divini poteri da Te conferitici, non possiamo o non dobbiamo eseguire, nella maniera più rigida possibile e più rispondente alla necessità, una sentenza di giudizio a carico di questi lupi rapaci sotto sembianze umane, tanto vale che rimaniamo a casa nostra! Infatti non appena noi cominceremo, per quanto poco ad alta voce, a rendere testimonianza di Te davanti a simili lupi rapaci i quali pullulano specialmente nelle città, allora noi saremo afferrati, legati e trascinati dinanzi ai tribunali; là verremo giudicati severissimamente e poi, ammesso che la sentenza non sia eccessivamente dura, saremo per lo meno flagellati, in presenza degli ebrei, nelle scuole ed infine, verremo cacciati via dalla città, liberi di andarcene. Davvero, che per un regalo simile c’è proprio da rendere grazie anticipate! A che cosa giovano l’accortezza, la verità e l’onestà più perfetta, quando esse hanno come oppositrice la violenza più arbitraria che infuria nel suo cieco zelo?

7. Se veramente esistono piena verità ed equa giustizia, di cui l’umanità oggigiorno non ha nemmeno il più lontano concetto, in tal caso deve anche presso di noi valere il principio dei romani “Perisca il mondo intero, ma piena giustizia sia fatta!”. La vera virtù trovi sempre la sicura sua ricompensa; la menzogna, l’invidia, l’avarizia, la falsità ed ogni altra ingiustizia trovino invece sempre inesorabile castigo! Se vogliamo ottenere un qualsiasi risultato con questa perfida umanità quasi generalmente corrotta, dobbiamo procedere così come gli angeli verso Sodoma e Gomorra! Colui che ci ascolta e ci accoglie nel Tuo Nome abbia la ricompensa della Tua Grazia, ma colui che non vuole darci ascolto né accoglierci, su di lui scenda il flagello! E se qualcuno vuole perseguitarci e trascinarci davanti al tribunale di questo mondo, cada su di esso un fuoco distruttore dai Cieli e avvenga di lui quello che a suo tempo è avvenuto degli abitanti di Sodoma e Gomorra!

8. Se Tu, o Signore, ci concedessi di procedere in tal maniera, è certissimo che noi otterremo dei buoni risultati durante questa nostra missione ma se invece non dovesse venirci permesso di agire così con l’umanità estremamente perversa e corrotta, allora tutto il nostro lavoro e tutte le nostre fatiche sarebbero vane. Noi verremo lapidati e, per quanto ciò sia possibile, Tu stesso sarai ucciso, e l’immensa moltitudine dei nostri avversari calpesteranno, sghignazzando ed esultando dalla vittoria, i nostri cadaveri. Ecco tutto quello che noi potremo conseguire con la nostra inopportuna bontà, indulgenza e mansuetudine! Per dirla breve, per poter venire a capo di qualche cosa con Satana, bisogna o imporglisi da assoluto padrone, oppure diventarne servo in tutto e per tutto, altrimenti non se ne fa nulla!».

[GVG.v1.c137.§1-22]

Risposta del Signore ai propositi missionari di Giuda. L’anima di Giuda proviene dal basso. La vita terrena è la morte dello spirito. Sguardo storico e retrospettivo sul modo in cui vengono spiritualmente governati gli uomini. Ora è giunto il tempo piacevole in cui il Signore si manifesta nel dolce alitare del vento. Delle sofferenze dei missionari. Citazioni del libro di Isaia. Conforto degli apostoli. (Mt 10, 17-20)

1. Gli dico Io: «Poiché tu sei un uomo di questa Terra, tu parli anche come tale. Colui però che viene dall’Alto, parla diversamente, perché Egli soltanto vede e molto ben conosce quello che in ogni tempo è necessario all’uomo, affinché il suo spirito si renda libero dalla potenza costrittiva e dall’Ira di Dio, e affinché pervenga alla vera indipendenza e la conservi in eterno!

2. Infatti, la vita di questa Terra non dà allo spirito né vita né libertà, ma morte soltanto; la morte invece di questa Terra è la rinascita dello spirito a vita eterna ed a vera eterna libertà!

3. Ma pur volendo parlare dal punto di vista umano, Io ti dico che tutti i mezzi da te citati, e molti di più ancora, sono già usati con l’umanità; rispondi tuttavia a te stesso e dimMi dove sono le frutta dorate che si sarebbero dovuto raccogliere secondo la tua opinione!

4. Cosa è accaduto ai tempi di Noè? Di quanto sono divenuti migliori gli uomini di questa terra rispetto a com’erano prima di Noè? Che cosa non è avvenuto poco dopo a Sodoma ed a Gomorra?

5. Eppure, vedi, gli attuali pagani, perfino i Mori ed i Sinniti dell’estremo oriente, non sono che discendenti di Lot, comprese anche molte tribù selvagge di Sciti, i quali abitano le regioni settentrionali della Terra e che sono ormai discesi al livello dell’animale! Come li trovi tu, nonostante la lezione di cui fu testimone Lot, loro padre?

6. Va’ in Egitto ed osserva quei popoli di quanto sono migliorati dopo le sette piaghe! Che cosa infine non è stato fatto da Mosè e da tanti altri profeti?!

7. Per ben quarant’anni Jehova fece languire miserissimamente, in cattività a Babilonia, gli ebrei diventati troppo malvagi; essi sono stati trattati come le più  spregevoli bestie da soma e nutriti con il cibo che si getta ai maiali ed ai cani; le belle figlie degli ebrei dovettero lasciarsi straziare a morte, notte e giorno, dai prepotenti babilonesi, pena la flagellazione ed ogni specie di altro martirio, ed altrettanto dicasi dei ragazzi e dei giovanetti i quali venivano dapprima castrati! Va’ là adesso e domanda a tutti questi ebrei, altezzosi e superbi, quanto migliori siano diventati dopo una simile lezione!

8. Indicami un’epoca, un anno, un mese, una settimana, un giorno, in cui il Signore non abbia punito gli uomini, sia singolarmente, sia in generale, quando accennarono a diventare troppo malvagi! Non c’è una casa che sia stata risparmiata in tutto il territorio degli ebrei; rispondi dunque a te stesso di quanto gli uomini nel loro intimo ne siano stati migliorati!

9. Per questi motivi, tu esci fuori con il tuo consiglio davvero troppo tardi, poiché tutto quello che hai suggerito è già avvenuto ed ha anche operato nel campo spirituale ciò che poteva operare. Ma per quanto riguarda la vita esteriore e terrena dell’uomo, considerando la cosa profondamente, non ne può né deve risultare un effetto rilevante, anche perché a questo solo scopo, dall’Alto, non venne mai concesso niente.

10. Se Io ora volessi annunciare agli uomini il Vangelo del Regno di Dio sulla Terra nuovamente fra tuoni e fulmini, allora non avrei affatto bisogno di voi, poiché nel Cielo vi sono ancora degli angeli assai potenti, in grandissimo numero, i quali molto meglio di voi potrebbero accingersi ad una simile divulgazione del Regno di Dio in sulla Terra.

11. Ma ora è giunto invece il tempo di cui ebbe visione Elia mentre giaceva nascosto dentro la grotta sul monte! Non nel turbine, e nemmeno nel fuoco procedeva Jehova, ma nel dolcissimo alitar di vento! E questo tempo del dolce alitare di Jehova davanti alla grotta di questo mondo è ora giunto! Noi perciò non possiamo né vogliamo procedere fra turbini distruttori, e neppure fra divoranti fiamme, ma, secondo l’ordine eterno stabilito da Dio, armati soltanto d’amore, di mansuetudine e pazienza! L’accortezza tuttavia vi sia sempre di guida, perché Io ben vedo che voi siete ora in procinto di andare come agnelli fra i lupi rapaci, ma, se sarete accorti, voi potrete tuttavia ottenere molti buoni risultati!

12. Guardatevi dunque da questi lupi con sembianze umane, e non abbiate a che fare con loro, poiché saranno appunto essi che vi trarranno davanti ai loro palazzi del consiglio e che vi flagelleranno nelle loro Scuole, e ciò tanto prima, qualora voi vi dimostriate insensati e troppo poco accorti! (Matteo 10,17). Quando un agnello si trova in un balcone della casa dove il lupo non può raggiungerlo, allora il lupo non può fargli nulla, malgrado la sua sete di sangue; ma se l’agnello è imprudente, e per osservare più da vicino il nemico, scende dal balcone sicuro dove si trova, esso dovrà ascrivere a se stesso la colpa se verrà sbranato e divorato dal lupo.

13. È vero però che più tardi, dopo che Io sarò nuovamente asceso ai Cieli per preparare per voi abitazioni eterne nella Casa del Padre Mio, vi si trascinerà dinanzi a principi ed a re a causa del Mio Nome e per testimonianza contro di loro e contro i pagani (Matteo 10,18), affinché ora sia adempiuto anche ciò che Isaia, il Mio Profeta, ha profetizzato per tutti i tempi a carico degli sciocchi potentati della Terra, ed a favore del Mio Regno, da fondarsi ora su questo mondo, quando egli disse: (Isaia 32,6-20)

14. “Un folle parla di follia e il suo cuore medita sventura, perché egli produca impostura e predichi errori riguardo al Signore, per affamare ancora più le anime affamate e impedire agli assetati il bere. Il regnare dell’avaro è inutile danno, poiché egli trova malizia a sufficienza per rovinare i poveri con parole di falsità, quando deve trattare il diritto del giusto. Ma i giusti principi avranno anche pensieri principeschi, e in base a questi eserciteranno il diritto.

15. Ma alzatevi, voi donne orgogliose, e udite la mia voce! Voi, figlie, che siete così sicure, porgete orecchio al mio discorso! È questione di un anno e di un giorno, e voi, che ora siete sicure, tremerete, poiché, se non c’è vendemmia, non ci sarà neanche raccolta. Impauritevi, voi donne orgogliose! Infatti il tempo è ormai giunto di spogliare e di cingere i lombi!

16. Si farà lamento per i campi coltivati, sì, per gli ameni campi e per le fertili vigne; perché sul campo del mio popolo cresceranno spine e sterpi, e anche su tutte le case di piacere dell’allegra città. I palazzi saranno abbandonati, e la città deserta di folla, tanto che le torri e le fortezze diventeranno perpetue caverne per la gioia degli animali selvatici e per il pascolo delle greggi. E ciò fino a quando su di noi non venga riversato lo Spirito dall’Alto.

17. Allora il deserto diventerà un campo coltivato, e il campo farà parte del bosco. E il diritto abiterà nel deserto, e la giustizia alloggerà sul campo. E il frutto della giustizia sarà la pace, e l’utile della giustizia saranno tranquillità e sicurezza perpetue.

18. Allora il mio popolo abiterà nelle case della pace, dunque in abitazioni sicure, e in orgogliosa quiete. Lungo il bosco però rimarrà tuttavia la grandine, e la città quaggiù sarà una città bassa.

19. Dunque buon per voi ora se seminate diligentemente presso le acque; là sopra certo potete far passare tranquillamente le zampe degli asini e dei buoi!”

20. Dunque, quando quei malvagi stolti del mondo vi trascineranno davanti ai principi insensati di cui fa menzione Isaia, non datevi pensiero di quello che dovrete dire o di come dovrete giustificarvi, poiché in quell’istante medesimo vi verrà indicato come dovrete parlare per giustificarvi! (Matteo 10,19). Perché in tal caso non sarete voi che parlerete, ma sarà il Mio Spirito, che è lo Spirito del Padre, che parlerà attraverso voi! (Matteo 10,20)

21. Però questa cosa vale soltanto per la summenzionata seconda missione che voi dovrete intraprendere dopo la Mia Ascensione. Per ora la cosa non vi riuscirà eccessivamente difficile.

22. Come dice in conclusione il Profeta, così dico Io pure a voi: “Beati voi che avete da seminare sulle rive del mare, poiché su quel terreno potete condurre con sicurezza i vostri asini ed i vostri buoi, cioè la vostra diligenza a favore del buono e del vero, ed è per questo che vi ho Io chiamati ed eletti! Là non incontrerete né re insensati, né donne superbe ed orgogliose, ma troverete poveri, ammalati, ossessi, zoppi, sordi e ciechi, tanto nel corpo e quanto più nello spirito; andate da costoro e predicate il Vangelo del Regno di Dio, e ognuno che crede, guaritelo, e non tacetegli il Mio Nome!”».

[GVG.v1.c138.§1-27] 

Una giusta domanda: «Qualora, dopo aver seminato la semente celeste di pace e di amore, germogliasse invece la discordia, che si dovrà fare?». «Non vi preoccupi che Satana si ribelli!». Ulteriori repliche di Giuda. Ammonimento del Signore ad avere fiducia, ed incitamenti a divulgare senza timore il Vangelo. (Matteo 10, 21-33)

1. Dice Simone di Cana: «Signore, io avrei da farTi ancora una domanda che, almeno a me, sembra di estrema importanza e alla quale vorrei pregarTi di dare una risposta ancora prima che noi ce ne andiamo; e questo per nostra istruzione e per tranquillità del nostro animo.

Ti piaccia dunque di volermi ascoltare!».

2. Gli dico Io: «La tua domanda Io la leggo già nel tuo cuore più precisamente ancora di quanto tu possa esporla; ciò tuttavia non ti sia di impedimento ad esporla a viva voce a motivo dei fratelli! Infatti tale domanda è davvero di grande importanza e degna veramente di un giudeo incorrotto. Esprimi dunque pure apertamente quello che ti pesa sul cuore».

3. E Simone di Cana così comincia: «Ebbene, poiché tale è anche la Tua Volontà, ascoltatemi bene voi tutti. La domanda è questa:

4. “Ora noi ce ne andiamo da coloro che hanno bisogno di noi; là predicheremo quello che Tu hai insegnato sul monte. Questo Tuo

 

Insegnamento sulla montagna è quanto mai di più puro e divino si possa immaginare, e quindi straordinariamente vero e celestialmente buono. Però questo Insegnamento sta, in grandissima parte, assolutamente in opposizione alla dottrina antica di Mosè.

5. Ora io conosco bene quasi tutte le località situate sulle sponde del vasto Mare di Galilea, e certo non meno bene conosco anche le popolazioni che là risiedono. È vero che fra quella gente ce n’è molta, che già da lungo tempo ha abbracciato le teorie di Pitagora e girato le spalle a Mosè ed a tutti i Profeti, e questi tali non sarebbero affatto tanto pericolosi per la Tua nuova Dottrina. Ma d’altra parte ci sono anche una quantità di famiglie le quali, per così dire, sono attaccate per la vita e per la morte a Mosè, o propriamente meglio ancora al Tempio, e questo vale in generale di solito più per i vecchi che per i giovani, anche se non è raro il caso contrario. Se i figli di simili ebrei ortodossi accoglieranno bene la Tua Dottrina, in molte sue parti ostile al Tempio, ma, con molta probabilità, non così i loro genitori; che cosa accadrà allora?

6. I genitori incolperanno i loro figli di disobbedienza a Mosè e li malediranno, cose queste assolutamente non rare presso tali ebrei ortodossi e fanatici!

7. Ora, se un fatto simile dovesse accadere, e senza dubbio anche accadrà davanti ai nostri occhi, come dovremo comportarci noi? Infatti è senz’altro da prevedersi che da genitori di questa specie noi saremo perseguitati e maledetti come nessun altro lo fu mai.

8. Certamente, nel caso opposto, la cosa dovrebbe riuscire più facile, poiché i figli, già in forza delle leggi politiche vigenti non possono comandare ai genitori. In tal modo, dunque, assieme alla benedizione noi semineremo anche discordie, contese, ira, odio e sete di vendetta, e ci attireremo l’odio, la persecuzione e le maledizioni di migliaia di persone. Chi ci compenserà di un tale danno e chi ci toglierà di dosso queste molteplici maledizioni?!”»

9. Gli dico Io: «Queste considerazioni non vi rattristino eccessivamente! Vedete, dal Cielo non scende soltanto il mite raggio di primavera che vivifica ogni cosa, ma scendono anche uragani e grandine e lampi e tuoni.

10. Ora, ciascuno apprezza e loda il vivido raggio di sole, ma nessuno invece se la sente di magnificare la grandine, i tuoni, i fulmini e l’uragano; l’inverno giunge sempre troppo presto per tutti, ma pure l’inverno è per tutti più salubre della primavera, e l’uragano, la grandine, i tuoni ed i fulmini sono altrettanto necessari quanto il dolce del tramonto!

11. E ancora Io vi dico: “Così avverrà e così deve avvenire che per amore del Mio Nome il fratello manderà a morte il fratello, e così pure il padre il proprio figlio, e i figli si scaglieranno contro i loro genitori ed affretteranno la loro morte!” (Matteo 10,21). E per il Mio Nome voi stessi sarete odiati da ognuno che sia veramente di questo mondo, nello stato in cui si trova attualmente.

12. Ma chi fra voi non si sarà scandalizzato e persevererà invece fino alla fine sarà beato (Matteo 10,22), perché Satana non si lascerà strappare così facilmente la preda fuori dagli artigli! Mi avete compreso?».

13. Obietta Giuda: «Va di bene in meglio! Se questa nostra missione deve attirarci l’odio di tutti, Dio ci guardi da tale impresa! Chi vuole, corra pure a cercare felicità dove ferve battaglia! Presso coloro che ci odieranno avremo certamente l’accoglienza e il trattamento che la calda estate riserva alla neve! Signore, se parli proprio sul serio, allora da persona semplice come sono, e che tuttavia ha fatto qualche esperienza, devo dirTi questo: “Rimani tranquillamente a casa, e noi con Te, perché questa semente non germoglierà e non porterà alcun frutto! Ascolta! Quando in una città qualunque saremo con le nostre prediche e le nostre opere arrivati al punto da farci odiare da tutti come la morte, cosa ci resterà da fare poi? Dobbiamo per giunta forse lasciarci tranquillamente ammazzare? E ammesso questo, chi propagherà dopo ulteriormente la Tua Dottrina? Pensa dunque un po’ a cosa Tu pretendi! Ma, per la chiarissima luce del Cielo, non vedi che con ciò Ti rendi assolutamente impossibile, e che Tu stesso diventi il Tuo proprio più feroce nemico e persecutore? Dove, ma dove in tutto il mondo c’è qualcuno il quale, odiandomi più che la morte, volesse prestarsi ad ascoltare la mia predica che scatenerebbe in casa sua tutte le discordie possibili, ed odio, ira e spirito mortale di vendetta? Parla dunque, e dì che cosa si dovrebbe fare in un simile inevitabile frangente?»

14. Gli rispondo Io: «Tu parli sempre secondo il tuo intelletto, noi invece parliamo secondo il nostro. Tu giudichi e comprendi ogni cosa nel senso materiale e rozzo di questo mondo, mentre qui si parla un linguaggio spirituale e celeste.

15. Ma se tu e qualcun altro ancora insieme a te avete una così grande paura degli uomini, allora fuggite dalla città nella quale vorranno perseguitarvi, e andate in un’altra! Perché, in verità vi dico: “Voi non avrete di gran lunga predicato in tutte le città d’Israele, quando Io farò di nuovo ritorno a voi, quale Figlio dell’uomo (Matteo 10,23) e quale Colui che susciterà in ciascun cuore un giudizio e un fuoco divoratore, e che nel petto del sacrilego ecciterà il verme maligno, ed il fuoco non si estinguerà mai più, né mai più morrà quel verme; voi tuttavia sarete in ciò giustificati. Infatti guai, guai un giorno a tutti coloro che vi avranno perseguitati e che vi avranno messo le mani addosso!»

16. Ribatte nuovamente Giuda: «Eh sì, quando ci avranno ammazzati, allora avrai un bel venirci dietro! Ma se Tu ci hai già dato il potere sopra gli spiriti maligni e la facoltà di sanare ogni genere di malattie, perché non ci concedi contemporaneamente anche il potere sugli uomini malvagi, dei quali uno solo è non di rado peggiore di tutti i maligni spiriti presi assieme, che abbiano mai preso dimora nei corpi degli uomini e fattavi vita da parassiti? Dacci la facoltà di far sorgere fuoco dalla terra sotto ai piedi di coloro che ci perseguitano, ed in breve tempo noi Ti convertiamo tutto il mondo!»

17. Gli dico Io: «Vuoi dunque essere più di quello che è il tuo Signore e Maestro? UditeMi voi tutti: “Il discepolo non è più del suo Maestro, né il servitore più del suo Signore!”. (Matteo 10,24). Basti al discepolo essere come il suo Maestro, e così pure al servitore essere come il suo Signore.

18. Ora, se il vostro Maestro e Signore non si avvale di mezzi straordinari e violenti per costringere gli uomini ad accettare la Sua Dottrina, perché dovrebbero voler farlo i Suoi discepoli e servitori? Ma se gli uomini di questo mondo hanno chiamato Me “Belzebù”, che sono Signore e Capo di famiglia dall’Eternità, quanto più chiameranno voi con tale nome, che siete Miei familiari?! (Matteo 10,25)

19. E perciò non dovete nemmeno avere timore di loro, perché li conoscete. Pensate voi forse che rimarrà per Me nascosto quello che sarà fatto a voi? Io ve lo dico: “Nessuna cosa è tanto nascosta che non possa essere scoperta dinanzi a Me, e ugualmente non vi è niente di così segreto che Io non lo possa sapere”. (Matteo 10,26)

20. Dato dunque che ai Miei occhi non può rimanere nascosto nulla di tutto ciò che si macchinerà e si vorrà fare contro di voi, potete per conseguenza essere sempre certi che il Mio aiuto vi sarà vicino! Abbandona forse la leonessa i suoi nati nell’ora del pericolo, e non espone la propria vita per ciascuno di essi qualora si voglia rapirglieli? Non saprò dunque anch’Io proteggere voi con la Mia Vita, nel momento del pericolo?!

21. Perciò non temete gli uomini del mondo! Quello che Io vi insegnai nella notte dichiaratelo voi a costoro alla luce del giorno; e quello che Io in segreto dissi all’uno od all’altro di voi all’orecchio del vostro cuore, predicatelo ora dai tetti (Matteo 10,27), e non abbiate dunque alcun timore di tutti coloro che possono bensì, come fanno gli animali feroci, uccidere il corpo, ma che non possono uccidere né arrecare alcun danno all’anima che sola vive ed ha vita!

22. Se proprio nel vostro cuore deve dimorare un timore, sia questo piuttosto il timore di Colui che è Signore anche delle vostre anime, e che può, quando Lo voglia, giudicarle degne dell’Inferno! (Matteo 10,28). E Questo voi lo conoscete già, perché è appunto Colui che ora vi parla!

23. Guardate qui, davanti a noi c’è un granaio tuttora coperto! Vedete come vi saltellano sopra allegramente i passeri; essi volano ora in alto ora in basso, e sembra veramente che cadano giù dal tetto! Al mercato se ne comprano due per un quattrino; com’è esiguo dunque il loro valore! Eppure non uno di essi cade a terra dal tetto senza il volere del Padre che è nei Cieli (Matteo 10,29).

24. E vi dico ancora “Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati (Matteo 10,30) e nemmeno uno cade giù senza che il Padre vostro lo sappia e lo voglia!”. Ora, se il Padre si cura in tal modo di cose che a voi appaiono di tanto poco valore, come potrà Egli non pensare a voi, chiamati a diffondere la Sua Parola e la Sua Grazia?

25. Vano dunque è il vostro timore; banditelo quindi per sempre dal vostro cuore, poiché voi siete certamente più di molti uccellini. (Matteo 10,31)

26. Andate perciò senza altre paure, e rendete testimonianza di Me dinanzi agli uomini! In verità, Colui che Mi avrà riconosciuto davanti agli uomini Io altresì lo riconoscerò davanti al Padre Mio che è nei Cieli! (Matteo 10,32). Ma invece chiunque di voi per un vano timore Mi avrà rinnegato davanti agli uomini Io altresì lo rinnegherò un giorno davanti al Padre Mio che è nei Cieli» (Matteo 10,33)

27. E qui Giuda prende nuovamente la parola e dice: «Tutto ciò è quanto mai bello e saggiamente detto, ed è pure certo che queste cose sono profondamente vere; ma a che giovano? La Tua Dottrina è senza dubbio semplicemente meravigliosa, pura e vera; a questo proposito noi non abbiamo più bisogno di perdere nemmeno una parola, ed anche le Tue opere dimostrano, almeno per noi che ci troviamo qui riuniti, più che a sufficienza Chi in fondo in fondo sia Colui che le compie. Però, considerato il modo di procedere che ci viene prescritto, tanto la Dottrina in se stessa, quanto le Opere non soltanto non troveranno che difficilmente una generale accoglienza più o meno favorevole, ma al contrario, visto che esse sono davvero atte a suscitare la discordia in ogni famiglia in cui si volesse introdurle, saranno perseguitate nel modo più severo, se non addirittura proibite dai poteri di stato, e noi saremo messi nell’impossibilità di parlare e di agire. Cosa accadrà poi? Quando noi, chiamati a divulgare su questa Terra la Tua Dottrina e le Tue Opere, avremo certo, e come ben prevedo, assai presto esaurito le nostre energie e terminato di lottare, lapidati da una pioggia di pietre, oppure sotto la spada o nel fuoco, se non pur sulla croce o in una fossa di leoni, chi subentrerà al nostro posto e proseguirà la nostra opera?».

[GVG.v1.c139.§1-10] 

Importantissimi consigli riguardo alla vita degli uomini ed al modo di comportarsi con questi. «Chi ama qualsiasi cosa più di Me, non è degno di Me». La lotta è necessaria al mondo. Promessa di ineffabili gioie ai fedeli nell’amore in Dio. (Mt 10, 34-39).

1. Rispondo Io: «Te l’ho già detto che tu parli sempre secondo le tue idee mondane. Concedere al mondo la pace equivarrebbe a dargli più morte ancora di quanto esso ne possegga ora in abbondanza.

2. Se tu vuoi aiutare un cieco a recuperare la vista, lo guarirai forse cavandogli gli occhi; e lo zoppo potrà camminare diritto se tu gli tagli via il piede ammalato? Oppure il muto acquista la parola, facendogli strappare la lingua? Oppure infine, generalmente parlando, si può curare la peste con dell’altra peste, e spegnere le fiamme con un fuoco ancora maggiore?!

3. Vedi, precisamente così succede in questo tempo con gli uomini del mondo! Spiritualmente sono morti, ed all’infuori della vita animale non hanno in sé altra vita. La loro anima è pura carne, ed il loro spirito può benissimo chiamarsi morto e simile a quegli spiriti che sono confinati nella pietra e che con la loro obbligata ostinazione tengono unita la materia la quale altrimenti sarebbe molle e cedevole. Per questo motivo avviene che le pietre si presentino varie per qualità e aspetto, più tenere e più dure, alcune trasparenti, altre opache e di colori quanto mai differenti, secondo le proprietà dello spirito che vi si trova incarcerato.

4. Ora, se tu volessi liberare gli spiriti della pietra dalla loro materia, credi forse che riusciresti nel tuo intento adoperando dell’acqua tiepida? Certamente no; ed Io ti assicuro che, con un simile trattamento moderato e pacifico, la pietra rimarrà perfettamente quello che è sempre stata e che tuttora è. Per raggiungere tale scopo si deve far agire un fuoco potente, affinché gli spiriti si scuotano ed entrino in uno stato di violenta agitazione, solo allora si sciolgono da soli dai lacci della loro materia e diventano liberi. Ed altrettanto è opportuno che avvenga qui, nel nostro caso!

5. Quelle forze che consentono agli spiriti costretti nella pietra di liberarsi con il fuoco, con la lotta violenta, con potente pressione e colpi fortissimi, risvegliano anche gli spiriti nei cuori umani divenuti veramente dura pietra e li rendono liberi, particolarmente i cuori dei ricchi e dei potenti che sono duri come il diamante e che nessun fuoco terreno riesce a destare.

6. Per conseguenza imprimetevi bene in mente quello che Io vi dico: “Abbandonate ogni sciocca e ridicola illusione che per mezzo di voi, Miei discepoli e servitori, Io sia venuto forse a portare agli uomini di questo mondo la pace terrena! No; non la pace Io porto al mondo, ma la spada! (Matteo 10,34)

7. Udite e comprendete bene! Io sono venuto per suscitare il figliolo ancora tenero e flessibile contro la durezza troppo spesso inflessibile di suo padre; la figlia modesta contro la propria madre ambiziosa, e la mite nuora contro la suocera avara ed invidiosa!” (Matteo 10,35). Sì, i familiari stessi dell’uomo dovranno diventare i suoi più accaniti nemici! (Matteo 10,36)

8. In verità, in verità vi dico: “Chi ama suo padre e sua madre più di Me, non è degno di Me, e colui che ha figli e figlie e li ama più di Me, non è degno di Me! (Matteo 10,37). E colui che non prende volonterosamente su di sé il proprio carico, anche se questo gli grava sulle spalle come la croce dei romani, e non Mi segue, costui poi non è affatto degno di Me e non avrà alcuna parte al Regno di Dio! (Matteo 10,38)

9. In verità, in verità vi dico che chiunque cerca la vita di questo mondo e la trova anche facilmente, costui perderà la vita eterna, ed Io non lo risveglierò a vita eterna il giorno del giudizio, subito dopo la morte del corpo, ma lo dannerò bensì ad eterna morte nell’Inferno!

10. Chi invece non soltanto non cerca la vita terrena, ma la fugge e disprezza per vero e puro amore verso di Me, costui troverà la vita eterna (Matteo 10,39), poiché Io lo farò subito risuscitare nel giorno della morte del suo corpo che sarà il suo giorno del giudizio e il nuovo giorno della nuova vita nel mondo degli spiriti, ed Io lo condurrò nel Mio eterno Regno e adornerò il suo capo con la corona della sapienza e dell’amore eterni ed indistruttibili, ed egli regnerà poi in eterno con Me e con tutti gli angeli dell’eterna immensità dei Cieli sopra tutto il mondo sensibile e spirituale!”».

[GVG.v1.c140.§1-15] 

Cenni riguardo alla grandezza del mondo materiale e del mondo spirituale. Della dignità e della meta altissima dei figli di Dio. Unico mezzo di prova possibile per rilevare che la Parola è divina. Il mistero divino nell’uomo. (Matteo 10, 40)

1. Domanda Simone di Cana: «Signore, Non potresti Tu forse dichiararci dove si trovi veramente questo Cielo nel quale dimorano gli angeli, quanto grande esso sia e quanto grande altresì possa essere il mondo sensibile che Tu hai menzionato?»

2. Gli dico Io: «Amico, tu sei cieco se non vedi ciò e non lo comprendi! Io dissi pure che il Cielo è infinitamente grande; come puoi dunque ancora domandare quale sia la sua grandezza? Il Regno dei Cieli, spiritualmente, è dappertutto nell’eternità del tempo e dello spazio altrettanto infinitamente esteso quanto questo complesso sterminato di mondi, del quale tu con il tuo occhio non puoi percepire che la parte più infinitesimamente piccola.

3. Questa Terra, il sole grandioso, la luna e tutte le stelle sono altrettanti corpi celesti di enormi dimensioni, taluni parecchie migliaia di migliaia di milioni di volte più grandi di questa Terra; tutto ciò, preso assieme e paragonato alla sconfinata grandiosità della Creazione del mondo sensibile, non è nei rapporti di grandezza e di estensione nello spazio di gran lunga neppure quello che è la più piccola goccia di rugiada in confronto alla totalità del grande mare terreno, la cui superficie è pure talmente vasta che un buon navigatore, anche se vivesse il doppio di Matusalemme, non giungerebbe a percorrerla in tutti i suoi punti. Ma il mondo materiale fino ad ora, quello che è già stato creato, ha tuttavia dei limiti, al di là dei quali si estende ancora nell’immensità uno spazio eterno, senza confini, in confronto alla cui sterminata estensione da tutti i lati il mondo sensibile menzionato fino ad oggi creato sta, nel suo complesso, come un attimo del tempo in rapporto all’eternità.

4. Il mondo spirituale è poi in sé altrettanto infinito quanto lo è lo spazio eterno che non ha fine in alcun punto!

5. Quantunque lo spazio non abbia in eterno ed in nessun luogo una fine e sia per conseguenza, nel senso più vero e perfetto, infinito in tutte le direzioni, ciononostante non vi è nelle sconfinate ampiezze e profondità dello spazio neppure un punto impercettibile dello spazio stesso, dove lo Spirito della Sapienza e Potenza divine non sia tanto bene presente quanto lo è ora fra voi in questo luogo. I veri figli di Dio, i quali si distinguono nel giusto e sincero amore verso di Lui, il Padre santo fin dall’eternità, nonché nel puro amore verso il prossimo, riceveranno nell’Aldilà, nella grande Casa del Padre, la potenza e la forza di popolare sempre maggiormente, con nuove creazioni, lo spazio che non ha mai in nessun luogo fine!

6. Ma voi siete ancora troppo carenti d’intelletto e non potete comprendere quello che vi ho detto ora. Tuttavia, in generale aggiungo: “Nessun occhio mortale può vedere, nessun orecchio udire, né alcun senso di questa Terra può percepire quello che nell’Aldilà, nel Regno dei Cieli, è preparato per coloro che divengono degni di essere chiamati figli di Dio!

7. Infatti dinanzi agli occhi dei veri figli di Dio, lune, terre e soli si libreranno negli spazi come un pulviscolo scintillante!”

8. Di conseguenza non limitatevi ad ascoltare la Mia Parola, ma operate piuttosto come essa vi insegna!

9. Solo dall’azione secondo la Mia Parola riconoscerete se quello che ho detto e tuttora dico a voi vi sia pervenuto dalla bocca di un uomo oppure da quella di Dio! (Giov.7,17)

10. Ma nello stesso modo in cui voi stessi dovete anzitutto dimostrare di mettere veramente in pratica la Mia Parola se volete riuscire a comprendere in maniera vivificante nei vostri cuori Chi sia Colui che vi ha dato questa Dottrina, nonché il comandamento dell’amore; così dovrete ugualmente incitare all’azione tutti coloro ai quali annuncerete la Mia Parola, poiché, finché la Parola rimane racchiusa solo nel cervello, non ha maggior valore di quanto ne abbia il vuoto ragliare dell’asino il quale pure con la sua voce perviene alle orecchie altrui.

11. Soltanto quando la Parola penetra nel cuore diviene forza viva, si impadronisce subito della volontà la quale è il centro di gravità dell’amore, e con ciò incita l’intero uomo all’azione.

12. In seguito poi a tale attivo operare si forma nell’uomo vecchio un nuovo uomo, e la Mia Parola si converte allora veramente in nuova carne ed in nuovo sangue!

13. E sarà quest’uomo nuovo in voi che vi renderà ad alta voce testimonianza che le Mie Parole sono veramente Parole di Dio, le quali oggi ed in tutti i tempi dei tempi hanno la stessa potenza e forza di azione come le hanno avute prima di oggi nelle eternità delle eternità, poiché tutto quello che voi percepite con la vista, con l’udito, con l’odorato, con il gusto e con il tatto non è altro, nella sua essenza, che la Parola di Dio.

14. Colui che da eternità comandò di esistere, fuori da Se Stesso, a soli, terre e lune, e segnò le loro ampie orbite negli spazi, Costui ora dirige voi verso le nuove vie della vita eterna!

15. Io però aggiungo ancora e dico: "Chi accoglie voi, accoglie anche Me; ma chi accoglie Me, accoglie pure Colui che a voi Mi ha mandato!" (Matteo 10,40); e questo voi dovete comprenderlo bene!».

[GVG.v1.c141.§1-13]

Ulteriori istruzioni date agli apostoli riguardo alla loro missione ed al modo di comportarsi. Della continuità della missione profetica e dei veri e falsi profeti. La prima partenza degli apostoli per le località d’Israele. Promessa di altra luce per il tempo successivo al ritorno degli apostoli.

1. Ma Io vi dico di più ancora: «Voi sapete che ora, come in ogni tempo, vi sono e vi sono stati dei profeti, e ve ne saranno fino alla fine del mondo, presso tutti i popoli della Terra, qualunque sia la fede che essi professano, poiché, anche se tutti i vincoli esistenti fra Cielo e Terra dovessero venire distrutti, soltanto per mezzo dei profeti verrà sempre mantenuto intatto un misterioso legame, che nessuna potenza tenebrosa sarà mai in grado di annientare.

2. È bensì vero che vi sono stati, vi sono e vi saranno sempre fra i veri anche dei falsi profeti, però questo fatto non pregiudica assolutamente, oppure soltanto in minimissima parte, la causa del vero profeta suscitato dal Cielo, poiché il vero profeta smaschera fin troppo presto il bugiardo davanti al mondo, ed il bugiardo non potrà mai sfuggire alla punizione del Cielo.

3. Ma quando un vero profeta entra in una casa e vi viene accolto come tale, colui che lo accoglie quale vero profeta, oppure accoglie un inviato del profeta nel nome di costui e che ascolta le sue parole e di queste fa tesoro nel proprio cuore, costui riceverà nell’Aldilà, nel Regno di Dio, la retribuzione di profeta; e colui che accoglie un giusto nel nome di un giusto, vale a dire qualcuno che abbia la fama e gli spetti quindi il nome di giusto, oppure anche non goda tale fama ma chi lo accoglie riconosce in lui un giusto e lo accetta come tale, senza tentarlo per avere la prova che egli sia propriamente un giusto, costui riceverà un giorno nel Regno dei Cieli la ricompensa del giusto. (Matteo 10,41)

4. Ed infine Io vi dico ancora: “Guardate questi piccoli qui che amorosamente Mi circondano! Ebbene, chiunque avrà dato anche un solo bicchiere d’acqua al più piccolo di questi piccoli, nel nome di un discepolo, in verità vi dico che anche una tale azione, per quanto insignificante in se stessa, non rimarrà per lui senza ricompensa!”. (Matteo 10,42)

5. Ora dunque voi avete tutto ciò che vi è necessario per lo scopo al quale vi ho eletti; andate ormai tutti nelle città che Io vi ho indicato, insegnate a conoscere il Regno di Dio a coloro che vi abitano, ed operate quello che ora vi ho detto e nel modo come ve l’ho prescritto; la vostra ricompensa un giorno non sarà certo esigua.

6. Quando però avrete compiuto l’opera affidatavi nelle città di Israele, di cui non se ne contano molte, allora fate di nuovo ritorno da Me; Io vi inizierò poi in segreti più profondi del Regno di Dio, perché a voi sarà dato allora di comprendere tali misteri che sono propri del Regno di Dio»

7. Domanda allora Pietro: «Signore, noi dodici dobbiamo procedere tutti assieme, oppure andare ognuno per sé, l’uno in questa e l’altro in quell’altra città e anche nelle borgate e villaggi?»

8. Rispondo Io: «Ciò dipende da voi, ma meglio sarebbe se ve ne andaste per lo meno in due o tre assieme, affinché l’uno possa servire da testimone all’altro; oltre a ciò il Mio Spirito agirà con maggiore potenza attraverso voi, quando sarete riuniti nel Mio Nome in due o tre in un luogo qualsiasi, per insegnare ed operare.

9. Che voi dobbiate rimanere precisamente tutti e dodici assieme, questo non è in primo luogo affatto necessario, ed in secondo luogo voi, in tal caso, tanto più difficilmente trovereste accoglienza in una casa qualunque, a causa dello spazio e delle provviste. Per questo motivo dividetevi in gruppi di due oppure di tre! Però sceglietevi prima le città, le borgate e i villaggi, e mettetevi d’accordo su quelli che ognuno di voi vuole prendere!

10. In tal modo voi potrete comparire in diverse città contemporaneamente, guadagnando così molto tempo, e tanto più presto potrete poi fare ritorno da Me; se sarete zelanti, vi sarà facile terminare il vostro compito in sette settimane, forse anche prima. Ma ora è tempo che partiate, poiché adesso ogni ora ha il suo valore!»

11. Dice Giuda Iscariota: «Signore, il sole è già quasi vicino al tramonto; non c’è ormai più di mezz’ora di luce, e da qui fino a una qualsiasi delle località circostanti è molto lontano. Per raggiungere il più vicino villaggio bisogna camminare due buone ore; non sarebbe dunque la stessa cosa se noi ci mettessimo in cammino domani di buon mattino?».

12. Rispondo Io: «No, amico Mio, perché ogni minuto di ritardo potrebbe arrecare danno! Voi raggiungerete oggi, dopo il tramonto, una borgata che giace dietro la montagna ad oriente rispetto a qui, là si avrà bisogno del vostro aiuto immediatamente, e vi troverete poi una buona accoglienza; però non fermatevi in quel luogo più di tre giorni, e così anche neppure in un’altra località, senza una reale necessità. Fino alla borgata di cui vi dissi ora restate tutti uniti, ma giunti là, separatevi!».

13. Dopo queste Mie parole i dodici si avviarono subito di buon passo, abbandonando il villaggio prima in rovina, ma poi riedificato meravigliosamente per la Mia Grazia, e gli abitanti misero a loro disposizione un paio di guide per accompagnarli e per indicare loro la via più diretta, che conduceva alla suddetta borgata.

     

ATTENZIONE

 
 

4. In verità, coloro che si alzano quando Io li chiamo, quelli anche risorgeranno alla vita, e non assaporeranno mai la morte, mai in eterno! 

5. Ma coloro che non seguiranno la Mia chiamata, quelli continueranno a giacere per molto e molto tempo! Dunque, alzatevi ora, liberi e lieti! Amen». [GFD.1.180.4-5] 

Il motivo per cui tra i "molti chiamati, pochi sono gli eletti" è dovuto al fatto che sono pochi coloro che ascoltano le Parole del Signore: "Rinnega te stesso, prendi la croce sulle spalle e poi seguiMi!".

 [SS.c15.§19]

Fiumi d'acqua viva sgorgheranno

 da chi crede in Me!

LA TERRA

Figlia del Sole primordiale

[GVG.v4.c106.§8] Estratto conciso

8. La Terra non ha avuto origine da questo sole, contrariamente a tutti gli altri pianeti - ad eccezione di quello fra Marte e Giove, distrutto 6.000 anni fa per opera dei suoi abitanti. La Terra è stata originata dal sole centrale primordiale ed è più vecchia rispetto a questo sole di un periodo di tempo per noi infinito. La Terra ha cominciato a diventare corporea dopo che questo sole, già da molto tempo, aveva iniziato la sua prima rivoluzione intorno al suo sole centrale; ha attratto poi a sé, da questo sole, il proprio elemento corporeo.

DC.v3.c530.§3]

3. Vedete, tutti gli altri pianeti, che con i loro corpi minori orbitano attorno al sole, sono, ad eccezione di un’unica cometa, figli proprio di questo sole, ma non questa Terra insieme alla sua luna. Questa Terra è una figlia proveniente dal sole primordiale, fu lanciata fuori dal grandioso interno di questo sole nel vasto spazio del globo cosmico, con forza indicibile, come corpo già piuttosto compatto, naturalmente da un numero di anni terrestri per voi inimmaginabile. Di una simile provenienza ebbe da rallegrarsi anche quel pianeta1 più grande, di cui sapete che è stato distrutto a partire dall’interno. Per questa ragione però questa Terra è anche così estremamente varia e complicata che in essa, su di essa e sopra di essa compaiono tutti quei materiali originari che, ovviamente in scala grandissima, compaiono soltanto nel sole centrale primordiale; e in esso debbono comparire perché è la [stella] nutrice e la direttrice dei molti, innumerevoli soli centrali secondari e dei soli planetari e dei loro pianeti.

1. Si tratta del grande pianeta Mallona  che si trovava nell’orbita tra Marte e Giove, i cui resti sono gli attuali asteroidi o fascia dei pianetini. [NdR].

SUL SOLE

 L'uomo origina gli esseri

SN.c2.§2]

2. Sui pianeti imperfetti, tutto evolve fino all’uomo, quale ultimo e più perfetto gradino delle cose e degli esseri. Sul Sole, quale pianeta perfetto, è l’uomo, con la sua volontà, che origina gli esseri. Tali entità atomiche, insieme alle muffe eteriche, sono trasferite, sugli altri pianeti mediante la luce solare, e progrediscono poi fino all’uomo. [Estratto conciso].

COSTELLAZIONE DEL LEONE

 

REGOLO

Sole Centrale Primordiale

[GVG.v4.c254.§4-10] 

4. Tu, o Mataele, conosci bene le costellazioni degli antichi egiziani, e anche la stella Regolo nel gran Leone ti è perfettamente nota! Come appare essa ai tuoi occhi? Ecco: un punticino scintillante; e tuttavia là dove essa si trova nello spazio, è un corpo solare così grande che un fulmine, il quale pure in quattro istanti percorre una lunghezza di 400.000 Feldwege1, per coprire la  distanza tra il suo polo settentrionale e quello meridionale impiegherebbe più di un trilione di anni terrestri secondo il sistema di calcolo arabo antico che ti è noto! Il suo nome vero e proprio è Urka, o meglio Ouriza, (il primo, ovvero il principio della creazione di eoni volte eoni (10120 x 10120) di soli inclusi in un globo cosmico di una estensione quasi infinita). Esso è l’anima, ossia il punto centrale di gravità di un globo cosmico, il quale però in sé e di per sé non costituisce che un nervo dell’immenso Uomo cosmico. Ora un tale Uomo cosmico di nervi simili ne ha certamente all’incirca tanti quanti sono i granelli di sabbia e i fili d’erba sulla Terra. Tutto intero questo immenso Uomo cosmico però non costituisce infine che un periodo della Creazione, dal suo inizio fino al termine del suo completamento spirituale.

1. 300.000 km. [NdR].

 

"Chi vuole giungere alla Mia Parola vivente dentro di sé costui sia perfettamente attivo nel praticare la Mia Parola"

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